Don’ t call me scema

I miliardi di modi in cui la pubblicità è in grado di prendere concetti importanti e svilirli mi lascia sempre basita. E sì che dovrei esserci abituata. Vivo immersa nel mondo del consumismo da quando sono nata. Però, niente da fare, ogni volta mi ritrovo lì con la mascella a penzoloni davanti all’ennesima campagna che riesce a mercificare quel che non dovrebbe essere in vendita.
Stavolta si parla della Sisley. I pubblicitari di questa casa, da bravi trend-setter, devono aver percepito che le donne in questo periodo sono incazzate, che c’è una ridiscussione del femminismo, che molte di noi si battono contro l’immagine degradante che del femminile è dato dai media. E si devono essere detti: “Ci dev’essere un modo per far soldi da questa cosa”. Detto fatto.
Nasce la campagna Don’t Call me Doll. Che così viene spiegata da un sito che ha dato la notizia:

“Oggi mentre la tv, ma anche la politica mettono la plastica e l’apparenza in prima fila, Sisley decide di mobilizzarsi privilegiando le donne vere, dinamiche, autonome e indipendenti, donne che veste da sempre.”

Apperò. Interessante. Certo, che un marchio che si pubblicizza con foto del genere parli di donne vere, autonome e indipendenti…mah. Ma ci può sempre stare la conversione sulla via di Damasco.
Poi si scopre che la maglietta è questa qua, che uno dice, ma che c’azzecca San Valentino? Ma lo scopo definitivo della campagna appare evidente quando si va a indagare su cosa sia l’evento del 12 febbraio a Milano. Un flash mob in cui un centinaio di ragazzine, tutte vestite uguali, ossia con la suddetta maglietta, ballano ammiccando a Piazza San Babila sulle note di La Bambola di Patty Pravo. Non ci credete? C’è la testimonianza video.
Allora. La canzone con l’emancipazione femminile c’entra un piffero. È la storia di una che si lamenta di come è trattata dall’amante, che si intuisce più giovane e avventato di lei. Poi qualcuno mi spieghi come duecento persone, abbigliate allo stesso modo, che ripetono gli stessi passi, affermano l’unicità e l’indipendenza delle donne. Semmai esprimono chiaramente l’omologazione, e perpetuano il modello velina, che è quello che va per la maggiore in questo momento storico. Ed è esattamente a questo punto del discorso che mi incazzo. Perché fin qui poteva trattarsi solo di una stupida campagna pubblicitaria. Invece è qualcosa di più, e di molto più dannoso.
La Sisley prende le legittime rivendicazioni delle donne, e l’appeal che evidentemente hanno sulle giovani – o non saremmo state un milione in piazza, il 13 febbraio – e le svuotano di significato, le stravolgono per renderle innocue e prone allo scopo principale: inculcarci il desiderio di comprare magliette e omologarci ad un modello unico di bellezza. L’idea di fondo della campagna è: ti attira il femminismo? Beh, non c’è bisogno che tu ti informi e ti crei una consapevolezza critica sull’immagine della donna. Prenditi questa maglietta, balla con noi e sarà un po’ come andare a manifestare in piazza per la dignità delle donne. Di più: le vere donne emancipate non sono quelle sciattone in piazza, coi cappotti lisi, i pugni alzati e lo slogan urlato, ma quelle giovani, carine, con indosso la roba giusta, che usano il loro corpo perfetto per farsi strada. Se vuoi essere davvero emancipata e forte devi essere come loro, ballare uno stacchetto da cretine è l’unico modo in cui ti è permesso affermarti. Tutto il resto è superfluo, e soprattutto non cool.
A me questo fa arrabbiare. Che si cerchi di addomesticare la carica eversiva di un milione di donne in piazza riducendole al modello unico imperante. Che si lucri sulla nostra rabbia, che la si mercifichi, che la si riduca ad una maglietta fashion.
È questo che fa il consumismo, da sempre. Ci svuota. Prende qualcosa, ne toglie il senso, e lo riempie di cose. Ci costringe a incasellarci, anche quando siamo arrabbiati, anche quando cerchiamo di scrollarci di dosso le etichette.


And they make me
Make me dream your dreams
And they make me
Make me scream your screams


dice la canzone, e ha ragione, è così. Il consumismo ci dice cosa dobbiamo desiderare, e anche come ci dobbiamo arrabbiare. Ci toglie la libertà, ci trasforma in target, perché è più facile soddisfare i bisogni di un pubblico facilmente incasellato in una serie di tipologie tipiche: la ribelle, la casalinga, la “donna emancipata”.
E la cosa triste è che l’evento è piaciuto. Tanto è vero che lo rifanno. Significativa in questo senso è questa testimonianza.
Vi prego, non facciamoci fregare. Esistono tanti modi per ingabbiarci, per renderci schiavi, e questo è tra i più subdoli e più devastanti. Continuiamo a ragionare, a farci domande, a informarci. E non rinunciamo a tutta la straordinaria varietà e ricchezza della nostra unicità.

P.S.
Grazie a Fab per la segnalazione

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29 risposte a Don’ t call me scema

  1. Elena scrive:

    io mi sono sempre chiesta come mai nelle pubblicità dei vestiti usino donne semi-nude e semi-anoressiche. secondo me i vestiti stanno meglio a donne o ragazze formose, certo, non devrebbero essere obese, ma normopeso sì!vuoi mettere una gonna con sotto un paio di stecchini per gambe invece che una gonna con sotto gambe ”normali” magari anche toniche o muscolose?
    le donne con i loro piccoli difetti sono speciali e uniche,e se tutte noi ci omologhiamo perdiamo la nostra unicità!
    per quanto riguarda gli spot che usano il corpo delle donne dico che non è completamente colpa degli uomini come stanno dicendo in questo periodo: gli uomini sì c’entrano ma principalmente devono essere le donne ad avere il buonsenso di rifiutare lavori indecenti come fare pubblicità semi-nude ecc., dobbiamo capire che dentro ognuna di noi c’è molto più di quello che ci fanno credere i mass-media proponendoci ragazze “belle” ma inutili, cioè incapaci di fare qualsiasi cosa [vedi belen per non fare nomi]
    comunque sei fortissima, adoro i tuoi libri!
    p.s Ho 15 anni! :D

  2. ***Sognatrice*** scrive:

    Genny: Grazie mille. sono cose che penso anchio ma e` molto bello sentirselo dire da qualcun altro

  3. Genny scrive:

    Sognatrice l’importante è che sai di essere bella dentro, e credimi se sei bella dentro devi esserne orgogliosa…la bellezza esteriore è una cosa fantastica, ma una donna può essere bella anche senza quella…e poi io credo che ognuna ha un fascino…e il fascino è molto più importante della bellezza, è quello c’è l’hai, io credo che ogni donna ha fascino….

  4. ***Sognatrice*** scrive:

    Genny: ti capisco perfettamente. Io non sono come tute quelle ragazze. Pero` non penso di essere bella (non di aspetto almeno, pero` di quore si!). Non mi piacciono le ragazze che amano la moda perche` dimenticano di amare se stesse. Per questo tutte le mie amiche sono uniche e speciali!

  5. sasha scrive:

    Ciao Licia,
    navigando ho trovato il tuo DON’T CALL ME SCEMO e l’ho trovato molto interessante perchè mi ha fatto riflettere. Il 13 febbraio ero in Piazza a Milano sotto la pioggia a manifestare per la liberta’ delle donne anche se oggi in Italia qualsiasi cosa fai o sei pro o contro B ( rifacendomi a Marco Travaglio) e non puoi essere semplicemente te stesso.
    Se la Sisley passa dalla comunicazione della donna oggetto a una comunicazione pro individualità della donna con una T-shirt ironica ( Sisley fa abbigliamento) come fai a non vederlo come una cosa positiva.
    Una azienda in meno che userà il corpo della donna per vendere i propri prodotti. Mi sembra una bella cosa no?
    Credo che rimanere BASITI ( come scrivi tu) non può metterti la coscenza a posto, manifestiamo le noste idee con azioni. Troppo facile limitarsi a raccontarcela.
    Spero di avere un seguito e comunque grazie per avermi fatto riflettere sull’argomento.

    • Licia scrive:

      sasha: beh, sarebbe stato molto più significativo iniziare cambiando le strategie pubblicitarie, eliminando le donne ultramagre e ammiccanti. Che so, la Dove per un certo periodo iniziò a pubblicizzarsi tramite donne qualsiasi, col sedere grosso, la panzetta e tutti i difetti che ciascuna di noi ha. Ed erano belle, bellissime, e a me quella pubblicità piaceva. Invece mi pare che la Sisley stia continuando sulla solita linea: modelle al limite dell’anoressia e foto ammiccanti, tipo queste
      http://img845.imageshack.us/i/schermata20110307a13365.png/
      http://img35.imageshack.us/i/schermata20110307a13422.png/
      Queste immagini sono usate per pubblicizzare l’attuale collezione, quindi non mi sembra proprio che Sisley abbia cambiato strategia comunicativa, né che abbia deciso di non usare più l’immagine della donna per vedere prodotti. Non basta una maglietta con uno slogan catchy.
      Per inciso, il 13 in piazza c’ero anch’io: ne ho parlato qui e qui

  6. Simone scrive:

    Tristezza a palate.

  7. zaraki scrive:

    beh vedi, secondo me è come la sigaretta….. devi essere come tutti per essere accettato dalla comunità, potendo e sapendo sfruttare la capacità di plasmare più persone possibili allora il gioco è fatto, e io per primo …. siamo in una età molto plasmabile e quindi esposti a tutto. e da incoscenti magari ci ritroviamo ad essere tutti uguali. per esempio i ragazzini di oggi sono tutti coi capelli piastrati e vestiti quasi uguali…. figurati che scambio quasi sempre mio fratello xD. questa è anche una mancanza di carattere, sia maschi che femmine e quando manca quello non sei nessuno e come dici tu…. puoi farti strada solo col tuo corpo perfetto…. finchè si può ovviamente. non capiscono quanto vale la donna che ha un suo stile, delle idee sue e un suo modo di vivere e di vedere le cose. sono pienamente daccordo con te

  8. Ele scrive:

    Io credo che, indifferentemente dalle nostre idee politiche,destra sinistra o centro, dovremmo ricordarci sempre e comunque quali sono le cose importanti della vita. Ed io sono convinta che tutte noi, oggi ragazze, domani donne,abbiamo un’unica arma per difenderci da questa degradazione morale, ed è quella di non lasciarci ingannare.
    Diciamolo chiaramente: credo che ogni ragazza sogni di sentirsi e di essere vista come una vera donna, però essere anoressica, vestire abiti firmati o alla moda non è certamente nelle nostre aspettative.
    Certo è che fino a quando ci vengono proposte donne dello stampo che Licia ci ha fatto vedere è normale che molti possano fraintendere.
    Prendo come esempio il lavoro della modella dato che è stato tirato in ballo: è davvero fantastico, però è diventato un qualcosa di surreale, utopistico: quando mai una donna sana avrà una 38 massimo 40? Quante donne sono così? Credo solo le modelle, che sono scheletri che camminano.
    Però fino a quando si va in un negozio e la massima taglia che si può trovare è una 46, quando si chiede timidamente se c’è una taglia più grande e ti dicono “NO, NON LA FANNO PROPRIO” ti fanno sentire immagino uno schifo ed un organismo strano, fuori dal comune.
    Ed allora è normale che tante donne cerchino di adattarsi, perchè si sentono davvero fuori dal comune, derise.
    Ed invece noi dobbiamo ribellarci a questo, urlare che noi non siamo così, e che vedere due modelle anoressiche seminude che dicono che la donna non è un oggetto non ci fa sentire meglio, anzi ci offende perchè sembra davvero che noi siamo indietro.
    Penso a Theana: lei non voleva essere ricordata solo per la sua bellezza, ma per le sue capacità: è così farà.
    Io me ne frego categoricamente di come appaio alla gente e vi dirò di più: di questo ne vado fiera e me ne vanto.

  9. Alessia scrive:

    Dopo aver visto il video sono rimasta veramente sbigottita. Hai ragione,Licia..sembra che stiano facendo un provino di ballo. E poi scusate eh,lo slogan dice “Don’t call me Doll” e cosa si vede?Delle ragazze belle e alte con le cosce al vento!Be’ si,certo..donne vere,dinamiche a indipendenti. Va bene.Ma chi vogliono prendere in giro tutti quanti? Questa cosa non si può nemmeno legare alla manifestazione del 13 febbraio! In quella piazza ci sarà stato ogni tipo di donna (non solo ragazzine!) e di certo nessuno ha fatto la velina. Quel giorno non c’è voluta una stupida maglietta,uno stupido stacchetto,no!C’era solo la rabbia possente delle donne,la stanchezza,la voglia di dire basta. C’erano donne giovani,laureate,madri,donne anziane e chi più ne ha più ne metta. Il bello è stato proprio che nessuna era uguale all’altra,ma l’unica cosa che le legava tutte insieme come ad un filo dello stendibiancheria era la rabbia di una persona che si sente offesa nell’animo.
    Basti solo pensare alle urla e ai cartelli di protesta,alla voglia di farsi sentire e di dire “Io ci sono.”
    Ah,e pensare che quel 13 febbraio ogni donna ci ha messo un po’ di se stessa,mentre le “veline” hanno lottato per diritti verissimi come lo stacchetto e la maglia di sisley. Scusa se mi sono dilungata,ma queste cose mi fanno veramente saltare i nervi!Un bacio,ciao :)

  10. Genny scrive:

    Condivido su tutto quello detto da Veronika, ma è una cosa ovvia che le belle donne non sono tutte “cattive donne” (in effetti ogni singola donna del mondo non si merita insulti da un uomo)quello delle modelle è un lavoro stupendo, è solo che alcune ragazzine di oggi lo percepiscono in un modo diverso, loro vogliono assomigliare disperatamente a quelle modelle, mettendo da parte loro stesse, la loro personalità e questo è sbagliato…..
    al mondo non ci sono troie e sciacquette ci sono solo donne e basta, forse donne sicure e donne insicure e donne che scelgono diversi stili di vita….La donna è preziosa, e non si deve usare, in ogni caso…ognuna ha un cuore, ognuna è donna.

  11. Veronika scrive:

    Sinceramente pnso che il problema riguardi più chi strumentalizza la donna. Nel senso che in televisione o sulle riviste le modelle o veline, ci sono perchè se la sono scelta; magari le hanno anche aiutate, ma l’hanno deciso loro. Ognuno sceglie quanta carne mostrare, sono affari suoi, ma il problema è che su questo dopo qualcuno ci marcia su e riduce ogni donna a un oggetto.
    Le belle donne non sono tutte troie, non solo le “sciacquette” hanno il problema di essere emancipate, è che tutto il sistema, belle e brutte, ci vuole sullo stesso piano.
    Per me è così, e ho 15 anni.

  12. *Lea* scrive:

    Come dice un mio amico, si è passati dall’”homo sapiens” all’”homo videns”, nel senso che non si è più capaci di ragionare e si prende per buono quel che ci viene detto senza criticare troppo.
    Per fortuna ci sono ancora persone come te, Licia, che si mobilitano per cambiare questo modo di fare e di pensare: io sinceramente non so se credere ancora che qualcosa si possa cambiare.

    E cosa c’entra San Valentino, proprio non lo so o_O

    P.S: Showbiz *__*
    Pushing us into selfdistruction!

  13. Cara Licia,
    una studentessa mi ha segnalato questo post.
    Concordo su ogni parola, ogni frase di ciò che hai scritto. E persino sugli spazi bianchi, gli a capo e le interlinee. :-)
    Ciao!
    Giovanna

  14. Genny scrive:

    Nihal non devi scoraggiarti :-) di ragazzi seri ne esistono a migliaia, mentre di ragazze “serie” oggigiorno è più difficile trovarle, conosco ragazze come te :-) e conosco anche tanti altri ragazzi come me :-) il mondo è ricco di persone “vere” che cercano l’amore vero…tante ragazzine pensano che se non si vestono in un certo modo possano apparire delle “sfigate” ma non è così, ci sono tante ragazze che conosco che per timidezza si vestono in modo poco appariscente per non farsi notare ( e a mio parere anche questo è sbagliato)mentre ne conosco altre che si vestono come piace a loro, anche se vanno contro la moda, che non ricorrono al “vestirsi appariscenti” per rimorchiare, ma ti rapiscono con il loro stile e la loro personale “unicità” e secondo me queste ragazze possono essere considerate già delle vere piccole donne….
    ma questo non significa che quelle che seguono “il look del momento” non siano persone “vere” anzi dovrebbero capire che ai ragazzi piace molto di più quando sono uniche e speciali….mentre chi è timida invece, dovrebbe solo credere in se stesse, e superare la timidezza essendo consapevoli che sono bellissime.
    credetemi a noi maschi piacete quando vi sentiamo “donne vere, che ci sanno tenere testa” e non “ragazzine insicure” che ricorrono alla moda solo per superare la prova del rimorchio…
    ….la morale: credete in voi stesse, e sopratutto siate voi stesse…. ;-)
    CFoncordo con quello detto da Sara e mi fa piacere che mimi la pensa come me ;-)

  15. Fab scrive:

    Grazie a te Liciuzza.
    Ho ancora i brividi per l’iniziativa e giuro che non so davvero se boicottare il marchio o no.

  16. mimi scrive:

    Concordo con Nihal95 e Genny…

  17. Sara scrive:

    Parole sante, Nihal e Genny!!! :)

    Nihal: strano ma vero, conosco ragazzi come Genny e, devo dire, sono in pochi quelli veramente s****i che ti guardano i due lati.
    Anzi, se devo essere sincera ho visto e sentito di peggio da parte di adulti. Persone mature, alcuni ormai quarantenni e passa, fare commenti indecenti peggiori.
    Un esempio? quel post di Licia sul “complimento” per il decoltè all’Avallone. Mi ero sfogata così tanto sul mio commento che ho scritto di tutto ;)

  18. Alexandra scrive:

    cosa che non c’entra niente con il post.. ma sono troppo felice per non scriverlo:
    I DANNATI DI MALVA – preso
    LE LEGGENDE DEL MONDO EMERSO I – preso :-D

  19. Nihal95 scrive:

    @Genny non credevo che esistessero ancora ragazzi della nostra età che la pensano come te… mi sento rallegrata!!! xD Forse, è solo che non ho mai avuto l’onore di conoscerne uno. E credo che sia per questo che non ho mai avuto un ragazzo: i ragazzi cercano proprio quelle “troiette” (scusate il termine) tutte uguali, perchè alla maggior parte di voi interessa solo certe cose… A me, personalmente, no. Io voglio un amore vero, e una persona VERA al mio fianco, non di quelli a cui importa solo apparire…
    Come trovare un ago in un paiaio, ma prima o poi lo troverò quest’aghetto, e sarà tutto mio ;)

  20. Genny scrive:

    Anche io ho sedici anni, ma sono un maschio…come dice Nihal ci sono molte ragazzine oggigiorno che “vestono alla moda” proprio per piacere ai ragazzi, tutte uguali… “la magliettina scollata che aveva la velina l’altro giorno”, e le vedi tutte con quella “maglia”, fiere di essere come la velina, convinte di piacere perchè indossando quel capo, quel capo che indossava una donna che le ragazzine credono piaccia alla gente…..onestamente non guardo nemmeno una ragazza che si crede “bella” solo per aver indossato quella maglia e che balla in piazza attirando attenzione…preferisco una ragazza che si vesta a modo suo, e come dice Licia senza rinunciare alla sua unicità, una con stile…una che ti rapisce con lo sguardo, che si fa notare per la sensualità che trasmette,una che è convinta di essere bella anche senza quella “maglia” che hanno tutte, purtroppo parecchie ragazze non capiscono che sono belle anche senza copiare a quello che si vede… fortunatamente esistono ancora ragazze che non credono alla pubblicità…ragazze che appiono belle perchè belle da se, e che ho la fortuna di conoscere ;-)

  21. Nihal95 scrive:

    @Damiano anche io ho quasi 16 anni e, seppur essendo immersa nel berlusconismo, ritengo che tutto ciò che sta facendo il nostro “carissimo” presidente del consiglio sia completamente sbagliato e immorale, nonchè lesivo alla dignità di noi donne. Mi reputo diversa dai ragazzi della mia età, del tipo che non seguo la massa, mi vesto come mi piace e non come la moda comanda. E non sono una di quelle “troiette” che è disposta a perdere la verginità alla mia età e anche prima pur di avere un ragazzo, una storiella da nulla, che nulla lascerà loro dentro.
    E mi arrabbio quando anche solo accendendo la tv, vedo donnine mezze nude sculettanti, e spesso mi domando se hanno anche un solo briciolo di cervello in quella testa, visto che si comportano come oche. Ma no, non oche! Povere bestie, le oche (animali) non meritano di essere paragonate a certe persone…
    Ma che fine ha fatto la loro dignità? La loro moralità?
    Purtroppo non si pensa altro che ai soldi, strafottutissimi soldi, e per essi sono disposte a tutto, anche a perdere la loro dignità.
    Sì può ancora cambiare? Personalmente credo di sì, che sia ancora possibile. Bisognerebbe cominciare tutti, nel nostro piccolo, a far capire a chi è incline a certi comportamenti che è sbagliato. Ma l’esempio più grande dovrebbe essere dato da chi ci comanda, da chi ha il potere di influenzare il popolo… Purtroppo ciò non accade, perchè chi dovrebbe essere da esempio si comporta in modo totalmente sbagliato, e tratta noi donne come comuni oggetti, meri soprammobili… Il problema è che il popolo non lo capisce, non s’indigna, continua a ripetere che tutto ciò è giusto e che bisogna continuare così! D’altronde, questo stramaledettissimo popolo non chiede altro che “panem et circenses”… Era così ai tempi di Roma ed è così adesso… Il lupo perde il pelo ma non il vizio… :(
    Che amarezza… :(

  22. Sara scrive:

    *approfittare…
    SORRY

  23. Sara scrive:

    E se ci fossero state le “sciattone” (come dici tu), a fare le veline in piazza, avrebbe cambiato qualcosa? era pur sempre una pubblicità fatta approffittando del problema e non sarebbe cambiato molto.
    La Sisley ne ha approffittato per i tempi che corrono ma si sarebbe fatta ugualmente pubblicità, con o senza veline ma persone “normali”.
    Certo però, che rabbia nel vedere che lo scopo delle manifestazioni VERE non è stato “assorbito” a dovere. O bene.

    Ho deciso: via al boicottaggio Sisley!!! ;)
    CIAO :)

  24. Damiano scrive:

    Che dire, sono in fase pessimista ma ai tutta la mia comprensione. L’unica cosa che mi tira un po su è che ho scoperto che mia cugina 16enne, benché non abbia mai avuto ne una grande dialettica ne una grande cultura, mi ha dimostrato di avere capacità di critica anche appartenendo ad una generazione completamente immersa nel berlusconismo, il che mi concede un minimo di speranza.

  25. Ice Phoenix scrive:

    Hai ragione Licia, come sempre. Per ogni avvenimento c’è sempre qualcuno che tenta di trarne profitto e con la scusa di mostrare magliette, jeans o completi intimi, pubblicità in Tv, sui giornali e per strada ti propongono il modello della donna super-gnocca che si mostra in atteggiamenti che decisamente riflettono poco il suo essere libera quanto piuttosto, quello di essere a completa disposizione degli uomini. Essere usate quando ne hanno voglia e poi essere buttate via.
    Ora io non voglio polemizzare sulla categoria donne belle perché invidiosa di loro non facendo parte della suddetta categoria, ma la donna non è quella che si vede in televisione. E tutte queste campagne approfittano anche delle occasioni in cui le donne scendono in piazza a manifestare perché stufe di essere trattate in questo modo, trasformando e svuotando tali proteste.
    Alla fine la società ci vuole tutti/e uguali e subdolamente ci sta riuscendo. Che poi vedendo le foto che pubblicizzano la Sisley uno trae le proprie conclusioni notando certo un po’ di contraddizioni tra le idee che dovrebbero promuovere la campagna e le foto che usano per farlo…
    Alla fine qualunque sia il motto, le varie pubblicità mirano all’omogeneizzazione e quasi mai di caratteri positivi. Vedi anche la campagna Be Stupid da te già ampiamente trattata.
    Che dire, non facciamoci mettere i piedi in testa e sempre occhi aperti.
    Un abbraccio a tutti!!!

  26. Ale scrive:

    Io mi sono sempre chiesta perchè per pubblicizzare i vestiti si usino la donne mezze nude è un paradosso!Voglio dire un vestito non dovrebbe servire per coprirsi??Poi cosa centra quella foto con la maglietta??Certo chi ha il potere può fare quello che vuole ma non tutti subiscono passivamente.

  27. Valberici scrive:

    Commento veloce prima di affrontare la mensa.
    Le campagne pubblicitarie sono determinate dalla necessitá che ha il capitalismo di un feticismo delle merci, diretta conseguenza della supremazia del valore di scambio rispetto al valore d’uso.
    Marx “docette” a riguardo nel Capitale ;)

  28. M.T. scrive:

    Visti i comportamenti che passa la classe dirigente, dove chi ha i soldi, e quindi il potere, può fare e dire di tutto, facendolo subire alla gente perché tanto gli va bene così, anche gli altri ritengono che le persone siano oggetti, e non individui, da usare per i propri fini.

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