Guerra – Pace

Art 11 della Costituzione

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Bel modo di festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, con una bella guerra. Perché siamo in guerra, inutile starcela a menare.
Il potere dice: era necessario per salvare la popolazione civile dai bombardamenti di Gheddafi. Sarò tarda io, ma non ho mai capito come altre bombe possano salvare i civili. E ancora: qualcosa dovevamo pur fare. Se bisognava intervenire, occorreva farlo prima e con altri mezzi: con una forza di interposizione dell’ONU, ad esempio, che non si schierasse a favore dell’uno o dell’altro schieramento, ma che semplicemente separasse i contendenti, e magari imponesse elezioni e vigilasse su di esse.
Così semplicemente facciamo quel che è già stato fatto in Iraq: togliamo un dittatore che non ci sta più simpatico per metterci…chi? Chi ci mettiamo? Vedo profilarsi all’orizzonte quel che è già successo a Iraq e Afghanistan: il caos più totale, l’ingovernabilità, per altro ad un tiro di missile da noi.
Senza contare l’ipocrisia del tutto. Perché non andiamo a intervenire anche in Bahrain? Anche lì sparano sulla popolazione. La situazione è diversa. Perché?
E vi dico di più: io l’ho letto il trattato che sancisce i rapporti diplomatici tra Italia e Libia, e ha ragione Gheddafi, l’abbiamo violato. Ma Gheddafi è un dittatore sanguinario. E allora perché ieri gli abbiamo stretto la mano, l’abbiamo invitato da noi con la sua tenda e gli abbiamo offerto cinquecento fanciulle alle quali potesse delirare? Perché abbiamo stretto un accordo con lui?
Questa era la rivoluzione dei libici, espressione di una parte della sua popolazione, e come tale doveva continuare. I dittatori li abbattono i popoli che opprimono, è così che deve funzionare. Adesso è solo un’altra guerra che porterà altro sangue, altra confusione, altra instabilità.
Le immagini che vedo oggi in tv sono le stesse che vidi ventuno anni fa, quando ero ancora una bambina. Era il 1990 e c’era la Guerra del Golfo. Non è cambiato niente.

*****

Benché i giornali inizino già a dimenticarselo, il Giappone permane in una situazione di estrema prostrazione e di emergenza, e non solo per la questione Fukushima, ma soprattutto per il terremoto e lo tsunami. Io penso ancora a Tokyo, ci penso da dieci anni.
Lara Manni ha promosso questa iniziativa: si tratta di un blog che contiene al momento sessanta racconti scritti da professionisti e non. Alcuni sono stati redatti per l’occasione, e parlano in qualche modo del Giappone, altri no. Quel che vi chiediamo è di fare un’offerta a Save the Cildren, che in questo momento si sta occupando anche di Giappone. Donate quel che volete, anche pochissimo, ma, se potete, fatelo.
Due parole sul mio racconto. Non è stato scritto per l’occasione, ma è una cosa che avevo buttato giù nel 2007 per I Confini della Realtà. L’idea è ancora più vecchia. Mi venne in mente un giorno in aereo: stavo iniziando a sconfiggere la mia paura di volare, ma ancora non mi sentivo esattamente tranquilla a volare. Come sapete, nell’antologia poi ci finì Nulla Si Crea, Tutto Si Distrugge, e questo racconto qui finì nel cassetto. Mi è venuto in mente appena sono stata contattata per questa iniziativa. L’ho rimesso a posto sabato, ho riscritto alcune parti, ho completamente cambiato la scansione degli eventi e infine l’ho spedito. Non so se sia adeguato o meno all’occasione, visto che non parla né di Giappone né di terremoti, ma in qualche modo non ha mai smesso di parlarmi dal 2007, chiedendomi di essere messo a posto, e di essere letto. Mi appartiene molto, quando e se lo leggerete capirete perché.
Intanto, grazie a tutti.

Autori per il Giappone

P.S.
Non ce l’ho detto esplicitamente, ma ovviamente sono ben graditi i commenti sul racconto, eh? :)

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34 risposte a Guerra – Pace

  1. LeLeLe scrive:

    come faccio a partecipare a Autori per il Giappone? e come faccio a leggere i racconti? RISP!

  2. bene_ scrive:

    Ah! Licia! Ho letto il racconto ieri.. è.. è.. è la fine del mondo! Sul serio. E se devo dire c’è un che di Rodari, non so.. Bellissimo!! :D

  3. Mario scrive:

    Facciamo esempi cconcreti.
    Mettiamo che truppe serbe stiano avanzando verso la città di Srebrenica e vi siano presenti Caschi Blu olandesi per difenderla. Dare un ultimatum ai serbi per allontanarsi è giusto o no? E usare la forza per impedirgli di entrare in città e uccidere 8000 tra uomini e ragazzi (il più grande massacro di quella guerra) è giusto o no?
    Se ho la possibilità di impedirlo non sto a guardare come purtroppo hanno fatto quegli “utupisti-noi-mai-la violenza” degli olandesi. Quella si una vergogna per l’onu.

  4. Cecilia scrive:

    Se anche Hitler fosse rimasto al suo posto avrebbe comunque sterminato gli ebrei tedeschi, cosa che infatti aveva cominciato da prima di invadere la Polonia. Senza contare che le “questioni interne” dei sovietici han fatto 100 e più milioni di morti, per cui… qualcuno si sarebbe dovuto muovere comunque, almeno spero. Poi viva la realpolitik e quindi alcuni sono il male assoluto, degli altri ce ne accorgiamo solo dopo. E abbiamo Katyn. Viva l’ipocrisia, sempre uguale.

  5. roberto 'Robyt' scrive:

    La domanda è: come mai in Cecenia era un problema interno?
    E in Georgia?
    La costante sembra essere la solita: in Libia c’è il petrolio e si può prendere con poco, bombardare la russia sarebbe un po’ più complicato.
    Ovvio e pacifico che Gheddafi sia un dittatore di quelli “pesi”, così però come tanti altri anche nella stessa zona del mondo.

    Hitler…. Probabilmente se fosse rimasto in Germania (come il suo degno amichetto Benito) non ci sarebbe stata la II guerra mondiale.

  6. Alex scrive:

    Hitler era stato eletto democraticamente, e guarda com’è andata a finire.

    E’ andata a finire che gli americani sono venuti in Europa ed hanno dato un contributo decisivo a farlo fuori definitivamente. Se avessero usato lo stesso approccio che hai tu ora, non so come sarebbe andata a finire.

  7. Cecilia scrive:

    @Lambe

    Di niente, anche a me capita. Sempre più d’accordo con te.
    D’accordo anche con quello che scrive Fabio. La Francia vuole più degli altri fare i porci comodi suoi e possibilmente tagliarci fuori (motivo per cui, intervenendo noi, glielo dovremmo impedire). Ed è verissimo che questi ribelli non si sa da dove saltino fuori e come si siano armati (in un regime, da un giorno all’altro, l’opposizione ha la contraerea? Dov’era la polizia di Gheddafi? Mistero).
    E alla fine la questione è fra tribù rivali. Davvero complicata la cosa…

  8. LadyStardust scrive:

    I tuoi post sono pillole di saggezza! Io.. ritrovo tutto quello che vorrei dire nelle tue parole!
    Quando ho visto l’edizione straordinaria, dopo Che Tempo che Fa.. “L’america ha attaccato la Libia/110 missili/odissea all’alba/alleanza con inghilterra/Francia/Basi dell’Italia/”
    Ecco io ho paura.
    Non voglio crescere in un mondo cosi. Credevo fossimo evoluti, ma più mi guardo in giro piu’ capisco che non è cambiato nulla, NULLA! :(

  9. Sara scrive:

    Bè, per quanto riguarda la guerra in Libia penso anch’io che bisognava intervenire prima.
    A dire il vero non ho ancora le idee chiare sù come pensarla: la guerra è una cosa brutta ma credo che un dittatore crei più vittime col tempo che in uno scontro aereo. O come volete chiamarlo…
    Come ha detto F la violenza ne genera altra e spesso più forte ancora.
    x1 + y2 = z3 :)
    Fà un effetto stano dire: IL MIO PAESE E’IN GUERRA.
    Non ho mai vissuto una “guerra vera”.

    W è bellissimo. Proprio perchè alla fine ti lascia senza parole per la sorpresa che, sinceramente, non avrei mai sospettato che finisse così.
    E poi…GRAZIE VERAMENTE :) tutta quella fisica mi ha dato la forza di studiare le forze questo pomeriggio per domani ;)

  10. Fabio scrive:

    Signor Presidente,

    Noi siamo quelli che erano a favore degli interventi in Afghanistan ed in Iraq, e c’eravamo pure per l’avventura balcanica targata D’Alema. Noi siamo i guerrafondai, gli amerikanisti con la kappa, quelli della democrazia esportata, anche con le bombe. Noi siamo quelli che si sono sempre presi insulti ed accuse di fascismo e servilismo, da parte dei fascisti veri, degli intolleranti benpensanti che marciavano con le loro bandierine arcobaleno a giorni alterni. Noi siamo gente che pensa che il mondo si possa cambiare, ma non con una fiaccolata, ma prendendosi le proprie responsabilità quando la storia ce le mette di fronte.

    Questa volta però, signor Presidente, proprio perché siamo e siamo sempre stati il contrario di quello che ci definivano, noi non la seguiamo e dobbiamo dire di no. E glielo motiviamo.

    Questa volta diciamo di no perché la scusa della tutela dei civili, ci spiace, ma non regge davvero il confronto con un senso di decenza che dovrebbe talvolta sfiorare anche le dichiarazioni ufficiali ed i vertici in pompa magna organizzati in fretta e furia. Signor Presidente, in Bahrain si ammazzano, in Darfur lo hanno fatto per anni, non parliamo poi del Tibet massacrato e soprattutto dell’Iran, tanto per tornare in un contesto più vicino a quello delle rivoluzioni di questo inizio anno.

    Nessuno ha mai mosso un dito, tranne che per inviare e-mail con dichiarazioni di circostanza alle agenzie di stampa.

    Diciamo no perché questo neo-interventismo di Monsieur Sarkozy ci puzza, e parecchio. Un Paese che non ha mai mosso un dito se non per i suoi più biechi interessi di bottega, di colpo ritiene che sia priorità mondiale andare a bombardare la Libia. No, signor Presidente, non ci vengano a dire che è per promuovere la democrazia e salvare il popolo: la Francia non ha mosso un dito per decenni contro il suo ex pupillo tunisino Ben Alì, e lezioni di umanitarismo da loro proprio non ne prendiamo.

    Diciamo no perché qualcuno prova a venderci una cosa che non esiste: la Libia è un paese chiaramente in guerra civile, non è un paese in cui c’è il dittatore da una parte ed il popolo affamato di libertà dall’altra. Ci sono due fazioni che si contrappongono, entrambe con il sostegno di parte del popolo libico. Se Gheddafi senza dubbio è il cattivo, e qua siamo tutti d’accordo, prima di intervenire a favore degli altri, ci piacerebbe sapere chi sono questi altri, chi li appoggia e chi li organizza, perché alle rivoluzioni via internet noi crediamo poco, soprattutto quando c’è un’evidente organizzazione a livello strategico e militare. Ci piacciono le schematizzazioni buoni/cattivi, però prima dovete convincerci di chi sono i buoni per davvero.

    Diciamo ancora no, perché ci è molto chiara la differenza tra la creazione di una No Fly Zone ed il passare la notte a bombardare obiettivi strategici a terra, e continuiamo a non credere che i carri armati libici possano aver violato una zona di non volo.

    Signor Presidente, guardiamoci in faccia e diciamocelo chiaramente: la fretta francese di bombardare è quantomeno sospetta, e ci pare piuttosto evidente, senza voler fare i complottisti, che l’unico interesse transalpino è quello di mettere le mani su risorse da cui erano stati esclusi, perché politicamente di nostra competenza. E noi ad una guerra per gli interessi di Total, per di più contro i nostri interessi nazionali, diciamo di no.

    La tattica senza la strategia è solo il rumore prima della sconfitta. Lo diceva Sun Tzu e ci sembra più che mai attuale, nel contesto di un’operazione nata in fretta e furia, che non sappiamo a cosa debba portare: ci si dica cosa si vuole fare in Libia e della Libia, perché non ci accontentiamo di bombardamenti più o meno mirati.

    Diciamo no, signor Presidente, perché capiamo che l’Italia si sia dovuta unire al gruppo dei belligeranti per salvaguardare i propri interessi, ed in linea di principio possiamo anche essere d’accordo, ma noi rispondiamo alla nostra coscienza, non al governo di Parigi.

    da http://www.daw-blog.com/2011/03/20/perche-questa-volta-diciamo-no-alla-guerra/

  11. LambeAndoLambe scrive:

    Grazie Cecilia… Di solito le mie posizioni su questi argomenti non sono molto condivise (non dico qui: parlo genericamente…). E temo che sia vero che dire

    La verità è che la guerra è sbagliata sempre dovunque comunque e contro chiunque. Chiamatemi utopista se volete, ma la violenza chiama solo altra violenza.

    sia un po’ oltre che utopistico. Io non sono un guerrafondaio (un po’ militarista sì, ma c’è una bella differenza) e so che la guerra, in sè e per sè, non può che essere una faccenda orribile. Però vorrei far notare una cosa: da quando esiste un organismo (chiamatelo Società delle Nazioni o ONU, come cavolo vi pare) che DOVREBBE garantire pace al mondo non ha fatto altro che combinare ben poco di buono. E questo perchè come è organizzata in realtà non può funzionare. Questo è il problema (che si ricollega volendo all’ultimo intervento di Walter Loggetti): chi ha l’autorità di dirimere questioni internazionali, ne ha veramente l’autorità? NO.
    Date all’ONU un suo organico esercito e poi vedremo… Ma finora l’ONU interviene per “buona cortesia” degli stati membri che “prestano” i loro soldati per questa o quella missione e allora che senso ha dire “mettiamo una forza di interposizione dell’ONU”? In realtà non succede altro che dire “ehi, yankees, andate a vestirvi da Puffi e mettetevi in mezzo a quei due che litigano”. Saranno vestiti da Puffi, ma sempre americani restano (o tedeschi, o italiani, o inglesi, chi vi pare). Diverso se gli stati membri si impegnassero a mandare un certo numero di aspiranti soldati di un esercito mondiale a formare un’entità che ha una sola bandiera e rispondono solo all’ONU e non ai capricci degli stati e dei loro governi. Come tutto cambierebbe!!! Forse suona impopolare, ma i nostri antenati latini ci vedevano giusto dicendo “si vis pacem PARA bellum”…

  12. Fabio scrive:

    La che mi sembra molto strana, oltre alla velocità dell’approvazione e della formazione “dell’alleanza”, è il fatto che in pratica tutte le forze politiche, esclusa la lega, si siano subito messe d’accordo, lo stesso Presidente Napolitano non ha dimostrato nessuna prudenza e da subito a parlato di attacco (cioè guerra) giusta….

    Stranissimo

  13. Nihal 98 scrive:

    Guerra. Parola che per molti significa sangue e dolore, ma che non l’hanno mai vista, come me, e quindi non gli danno peso. Chi la vista sà che non è una cosa brutta, è una cosa terribile, ma forse dire terribile è dir poco. Ora che ci troviamo a un passo dalla guerra, soprattutto gli adulti, non stanno tanto tranquilli mentre noi ragazzi ce la spassiamo. Ma so che speriamo tutti noi ragazzi, che non ci sia nessuna guerra.
    Sembra come nel Mondo Emerso: prima pace e poi guerra, in una sequenza infinita. Ma queste guerre non sono come quelle del Mondo Emerso. Sono molto più sanguinarie e piene di sparatorie che ti portano subito alla vittoria, mentre nel Mondo Emerso bisogna sudare per avere la vittoria per le proprie Terre e per contrastare il nemico.
    Forse, quando c’è la guerra, è più bello essere in una delle guerre del Mondo Emerso, come quella del Tiranno (dal mio punto di vista).
    Insomma, dobbiamo fare di tutto per contrastare questo dittatore sanguirario, Gheddafi.
    Ma poi perchè vuole dichiarare guerra? Solo perchè il popolo non l’ha accettato come loro capo?
    Be’, io dico che ha ragione il popolo “libiano”, perchè tutti gli stati devono essere liberi, secondo me. Perchè la violenza porta sempre altra violenza, state certi.

  14. Walter Loggetti scrive:

    Quando una guerra può essere considerata giusta?

    Mettiamo che una nazione abbia ingenti risorse d’acqua, e la nazione sua vicina viva in un deserto dove acqua ce ne e’ poca, e quella poca preziosissima, mettiamo che quelli della nazione povera d’acqua vogliano stringere accordi commerciali per avere l’acqua, ma quelli della nazione ricca d’acqua sono anche avari della loro acqua, e non vogliono cederla, a nessun costo…
    L’altra nazione sta morendo letteralmente di sete…

    Che si fa?
    Le vie diplomatiche sono state tentate tutte, dall’altra parte c’è solo un muro di gomma, impenetrabile inscalfibile…

    In una situazione come questa, come si agisce, quando una parte è refrattaria alle richieste dell’altra?
    Quando non si trovano punti di incontro?

    E quando da quella risposta dipende la vita delle persone?

  15. Cecilia scrive:

    In linea di massima quoto LambeAndoLambe.
    Ma, f, perdona l’espressione, quello che sostieni tu non è utopia, è idiozia.
    E badate, parlo in linea generale come ha fatto lui/lei.
    Forse che una Nazione aggredita ingiustamente non ha il diritto di combattere gli invasori perché “la guerra è brutta”? Stronzate, quella Nazione ha il diritto e il dovere di difendersi.
    Altra cosa sono le guerre di offesa (ossia se siamo noi ad attaccare)ma anche quelle possono risultare “giuste” (secondo criteri che ormai non verrebbero mai adottati, purtroppo).

  16. megghy41 scrive:

    cara licia, sono d’accordo in tutto e per tutto con quello che dici tu!
    mi permetto di aggiungere anche quello moltissimi sanno: questa non è la prima nè l’ultima guerra che si combatte per interessi economici, sempre gli stessi: petrolio, petrolio, petrolio! a nesssuno importa della questione umanitaria, assai più preoccupante! è scomparsa ogni notizia su egitto e tunisia! l’unione europea e l’onu hanno fallito!! lasciamo stare l’italia: si vede che il presidente del consiglio, vista la mancanza di decenza e rispetto, ha ben pensato di impiegare in altro modo tempo e denaro(chissà dove lo trova…!) invece di andare ai processi!
    spero solo che alla fine gheddafi venga portato al tribunale dell’aia e che in libia ci sia democrazia!

    per quanto riguarda il giappone, spero solo che tutto si risolva, anche se non sarà facile! penso che il popolo nipponico sia da ammirare e che debba essere preso come modello da imitare! avete visto che efficenza, quanta precisione, quanto impegno per cercare di facilitare ogni cosa, senza lasciarsi prendere dal panico e aiutandosi l’un l’altro?! facciamo in modo che questo fatto non cada nell’oblio, come il terremoto di haiti!!

  17. bene_ scrive:

    A volte penso che quelle del Mondo Emerso non sono solo storie..

  18. f scrive:

    La verità è che la guerra è sbagliata sempre dovunque comunque e contro chiunque. Chiamatemi utopista se volete, ma la violenza chiama solo altra violenza.

  19. LambeAndoLambe scrive:

    Infatti la mia opinione è che siamo molto incoerenti. Sinceramente, però, io sarei per l’intervento totale: togliamo definitivamente dal pianeta chi opprime e massacra il suo stesso popolo. E al momento l’Occidente (o che dir si voglia) è l’unica entità in grado di farlo, militarmente e culturalmente. E qui però sorge il problema: la guerra è un affare costoso, non c’è dubbio. Eventuali (badate bene EVENTUALI) profitti potrebbero non essere sufficienti neanche a pareggiarne i costi in termini economici (figurarsi umani). Inoltre non tutti i regimi di questo mondo sono politicamente sfavorevoli all’Occidente. E l’Occidente al momento ha in corso una guerra totale di civiltà contro un ectoplasmatico nemico (nel senso di sfuggevole, non di inconsistente) che è un fanatismo deviato-religioso (inutile far finta che non sia così). Quindi non siamo in grado (economicamente, sul piano delle risorse umane, su quello dell’opinione pubblica…) di far fronte ad una guerra totale senza conquistare un pezzetto di “stabilità” alla volta. Questo comporta che politicamente dobbiamo far buon viso a cattivo gioco con alcuni poteri “scomodi”: fino all’altro giorno nessuno aveva mai fatto passare Mubarak per un dittatore, eppure la diplomazia USA ha iniziato ad invitarlo a togliersi dai piedi; lo stesso dicasi per il regno di Giordania e tutta una serie di governi non certamente dittatoriali (soprattutto se confrontati con altre e ben più estreme realtà circostanti) ma sicuramente caratterizzati da una certa “autoritarietà”. Lo stesso colonnellino ha fatto comodo alla Lega per via del blocco-immigrazione. Per me l’errore fondamentale è stato stipulare un qualsiasi accordo amichevole con Gheddafi: un personaggio che ha umiliato la memoria storica di centinaia di coloni italiani che sono andati in Libia solo nel tentativo di costruirsi una vita più felice di quella che avevano qui. E se qualcuno si leggesse i diari di Rommel scoprirebbe che ci erano riusciti alla grande: per vedere un miracolo come quello della colonizzazione italiana della Libia bisogna aspettare la creazione di Israele (campi coltivati e irrigati NEL MEZZO DEL DESERTO; persino i tedeschi rimasero a bocca aperta quando li videro!)… Altro che risarcimenti!!!!

    Piccola chiosa: Napolitano è il garante della Costituzione, giusto? Come lo si osanna quando blocca il Milleproroghe per intervenuta incostituzionalità (giustissimo, io sono il primo a gioire) altrettanto bisognerebbe riconoscere che lui non ritiene violato l’articolo 11. Sbaglia lui? Non credo…

  20. M.T. scrive:

    “Perché non andiamo a intervenire anche in Bahrain?”
    Perché non ci sono interessi economici come in Libia: è sempre e solo una questione di soldi.

    “Autori per il Giappone” è un’ottima iniziativa a cui ho aderito sia economicamente sia letterialmente: è dal piccolo che si fanno le cose, i popoli devono aiutarsi l’un l’altro, perché se si aspettano i potenti, i governi campa cavallo. Non che non facciano, ma potrebbero fare molto di più, invece di perdersi in tanti discorsi inutili.

  21. lu scrive:

    mooolto bello il racconto! (potevamo aspettarci altro? =) ) però, boh..adesso sono ancora più angosciato di prima. certe volte ho l’impressione che la speranza in quello che scrivi sia proprio assente…
    probabilmente se non restassi catturato dalle tue parole smetterei di “leggerti” e opterei per qualcosa di meno opprimente..anzi, no. nonostante tutto continuo ad amare i tuoi personaggi tormentati

  22. Walter Loggetti scrive:

    Le guerre, tutte, nessuna esclusa, si basano esclusivamente sull’interesse, la storia la fa sempre chi rimane in piedi per ultimo.

    Gheddafi è da eliminare, come tutti gli altri dittatori, il problema è che eliminato un dittatore se ne fa strada un altro…

    Lo sbaglio, dal mio punto di vista, non è stato tanto quello di tradire il trattato di amicizia Italia Libia… ma quanto quello di farlo…

    E di farlo nella maniera in cui l’abbiamo fatto…

    Ci siamo resi ridicoli di fronte al mondo…
    E forse in questo caso avremmo dovuto mantenere la neutralità…
    per rispettare il patto…
    Ma quando la persona con cui si è fatto un patto inizia ad avere un comportamento da criminale folle?
    E’ ancora valido “moralmente” quel patto?

    Sinceramente quel patto non l’avrei siglato, e non mi dispiace averlo rotto…

    Ma forse la prendo un po’ troppo sul “personale”…

    Una mia amica, era in Libia per lavoro, fa l’interprete, tutta la sua vita vissuta “pericolosamente” in zone ad alto rischio.
    Le ultime sue notizie, sono di lei che è riuscita a mandare un messaggio, ma era ferita, tutto il suo gruppo tranne lei e un altro erano stati spazzati via dai mercenari di Gheddafi… e questo quasi due settimane fa…
    Da allora più nessuna notizia…

    quindi credo che le future notizie che arriveranno non saranno molto buone.

    Probabilmente dovevamo intervenire quando Gheddafi ha iniziato a sparare al suo popolo…

    Adesso mi sembra un po’ troppo tardi…

  23. Dubhe scrive:

    Scusate se cambio discorso ma il nome di Dubhe si legge Dub o Dube?
    Lo chiedo soprattutto a te Licia.
    Ciao

  24. Ice Phoenix scrive:

    Ho letto il post con interesse e alla fine concordo con quanto detto da te ma anche col fatto che tutti questi maledetti scontri avvengono per accaparrarsi le materie prime e non certo per porre fine alle varie stragi che insanguinano i paesi del mondo.
    Ormai siamo entrati in un’altra guerra. Chissà dove ci porterà,quando finirà e soprattutto,come finirà…
    E’ proprio vero che per gli interessi le persone sono disposte a tutto :cry:
    In ogni caso questa corsa contro il tempo per trovare nuove fonti per soddisfare e saziare la fame di energia che pervade l’umanità,finirà per portare all’annientamento reciproco e al definitivo avvelenamento della Terra e all’impoverimento delle sue risorse.
    E i disastri ambientali succedono e a volte hanno anche esiti pericolosi. Ne è un esempio quello che sta succedendo in Giappone.
    Ormai è come se una diga invisibile sia stata distrutta da un fiume impetuoso che travolge tutto ciò che incontra nella sua discesa. Adesso possiamo solo farci trascinare dagli eventi…

    Per quanto riguarda il tuo racconto Licia, devo complimentarmi perché è davvero molto bello e come al solito, oltre che al fine ludico, le cose che scrivi fanno anche riflettere molto. Cosa che da parecchio facciamo sempre meno. Grazie. Ti confesso che mentre leggevo, mi era venuta una mezza idea sul dove stessi andando a parare, eppure non riuscivo a tenere ferme le gambe per l’agitazione… :D
    Non mi stupirei se quanto hai scritto si avverasse. Come biasimare chi c’è dietro a tutto questo e che molto spesso dimentichiamo o tentiamo di prendere il suo posto.

    Comunque volevo farti un appunto off-topic perché visto che i commenti sotto non vengono visualizzati non credo che lo leggeresti in quanto è riferito ad un post più vecchio.
    Quello che volevo dirti è che in questi giorni ho letto il nuovo I Dannati Di Malva. Naturalmente ti faccio i complimenti per la storia e la morale che hai voluto trasmettere. Leggendo però ho notato che nella pagina 81 al rigo 18 il nome del protagonista è cambiato. Infatti non è ne’ Telkar ne’ Zeno, ma Tarek. Non so se questo sia frutto di un errore di stampa, di battitura o cosa, oppure potrei essermi sbagliata io, però mi sembrava giusto segnalartelo così se l’errore c’è, può essere corretto. Questo è il libro nuovo e non avendo quello vecchio non so se anche lì è scritto allo stesso modo. Facci sapere al riguardo.
    Baci e grazie per l’attenzione :P

  25. Monica scrive:

    Sono d’accordo con te…perchè non interveniamo allora in altre guerre? non sono d’accordo con la guerra in generale…e nonostante la mia ignoranza in materia…non mi sembra siano stati utilizzati altri mezzi prima per risolvere la situazione in Libia.

  26. Valberici scrive:

    Stasera apro i commenti al tuo racconto direttamente sul sito…e comunque per me è un bel racconto. :)

  27. Axelander scrive:

    Uno dei motivi per cui la coalizione è intervenuta è l’appropiazione delle risorse come il petrolio. Perchè buttato via gheddafi ci sarà da spartire la torta e con la chiusura delle tante centrali nucleari dovranno pur rifornirsi da qualche altra parte. Il pretesto di cacciare via gheddafi e poi via un altro.

  28. Mario scrive:

    Va bene l’autodeterminazione ma anche la resistenza italiana avrebbe fatto ben poco se gli Usa non avessero fornito le armi grazie a lanci aerei.

  29. Simone scrive:

    Un po’ d’ordine. Charles De Gaulle diceva che “i grandi Paesi non hanno amici, ma solo interessi”. E non era l’ultimo sprovveduto. Quindi e’ inutile ricominciare ogni volta daccapo con l’articolo 11, frizzi e lazzi vari. Ormai le guerre si fanno con il pretesto dell’umanitarismo, e dunque partiamo da qui. Varie facce appaiono in televisioni a domandarsi perche’ in Libia e non in Yemen. Servirebbe il coraggio di rispondere che in Yemen non ci sono materie prime da sfruttare. Vi scandalizzate? Pazienza, perche’ non c’e’ altra verita’. E’ pero’ vero che, da perfido cinico, io avrei scrollato le spalle: le rivoluzioni a volte funzionano e a volte falliscono. Palesemente quella libica non era matura, ma solo un tentativo scatenato per imitazione di Egitto e Tunisia. Il pericolo ora e’ che il successo o il fallimento della rivolta dipenda da fattori esterni, e questo e’ sempre pericoloso e destabilizzante. Come dici tu, Licia, ormai il rovesciamento di Gheddafi dipende dalle bombe occidentali, e quindi il governo futuro avra’ queto peccato originale. Era meglio osservare, e lasciare l’intervento come ultima misura contro sterminio e genocidio (tutti da verificare, a parte le farneticazioni di Gheddafi che dice tutto e il contrario di tutto).

  30. ezio scrive:

    Partecipo anche io all’iniziativa Autori per il Giappone con un racconto. Appena ho un attimo mi dedico alla lettura dei racconti e soprattutto alla donazione.

  31. jox scrive:

    Il problema degli interventi militari è proprio questo: si va lì, si toglie il dittatore di turno e poi… niente. Non si spiega alla popolazione niente, non si dà a nessuno la possibilità di ricominciare. Si distrugge soltanto, e poi… Il nulla.
    Per quanto io sia contraria alla guerra, avrei potuto capirla se ci fosse un piano dietro. Ma l’unico piano pare essere distruggere Gheddafi senza pensare al dopo. Poi non so, sinceramente sono questioni nelle quali trovo sempre difficile avere un parere ben definito…

    Per quanto riguarda il Giappone, è una catastrofe che non si risolverà presto temo, ma che spero inizi solo a migliorare.

    • Licia scrive:

      alex: guarda, nemmeno io ho certezze, ma Gheddafi non è l’unico sanguinario dittatore in circolazione. La stessa dinastia regnante saudita non è certo composta da brave persone che rispettano il proprio popolo. Com’è che lì non interveniamo? Alcuni sì altri no? Interveniamo sempre? E che succede con leader democraticamente eletti, che però perseguono politiche aberranti? Hitler era stato eletto democraticamente, e guarda com’è andata a finire.
      Non so, sarei propensa a pensare che l’autodeterminazione dei popoli viene prima di tutto, anche quando porta ad esiti tremendi

  32. Mario scrive:

    Come le bombe possono salvare i civili? Semplice impendendo agli aggressori di aggredirli. Io me lo ricordo l’assedio di sarajevo, il più lungo assedio moderno dopo 12000 morti e 50000 feriti. Mille giorni di bombe sui mercati, cecchini, freddo. Bene, è finito perchè qualcuno invece che fare l’anima bella si è deciso a bombardare le postazioni degli assedianti.

  33. Alex scrive:

    Questa era la rivoluzione dei libici, espressione di una parte della sua popolazione, e come tale doveva continuare. I dittatori li abbattono i popoli che opprimono, è così che deve funzionare. Adesso è solo un’altra guerra che porterà altro sangue, altra confusione, altra instabilità.

    Sì, ma se quella parte di popolazione non ce la fa e viene invece massacrata da un dittatore che pur di non lasciare il potere è disposto a commettere qualsiasi tipo di violenza contro il suo stesso popolo, che facciamo? Restiamo a guardare? E se poi va a finire che il dittatore ritorna saldamente al potere, facciamo come se non fosse successo niente e torniamo a fare affari con lui?
    Non lo so, non ho certezze su situazioni come questa. E’ vero, come dici te, che dovevamo semmai intervenire prima. E’ vero anche che al mondo ci sono popoli in condizioni ancor più disperate di quello libico, che noi ignoriamo. Ma queste due considerazioni, come sai meglio di me, non possono portare alla conclusione che è giusto non intervenire mai.

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