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Era parecchio tempo che non entravo all’università dall’ingresso principale. È che vivo nel mio piccolo ufficio, che si trova attaccato ad uno degli innumerevoli accessi secondari. Quando ancora ero una studentessa di laurea, invece, lo facevo sempre.
Giuliano se lo ricorda bene, e spesso me lo racconta ridendo. Arrivavo quasi sempre curva sotto il peso della borsa, di corsa, tipicamente incazzata nera. Credo di aver iniziato ad essere ansiosa proprio all’università: ero certa di non essere all’altezza, di non farcela, ero terrorizzata dal risultato. E per questo forse ero sempre più o meno incazzata, la mattina.
Ricordo la mia immagine riflessa nel vetro della porta. Un’immagine che non mi corrispondeva. Nella mia testa ero minuta, più simile ad un ragazzino che a una ventenne alle prese con l’università. Nel vetro vedevo riflessa una ragazza tarchiata, col seno grosso, mascolina sì, ma con una fisicità che mi imponeva al mondo in un modo sfacciato che non ritenevo rappresentarmi.
Giovedì invece sono entrata di nuovo dall’ingresso principale. Il vetro mi ha rimandato la mia immagine, mentre mi avvicinavo ad ampie falcate, proprio come in quei giorni di dieci anni fa. E per un istante, uno appena, la mia immagine si è magicamente sovrapposta a quella che avevo in testa. Ero come mi immaginavo. Il mio avatar finalmente rispecchiava il modo in cui mi sentivo, forse appena più vecchio di quanto non mi piaccia credermi. E in quei pochi secondi che mi separavano dall’ingresso, ho capito che è per questo che cinque anni fa andai dalla dietologa, che è per questo che mi metto il cappello, mi vesto come vesto, e, quando me la sento, mi metto in tiro. Vesto la mia pelle perché somigli a quel che sono, perché il mio aspetto dica subito a chi mi guarda con chi ha a che fare. Cerco di far coincidere anima e corpo, perché non debba sentirmi un’estranea nei miei panni, e dunque un’estranea nel mondo.
Tanti anni, e sono ancora prigioniera del mio aspetto, della mia apparenza. Non riesco a farne a meno. Non so se sia una cosa positiva o una negativa. Lo amo, il mio corpo che ha dato la vita, che si muove preciso mentre sudo durante la lezione di total body, che offro a chi amo. Ma per tanto tempo me ne sono sentita prigioniera: mai abbastanza magro, mai abbastanza tonico.
Non voglio essere bella, non è questo. Non lo sono e non lo sarò mai. Voglio solo che questa carne mostri quel che sono davvero, il tramite che ho scelto di mostrare al mondo per dire: eccomi, sono io, e in qualche modo sono unica.
Sono stati pochi secondi, il tempo di consumare lo spazio tra il marciapiedi e il corridoio della Facoltà. Ma è durato un’eternità. E mi è piaciuto.

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19 risposte a Avatar

  1. Alessia scrive:

    Ultimamente non ho seguito molto il blog, e solo adesso ho letto quello che hai scritto. E’ incredibile e sorprendente come mi ritrovo in tante situazioni/sensazioni che scrivi. Ho 17 anni, non ho ancora finito le superiori e già l’università mi terrorizza, già mi viene il nervoso a pensare a quel che non riuscirò a fare. Inoltre, sono contentissima che tu sia riuscita ad avere un buon rapporto con la tua apparenza, che abbia smesso di vedere il tuo corpo come quello di un’estraneo. E’ quello che anch’io ho sempre cercato di fare, anch’io mi sento prigioniera di questa carne in un modo soffocante. Non hai idea di come sono felice dei tuoi risultati, non solo in questo contesto ma in tutto: ti ammiro e ti invidio, forse perchè mi rivedo tanto in te, e spero di riuscire a diventare almeno una parte della bella persona che sei tu oggi.

  2. anny scrive:

    che bello, ormai si sentono davvero poche persone dire: “ritrovo me stessa nella mia immagine… ”
    solitamente si cerca sempre di cambiarla, o almeno, a me succede.
    approfitto di questo commento per farti tanti complimenti sia per i tuoi libri che per quello che scrivi in questo sito. :)

  3. Nihal 98 scrive:

    Ehi, ognuno ha il suo stile e nessuno se ne deve vergognare per niente perchè noi scegliamo di essere così, non gli altri, e se gli altri criticano, lasciateli perdere.
    Ricorda: noi scegliamo chi siamo, non gli altri :D

  4. Paola scrive:

    Trovo buffo che la gente parli sempre del corpo come di qualcosa di staccato da sè, come se ci fosse un’anima e ilc orpo fosse solo un involucro a cui dare poca o troppo importanza. Secoli di filosofia cristiana hanno prodotto una cultura che separa corpo e mente. In realtà,a prescindere dalle personali convinzioni spirituali, noi siamo corpo. Come ci si fa a liberare dall’apparenza del corpo se siamo di carne? Perchè poi dovremmo farlo? Ci vuole certo onestà con se stessi, equilibrio, saggezza nel leggere,interpretarsi e prendersi cura del proprio fisico, ma senza le esagerazioni di chi sull’aspetto punta ogni cosa, non vedo perchè si debba pensare che il corpo sia mera appendice, da trattare come una cosa a parte. Bisogna imparare a volersi bene, tutto qui. Sembra semplice ma è molto difficile, perchè per volersi bene bisogna andare a fondo, molto a fondo in sè.

  5. LiciaL scrive:

    Ho sempre pensato che essere costretti a vivere in un corpo che non rispecchia l’immagine di sè che si ha in testa sia una vera maledizione. E’ sconcertante, e rende le relazioni sociali un inferno soprattutto se l’autostima è latitante da sempre. Per questo arrivata all’età di 25 anni ho deciso un pò come te, di fare il mio possibile per far combaciare le due immagini, per rendermi libera. Proprio ieri ho avuto una discussione con mia madre a questo proposito, del perdere peso. Per il momento sono fuori casa e mi gestisco io, perciò me ne frego e continuo a sforzarmi più che posso per riuscire a far combaciare testa e corpo. Ma tra due mesi mi toccherà tornare a vivere in casa dei miei e credo proprio che quando si ripresenterà la discussione, e so che succederà, farò leggere a mia madre questo tuo post e la chiuderò lì. Il corpo è mio, la mente è la mia e sono io che devo convivere con entrambi. Voglio specchiarmi un giorno e vedere un solo riflesso, il mio.

  6. Derek scrive:

    Ciao Licia! Farai la recensione di “Game of thrones”?

    • Licia scrive:

      Derek: non l’ho visto e non è che mi attiri proprio tanto…ammetto di aver letto solo il primo libro della saga e di essermi fermata lì. Non mi ha presa, sono cose che capitano (però Tyrion è il mio mito personale a prescindere :P ).

  7. maria scrive:

    Anche io vengo considerata strana per il mio modo di vestire (dark). Ma devo dire che il fatto che quando vado a scuola ed entro nella mia classe tutti mi guardano strano, non è poi così brutto, anzi mi piace. Adoro che mi considerino strana e particolare, perché questo mi fa capire che non sono una pecora come tutte le altre, ma una ragazza diversa che sa quello che vuole.

  8. Valberici scrive:

    “forse appena più vecchio di quanto non mi piaccia credermi”…ecco, il “problema” sta qui, e si chiama vecchiaia. Comincia a “preparati” mentalmente perchè tra una decina di anni sarà impossibile avere un avatar che rispecchi in pieno l’ idea che hai di te…e poi ti devo dire che ‘sti avatar col tempo non rispondono nemmeno più tanto bene ai comandi… :lol:

  9. marco43 scrive:

    A volte capita anche a me di non vedere l’immagine che mi piacerebbe su me stesso. Mi sveglio la mattina verso le sette meno un quarto, preso dalla smania di non fare tardi a scuola, non faccio colazione altrimenti perderei tempo, vado in bagno, mi lavo e mi tuffo nell’armadio, in una mezz’oretta sono pronto. Preso dai miei pensieri non faccio caso a quello che mi metto ma capita spesso che mi guardo e penso “siamo già a Carnevale o cosa?” allora mi volto e mi accorgo della mia immagine riflessa nello specchio. “Ma si perché no, questo sono io” ed esco pensando che in questo periodo mi sento bene, felice, sereno. Poi la mattina seguente la stessa storia, mi alzo mi lavo e mi tuffo nell’armadio,uscendone, magari, con gli stessi abiti. “Ed io ieri mi sono fatto vedere in giro vestito così?” allora mi cambio in fretta e furia, esco da casa e penso “questo è proprio un periodaccio…”.

  10. Vesa Red scrive:

    Ti capisco Licia.potrei raccontarti la mia storia che è tanto simile alla tua……e anche io mi pongo le stesse domande…..

  11. Nihal96 scrive:

    Anch’io non riesco mai a riconoscermi in quello che sono e per quasi tutto il tempo non mi piaccio per nulla… è difficile riuscire davvero a credere che il nostro corpo ci rappresenta ma bisognerebbe farcela…

  12. Nihal_25 scrive:

    e comunque mi sembra una cosa giustissima

  13. Nihal_25 scrive:

    Hai perfettamente ragione, tutti cercano di far coincidere l’anima con l’aspetto ma è una cosa un po’ difficile ein pochi ci riescono…

  14. Love Mondoemerso scrive:

    Ti capisco Licia, io sono nella fase in cui ti guardi e “non ti riconosci”. La cosa più strana è che alle volte mi trovo carina, altre non mi piaccio proprio. Non è questione di pettinatura, trucco, ecc. anche passando davanti allo specchio per un secondo mi sento quasi felice del mio aspetto, altre volte invece tutto il contrario. Non ho diea da cosa possa dipendere, magari è un fatto psicologico…In ogni caso aspetto la “svolta” che tu e altre donne avete già fatto e magari un giorno anche io mi riconoscerò in me stessa :)
    Off Topic…Ho sentito che verrai a L’Aquila di nuovo…ne sono moooooolto felice, non vedo l’ora :) :)

  15. Jessica scrive:

    Mi rivedo in te, Licia, perchè anche io ho faticato per trovare un equilibrio: mai abbastanza magra, mai abbastanza grassa, con i capelli opachi, con i denti storti. Poi, invece di lamentarmi, ho imparato a valorizzarmi e farmi del bene. Sistemare i denti, la postura, praticare sport…sentire ‘mio’ quel corpo che nascondevo sotto le felpe. Avere un equilibrio non più precario. E sai qual’è la cosa più incredibile dell’equilibrio interiore?che si può spezzare, andare in frantumi e tu lo puoi ricomporre in maniera diversa, nuova. Proprio quando ho fatto pace col mio corpo, sono rimasta incinta e ho dovuto crearmi un altro equilibrio. E mi piace questo cambiamento, mi fa sentire viva!

  16. Ice Phoenix scrive:

    Ognuno deve trovare la sua dimensione e apprezzarsi per quello che si è…Spero di riuscirci anch’io un giorno :D
    Ciao!!!

  17. Axelander scrive:

    Ognuno ha il suo stile. Ognuno è se stesso. E non bisogna avere paura di guardarsi.

  18. Nihal95 scrive:

    Come ti capisco, Licia. Anche io cerco sempre nei vestiti che compro qualcosa che mi rispecchi, qualcosa che dica chi sono. Fino a un paio d’anni fa, mi sentivo obbligata a vestirmi come gli altri, perchè sono sempre stata diversa e le ragazze della mia classe mi “imponevano” di essere come loro. Ci ho provato. Non ci sono riuscita. E mai sono stata più felice. Io sono questa: una ragazza che si veste come le pare non come la moda del momento comanda, una ragazza strana forse, vista dagli occhi degli altri. Ma me stessa. Finalmente me stessa.

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