Carne e idee

L’11 settembre 2001 stavo preparando l’esame di analisi II. Ero all’università con Giuliano quando mi arrivò la telefonata di mia madre. Mio padre era all’estero, e per questo la prima cosa che pensai quando insieme agli altri mi misi davanti alla tv, nel laboratorio di fisica I, fu al suo ritorno con l’aereo il giorno dopo. La seconda fu che non avrei mai più volato in vita mia, per tutto l’oro del mondo. Sono fatta così: ho sempre difficoltà a inquadrare le brutte notizie, quelle storiche o quelle semplicemente scioccanti. Il mio primo pensiero è sempre stupido, fuori luogo.
Il mondo è cambiato quel giorno? Dopo dieci anni non so dirlo. Di sicuro è cambiata la percezione che ne abbiamo. Noi degli anni ’80 la Guerra Fredda l’abbiamo vista di striscio, e la nostra massima preoccupazione poteva essere l’effetto serra, o il buco dell’ozono. Quel giorno imparammo una nuova paura, e vedemmo in faccia per la prima volta il Nemico. E per dieci anni quella faccia ha coinciso coi lineamenti pacati di Osama bin Laden. Per dieci anni il suo volto ha significato terrore, il suo non mostrarsi praticamente mai, il suo spedire di tanto in tanto lunghissimi nastri audio in cui pontificava su tutto – l’Occidente malvagio, certo, ma alla fine anche il protocollo di Kyoto, l’inquinamento, persino gli auguri per la fine del Ramadan – alimentava paura e speranze. Non era più neanche davvero un uomo: era un simbolo, una personificazione. Ce lo immaginavamo immortale, imprendibile, qualche volta già morto.
Stamattina, durante la colazione, Giuliano mi mostra incredulo la prima pagina de La Repubblica. È davvero difficile far coincidere l’idea di bin Laden con quel volto che tutti i giornali si ostinano senza pudore a sbattere in prima pagina, come se per tutti fosse piacevole guardare la faccia di un morto. La sua cattura, la sua uccisione, non sono mai state delle opzioni reali, per noi che guardavamo la tv dalla scuola, dall’università, quel giorno di settembre. Perché bin Laden non ci è mai stato presentato come un uomo: è sempre stato un’idea. Per noi Occidentali, certo, ma anche per tutti coloro che hanno visto in lui una speranza, che l’hanno seguito, sostenuto, persino amato. E anche adesso che sembra morto, e che quell’immagine tremenda dovrebbe riportarcelo alla sua semplice dimensione di uomo, sarà e resterà sempre solo un simbolo: del male, del bene, del terrorismo, della resistenza.
Quel che mi colpisce di più, però, è altro. La mia prima reazione, innanzitutto: ero contenta. Un soldato americano aveva sparato in testa ad uno, uno che indubbiamente ha compiuto efferati delitti, non voglio certo negarlo, ma il gesto in sé resta: un uomo ha sparato ad un altro uomo. E io sono stata contenta. Per una frazione di secondo. E gioire per la morte di qualcuno, persino di qualcuno che ha causato la morte di migliaia di altre persone, non è mai un buon segno.
Ma non ero sola. E questa è la seconda cosa che mi colpisce.
Il florilegio delle reazioni alla sua uccisione è stato piuttosto monotematico: Obama dice che “giustizia è stata fatta”, per il ministro degli esteri è “una vittoria della democrazia”, per Frattini è “la vittoria del bene contro il male”.
Riflettiamo un attimo. È stata eseguita una condanna a morte senza processo. Un soldato ha sparato, un uomo è morto. Dov’è la democrazia? E la giustizia? Piuttosto è stata una sconfitta della democrazia, che non ha saputo opporre al terrorismo altre armi che non fossero quelle dei terroristi stessi: bombe ed esecuzioni sommarie. È così che si combatte il fondamentalismo? Radicalizzandoci anche noi?
È stato un regolamento di conti, diciamoci la verità. Umanamente comprensibile, ma non accettabile né dal punto di vista del diritto né della democrazia. La democrazia, semplicemente, non agisce così. Eppure oggi siamo contenti, un po’ tutti. Questo ci dice molto sulla nostra natura, su quel che siamo davvero, una volta spogliati dai condizionamenti sociali. In fin dei conti non aspettiamo altro: essere liberi di dare sfogo ai nostri desideri più oscuri, non appena l’etica abbassa la guardia.
Infine, diceva V di Alan Moore “le idee sono a prova di proiettile”. Bin Laden era solo uno, e non veniva dal nulla. Aveva dietro della gente che lo seguiva, che lo ammirava, che ne condivideva le idee. E quell’idea non è morta. È viva nella nostra gioia oggi e nel dolore di chi ora lo piange, è viva nei comunicati ufficiali dei capi di stato e nei post che si rincorrono sui siti del fondamentalismo.
Per cui siamo al punto di partenza. È cambiato il mondo, oggi? Nell’apparenza, forse, ma non nell’essenza, che non cambia da migliaia di anni.

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46 risposte a Carne e idee

  1. LambeAndoLambe scrive:

    Mah, non so… Io credo di aver provato una certa “liberazione” nell’apprendere la notizia. In fondo, da vivo, avrebbe rappresentato ancora molte grane. Certo non si gioisce mai per la morte di un uomo, però per certi uomini si fa anche fatica a concepire che possano aspettare tranquillamente la vecchiaia o l’infarto di turno. Ripensando alle oltre 3000 persone che bin Laden ha “giustiziato” (senza processo) l’11 settembre 2001 faccio veramente fatica a pensare ad un finale alternativo a questa vicenda. E sinceramente, anche se non condivido le manifestazioni di piazza per la sua uccisione, credo di poterle comprendere.
    Poi sono pienamente d’accordo che la vittoria non sia stata “della democrazia” ma si è trattato di una vittoria militare conseguita da soldati di una certa “parte” del mondo contro il capo dello “schieramento” nemico.

  2. Kyra scrive:

    Commento un pò in ritardo, ma pazienza…
    Devo ammettere che non so se sono d’accordo. Insomma, sì, umanamente parlando non è giusto. Tuttavia quando penso all’11 settembre rabbrividisco ancora, anzi più ora che dieci anni fa. Anche mio padre era all’estero quel giorno e forse questa cosa mi preoccupava più del resto sul momento. Però noi siamo stati a New York nel febbraio del 2002 e vedere Ground Zero dal vivo mi fece capire cosa era successo davvero.
    Non è bello dirlo, ma è una guerra e a volte basta che sia un simbolo a crollare per ribaltare le cose. Ora bisogna stare a vedere se nel bene o nel male.

  3. Matteo Pagnini scrive:

    Grazie a Dio non sono stato contento quando l’ho sentito. E mi si è rivoltato lo stomaco nel vedere le scene di giubilo degli americani per strada o nel sentire i commenti dei politici di mezzo mondo.
    Per il resto, le cose serie, le cose belle le hai dette tu, Licia, e siccome sono pigro mi limito a sottoscriverle.

  4. Ice Phoenix scrive:

    Hai ragione Licia.Io quando ho appreso la notizia avevo un misto di incredulità,sorpresa e credo anche un po’ di sollievo, a causa proprio di ciò di cui quest’uomo è diventato simbolo. Anche alla luce di quanto commesso da quell’uomo e dai suoi seguaci, l’omicidio a sangue freddo è sempre qualcosa di spaventoso. Solo che non ci facciamo più caso perché ormai siamo abituati a questo genere di notizie e il sangue versato da un innocente o da un criminale, non sortisce più tanto effetto. Speriamo che la democrazia prenda davvero coscienza di sè perché al momento sembra regnare la legge del regolamento di conti. Altro che processi, qua con un solo colpo si mette fine alla faccenda, purtroppo…

  5. Nihal_25 scrive:

    eh Sì Licia, hai ragione tu…

  6. Walter Loggetti scrive:

    Non ho provato “gioia” nel sentire che Bin Laden è stato “ucciso”, ma un click è scattato dentro di me, come se qualcosa fosse finalmente andato nel posto giusto.
    “Giustizia è stata fatta”…

    Bin Laden era ed è un simbolo, morto un Bin Laden se ne fa un altro…

    Capisco i festeggiamenti degli Americani, non perché una persona è stata uccisa, ma perché è stato ucciso il “babau” “l’uomo nero” che tormentava lo spirito degli americani dall’11 Settembre 2001, a quanto ho letto sentito è da Agosto che lo stavano pedinando, lo tenevano sotto tiro, probabilmente avrebbero voluto anche farlo fuori l’11 Settembre 2011, a dieci anni esatti, magari è successo qualcosa che ha fatto decidere per questo momento qua…

    E’ vero che tutti hanno diritto ad un giusto processo, ma i criminali vanno processati, quello che ha fatto Bin Laden va oltre al crimine, è stato un atto di guerra, contro il nostro modo di vivere, contro il nostro modo di pensare, contro quello che siamo noi…
    In guerra i proiettili volano e le persone muoiono…

    Non è morto da eroe, non è morto da martire, si è riparato dietro ad una donna, facendosene scudo…
    (almeno è questo quello che dicono, e lo dicono per distruggerne il simbolo, un uomo se muore in battaglia con le armi in pugno verrà considerato un eroe, o se privato delle armi si oppone al nemico, verrà considerato un martire, ma facendosi scudo di una donna, verrà considerato tale?)
    Morto l’uomo Bin Laden, adesso stanno distruggendo il Simbolo Bin Laden, lo hanno sepolto in mare per non offrire a nessun fanatico una “mecca” a cui pregare, per togliere ogni riferimento alle sue spoglie mortali…

    Non provo gioia, ma un senso di cupa soddisfazione.

    Ho provato un senso di perdita per le vittime del WTC, non in quel momento esatto, ma dopo, in quel momento esatto era tutto troppo “incredibile” “inconcepibile”, ma la rabbia che ho provato quando ho visto i palestinesi saltare di gioia alla notizia di quella distruzione, mi avrebbe fatto fare in modo che se avessi avuto un mitra in mano glielo avrei scaricato addosso…
    Pero’…
    Pero’ per loro noi siamo il Nemico, a torto o a ragione è cosi’ noi siamo il loro Nemico, perché non abbiamo fatto loro del bene, perché sono stati cresciuti in quella maniera, perché li abbiamo usati…

    Male e Bene si contendono da quando esiste il mondo, il problema è che nei libri Male e Bene sono divisi, chi combatte per il male sa di combattere per il male, chi per il bene sa di combattere per il bene…

    Nella vita reale nessuno accetta di combattere per il male. Perché tutti combattiamo per il Bene, ed è il Male ad essere il nostro nemico…

    Nella vita reale tutti crediamo di combattere contro il Male…

  7. newNihal98 scrive:

    io semplicemente non so ”da che parte stare”, un po’ perchè sono molto piccola e non so esattamente cosa è successo, nè i miei genitori me ne hanno voluto parlare quando ho chiesto spiegazioni… ma quello che sento nei telegiornali e sui quotidiani mi spaventa: come si fa a essere felici di una giustizia che in realtà è un altro omicidio? Certo, lui ha ucciso moltissime persone, ma non si possono portare indietro i morti, quindi non è meglio cercare di ripagare i familiari delle vittime con qualcosa di più ”concreto”? Forse una punizione sarebbe il massimo, anche se non so se potrebbe servire a ualcosa in particolare… eppure molti sono stati felici della notizia. Forse perchè così si sentono più al sicuro, anche se in realtà il male non si può sradicare totalmente con l’uccisione di un solo uomo, perchè il male in sè è un po’ in tutti i luoghi, anche in chi gioisce della morte di qualcuno, o mi sbaglio? non so cosa dire, come ho già detto non mi rendo conto pienamente di quello che è successo…

  8. ***Sognatrice*** scrive:

    Shila: Gandhi dice: “Un occhio per un occhio rendera tutto il mondo cieco.” Che e` completamente vero`. Perche` dovremmo far sofrire degli altri dopo che abbiamo conosciuto la miseria? Abbastanza persone hanno gia pagato il conto di questa guerra.

  9. Giulio GMDB© scrive:

    Volevo pure aggiungere che, come scrive Sognatrice, ho trovato molto inquietante il parallelismo fra i talebani/arabi che gioivano per gli attentati dell’11/9 e gli americani in strada a gioire (10 anni dopo) per l’uccisione di Bin Laden.

  10. ***Sognatrice*** scrive:

    Finalmente trovo qualcuno che la pensa come me! L’unica differenza e` che io non ho gioito. La mia prima emozione e` stato stupore. Pensavo che era stato ucciso dieci anni fa`. La mia seconda emozione e` stata disgusto. Ricordo come, ancora ragazina, ho pianto e protestato per la morte di Saddam Hussein. Ma in che razza di mondo viviamo dove forziamo chi non vuole a morire e chi vuole a rimanere in vita contro la propria volonta`? Vedendo le foto delle feste che hanno fatto gli americani per la morte di Osama, mi e` venuto da vomitare. Non siamo migliori di loro se ci abbasiamo ad ammazare chi ci ha ferito. E poi, secondo me, stiamo per vedere l’inizio di un altra guerra. Osama sara` stato un criminale, ma era un uomo e come tutti noi aveva un diritto di vivere.

  11. Babil scrive:

    Certo che gli sarebbe convenuto farsi catturare, magari ci sperava anche che gli americani fossero così coglioni da arrestarlo e processarlo…

    Infatti il vero motivo per cui si sono disfatti così in fretta del corpo è che, con ogni probabilità, le cose non sono andate come raccontano, con lui che oppone resistenza e si fa scudo con le donne e Bruce Willis che schiva i proiettili e cerca di sparagli senza colpire gli ostaggi.
    Che resistenza può fare un vecchio dializzato?
    Molto probabilmente la verità è che lui si è arreso o comunque è stato reso subito inerme, dopodichè lo hanno fatto inginocchiare e gli hanno fatto saltare le cervella con una pistolettata alla nuca o su per la bocca, a seconda del lato preferito.
    Certo, si poteva fare anche meglio, ad esempio allestirgli in casa una salumeria e filmarlo mentre era costretto a mangiare consistenti quantità di porchetta, prima di ucciderlo.
    Insomma, per distruggere il simbolo. Se uno combatte per il paradiso, è chiaro che bisogna trovare un modo per negarlielo.

  12. peopleschamp scrive:

    Mi spiace dissentire,
    ma la eventuale prigionia di Bin Laden avrebbe avuto dei costi pazzeschi.
    Un giorno sì e l’altro pure ci sarebbero stati rapimenti, attentati e altro per ottenere il suo rilascio.
    E poi immaginate che visibilità avrebbe avuto Osama in un eventuale processo?
    Gli sarebbe convenuto farsi catturare..

    Per concludere, Norimberga non era la stessa cosa, La germania era sconfitta e occupata, e in ogni caso i media di 70 anni fa non sono ceerto quelli di oggi.
    E comunque anche allora il cadavere di hitler è stato bruciato e nascosto dai Russi ….

  13. Alberto scrive:

    Benchè io non creda nella Chiesa uno dei pochi messagi di disappunto sull’uccisione di bin Laden è arrivato proprio dallo Stato Vaticano..e io sono d’accordo..avrei preferito vederlo ai campi forzati o a marcire in isolamento fino alla fine dei suoi giorni,ma la morte non deve essere augurata a nessuno…vedere la sua faccia ricoperta di sangue a ogni ora in tv non è stato un bello spettacolo…ho avuto un brivido…perchè pensando anche a 2 persone che ho perso di recente che sono state il fenomeno mediatico di una settimama sui tg,mostrando le immagini della loro morte non portando rispetto alle persone che li amavano..mi sono immedesimato nelle persone che lo amavano,perchè anche lui,sebbene abbia sbagliato,era un essere umano che amava ed era amato..e perciò mostrare il suo corpo martoriato in tv non è stato rispettoso..e anche se l’ho odiato in tutti questi anni per ciò che ha fatto non gli avrei mai augurato una morte del genere.

  14. Valberici scrive:

    Cecilia: si, erano migliori riguardo alla guerra e al pragmatismo. Altro discorso è quello etico, che io ora non sto facendo. Mi limito a dire che uccidere (sempre che le cose siano andate come dicono) in quel modo un nemico è un errore strategico.
    E certemente non ignoreranno il fatto che ora sia morto, sempre che ve ne sia la certezza, che per ora non c’è.

  15. Cecilia scrive:

    “Preferivano esibirli alla parata del trionfo rivestititi di tutti i loro ornamenti e in perfetta forma (poi li strozzavano in silenzio e in separata sede).”

    E questo li renderebbe migliori? L’umiliazione pubblica e l’assassinio in separata sede contro un’operazione di commando. Fanno schifo tutt’e due alla stessa maniera e forse preferisco la seconda. I romani erano comunque delle belve nel loro trattare gli altri uomini, anche se molto meno di popolazioni come cartaginesi.
    So che esiste il pericolo della mitizazione, ma mito lo era già, martire pure. Ma ora è morto, è una cosa che non possono ignorare.

  16. Loisa scrive:

    a me l’ha detto mio padre stamattina, e sinceramente non ho proprio gioito, il mio primo pensiero è stato per quel “popolo” che ha sempre subito la prepotenza dei grandi paesi, sempre per la solita vecchia storia, il denaro e il potere. anche se bin laden era il “simbolo” del terrorismo, per il suo popolo era anche il simbolo della speranza di poter uscire un giorno dalla prepotenza sopratutto degli stati uniti.
    ovviamente non voglio giustificare tutto quello che ha fatto, ma tutto quello che hanno fatto gli altri al suo paese? ed ora è morto e con lui hanno ucciso “parte” della sua famiglia, o almeno così ho letto, ecosa c’è di giusto in questo? non era meglio tenerlo in prigione a vita? questo si che avrebbe fatto capire a tutti i terroristi che non c’è niente da fare, che saranno sempre “carcerati” dagli americani.
    ora chi seguiva bin laden avrà voglia di vendicarsi, questa è una spirale che andrà avanti all’infinito.

  17. nihal la mezzelfo scrive:

    cara licia! Ituoi libbri sono magnifici e veramente meravigliosi!
    Ma li hai presi dalle stelle!

  18. nihal la mezzelfo scrive:

    cara licia spero tu legga, uno dei miei commenti !Ne sarei grata!

  19. nihal la mezzelfo scrive:

    cara licia!I tuoi libri sono magnifici!
    LI ho letti tutti mi sono immersa nel tuo mondo!Lo amo!
    Ogni tua eroina sembra tralasciare una parte di te, tra le righe si può immaginare una grande persona, una grande scrittrice !

  20. Nihal 98 scrive:

    Sì, hai ragione. La prima reazione per me e per la mia famiglia è stata questa. Ma poi, come hai detto tu, con questa uccisione il mondo non è cambiato poi molto, è solo stato ucciso un altro uomo che portava sia idee che morte dietro di se.
    Licia, hai colto nel segno, hai proprio ragione.

  21. Valberici scrive:

    Cecilia: “Quel corpo è un simbolo per i terroristi e distruggere un simbolo è una strategia che in guerra rende molto”

    Gli antichi romani, che se ne intendevano di guerra e simboli molto più deglli attuali americani, non si sognavano nemmeno di assassinare (dichiaratamente) i capi nemici o di esporre corpi irriconoscibli al pubblico ludibrio. Preferivano esibirli alla parata del trionfo rivestititi di tutti i loro ornamenti e in perfetta forma (poi li strozzavano in silenzio e in separata sede). Non si distrugge un simbolo esibendo un significante diverso dall’ originale o, peggio, cercando di imporre un diverso significato. In questo modo si rischia di creare addirittura un mito.

  22. Cecilia scrive:

    L’undici tu eri in università, io a casa, incazzata perché da nessuna parte trasmettevano i cartoni. Questo, per i primi cinque minuti di zapping. Poi ho pensato fosse un film, un attentato vecchio e poi, alleluia, ci sono arrivata. Mi venne un pensiero che solo l’ingenuità dei 10 anni poteva concepire: “Non esiste nessun eroe alla Dragonball che possa impedire queste cose”. Seguiva incazzatura da impotenza.

    Oggi mi sveglia mamma alle 7 dicendomi “hanno ammazzato Bin Laden”.
    L’unica cosa che ho provato è stato sollievo, solo quello. La foto e l’idea che, una volta provata l’identità, gli americani mostreranno il corpo mi ha disgustato, ma alla fine ho capito che è necessario. Quel corpo è un simbolo per i terroristi e distruggere un simbolo è una strategia che in guerra rende molto. Non approvo ma è inevitabile.

    Quanto alla diatriba uccidere-arrestare, credo che siamo troppo utopistici. Ci sono casi e persone con le quali non ci si può rapportare in maniera normale. Se c’è gente che capisce solo la violenza e la usa per ammazzarci, non possiamo far finta di non saperlo alla “peace and love”. In quel caso bisogna essere più forti di loro, non ci sono altre alternative. Sarebbe stato più giusto l’arresto, ma gli agenti non potevano rischiare di farselo scappare pur di non ucciderlo.

    Un’ultima cosa:
    “ma prima di tutto siamo animali, e come gli animali proviamo dei sentimenti che non sono guidati dalla ragione, come ad esempio la gioia per la morte di un uomo – ma prima di tutto una minaccia. è come se noi fossimo delle lepri e gioissimo per la morte del leone”

    Con calma. Noi NON siamo animali, neanche per sbaglio. Gli animali non provano “sentimenti” nemmeno paragonabili a quelli umani. Non sono nemmeno coscienti di se stessi. Infatti uccidono solo per nutrirsi e mai per crudeltà. Nel “pensiero” animale il concetto stesso di crudeltà è inesistente e così tanti altri. Non nascondiamoci dietro agli animali per giustificare il male, le bestie sono innocenti. Siamo umani, con tutto quello che può comportare.

  23. chesy scrive:

    Licia: Non so se sono d’accordo. Abbiamo soltanto fatto un primo passo sulla giustizia, ecco. Che forse tentiamo di sradicare fondamentalismi religiosi con la guerra è solo un’illusione, ci siamo solo ricoperti d’odio dai ‘quelli dell’altra parte’, che beh, spero siano solo una minima fetta della loro religione. E’ forse un piccolo passo per il rispetto di tutti, e se gioiamo è solo una metafora di una misera vittoria che avrà pure i suoi lati sbagliati vista in prospettiva, ma nulla toglie che è stato tolto un simbolo di terrore per noi occidentali. Forse ora si rafforzerà, perché solo questo può succedere, ma in fin dei conti che ci resta? E’ morto qualcuno che ha guidato attentati, alimentato l’odio tra occidente e oriente, scritto la storia in negativo. Forse il metodo in cui lo abbiamo abbattuto non è esatto, sarà sbagliato ma mi chiedo se ne esistano altri.

  24. Alessia scrive:

    Quando stamattina ho sentito la notizia, mi è capitata la stessa cosa: ad un primo impatto ho provato gioia. Ero delusa da me stessa perchè, come tu stessa hai scritto, il mondo stava festeggiando la morte di un uomo, me compresa. Non metto in dubbio che quell’uomo è l’artefice di tante morti e tanta sofferenza, ma non ci dimostriamo a nostra volta disumani se uccidiamo così facilmente e per giunta ne traiamo felicità? Hai ragione, questa non è democrazia, è solo vendetta. Capisco che nel cuore di chi ha perso delle persone care oggi Bin Laden abbia avuto ciò che si meritava, ma non so fino a che punto si può chiamare giustizia.

  25. adhara scrive:

    Cara Licia,
    Stamattina vedendo il telegiornale, e vedendo il viso di Bin Laden pieno di sangue sono rimasta sconvolta. come hai detto tu Bin laden era ormai diventato un mito, un simbolo, qualcosa di irrangiungibile e immortale. e pensarlo morto mi ha dato un senso si sollievo. è un sentimento meschino. ma d’altronte siamo uomini, ma prima di tutto siamo animali, e come gli animali proviamo dei sentimenti che non sono guidati dalla ragione, come ad esempio la gioia per la morte di un uomo – ma prima di tutto una minaccia. è come se noi fossimo delle lepri e gioissimo per la morte del leone.

  26. Shila scrive:

    *ritengo

  27. Shila scrive:

    Pensando ai morti dell’11 settembre e alle decine di migliaia di persone che hanno sofferto per la loro morte,penso che è un bene che le cose siano andate così…personalmemte non lo ritento un essere umano e quindi non si meritava niente di più di quello che è successo oggi.
    Perchè non dovrebbe essere giustizia? Ha pagato per i suoi crimini,cosa c’è in questo di ingiusto?

    • Licia scrive:

      Shila: è più o meno lo stesso discorso che viene fatto dal lato opposto della barricata. In Occidente vengono eletti leader che poi ci vengono a bombardare, uccidono i nostri figli e scendono a patti coi nostri tiranni. Ergo gli Occidentali sono colpevoli di avallare politiche che portano alla morte di tantissimi miei simili. Non sono esseri umani e non si meritano la nostra pietà perché non ne hanno verso di noi. Et voilà.

  28. Paolo scrive:

    è vero, anke io quando l’ho sentito in cuor mio ho detto: la fine di un incubo.. ma è davvero così? ha proprio ragione era una personificazione.. il male di centinaia di uomini senza volto personaficato in bin laden.. ma con la sua morte è davvero cambiato qualcosa? e se è cambiato, sarà meglio o peggio?

  29. Damiano scrive:

    che sia falsa o no la famosa foto, critico anche solo la possibilità che a qualcuno venga in mente di pubblicarla! è una bestialità.

  30. artyfowljr scrive:

    Anche io ho fatto le tue stesse riflessioni stamattina, e continuo a pensare sempre la stessa cosa quando sento (or ora, al telegiornale) politici, giornalisti e quant’altro parlare della cosa come se fosse una vittoria incredibile, qualcosa da festeggiare…capisco perchè c’è chi festeggia, ma non condivido. E’ morto un uomo. Una persona ignobile, senza dubbio, uno che tutt’ora non riesco a non definire un bastardo,ma è morto un uomo. E noi celebriamo…
    Se l’avessero arrestato sarei stata contenta, ma ucciso…no, continuo a pensare che augurarsi la morte di una persona sia troppo-semplicemente troppo.

    P.S. La foto a quanto pare è falsa, era un photoshop che girava in rete fin dal 2006 (o 2009, non ricordo). Almeno questo.

  31. Babil scrive:

    —————————————
    ma allora perché nell’articolo si dice che in fin dei conti il comportamento degli americani in queste ore ci dovrebbe servire da esempio?
    —————————————-

    Ehm…Magari perchè è un articolo su Donna Moderna?
    Parlando seriamente, la propaganda ce la sorbiamo anche noi, voglio dire, già il fatto che noi saremmo “alleati degli americani nella lotta al terrorismo”…
    Quindi, se il pezzo di questo giornalista gli è stato comandato per fini propagandistici, non ci sarebbe da meravigliarsi.
    Ci sarebbe poco da essere allegri, ma non da meravigliarsi.

    Tuttavia, mi pare che nella fattispecie il nostro autore non stia lodando il fatto che gli americani festeggino la morte di Bin Laden, ma che si sia lanciato uno sproloquio sul patriottismo e di come sia bello che tutti gli americani abbiano una bandiera in casa, mentre noi italiani disfattisti ne siamo sprovvisti e non ci produciamo mai in spontanei festeggiamenti patriottici.
    Insomma, in questo caso propenderei per la scarsa intelligenza del giornalista…

  32. antonio scrive:

    Con questo post Licia hai messo in parole quello che ho pensato anche io quando ho saputo la notizia ed ho osservato le reazioni di chi mi stava intorno il risultato finale di queste ossevazioni è stato un senso di tristezza e sconforto di conseguenza non è stata tanto la notizia della morte di bin laden a scioccarmi (quella mi ha lasciato indifferente) quanto l’osservazioni delle reazioni altrui che ad essere pienamente sincero mi ha dato amarezza :/

  33. Babil scrive:

    Licia: chiaro che si tratta di una mera vittoria contro un nemico, il resto è propaganda.

    Cioè, magari gli americani ci credono davvero: “siccome noi SIAMO la demorazia, chiunque è nostro nemico è nemico della democrazia ed ogni nostra vittoria è una vittoria della democrazia”.
    Ma per chiunque non sia un australopiteco obeso cui la natura ha voluto negare anche la pelliccia, la situazione è ben chiara.

  34. Damiano scrive:

    Evitiamo di confondere vendetta con giustizia, si può anche essere dell’idea che sia stato meglio così, ma quantomeno esprimiamoci con le parole che hanno il significato corretto, non esiste giustizia fatta in modo IN-giusto.

  35. Axelander scrive:

    Il problema sarà il dopo. Sicuramente ci saranno delle ritorsioni o qualcosa del genere. Anchio un pò la penso come te licia ma poi penso alle vittime dell’11 settembre e alle loro famiglie che volevano giustizia. Forse non fatta nel modo giusto ma fatta. Ora il problema e non farne un martire. Un simbolo da mitizzare perchè sennò sarà peggio di prima.

  36. Soami scrive:

    Condivido in pieno il tuo pensiero. Trovo che sia triste vedere certe immagini al di là dell’uomo in questione, certo è stato un assassino, un folle forse lucido, ma pur sempre un uomo, e pensare che qualcuno possa festeggiare la sua morte, offende comunque la dignità di qualsiasi uomo…Hai ragione Licia il mondo non è cambiato perché prima di tutto è l’umanità a non voler cambiare, passano gli anni, ma l’uomo non riesce ad imparare dagli errori o meglio orrori..

  37. Giulio GMDB© scrive:

    Ottimo post. Soprattutto il fatto che le idee sono a prova di proiettile. Non è uccidendo (dopo ben 10 anni e diverse guerre) un uomo che si risolve il terrorismo. Il terrorismo si combatte cambiando la mentalità alle persone, fornendo nuovi punti di vista e spiegando e capendo le proprie ed altrui ragioni.

  38. Valberici scrive:

    “È stato un regolamento di conti, diciamoci la verità” esatto.
    Ed ora il “simbolo Obama” si arricchisce di un significato: il martirio.
    :(

  39. Babil scrive:

    Un piccolo passo per l’uomo, ed anche per l’umanità…Valeva proprio la pena restare 10 anni in Afghanistan e lasciare chissà quanti morti sul campo per vedere questo giorno.

    A parte questo, l’ultima parte del tuo post la trovo un falso problema. A Bin Laden non spettava nessun processo, come non si fanno processi ai soldati nemici prima di ucciderli, in una guerra.
    Bin Laden non era cittadino americano, ciò che forse avrebbe potuto dargli diritto ad un processo secondo le leggi di quella nazione; ha compiuto un atto di guerra contro gli USA, gli USA hanno ritenuto opportuno farlo fuori.
    Potevano semplicemente mandare un sicario, invece hanno causato una guerra di dieci anni che ha fatto decine di migliaia di morti.
    Per quanto io sia abbastanza antiamericano, non mi pare che in questo caso gli USA possano essere accusati di comportamento antidemocratico.

    • Licia scrive:

      Babil: ok, ma allora mi sembra improprio dire che è stata una “vittoria della democrazia”. È stata una vittoria su un nemico, stop. Giustizia, democrazia, male e bene sono concetti che non hanno senso quando si parte dal presupposto che siamo in guerra.

  40. Damiano scrive:

    Concordo in pieno Licia, ma devo dire che il primissimo pensiero che ho avuto è stato “non credevo che l’avrebbero trovato”.
    Il secondo è stato lo sdegno per la messa in onda di quell’immagine, falsa o vera che sia, che trovo mostruosa! successivamente l’incredulità per i vari termini come “giustizia è stata fatta” oppure “assicurato alla giustizia”. Da quando assicurato alla giustizia coincide con ucciso durante un azione militare e non con un giudizio di fronte ad un tribunale internazionale per i suoi crimini? non dico assolutamente che le cose non siano andate così. Probabilmente è vero, hanno fatto irruzione lui si è difeso con le armi e si è preso un proiettile in testa, è guerra funziona così, a prescindere che noi siamo d’accordo o meno, ma va detto e ricordato che questa non è e non sarà mai Giustizia.

  41. J.Ph scrive:

    Ho avuto la stessa medesima reazione e medesima riflessione successiva. Non posso aggiungere altro, sinceramente.
    C’e” stato sicuramente qualcosa di sbagliato, ma poi ripenso alle vittime dell’11 settembre.. e non so. Devo dire la verità: non riesco ad avere preciso a riguardo.
    Forse prenderlo in custodia, portarlo in America e “processarlo” avrebbe potuto mettere in rischio gli USA e l’Occidente ad una serie di attentati per la sua liberazione. Non so.
    Sicuramente c’e’ qualcosa di sbagliato in tutto ciò.

    P.S. Da quel che ho capito, leggendo in giro, sembra che la foto che circoli sia un falso. Un falso che gira da un pò di anni, anche in rete.
    Il che è ancora più grave, perchè continua sta fretta sfrenata di arrivare primi nelle notizie anche sbagliando…

  42. Alexandra scrive:

    Non mi aveva fatto effetto stamattina, quando l’ho sentito. Non ho voluto nemmeno leggere l’articolo che lo riguardava, c’era qualcosa di sbagliato in questo. e adesso so cosa.
    purtroppo hai ragione tu.

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