Opinioni e xenofobia

In genere la mattina, mentre vengo a lavoro, sento la radio. A seconda dell’orario si tratta de Il Ruggito del Coniglio o di Io, Chiara e l’Oscuro. Il più delle volte si tratta del secondo, perché è raro che mi riesca di uscire prima delle 10.00. Comunque. In genere ascolto con piacere, mi distraggo e mi rilasso mentre guido. I temi affrontati di volta in volta sono interessanti, la discussione pacata. Ogni tanto, l’argomento è più spinoso e il confronto si fa più duro, ma tutto sommato mi riesce sempre di ascoltare i vari punti di vista senza farmi il sangue troppo amaro. Tranne oggi.
Oggi si parlava di matrimonio per i gay: favorevoli o contrari? Ovvio che una cosa così stimola una discussione piuttosto accesa, anche tra gli ascoltatori di un programma come Io, Chiara e l’Oscuro, che immagino non proprio incolti. Ecco. Oggi ho spento la radio, ad un certo punto. No, perché sentire discorsi del tipo “noi normali, voi contro natura” senza poter sparare un sonoro vaffanculo a chi lo dice mi urta proprio i nervi. Perché qui non si tratta più di tolleranza, di cercare di capire il punto di vista altrui. L’omofobia non è un punto di vista: l’omofobia è xenofobia, è razzismo. Sono forme di ignoranza che semplicemente non si possono tollerare in una società aperta e democratica. Non è un punto di vista un’opinione che ha causato e purtroppo causa ancora la sofferenza, spesso la morte di migliaia di persone.
Quest’anno per la prima volta ho pensato di andare al Gay Pride. E non solo perché ci sarà Lady Gaga :P . È che non ci possiamo dire liberi quando una minoranza di noi semplicemente non lo è: perché è schiavitù non poter abbracciare, toccare, baciare la persona che si ama in pubblico, è schiavitù non potersi sposare o vedere riconosciuto in alcun modo il proprio legame con la persona che si è scelto di avere accanto per tutta la vita. Probabilmente non apprezzo tutto del Gay Pride, ma è anche vero che è la loro lotta, e che dunque sono tutto in diritto di scegliersi le armi. Ma se è vero questo, è anche vero che non li dobbiamo lasciare soli nelle loro rivendicazioni, se è vero che siamo una comunità, che qualcosa ci accomuna e si rende cittadini dello stesso stato. È come quando ho manifestato il 13 febbraio, ed ero contentissima che ci fossero degli uomini. Perché la lotta era sicuramente delle donne, ma questo non significa che non si debba dar loro l’appoggio, come si farebbe con qualsiasi nostro simile in un momento di difficoltà. Ecco, manifestare col popolo LGBT vuol dire “mi riguarda, la tua indignazione è la mia”, perché questo vuol dire far parte di un gruppo, decidere di vivere in società piuttosto che da soli. E poi, buttandola sul piano meramente utilitaristico, oggi sono i gay, domani potrebbe essere per noi. Come diceva quella poesia?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare

L’11 invece non ci sarò. Ho un impegno, che per altro presto vedrete in bacheca. Ma spiritualmente ci sono. Voglio esserci. E magari, chissà, l’anno prossimo ci sarò davvero.

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43 risposte a Opinioni e xenofobia

  1. Lucifer Kitty scrive:

    Ilena, grazie :) Be’, spero anch’io che la situazione migliorerà. Anzi, sono certo che accadrà fra 14 mesi :D Insomma, su con la vita!
    Detto ciò, in Olanda sono in commercio libri di fiabe con amori sia etero che gay. E anche nei libri scolastici delle elementari ci sono esempi con coppie gay. Del tipo “se i due padri di un tuo compagno di classe hanno 5 caramelle ciascuno, quante ne hanno in tutto?”

    Tra l’altro in Olanda c’è l’adozione legale. Qui in Italia invece sono moltissime le coppie gay con figli (visita il sito delle Famiglie Arcobaleno), ma non vengono riconosciute. Col risultato di non avere diritti sul figlio. O per lo meno, li han solo il padre e la madre naturali (nel caso della fecondazione assistita).

    Ma comunque, non voglio divagare. Il punto è che l’unico modo per estirpare l’omofobia, così come tutte le forme di razzismo, è intervenire sull’educazione. E chi studia pedagogia sa benissimo che questa non è solo scuola, ma anche famiglia, amici, società, mass media etc etc
    In alcune di queste aree non si può intervenire a livello politico. In altre sì (come la scuola). Ma la maggior parte dei politici non ha la volontà di iniziare una campagna anti-omofobia su questa scala. Purtroppo quasi tutti sono succubi del Vaticano. Quasi, appunto. Qualcuno si salva. Un minimo di speranza c’è, e fino a quando continuerà ad esserci, non smetteremo di lottare.
    E io non smetterò mai di lottare per essere me stesso con gli stessi diritti degli altri. Ciò nonostante è assurdo dover lottare per poter essere se stessi senza discriminazioni. Non sono un criminale né un malato di mente. Tra me e un mancino non c’è molta differenza. Ma i mancini non si discriminano più…almeno oggi xD

  2. Francesca scrive:

    Licia più scrivi e più mi ritrovo nelle tue parole. La lotta per i diritti gay mi fa infervorare, ci litigo tutte le sere con i miei genitori o i miei amici. Sapere che con le tue parole potrai cambiare le opinioni di qualcuno mi riempie il cuore.

  3. ile97 scrive:

    Lucifer Kitty: mi dispiace della tua situazione e ti auguro di passarla in fretta. mentre leggevo, mi sono commossa: è così impensabile ke un padre e una madre arrivino a odiare un figlio x una sua scelta di vita perfettamente naturale, ma purtroppo è così…
    ivana: capisco il tuo punto di vista, xk è quello di molti, purtroppo. si basa sulla concezione dell’omosessualità come uno scandalo, una cosa non naturale, ke è fuori dalle regole, ke non è concepibile… questo xke in giro non siamo abituati a vedere il rapporto d’amore tra gay o lesbiche, ma principalmente tra eterosessuali… inoltre xke nella nostra cultura, ormai, si è instaurato il clessico amore tra uomo e donna. un esempio ne sono le fiabe. in nessuna fiaba c’è un rapporto gay, ma solo etero. eppure è una possibilità anche quella: non è certo x aver guardato una fiaba con al posto di un uomo e una donna ke si amano due uomini o due donne, ke un figlio o una figlia (comunque ancora troppo piccoli x capire solamente cos’è L’AMORE tra due persone, anke etero) in futuro diventa gay. anke leonardo da vinci era gay, ed era un grande artista.
    Mario: nessuno è stupido, ha solo altre idee, magari sbagliate. non c’entra niente, ma neanche hitler, x quanto le sue idee fossero razziste e assolutamente sbagliate, è da considerarsi un uomo stupido…

  4. Damiano scrive:

    Ivana l’opinione è una cosa l’insulto è un
    altra.
    il tuo commento è omofobo proprio perché basato su convinzioni antiscientifiche e non c’è bisogno di essere violenti per essere omofobi, basta ignorare la realtà per dar retta al pregiudizio.
    Comunque Mario non è certo stato migliore siete esattamente sulla stessa barca.

  5. Lucifer Kitty scrive:

    Licia, concordo. Ma credo sia tristemente inutile ragionare con certa gente. La società è malata nel profondo.
    Il sociologo evoluzionista Frazer teorizzò l’esistenza di tre fasi nella storia umana: superstizione, religione e scienza.
    Mi sa che stiamo tornando indietro.

  6. Lucifer Kitty scrive:

    Ivana, sì, darti della stupida è esagerato. Ma darti dell’ignorante direi di no.
    Siamo (teoricamente) in democrazia. Puoi e devi avere le tue opinioni personali. Però che almeno si fondino su qualcosa.
    Se no dillo prima che si basano su fuffa, su aria fritta, su polli biomeccanici verdi. Insomma, sul nulla.

    • Licia scrive:

      Scusate, ma equiparare omosessualità e pedofilia non è “un’opinione”, è una cosa che non ha fondamento scientifico.
      La pedofilia, dal punto di vista psichiatrico, come diceva Lucifer Kitty, è catalogata come parafilia, un disturbo del comportamento sessuale. Il pedofilo, inteso in termini comuni come “colui che molesta un minore”, è uno che compie un reato, per il semplice fatto, mi ripeto, che abusa di una persona non consenziente.
      L’omosessualità è soltanto una variante del comportamento sessuale, una variamente, anche questo è stato già detto, che non è neppure esclusiva dell’uomo, ma che si presenta in tante specie animali. Non è una malattia e vivaddio non è reato se è praticata tra adulti consenzienti, come non è reato far sesso eterosessuale con un adulto consenziente.
      Non c’è alcun legame scientifico tra pedofilia e omosessualità, sono cose diverse. Si può essere pedofili e omosessuali? Suppongo di sì, esattamente come si può essere pedofili e eterosessuali. La differenza che passa tra le due cose è la stessa che passa tra stupratore ed eterosessuale: suppongo nessuno si sogni di dire che gli eterosessuali sono tutti stupratori, o che l’eterosessualità incentiva lo stupro…

  7. Ivana scrive:

    Premesso che:
    1)non voglio e non amo fare polemiche (soprattutto in casa altrui cara Licia) e proprio per questo sarà l’ultimo commento che lascio su questo post onde evitare spiacevoli e poco interessati (xvoi) botta e risposta;
    2)non credo proprio di aver scritto sul precedente che io sono omofoba e che non tollero gli omosessuali

    Mi complimento con l’educato sig.Mario che con nonshalance mi ha dato della stupida solo per aver esposto un concetto (magari opinabile x carità!)
    Bell’esempio di democrazia.
    Comunque, educatamente ringrazio dell’ospitalità e saluto.
    “anche se magari Licia questo non lo pubblichi”.

  8. Lucifer Kitty scrive:

    Dubito sia possibile recuperare il rapporto con i miei, specie con mio padre.
    Ma comunque, non lo voglio. Mancano quattordici mesi. Dopo, bye bye!

    Comunque, ci provo a evitare gli attriti con i miei. Ma il più delle volte non dipende da me.
    Non posso farci nulla se mia madre se la pensa e mi chiama “finocchio” così, senza motivo. E non stavamo litigando! Era venuta a prendermi da lezione di canto e alla mia insegnante disse “mi faccia scendere quel finocchio di mio figlio, che sono di fretta”.
    Ovviamente, la mia insegnante di canto ci rimase molto male e stava per insultare mia madre, ma io la fermai in tempo.

    Alla fine, sono solo altri 14 mesi. Resi più facili dagli amici e, soprattutto, dalla scrittura. Ce la posso fare, raptus assassini di mio padre permettendo.

  9. Damiano scrive:

    Lucifer’s Kitty fatti forza!
    cerca di evitare gli attriti con i tuoi più che puoi, avrai modo di farti la tua vita e in seguito anche di recuperare il tuo rapporto con loro. Anche se al momento immagino che no lo desideri.
    vedrai:
    “it gets better!”

  10. Lucifer Kitty scrive:

    Mi scuso per la scrittura approssimativa dell’altro commento, ma ero piuttosto di fretta (la linea oggi va e viene -.-).

    Detto ciò, quoto Damiano. E si ritorna al discorso di prima: essere superficiali e ignoranti va di moda.

  11. Damiano scrive:

    la questione è che evidentemente certe persone sono in malafede, oppure non sono in grado di comprendere cosa significa relazione consenziente. Chissà magari pensano ancora che una donna è proprietà del marito e che esiste ancora il delitto d’onore.

  12. Lucifer's Kitty scrive:

    Licia, dopo questo post, la mia stima per te è aumentata esponenzialmente.

    Sinceramente trovo assurdo che in un paese civile si discuta ancora di queste cose. Potersi sposare dovrebbe essere un diritto inalienabile. Purtroppo la politica italiana è controllata dal Vaticano.
    E la società? Oh, quella va ad appiattirsi sempre di più. Ormai esser superficiale è di moda. L’omofobia e il razzismo sono così diffusi perché vanno di moda. E questo fa davvero paura.

    Riguardo il discorso famiglia, lo conosco molto bene. Io sono omosessuale e i miei lo sanno da un anno.
    Ed è un anno che mi trattano malissimo. Mi hanno cacciato cinque volte di casa, ma essendo ancora minorenne, mi hanno dovuto far tornare dopo poco. A dicembre farò diciotto anni e loro non avranno più alcun obbligo legale.
    Ma fosse solo quello.
    Quando si litiga, ossia spesso, si arriva alle mani. Una volta mio padre mi stava strangolando. Io, per difendermi, ho preso la prima cosa che le mie dita potessero toccare: un coltello. Per fortuna non accadde nulla. Ma stavo per rimetterci la pelle. Ho avuto i segni delle mani di mio padre sul collo per un bel po’.
    Per lo meno lui è coerente quando mi augura di morire di AIDS.
    Mia madre invece è l’incoerenza su due gambe. Lei dice di avermi accettato, ma solo a patto di non avere ragazzi, né tanto meno baciarli o andarci a letto. Devo stare solo tutta la vita. Ovviamente nessuno deve sapere di me.
    E ovviamente ho mandato a quel paese mia madre.
    Che poi quando non si tira fuori l’argomento, si comportano come se nulla fosse. Dicono di volermi proteggere, ma non capiscono che sono loro i primi a farmi del male.
    L’anno prossimo, dopo gli esami di maturità, mi trasferirò o a Roma o a Torino. Più probabilmente a Roma. E andrò lì all’università.
    Dopo non vorrò più sentir nominare i miei, mai. Della mia famiglia mi mancheranno solo mia cugina e il mio cane. Basta.

    Un lato positivo in tutto questo c’è: tutto questo dolore che mi porto dentro lo sfogo scrivendo. E non credo riuscirei a scrivere senza dolore dentro.
    Ora sto lavorando a un romanzo: un ibrido tra dark fantasy, new weird, fantasy orientale e steamfantasy.
    Spero di riuscire a riscattarmi, a far vedere ai miei genitori con non sono un
    essere inutile come credono loro. Anche perché la scrittura è l’unica mia valvola di sfogo, forse l’unica mia opoportunità.

    Ps: Ivana, la pedofilia è una parafilia, una devianza degli impulsi sessuali e affettivi. L’omosessualità no. L’omosessualità è solo un diverso modo di essere. Come essere mancini.
    Ed è anche perfettamente naturale. Se non ci credi, vallo a dire ai leoni che si accoppiano allegramente nella savana ;)

  13. Valberici scrive:

    Mah, certi commenti mi ricordano il tristemente famoso e mai compianto Achille Starace :(

  14. Mario scrive:

    Magari non lo pubblichi ma non posso non chiederlo: Ivana sei stupida?

  15. giuliano scrive:

    E aggiungo che è anche altamente offensivo verso ogni omosessuale.

    Ma come puoi paragonare chi sevizia e abusa bambini con chi ha una relazione consenziente ?
    Voglio davvero capire cosa spinge qualcuno ha pensare e dire una bestialità del genere.

  16. Ivana scrive:

    Scusa Licia, ma se siamo coerenti (…) non “saremo liberi fin tanto che anche la minoranza” dei pedofili non potrà “toccare, baciare e abbracciare la persona che ama”

    • Licia scrive:

      Ivana: un pedofilo lede la libertà di un’altra persona. Due persone dello stesso sesso che si amano ledono la libertà di chi, esattamente? E comunque il tuo discorso è fuorviante: la pedofilia non c’entra assolutamente nulla con l’omosessualità.

  17. Alexandra scrive:

    sul matrimonio in comune mi trovo daccordo con voi, questo non l’ho contestato e non lo contesterò.
    ripeto, ognuno è libero di scegliere di essere chi vuole e di amare chi vuole.
    il fatto che ci siano persone razziste verso gli omosessuali, penso sia dato dalla paura del non conoscere e non comprendere un amore così, non diverso dagli altri ma inconcepibile per gli altri. sono quelle persone che non sono disposte a mettere in discussione neppure sè stessi, figuriamoci il resto del mondo… l’ignoranza è benedetta, diceva einstein.

  18. ile97 scrive:

    io non lo sapevo proprio ke i gay nn si potessero sposare al comune!!! ma oh!!! qualke volta mi kiedo dove vivo… concordo con tutto quello ke hai detto Licia. ma una cosa su cui non sono molto daccordo (non so veramente la mia posizione, xk ancora sono un po’ piccola) è la possibilità di un gay di adottare un bambino… non so se è giusto o sbagliato…xk (apparte ke sono 1 po’ condizionata da mia madre ke nn è ke ami molto i gay (ma lasciamo sta ke lei nn ama nnt di diverso e io la critico sempre x questo)) se nn lasci a un gay la possibilità di avere un figlio è contro i suoi diritti, ma comunque, viviendo in una famiglia gay, un bambino potrebbe avere la stessa difficoltà con i genitori ke ogni altro ragazzo, ritenendo la cosa nn normale l’amore tra uomo e donna, nn parlando delle discriminazioni tra gli altri…
    ma tornando al discorso del rapporto tra gay…è assolutamente normale!! e naturale!!! cioè, anke igli animali hanno rapporti gay!! lo giuro, ho visto due gatti gay!!!

  19. Gio scrive:

    Mi sembra assurdo già il fatto di proporre una discussione “matrimonio gay: pro o contro?” (parlo della trasmissione alla radio, non di questo post).
    Io mi indignerei se, una volta deciso di sposarmi col mio ragazzo, degli illustri sconosciuti si mettessero a discutere per decidere se secondo loro posso farlo o meno. Ma ti pare?
    E’ un diritto, non ci possono essere opinioni sui diritti.

    E non ha nessuna rilevanza che si sia credenti o meno, perchè, fino a prova contraria, la dottrina cattolica non è (ancora) legge di stato

  20. Nihal95 scrive:

    Io non capisco. No, davvero, non ci arrivo. Dov’è il problema??
    Il razzismo, secondo il mio modesto parere, è la stronzata più grande che gli uomini abbiano mai inventato. Noi siamo persone, PERSONE. Che poi la nostra pelle sia bianca o nera, che siamo cristiani, buddhisti o neopagani (religioni così tanto discriminate, ma questo è un altro discorso), etero o gay è una cosa che viene dopo. In primo luogo, una persona va giudicata per il carattere. Se una persona è simpatica, io la frequento. Se poi è nera, indù o gay me ne frego. Me ne strafrego. Se due persone si amano, si amano. Punto. Non bisogna aggiungere altro, non ci si può permettere di giudicare. Chi siamo noi per giudicare? Chi giudica è il primo che va giudicato per la sua stupidità quando discrimina. E che diamine!!!
    Queste sono cose che mi fanno davvero incazzare.
    Io non sono razzista e sono sempre pronta a sgridare chi lo è. (L’ho fatto una volta con un mio compagno, sempre riguardo al matrimonio tra gay, riguardo il quale sono favorevole, e gliene ho dette delle belle)
    I’m beautiful in my way, ‘cause God makes no mistakes.
    Poi in Dio ci puoi credere o meno, ma @Alexandra, io non credo che Dio (sempre che esista) si metta a giudicare. Sono stati gli uomini a modificare la sua parola. Se Dio ci ama tutti, ama anche i gay. E parlo da non cristiana, per inciso.
    E riguardo a questo vi dò quetso link: http://www.facebook.com/mobileprotection#!/notes/ilarit%C3%A0/lettera-a-radio-maria-leggete/201575596548716 :D
    Comunque… concludo dicendo che condivido tutto quel che hai detto, Licia, persino le virgole e i punti. Resti sempre la migliore :)

  21. Ziska scrive:

    Può sembrare ridondante dire che sottoscrivo ogni. singola. parola del tuo post, ma non lo è.

    Siamo una società molto arretrata da questo (e non solo questo) punto di vista ed il problema è che non se ne parla. Non se ne parla per “decenza” per “quieto vivere” e via discorrendo.

    Eppure siamo di fronte ad una vera e propria discriminazione, alla negligenza di uno stato che volontariamente non tutela l’interesse di una parte dei suoi cittadini.
    Perchè anche di questo si parla quando si parla di unioni civili. Il diritto all’assistenza al coniuge malato, alla successione ereditaria, e via discorrendo.
    Tutto questo non è minimamente tutelato nel caso di coppie gay. Perchè? Sono “meno cittadini” degli eterosessuali? Hanno meno diritti? Per quale motivo? Sono dei criminali? no. Anzi. I criminali hanno più diritti civili degli omosessuali.

    E’ una vergogna, non mi stancherò mai di ripeterlo. Ed ancora più vergognoso non è tanto l’omofobia di gente come mio padre nato nel 1950: altra epoca, altra educazione altra cultura (per mio padre indossare una cavigliera equivale a rendere pubblico che si è una donna di facili costumi…).
    No.
    E’ l’omofobia del ventenne o dell’adolescente di oggi che mi fa veramente orrore. E paura.

  22. G.L. scrive:

    Eppure la Chiesa Cattolica ha officiato matrimoni omosessuali nel 1400… Studere, studere, semper studere…

  23. Nihal 98 scrive:

    Hai ragione, noi non possiamo criticarli per quello che sono, sono sempre esseri umani, no? Loro hanno scelto uno stile di vita diverso, e ne vanno fieri. Quindi, chi siamo noi per criticarli?

  24. Lilith scrive:

    Licia guarda hai pienamente ragione!io vivo con una persona che lo è è che per questo vive molto male e posso giurarti che anzi che vaffanculo certe volte queste persone verrebbe voglia di aprirgli la testa e controllare che ci sia qualcosa dentro -.- se tutti anche solo un briciolo capissero ed accettassero…non è difficile a volte mi chiedo perchè le piccole o grandi differenze possano spaventare così…

  25. J.Ph scrive:

    Io straquoto il discorso fatto fino ad ora. Una delle cose che proprio non vanno nel nostro paese è proprio la presenza indiscussa di omofobia, xenofobia e razzismo. Che sostanzialmente sono la stessa cosa, perchè nascono sempre dallo stesso sentimento alla fine. Non solo la paura del diverso, ma proprio l’odio verso tutto ciò che ci è estraneo.
    Francamente un paese civile non dovrebbe neanche tollerare la presenza di simili idiozie, scoraggiondo tutto ciò. Invece mi sembra che vengano incorraggiati certi comportamenti, a volte. Quindi si va giù pesante a descriminare i rumeni, che sono un brutto popolo, gli omossessuali, che sono i diversi.. quelli strani (che poi io vorrei ancora capire cosa è la normalità..), i musulmani, che sono tutti fanatici e da ripudiare e cosi via.
    Andando nello specifico del post, francamente io sono totalmente favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. In primis perchè a me non cambia assolutamente nulla. Cioè non è l’impossibilità di contrarre matrimonio a certe coppie, che dà al matrimonio un certo valore. Casomai dovrebbero esserci altri sentimenti di mezzo. In secondo luogo, perchè impedire la costituzione effettiva e legale di una coppia in uno stato laico per giunta. Perchè poi non sto parlando neanche del matrimonio canonico (è questa la definizione, scusate ma non mi sovviene il termine giusto). Cioè la Chiesa in quanto tale è un organismo a parte. Se per lei il matrimonio deve essere solo tra uomo e donna, bene! Fa parte dal cattolicesimo! Uno può concordare o meno. Che poi vabbè il discorso Chiesa è molto piu vasto, quindi non vado a toccarlo.
    Ma qui si parla di matrimonio civile, in uno Stato che dovrebbe essere teoricametne laico. Quindi non riesco proprio a comprendere come ciò non possa avvenire e sopratutto il perchè molti, perchè sono i molti purtroppo, si scaldano cosi tanto al sentir parlare di matrimoni tra omosessuali. Boh, non riesco a comprenderlo.
    Cioè noi stiamo in un paese dove addirittura ci si scandalizza per un cartellone pubblicitario in cui due uomini si tengono per mano?! Io rimango sempre senza parole, sincerametne.
    Francamente non vedo proprio nessun tipo di apertura mentale, ma neanche un briciolo.

  26. chesy scrive:

    Sinceramente ho sempre pensato che l’amore sia amore, in tutte le sue forme e che l’amore non abbia sesso. Non mi sono mai posto problemi.
    Sinceramente, ecco, mi è sempre rattristato il semplice messaggio che la chiesa lancia, quasi chi è omosessuale non è cristiano, perché è come dire che non può essere figlio di Dio poiché ama. Ed essa diventa quasi fonte di una sorta di razzismo, da cui trarre forza.
    Dovremmo sperare in una rivolta, di quelle silenziose. Dovrebbero essere gli stessi genitori a insegnare che l’amore tra lo stesso sesso non toglie nulla all’amore tra uomo e donna, purtroppo i punti di riferimento sono tutti uguali, l’educazione impartita sin da piccoli, da strumenti come la scuola, uniforma all’eterosessualità.

  27. Valberici scrive:

    @Licia: d’accordo, non bisogna giustificare, e soprattutto bisogna condannare e sanzionare i comportamenti da “padre-padrone” e in generale tutti quelli coercitivi e violenti. Però a volte credo ci sia bisogno anche di un aiuto esterno, una rete di aiuto come quella che cita @Damiano. Se si aiutano le famiglie a raggiungere la serenità e la consapevolezza avremo poi esempi positivi da proporre a chi sarà a sua volta in difficoltà.

    Io sono il padre di un ragazzo adolescente, e non sono un buon educatore, però cerco di sforzarmi di fare “la cosa giusta”. Ad esempio ritengo che la famiglia debba occuparsi anche dell’ educazione sessuale dei figli, e credo che ormai si debbano “illustrare” anche modelli comportamentali che differiscono dal rapporto uomo-donna. Io ci ho provato, e spero di averlo fatto bene, ovvero al meglio delle mie possibilità, certo se ci fosse stato un aiutino da parte della scuola non mi sarebbe dispiaciuto.
    Poco tempo fa un amico mi ha chiesto se poteva guardare una nota serie televisiva in compagnia del figlio, io gli ho detto che l’avevo appena vista in compagnia del mio, però c’erano alcune scene di sesso abbastanza esplicite. Lui mi ha detto che non erano un problema, del resto al giorno d’oggi… Dopo pochi giorni mi si presenta davanti chiedendomi che razza di spettacolo gli avevo consigliato, e che si era vergognato moltissimo di averlo visto assieme al figlio. Io non riuscivo a capire il problema e gli ho detto che l’avevo avvisato che c’erano scene di sesso. Lui si è arrabbiato ancora di più ed è sbottato: “Ma non mi avevi detto che ce n’erano con uomini che lo facevano con altri uomini!”. La cosa mi ha un po’ sconcertato, il mio amico è persona stimabile e mai aveva avuto un comportamento, a parole e fatti, omofobico. Poi ci ho riflettuto e ho provato a mettermi nei suoi panni, ho provato ad immaginare che mio figlio venisse da me e mi annunciasse di voler fare qualcosa di assolutamente legittimo e che io non fossi in grado di comprenderlo. Ho immaginato che venisse a chiedermi il permesso di frequentare il seminario e diventare prete. Ecco, in questo caso ci rimarrei malissimo, e vi assicuro che non odio i preti. Però se così fosse significherebbe che mio figlio è una persona con idee e sentimenti totalmente diversi dai miei, e, lo so che è puerile, ma penserei che tutti i miei insegnamenti, il mio esempio di vita, ecco, non sono serviti a nulla. Insomma, a livello razionale capirei e cercherei anche di aiutarlo nella sua scelta, ma emotivamente la vivrei male. E se ci fosse una rete di persone che hanno già vissuto e superato il mio disagio mi sarebbe sicuramente d’aiuto.

    • Licia scrive:

      Val: sì, sicuramente c’è bisogno dell’appoggio di qualcuno, possibilmente che ci sia già passato. Io ho ancora una figlia piccola, quindi probabilmente non sono in grado di capire cosa significhi accettare che un figlio è altro da te, che ha sue idee, suoi stili di vita che non necessariamente rispecchiano i tuoi. Diciamo che al momento trovo più facile identificarmi nel ragazzo gay che già deve accettarsi, poi finisce anche per sentirsi in colpa perché ha fatto “soffrire mammà”…è una questione di punti di vista, ecco. Ma il tuo discorso è comprensibilissimo e del tutto condivisibile

  28. imp.bianco scrive:

    Davvero un bel post Licia, e stra-quoto, in una società civile è impossibile che siano discriminazione del genere e che l’omofobia e la xenofobia siano così radicate. Se due persone delle stesso sesso si amano e vogliono sposarsi civilimente, non vedo cosa ci sia di male… (non parliamo poi dell’atteggiamento ipocrita ed idiota della Chiesa di Roma su questo argomento, che sennò vedo rosso… XD)

    X-Bye

  29. Damiano scrive:

    Pride significa orgoglio ed è l’Orgoglio della diversità non del sentirsi migliori, è l’Orgoglio di pensare non che siamo tutti uguali ma che siamo tutti diversi e per questo siamo degni di pari rispetto.

  30. Tyreal scrive:

    Nel momento preciso in cui si dice “noi e loro”, pur con tutte le buone intenzioni del mondo, si fa discriminazione. Arriveremo a sradicare veramente l’omofobia quando non sarà più un problema per nessuno l’orientamento sessuale dela persona e quando ogni persona, indipendentemente da tutto il resto, sarà un cittadino come gli altri, uguale agli altri di fronte alla legge e con pari diritti e doveri. Per questo motivo, dopo aver frequentato più di un gay pride, ho deciso di non partciparvi più, perché vedevo nell’”orgoglio di essere minoranza” una dichiarazione urlata che accetta la discriminazione e ne fa anzi un punto di forza. Quando ci sarà l’orgoglio di essere un cittadino senza che nessuno mi giudichi per quello che penso o provo, allora forse ci ripenserò.

  31. Damiano scrive:

    Alexandra: non ho nessun bisogno di chiedere e tantomeno pretendere un matrimonio in chiesa, io pretendo che il mio stato riconosca i miei diritti di cittadino come gli altri. La chiesa ha tutto il diritto di negarmi il matrimonio in chiesa, ma il mio stato DEVE riconoscere me e il mio compagno come una famiglia!

  32. Alexandra scrive:

    Io ho un punto di vista diverso.. cioè, ho avuto e ho tutt’ora amici gay, niente in contrario, anzi. Sono daccordo col fatto che tutti debbano avere la libertà di esprimere il loro amore, in pubblico o non. Ma da cristiana non sono daccordo con il matrimonio fra gay, perchè è un’istituzione nata per unire uomo e donna. Poi vabe’, se vogliamo dire che ci sono matrimoni fra etero solo per interessi o comunque non sinceri e magari è meglio far sposare due gay sinceri che due etero così, allora questo è un altro paio di maniche.
    Ripeto, nulla in contrario agli omosessuali, perchè credo fieramente nel detto “vivi e lascia vivere”.
    E per quanto le mie credenze “cristiane” alle volte io stessa le possa mettere in dubbio, o anche per quanto uno possa essere ateo e non crederci, è comunque da ipocriti volere un sacramento in una chiesa cristiana che in realtà li ripudia.
    Dio può sembrare contradittorio, nella Bibbia dice che siamo tutti uguali e tutto è amore, bla bla, ma dice anche che gli omosessuali sono come “cani” e che vanno evitati. Non sono daccordo, è ovvio, ma se io fossi omosessuale non mi vorrei mai sposare seguendo una chiesa che predica cose simili, mi sembra un po’ da ipocriti, o sbaglio?

    • Licia scrive:

      Alexandra: qui il punto sono le unioni civili. Perché due gay non possono sposarsi al comune? Perché non possono essere una coppia davanti allo stato? Il matrimonio in Chiesa, ahimè, è un problema che sta spanne e spanne oltre il semplice riconoscimento civile. Voglio dire, ma due lesbiche che si sposano che tolgono a me eterosessuale??

  33. Damiano scrive:

    @Valberici
    concordo con te che ci sia bisogno di una vera e propria rete di aiuto per le famiglie, non basta pensare all’autodeterminazione per se stessi (è certamente fondamentale). C’è anche bisogno di aiutare chi può avere difficoltà ad affrontare una realtà culturalmente avversata. A riguardo l’AGEDO (Associazione di GEnitori e amici Di Omosessuali) fa già moltissimo creando una rete di genitori che offrono supporto di vario genere e gruppi di auto-aiuto per altri genitori.

  34. jox scrive:

    Io ho sempre giudicato male il GayPride, per il semplice fatto che lo giudicavo eccessivo nella forma (non nel contenuto).
    Ma per fortuna, solo gli stupidi non cambiano mai opinione… E quest’anno mi sarebbe piaciuto partecipare. Purtroppo non posso, ma anche io ci sarò “spiritualmente” :)

  35. axelander scrive:

    Pienamente d’accordo al 100% con le tue parole. Sembra che mi abbia letto nel pensiero.

  36. Valberici scrive:

    Si, sono d’accordo, una società civile non può tollerare discriminazioni. Aggiungo però che occorre davvero uno sforzo e un’impegno da parte di tutti per sradicare certi modelli sociali e culturali. Premetto che non voglio giustificare nessuno, ma mi è capitato di vedere famiglie andare in profonda crisi quando un figlio si dichiarava omosessuale. Occorre, secondo me, essere particolarmente vicini alle persone che vivono questi profondi disagi, aiutandoli si concorrerà a modificare l’ opinione della massa.

    • Licia scrive:

      Val: assolutamente d’accordo, è ovvio che in queste cose è presente anche una componente culturale molto forte. Ma anche nel razzismo e nell’omofobia tout court i condizionamenti sociali c’entrano tantissimo. Non voglio star qui a condannare chi vive con difficoltà l’omosessualità dei figli, ma ribadisco che occorre comunque fare un passetto oltre. Per cui posso capire il perché di certi comportamenti, posso capire che scoprire l’omosessualità di un figlio possa generare imbarazzo, sofferenza, quel che vuoi, ma non mi sento francamente di giustificare. Sono fasi, e vanno superate, con l’aiuto e la comprensione, certo, ma bisogna andare oltre, tanto più che hai a che fare con persone cui vuoi bene, e dunque dovrebbe essere anche più facile.

  37. Damiano scrive:

    Licia ti devo assolutamente ringraziare per il commento. Purtroppo se da omosessuale dico che l’omofobia è xenofobia vera è propria vengo accusato di essere illiberale e anti democratico.
    Sarai con noi spiritualmente sul carro del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”. Se poi un giorno volessi approfondire il tema sarei contento di discorrere con te sul perché un Pride è e deve essere anche provocatorio.

    GRAZIE!
    Damiano

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