C’eravamo tutti

anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.


Io non c’ero. Ma non è una scusa valida. C’eravamo tutti, perché quel luglio del 2001 ha tracciato nuovi confini, ha riportato indietro le lancette dell’orologio, e ci ha mostrato che l’impensabile può accadere, quando in molti, troppi, si girano dall’altra parte.
Dieci anni fa mia nonna materna era ancora viva, e quel luglio ero a casa sua. Seguivo la manifestazione alla tv, perché lì internet non c’era. E se all’inizio ero lieta, fiduciosa, solidale, lentamente mi incupii, mi rattristai, e infine capii che qualcosa stava cambiando per sempre, quando seppi che Carlo Giuliani era morto.
Erano giorni di dieci anni fa, e adesso, a distanza di tutto questo tempo, io non lo so se abbiamo capito la lezione, se davvero siamo più consapevoli di allora, se abbiamo capito davvero il senso di ciò che è successo in piazza, e poi soprattutto alla Diaz.
La democrazia è cosa fragile, e basta poco, basta girare lo sguardo dall’altra parte, e si precipita nella sospensione di ogni diritto, nel semplice e vigliacco abuso del più forte del più debole. Perché un poliziotto che manganella un ragazzo straniero che dorme in una scuola è un vigliacco, non lo so si può definire altrimenti.
Che quei giorni di luglio siano ben altro che acqua passata lo si evince dal fatto che molti degli imputati per i fatti della Diaz sono stati promossi, e che su tutti gli imputati, pur condannati in secondo grado, pende il rischio di prescrizione. In Italia, ricordiamolo, non esiste il reato di tortura, come se qui non fosse possibile, come se qui non fosse successo già.
Qualcosa per non dimenticare.
Alcune testimonianza sui fatti della Diaz e di Bolzaneto
Quella Notte alla Diaz, di Christian Mirra
Piazza Alimonda, di Francesco Guccini
Genova Brucia, di Simone Cristicchi

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30 risposte a C’eravamo tutti

  1. lupina scrive:

    Ciao Licia ! Mi piacciono tanto i tuoi libri, sono nuova, una grande amica di Wolfy, anche io avevo un anno quando è successa questa cosa …

  2. Fabio scrive:

    ….”Perché un poliziotto che manganella un ragazzo straniero che dorme in una scuola è un vigliacco, non lo so si può definire altrimenti”"”

    Non posso che concordare…. come è vigliacco chi va in giro con il passa montagna a lanciare estintori e pietre….. ;)

  3. Emi2 scrive:

    Marty =D io però intendevo dire che a volte dimenticare quello che è successo(tanto perchè parliamo di giustizia) è ingiusto. E dal dimenticare al non interessarsene credo che il passo sia breve…e lì iniziano a nascere problemi come questi. Mi sa che non mi ero spiegata bene, mi scuso con chiunque abbia frainteso :)

  4. Simone B scrive:

    @Sandro: La solita dietrologia del cavolo. Parliamo della piazza. Forse non sai bene come sono andate le cose. Ti sarebbe utile, prima di dire stupidaggini, guardare la puntata di blunotte sul G8. La trovi integrale su youtube. Soprattutto, forse ti verrebbe il senso di quanto complessa fosse la situazione, e di quanto improponibile sia la tua considerazione. Non c’e’ stata nessuna “folla” che ha messo a ferro e fuoco una citta’. E soprattutto i militari e i poliziotti hanno caricato anche donne e anziani, indiscriminatamente. Ora, con la tua stessa logica, spiegami com’e’ possibile che una donna anziana possa essere sospettata di avere messo “a ferro e fuoco” una citta’ e si debba beccare una carica ed una manganellata. Quello che e’ successo e’ documentato. E poi quelli che oggi ci governano, di sicuro non erano in piazza nel ’68. In piazza c’erano quelli che volevano una commissione d’inchiesta per i fatti del G8, che l’hanno messa nel programma di governo, e non quelli che l’hanno insabbiata…

  5. Wolfy scrive:

    Ops,Licia,scusami tanto…sai,io non volevo…
    Ma comunque non sei vecchia per niente,credimi…;)
    parola di Wolfy :D

  6. marty =D scrive:

    ha ragione pure emi2 a volte non si deve parlare di queste cose… già c’è il telegiornale che ci tritura le palle -scusate la frase- con tutte le notizie di cronaca nera… ><. però è sempre meglio ricordarle queste cose …

  7. sandro scrive:

    e se a morire fosse stato il Carabiniere colpito da quell’estintore, saremmo tutti colpevoli o in quel caso il Carabiniere stava solo facendo il suo dovere?????…..e se la folla avesse attaccato una caserma dei Carabinieri saremmo tutti colpevoli….e sembra giusto che la folla possa mettere a ferro e fuoco una città senza nessun colpevole???? quelli che ora ci governano nel’68 erano in piazza……e si vede i risultati…….

    ….che amarezza…..

    • Licia scrive:

      sandro: continuate a concentrarvi sui fatti di piazza, ma non rispondete all’obiezione, che ho fatto più volte, che i ragazzi alla Diaz non stavano devastando niente, e che non c’è nulla al mondo che possa giustificare quel che è successo a Bolzaneto. Poi si potrebbe anche obiettare, come ho già fatto, che anche in piazza a finire menati sono stati spesso giornalisti o membri del corteo che non stavano devastando niente, ma, ripeto, lo scandalo vero sono la Diaz e Bolzaneto e il fatto che due fatti così gravi da molti sono liquidati con una scrollata di spalle.

  8. Simone B scrive:

    Molti ne fanno una questione ideologica, ma non lo e’. Non si tratta di ideologia, si tratta di Giustizia. Quello che e’ accaduto alla Diaz e a Bolzaneto non sarebbe dovuto mai succedere in un paese democratico. Io ricordo bene cosa accadde, vivevo a Pisa e molti dei miei amici avevano intenzione di partecipare al corteo. Ricordo i loro racconti, la tensione nelle loro voci, i resoconti della fuga quando si accorsero che qualcosa non andava, per fortuna ancora prima che scoppiasse la “guerra”. E ricordo anche i resoconti agghiaccianti de La Repubblica quando il processo sui fatti Diaz/Bolzaneto fu stato istituito e quando si sono conclusi i primi due gradi di giudizio. Ricordo il senso di indignazione generale, ma ricordo ancora di piu’ i tentativi di sminuire, di coprire, di giustificare comportamenti degni di una dittatura fascista da parte dei nostri “governanti”, seguiti dai loro lacche’ come pecore. E la strafottenza e la violenza psicologica di chi aveva il dovere di parlare. Un nome su tutti: Giovanardi. Cicerone diceva: L’abitudine alla violenza uccide il senso di Giustizia. E io sento che la Giustizia (con la maiuscola) in Italia sia morta a Genova.

  9. Emi2 scrive:

    non voglia farlo…><

  10. Emi2 scrive:

    Sai qual’è la cosa peggiore Licia? è che secondo me la gente VUOLE dimenticare… perchè così pensa di continuare a vivere nel “mondo perfetto” che ha costruito e che non vuole perdere. Un esempio è che dopo che una notizia ha riempito incessantemente giornali e telegiornali questa sparisce improvvisamente dopo una o due settimane e non se ne parla più. E si ritorna di nuovo a sentire politici che si attaccano a vicenda per la maggioranza nelle elezioni, i problemi delle star e altre notizie che, in confronto a quelle che la gente dimentica, sono di bassa importanza. Quindi credo semplicemente che la gente sotto sotto provi paura di cambiare e per questo non vuole farlo ><.

  11. marty =D scrive:

    da qll che sn riuscita a comprendere dal post
    Per me picchiare un ragazzo/a di un altro paese nn é vigliaccheria ma schifo
    Per il resto la democrazia é voce del popolo- dice in greco- ma lo stesso viene comandato da chi ne fa le veci… Poi ci sn persone che muoiono combattendo per guerre perse …
    E chi deve sottostare a persone che soffocano i loro pensieri e istinti
    Ormai é il mondo che va cosi’…. Sotto dittatura o monarchia o repubblica… É lo stesso … La gente é quella..:(

  12. f scrive:

    Io 10 anni fa ero poco più di una bambina, ma ricordo con sgomento il fatto che le forze dell’ordine potessero compiere tali scempi. Fino ad allora i poliziotti erano i “buoni” che mi avrebbero difeso dai “cattivi”, non delle bestie che avrebbero massacrato di botte dei ragazzi innocenti. E le colpe ancora maggiori sono di coloro che invece di denunciare hanno coperto il crimine. E ora fanno carriera. Che schifo.

  13. Simone scrive:

    Licia: hai ragione, ma resto fedele alla mia visione “da buon soldato”. Se le forze dell’ordine mi dicono che una cosa non si fa, io non la faccio. Quando sono al riparo, magari ci rifletto. E’ un sano principio che funziona quasi sempre, ad esempio quando un poliziotto americano ti dice di non mettere le mani in tasca durante un controllo stradale.
    Valberici: so bene che il confine e’ molto sottile, e non scopriamo noi questi paradossi della democrazia.

    • Licia scrive:

      Simone: no, scusa, non sono per niente d’accordo. Le leggi esistono per i cittadini, ma esistono anche per le forze dell’ordine, e la repressione si compie entro un quadro di legalità, non menando alla cieca la gente. Anche perché, ti ripeto, la gente dentro la Diaz non stava facendo niente di illegale, lo spazio era stato concesso loro dal comune. Secondo il tuo principio, allora non dovrei andare alle manifestazioni perché, sai, poi magari c’è l’agitatore che fa casino e la polizia in quel caso è legittimata a pestarmi, anche se non c’entro niente, e questo mi sa tanto di fascismo.

    • Licia scrive:

      Simone: a scanso di equivoci, non ti sto dando del fascista, dico che spingere la gente a non andare a manifestare perché sennò ti menano è proprio quello che il potere vuole, e questo è secondo me fascismo

  14. Valberici scrive:

    Simone: “Anche se non e’ quello che ho votato, in democrazia conta la maggioranza, e dobbiamo rispettarne le decisioni sovrane”…non sono d’accordo, prima della “maggioranza” c’è un concetto di giusto e sbagliato, ovvero un’etica, anche personale.
    Hitler vinse con elezioni democratiche ed assolutamente regolari, secondo il tuo concetto tutto quello che ha fatto era legitttimo.

  15. Federica scrive:

    Ciao Licia. Leggo spesso il tuo blog perchè trovo interessante quello che scrivi. Mi ritrovo a commentare questo post perchè dieci anni fa non mi ero resa conto, purtroppo, di quello che stava succedendo e pensavo ingenuamente che i manifestanti se la fossero cercata. Adesso purtroppo mi sono resa conto di quanto mi sbagliavo e per un motivo molto semplice: sono valsusina e nell’ultimo mese ho visto poliziotti sparare lacrimogeni e proiettili di gomma ad altezza uomo su persone che manifestavano pacificamente. Purtroppo dieci anni dopo la Diaz, non è ancora cambiato niente.

  16. Wolfy scrive:

    Sì,Licia,hai proprio ragione,c’eravamo tutti,ma io avevo solo 1 anno :(

  17. M.T. scrive:

    Di fronte al ricordo di quei giorni, mi vengono in mente le pagine di Cecità di Saramago (preso grazie al suggerimento di Val e G.L.D’Andrea): la sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

  18. Simone scrive:

    Non so, io ero un dottorando e ricordo con molta insofferenza quei giorni. Ho un concetto molto teutonico dello Stato: alla fine, dobbiamo accettare che qualcuno comandi, e chi si mette in mezzo va rimosso. Ovviamente non sarei mai andato a Genova a contestare, perche’ sono troppo cinico per credere che servisse a qualcosa. Se fossi stato dall’altra parte, non avrei ordinato la tortura; pero’ penso che avrei operato per ripristinare l’ordine costituito. Non ho ancora capito se devo vergognarmi perche’ la penso cosi’. Mi dicono che quelli di sinistra avrebbero dovuto schierarsi con i contestatori. Io ho sempre votato a sinistra, ma per me la sinistra non e’ quella del pacifismo ad oltranza. A sinistra c’erano Lenin e Stalin, e non mettevano fiori nei loro cannoni. Rivedendo su Blob le immagini di dieci anni fa, ho scoperto di non resistere: per me e’ inconcepibile eleggere un presidente e poi violare la zona rossa dove lavora il presidente che ho votato. Anche se non e’ quello che ho votato, in democrazia conta la maggioranza, e dobbiamo rispettarne le decisioni sovrane.

    • Licia scrive:

      Simone: a parte che durante le manifestazioni sono stati picchiati anche giornalisti e gente che palesemente non stava violando alcunché, esistono delle regole alle quali la polizia dovrebbe attenersi, quando interviene durante una manifestazione che sta degenerando. Scajola disse di aver autorizzato a sparare sulla folla, in caso di violazione della zona rossa, e francamente mi sembra un’esagerazione, peggio, un vero e proprio crimine.
      Ma al di là di tutto questo, i ragazzi dentro la Diaz, e in seguito a Bolzaneto, non stavano violando la zona rossa, non stavano attaccando la polizia, si stavano a dire il vero preparando ad andare a letto. Si può non essere d’accordo su quanto successo nelle strade di Genova, ma quella alla Diaz è stata un’aggressione vile e criminale, e il secondo aggettivo è motivato da una sentenza di primo e secondo grado.

  19. Valberici scrive:

    Comunque sono sicuro che non avrei mai picchiato dei ragazzi in quel modo, ma c’è stato un tempo in cui non avrei fermato chi lo faceva. Certo lo avrei disprezzato, ma non l’avrei denuciato.
    Ho sempre pensato che non sarei mai stato una SS, ma sicuramente avrei servito nella Wehrmacht al meglio delle mie possibilità. :(

  20. Valberici scrive:

    Giuliano: si, il carabiniere era ed è solo un uomo travolto dagli eventi

  21. giuliano scrive:

    Val: il carabiniere che ha sparato e’ il minor colpevole, forse in quella situazione il colpo sarebbe partito anche a me.
    Ma alla diaz mi sarei rifiutato di picchiare a quel modo.

  22. Valberici scrive:

    Licia: si…e spesso mi domando cosa avrei fatto se fossi stato un poliziotto, un manifestante, il carabiniere che ha sparato…

  23. Valberici scrive:

    Ci siamo sempre tutti…e la domanda che sempre mi faccio è: io chi ero?

  24. Pingback: Per non dimenticare | Il Sito Ufficiale di Francesco Falconi

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