Un’altra prospettiva

Avevo iniziato a scrivere un post chilometrico sulla mia lettura delle fatidiche 1500 pagine di Breivik. In mezzo, una telefonata di lavoro e un link ad un’immagine. E, niente, mi è passata la voglia. Più che altro mi sono chiesta l’utilità di continuare a girare il coltello nella piaga, quando, tutto sommato, ho già detto quel che pensavo.
Per inciso, l’immagine era questa

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8 risposte a Un’altra prospettiva

  1. Wolfy scrive:

    Bella la foto!

  2. Simone scrive:

    Licia: l’importante e’ che le notizie non si trasformino in ossessioni. Francamente trovo pericolosa la facilita’ con cui riceviamo notizie di cronaca da tutto il mondo in tempo reale. Se da una parte siamo più’ informati e meno ignoranti, dall’altra può’ essere difficile mantenere il senso della realtà’. Per i miei nonni, una sparatoria in Norvegia, in Australia oppure in provincia di Milano causavano la stessa reazione emotiva; oltre i confini del proprio paese, c’era solo un mondo distante. A volte preferirei che cinque casi di influenza grave in Canada non venissero presentati come una pestilenza pronta a decimare la provincia di Como (dove vivo io). Anche perché’, per bilanciare queste esagerazioni, bisogna inventarsi le notizie “anti-panico”, cioe’ le notizie false che le autorità diffondono per tenere tranquilla la popolazione.

  3. Valberici scrive:

    Simone: ma alle notizie che si leggono si sopravvive sempre, è lapalissiana la cosa, un po’ come la storiella del tipo che legge gli annunci mortuari e sospira di sollievo quando non vede il proprio nome. Il problema arriverà quando anche noi saremo nella notizia…ma se uno è sicuro che ciò non accadrà mai…beh, in tal caso l’alzata di spalle mi pare opportuna. ;)

  4. Giuseppe scrive:

    Bella l’immagine, però non mi fiderei di uno che dice di aver avuto a che fare con gli alieni…

  5. Simone scrive:

    Cerchiamo di non farci prendere dalle paranoie. La tanto disprezzata capacita’ di scuotere le spalle e guardare avanti e’ l’unico modo per sopravvivere al mare di notizie tragiche che ci cade addosso.

  6. Damiano scrive:

    si, infatti davo per scontato che l’attività su cui concentrarsi fosse completamente diversa. io ad esempio adesso vado al sit-in a montecitorio per la legge sulle aggravanti alla violenza omo/transfobica. Anche se ho pochissime speranze che passi, verrà bocciata con quelle ridicole pregiudiziali di costituzionalità.

  7. Damiano scrive:

    è la necessità di fare qualcosa, almeno a me prende così. Sento l’irrefrenabile bisogno di dire la mia, di fare qualcosa.
    La soluzione migliore sarebbe scegliere un attività e buttarcisi a capofitto.

    • Licia scrive:

      Damiano: per carità, anche la mia, ma sarebbe meglio non scadere nell’ossessione, e tre post di fila è troppo per i miei standard. Devo riprendere fiato, ecco

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