Archivi del mese: agosto 2011

Patti

Interno mattina. C’è una bella luce ambrata che entra dalla finestra.
Irene si rotola nel lettino come tutte le mattine.
Io: “Allora, patatina, andiamo a fare colazione?”
Irene: “tadatamaiketotolalabe”
Io: “Sì, dai, andiamo a fare colazione, su”
Irene, a pancia in giù, facendo la vaga: “Bibotti?” (trad.: Biscotti?)
Io: “sì sì, biscotti e anche un po’ di yogurt”
Irene, tirandosi su di scatto e tendendo le mani per farsi prendere in braccio: “Okkey!”

La si corrompe ancora con poco…

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Aggiornamento dell’aggiornamento

Allora, stiamo cercando di risolvere un po’ la situazione. Ad Albinea sabato ci sarà Paolo Barbieri, che, considerando che mi chiedete spesso dove potete incontrarlo, mi pare sicuramente una cosa bella e interessante: io sarò in collegamento via Skype. Insomma, non sarò lì in carne e ossa, ma virtualmente, parleremo e potremo vederci. Insomma, secondo me è un ottimo compromesso.
Insomma, appuntamento ancora per sabato ad Albinea, ore 18.15, in più anche con Paolo.

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Spiacevoli comunicazioni di servizio

Scusate la mia scarsa presenza qui sopra, ma il ritorno a Roma è stato decisamente più complesso del previsto. Domenica Irene si è ammalata, lì per lì sembrava un po’ di febbre, solo che i giorni di febbre sono diventati quattro e ieri sera ha iniziato anche a tossire in un modo per niente rassicurante. Ve la faccio breve: temendo una crisi d’asma o roba del genere, siamo andati al pronto soccorso. Niente di grave, Irene ha la laringite, via di aerosol e antibiotici. Stamattina parla ancora che sembra Darth Vader e ha ancora la febbre. Insomma, mi vedo costretta ad annullare la mia presenza questo sabato a Libr’ARIA, ad Albinea. Il fatto è che non me la sento di lasciare Giuliano da solo con Irene malata, senza contare che, come abbiamo sperimentato ieri sera e stamattina, fare l’aerosol a Irene è un’impresa per la quale due persone sono a stento sufficienti. Insomma, scusatemi davvero, ma proprio non ce la faccio, tanto più che non c’è neppure mia madre che possa dare una mano al marito.
Vi anticipo però che a breve potremo vederci: il 18 settembre sarò a Pordenonelegge. Lo so che con ogni probabilità chi poteva venire ad Albinea non potrà venire a Prodenone, ma il designo cinico e baro ci si è messo di mezzo.
A presto; io torno alla mia routine di aerosol, pappe, bagnetti, cura della casa, tesi di dottorato e libro.

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Intervista per True Fantasy Italia

Sono tornata alla base, ma non è stato un ritorno proprio piacevolissimo. A parte le tre ore di ritardo del traghetto, i 40° all’ombra di Roma, Irene si è ammalata e ha la febbre. Mi perdonerete dunque se per ora vi segnalo solo una mia intervista: questa qua.
Enjoy!

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Gli ultimi sgoccioli

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Un tuffo dove l’acqua è più blu

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Mediterraneo

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Promemoria

La parola ‘artista’ è una di quelle che evito per gli stessi motivi per cui non sopporto essere chiamato ‘dottore’. Eppure io sono un artista, per quanto minore. Io stesso sono pronto ad ammettere che gran parte della mia produzione non si possa leggere per più di una volta… e forse nemmeno una volta, per una persona occupata cha sa già ciò che ho da dire. tuttavia sono un artista onesto, perché ciò che scrivo è specificamente inteso a essere compreso dal pubblico. Io voglio raggiungerlo e influenzarlo, se possibile ispirandogli pietà e terrore…o al,meno distoglierlo dal tedio delle sue monotone ore concedendogli una risata o un’idea nuova. Ma non tenterò mai di nascondergli qualcosa usando un linguaggio ermetico, e tantomeno mi interessa avere le lodi di altri scrittori del mio ‘stile’ o altre idiozie del genere. Ciò che voglio è l’apprezzamento del pubblico, espresso in denaro perché sono riuscito a raggiungerlo, oppure preferisco non avere niente

Robert A. Heinlein, Straniero in terra straniera

Un altro bellissimo regalo di Carlo. Peccato, davvero peccato non poterne più discutere con lui

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Ferie d’agosto

Qui, dopo un po’, sembra esista solo questo golfo e il mare. Il resto del mondo è tagliato fuori, e potrebbe non esistere. Lo sguardo resta incagliato tra gli scogli rossi e i mirti, nella mezzaluna di questo mare di cristallo. Le case giocano a nascondino tra oleandri e bouganville, dietro di noi il nulla, davanti il mediterraneo.
Trascorro le giornate nella stessa routine rigida che mi impongo ovunque vada, qualsiasi cosa faccia: mare, cibo e lavoro si alternano a stretto giro. Resto a mollo più che posso, perché quando sono in acqua per una volta non mi sento goffa, grassa o brutta: scivolo via lieve, muovendomi esattamente come voglio là dove gli altri annaspano, sguazzano. Mi apro il passo nel verde del mare o nel blu della piscina, e macino metri su metri, finalmente ricondotta in unità.
La rete va e viene. Ma non ha molta importanza. La uso solo per lavoro. E per lasciare qui quattro inutili righe.

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