Nonciclopivasco

Oggi, apro Facebook, e scoppia la bomba: chiude Nonciclopedia. Meglio. Chiude Nonciclopedia perché Vasco Rossi si è risentito per la sua voce, “gravemente diffamatoria”.
Ora. Non ho mai trovato Nonciclopedia particolarmente divertente. Ok, la mia voce mi piaceva, mi sembrava carina, ma ce n’erano altre livorose e inutilmente offensive. Ma il punto non è questo. Non è neanche che la voce di Vasco Rossi mi sembrava fin troppo moderata (se la cercate, si trova ancora, perché internet è eterno). Il punto è che la chiusura della Nonciclopedia perché una persona s’è sentita offesa non è per niente un bel segnale.
Qui c’è gente di sessanta e passa anni che non sembra aver capito una cosa che è evidente ai ragazzini: internet è il Bar Sport del XXI secolo. Sì, ok, la potenza del mezzo, l’accessibilità dell’informazione, blablabla, tutte cose vere. Ma non possiamo neppure negare che per almeno l’80% il web è costituito da chiacchiere come quelle che si fanno, appunto, al bar. Il web 2.0 alla fine è questo: tutti convinti di avere qualcosa da dire, e dunque lo dicono, e nessuno che ritenga si debba ascoltare. Esattamente come la maldicenza e le chiacchiere da bar, quel che si dice su internet è inarrestabile. Chiudi un sito che dice che sei una donna di facili costumi e ne aprono altri tre che dicono la stessa cosa. La maldicenza in rete è assolutamente inarrestabile. E, come dicevo prima, virtualmente eterna. Questa è una cosa che farebbero bene a ricordare quelli che a cuor leggero diffondono contenuti sensibili online. Le vostre foto a quindici anni ubriachi resteranno lì a darvi problemi per sempre, anche quando sarete cinquantenni astemi. Comunque, prima ragione per cui quella di Vasco è stata una mossa stupida è che non basta chiudere Nonciclopedia. Quel contenuto, che prima probabilmente hanno letto solo i frequentatori della Nonciclopedia e qualche lettore occasionale, adesso rimbalzerà ovunque, sarà noto urbi et orbi, si diffonderà peggio di un virus. L’azione legale del Blasco è stata inutile. Peggio, controproducente, anche perché adesso è lui che fa la parte del fascista che non sa stare al gioco. E poco importa se la voce era davvero offensiva o meno: per il pubblico tu sarai sempre Golia che si incazza contro un povero Davide qualsiasi.
Ora, io non dico che uno non abbia il diritto di incazzarsi per le prese in giro. Sapete che non è così che la penso. Ma so anche che fa purtroppo parte del gioco. Ognuno ha il suo livello di tolleranza (la mia voce nonciclopedica mi divertiva, quelli che mi danno della donna di facili costumi facendo ovvi giochi di parole col mio cognome magari meno), e se non vuole ridere assieme a quelli che ridono di lui, ne è tutto in diritto. Ma quale reale danno d’immagine ognuno di noi riceve quando qualcuno parla male di lui online? Quale danno ne aveva Vasco dalla sua voce su Nonciclopedia? Ve lo dico io. Nessuno. L’unico danno è il fegato grosso che ti fai ad andare appresso a tutti quelli che parlano male di te. Perché per il resto, i tuoi fan continueranno a comprarsi i tuoi dischi, la gente continuerà a venire ai tuoi concerti e via così. Il danno che ti viene operazioni di questo tipo è limitato a quanto te la prendi. Il virtuale nel reale conta meno di zero. A parte, ovviamente, il caso del nostro cinquantenne che a quindici anni si faceva le foto ubriaco alle feste. Lì non sono i “si dice”, lì sei te che hai messo in piazza cose che avresti dovuto tenere per te.
Per altro, uno non va su Nonciclopedia se vuole le ultime notizie su Vasco. Nonciclopedia è un sito di satira (tanto, poco o per nulla riuscita non ha importanza), chi legge sa perfettamente che i contenuti non rispecchiano la realtà, ma ne sono una deformazione grottesca. E allora proprio non vedo il punto, ripeto. Vasco, bastava che cambiassi pagina, come fanno ogni giorno migliaia di utenti. Io lo faccio da dieci anni, se ritengo non valga la pena.
Ma c’è qualcosa di più grave. Ossia che basta che uno alzi la voce, e si oscura un sito. Perché non è che è stata cancellata la pagina di Vasco. È proprio tutta Nonciclopedia, anche le voci che non insultavano nessuno, anche quelle di chi come me non s’era mai lamentato, che è offline. Pensateci. Un bel giorno scrivete qualcosa su qualcuno sul vostro blog, tipo che a Berlusconi piacciono le minorenni. Berlusconi legge, si offende, e vi minaccia di querela. Non conta se quel che stavate dicendo fosse vero o meno. Conta la minaccia di denuncia. E andate offline. Nel mio piccolo, è capitato anche a me. Mi hanno chiesto una rettifica su una cosa che avevo scritto. Considerandola una sciocchezza, e non andando la modifica ad alterare significativamente il contenuto del post, ho fatto la modifica. E se dall’altro lato dello schermo c’era qualcuno di meno civile? Se invece di una garbata mail da parte dell’interessato mi fosse arrivata una bella lettera di un avvocato?
La censura passa da strumenti del genere. Ora, il fatto che su internet la diffamazione la faccia da padrona è sicuramente un aspetto che andrebbe indagato, sociologicamente più che altro, e chi ritiene di essere danneggiato deve poter avere gli strumenti per difendersi. Ma così, francamente, mi sembra che si spari con un cannone ad una mosca, per spolverare una metafora che mi piaceva molto del mio prof di analisi del primo anno. I mezzi messi in campo, a fronte di un danno, come spiegavo, minimo, sono da inquisizione spagnola. Del resto, se non erro l’idea dei nostri governanti è quello di applicare le leggi per la diffamazione a mezzo stampa anche alla rete, quando, in tutta onestà, non mi sembra proprio che le due cose siano paragonabili.
Per il resto, secondo voi posso fare causa a Vasco Rossi per il danno di immagine che mi viene dalla cancellazione della mia pagina di Nonciclopedia?

Aggiornamento:
a me sembra che i contenuti della Nonciclopedia siano tutti più o meno visionabili…e per altro l’oscuramento si è miracolosamente trasformato in “sciopero”, misteriosamente avversato dal server…Mah, la cosa inizia a puzzare…

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56 risposte a Nonciclopivasco

  1. Licia scrive:

    Scusate, sono io ma sono dall’iPad. Volevo solo aggiungere una cosa dopo che lì per lì m’è sfuggita ieri sera: per l’antisemitismo, la misoginia della Nonciclopedia ci si può già appellare alla legge per istigazione all’odio razziale, o no? Nessuno ha mai segnalato quelle pagine alle autorità competenti?

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  3. Sennar93 scrive:

    Licia: Secondo me ti sei spiegata più che bene.Il tuo ragionamento non fa una piega, e solo che purtroppo questo argomento lascia un ampio margine di soggettività =) Però ti ringrazio per aver sollevato la questione, per molti di noi sei un modello, e vedere che la mia scrittrice preferita si occupa di tematiche di questo genere è molto bello =)

  4. G.L. scrive:

    Due cose, Licia.

    1) Tu scrivi “E quindi chi è che decide cosa si può dire e cosa no? Io? Tu?” e poi aggiungi “La satira sui deboli e sulle minoranza è vigliaccata.” una delle due affermazioni esclude l’altra.

    2) Non ho mai detto che si tratta di questioni di lana caprina, anzi. Penso che la questione della libertà di parola sia LA questione del XXI secolo.

    In ultimo.

    Modesta proposta per esperimento sociologico: mi piacerebbe vedere che i fautori della libertà senza se e senza ma provassero a fare una petizione per un sito/forum/blog che parli di pedofilia. Anche i pedofili hanno diritto di parola, immagino.

    • Licia scrive:

      G.L.: ho aggiunto “è una mia opinione”. Comunque, confesso che ‘sta storia mi ha devastata; al solito non mi sembra di essermi spiegata, ho più domande di quando ho iniziato a scrivere – che dovrebbe essere una cosa buona, ma inizio a trovarlo estenuante – per cui passo. Domani telefilm, che forse la cosa mi riesce anche meglio della suffragetta de noantri

  5. Paolo scrive:

    Non si poteva spiegare meglio la situazione che con il tuo esempio del mattone.

  6. Sennar93 scrive:

    G.L. : ti ringrazio per le tue delucidazioni e chiedo scusa per la mia mancanza di informazione.
    Mi sembri una persona intelligente e noumenica, ma da studioso di filosofia devo dissentire su alcuni aspetti della tua trattazione. In primis il liberismo filosofico è tutt’altra cosa, poi non puoi dare definizione di libertà senza alcuna base di ragionamento dietro. Un sillogismo può dare qualsisi risultato se parte da premesse poco arbitrarie e razionalmente inidagabili. Quindi se potessi chiarirmi quali sono le basi su cui si appoggia la tua idea di libertà, te ne sarei molto grato.
    Inoltre, se posso permettermi, cadere nella demagogia ontologica non porta a soluzioni concrete.
    Non voglio criticarti, sia chiaro, è solo il mio punto di vista, ma rispetto moltissimo il tuo, perhè come premesso, mi sembri una persona molto noumenica, e in giro ce ne sono poche. Per questo mi piacerebbe avere dei chiarimenti.

  7. G.L. scrive:

    “La Guzzanti che durante uno spettacolo mima una fellatio di un ministro ad un potente è satira o semplice insulto?”

    Satira. Ci sono 200 motivi, te ne bastino 2.

    1) contesto (cosa su cui non si ragiona mai) (volutamente non si ragiona mai)

    2) nessuna denuncia da parte degli interessati (il reato di diffamazione in Italia pur essendo penale non scatta d’ufficio, ma solo su richiesta del diffamato)

    (in rete si trovano facilmente le sentenze – o estratti – delle assoluzioni di Luttazzi e compagnia)

    Confondere il liberismo (tutto è possibile perchè per ME tutto è lecito) con la libertà (tutto è possibile perchè ciò che per ME è lecito potrebbe NON esserlo per il mio simile) è pericoloso. Pericolosissimo.

    Lo traduco in maniera da essere più chiaro.

    Il liberista è quello che scaglia il mattone sulla folla perchè quella è la sua libertà di azione e pretende che sia totale. L’uomo libero frena la sua mano perchè SA che non sarebbe reale libertà e che quel suo gesto porterebbe delle conseguenze gravissime non solo per la sua persona o per il bersaglio, ma per tutti gli uomini liberi come lui.

    La gran massa dei commentatori che oggi parlano di “censura” “libertà” e danno degli “intellettualini fascisti” a chi non la pensa come loro possono farlo perchè in Italia vige un ordinamento giuridico di tale forza che nonostante essi stessi c’è ancora una reale possibilità di parlare. In altre parole: facile fare il figo quando se succede qualcosa puoi chiamare il 112. Molto meno fare questo tipo di discorso a Teheran.

    In ultimo.

    Quando domani passerà il “decreto ammazzablog” spero vivamente che quanti oggi e ieri (cioè il 99% delle masse internettesche) sbraitano di “satira” e “censura” si facciano un esame di coscienza. Il liberismo utilizza DA SEMPRE casi come questi per poter fottere la LIBERTA’.

    Di sicuro il primo che proverà a dirmi “ci dai una mano a lottare contro questa legge?” si beccherà uno sputo in faccia.

    • Licia scrive:

      G.L.: sulla “nessuna denuncia” non ne sarei così convinta, se non erro era una cosa di cui la Guzzanti stessa si vantava nello spettacolo, ma potrei confondermi. Non sto facendo l’elogio del “facciamo quel cazzo che ci pare”, è ovvio che non è la mia linea. Però dico due cose:
      1. fermare gli imbecilli in rete (e nella vita, aggiungerei) è come cercare di fermare il mare con le mani. Chiudere Nonciclopedia non serve a niente per la reputazione di Vasco, visto che un contenuto in rete è virtualmente eterno, e si riproduce peggio dei virus
      2. a prescindere non si può stabilire cos’è diffamazione e cos’è satira, a quel che ho capito la legislazione procede caso per caso. E quindi chi è che decide cosa si può dire e cosa no? Io? Tu? C’è gente che riteneva la voce su Vasco satira, altri che la ritenevano pura offesa. Chi c’ha ragione? Altrove ho detto che secondo me – ma è un mio parere – la satira si esercita sui potenti. La satira sui deboli e sulle minoranza è vigliaccata. Ma Vasco qui cos’è, un potente o una vittima? E quelli di Nonciclopedia?
      Per il resto, sulla legge Ammazzablog a quanto ne so la tua posizione è sempre stata quella, e la coerenza è una gran bella cosa. Peccato che, vista la reazione en masse della rete e alla legge Ammazzablog e alla querelle di Vasco, direi che molta altra gente ‘sta coerenza decisamene non ce l’ha avuta.
      Anyway, hai ragione te, in questo contesto, in questo paese, queste sono tutte cazzate e questioni di lana caprina. Al che si torna al mio post di oggi, che infatti è abbastanza disertato dai lettori, vedo.

  8. Sennar93 scrive:

    Licia: Chiedo scusa, ma sul caso della Guzzanti non sono sufficientemente informato per esprimere una opinione, preferisco non esprimermi, perchè parlerei a vanvera XD
    La linea tra satira e diffamazione è il rispetto ! Quando un opinione lede la dignità e l’onorabilità di una persona è diffamazione, non c’è molto da dire secondo me. Dire che Vasco Rossi è pedofilo è diffamazione. Credo che non farebbe piacere a nessuno essere accusato di pedofilia ingiustamente, o sbaglio?
    La satira invece deve porre l’accento su alcuni elementi della persona, oggettivamente individuabili, con l’unico scopo di divertire il pubblico. Per esempio, una volta sono andato da un disegnatore che mi ha fatto una caricatura, nella quale mi ha disegnato un mento gigantesco (io ho un mento alla hercules, non so se hai capito quale tipo di mento intendo XD) però, anche se non mi ha fatto piacere ricevere questo disegno, la prendo come satira, perchè effettivamente ho un mento strano e il disegnatore in questione si è limitato solamente a porre un accento. Questa è la differenza, e mi pare abbastanza netta, poi ok, alcuni casi stanno un pò a metà, ma sarà compito dell’autorità giudiziaria sentenziare.

  9. Sennar93 scrive:

    ricordiamo inoltre che Vasco, nella pagina di nonciclopedia è stato accusato di pedofilia, non so se mi spiego.Questa non è satira, proprio per niente, è pura diffamazione!

    • Licia scrive:

      Sennar93: continuo però a non aver risposta sul caso della Guzzanti. Una sola persona ha detto che non è diffamazione perché era una cosa risaputa. All’anima del vox populi vox dei…
      Vorrei semplicemente riportare l’attenzione sul fatto che la vicenda è complessa: non è che tracciamo una riga per terra e abbiamo fatto il confine tra satira e diffamazione. E vorrei anche far notare che a volte mi sembra che questo confine sia tracciato dal molto più prosaico “se è sugli altri è satira, se è su di me è diffamazione”.
      Poi, vabbeh, ci sarebbe la questione ancora più gigantesca del cosa si possa dire online e cosa no: esistono limiti? Non esistono limiti? E dal vivo? Devo denunciare chiunque mi insulti? E non sono domande retoriche

  10. Sennar93 scrive:

    La rete è importantissima invece. Non capisco come fate a dire di no,soprattutto nel contesto italiano.La rete consente a tutti i privati di esprimere un opinione, e ad ottenere un consenso, cosa difficile da fare tramite i mezzi generalisti…provate a scrivere un libro contro Berlusconi, vediamo se la mondadori ve lo pubblica, pubblicizzatelo su canale 5 magari, voglio vedere dove arrivate…i mezzi di comunicazione di massa sono monopolizzati da un unico asse politico, è inutile negarlo, ma la rete consente a tutti di esprimere un opinione e ad ottenere un seguito, rispettando la libertà individuale di aderire o meno.Per quanto riguarda la questione che Licia ha intelligentemente esposto a proposito dell’impossibilità di porre dei criteri che ci permettano di svincolare la satira dalla diffamazione, vorrei dire che tali paletti esistono già. é l’autorità giudiziaria ad avere la supremazia decisionale riguardo a queste questioni. Ognuno scrive quello che vuole, ma se ne prende le responsabilità giuridiche, se io, parte lesa, mi sento attaccato, ho il DIRITTO di rivolgermi alle autorità e sarà il giudice a determinare la legittimità del mio risentimento.La legge è suprema, nessuno può metterla in discussione !

    Ps: non ho niente contro Berlusconi che ho sopracitato eh, sia chiaro, il mio era solo un esempio, non volevo offendere la sensibilità o gli ideali politici di nessuno, era solo un esempio.

  11. Paolo scrive:

    Poi mi torna la domanda “ma se la rete non influisce di una virgola sulla realtà: ma che ti frega dell’ammazzablog?”.
    Anzi rigor di logica, se la rete è inutile, è quasi un bene, risparmiare post superflui salva il pianeta. Le webfarm sono energivore come poche altre cose al mondo per non parlare di tutti i nostri pc accesi. :-)

  12. Paolo scrive:

    Sarà che io vengo da una esperienza di forum particolare, ma la mia percezione dell’influenza del virtuale sul reale è molto alta. Di Luttazzi dopo quel fatto non si è più sentito parlare molto. Di sicuro per la sua carriera era meglio se non si sapeva che copiava. Hanno avuto meno introiti? Di sicuro Ferrerio ha avuto in meno quelli legati al tuo fumetto nonchè la fama di disegnatore del fumetto della principale saga fantasy italiana. A livello lavorativo non è poco. Magari non gli è cambiato niente, io ripeto, dovessi fare un fumetto ci penserei su prima di assumere uno che si porta dietro quella polemica. E se Gardaland rivedrà la sua politica di accesso dei portatori di sindrome di Down non è per la notizia passata 5 minuti in tv un anno fa ma per il costante e insistente pressing dei siti specializzati e dei fans dei pparchi a tema. Non importa che lo sappiano tutti basta cha la notizia si sappai tra chi conta per l’interessato. Il suo pubblico per Luttazzi, amanti di fumetti e editori per Ferrario, appassionati di parchi per Gardaland. E questoal rete lo permette in un modo che per media generalisti non e possibile. Poi tu Ferrario lo conosci e a Luttazzi magari riesci ad arrivare, chiedegli se preferino o meno che si sapesse.

  13. Paolo scrive:

    Se ci fossero stati Facebook e Twitter molto probabilmente si vinceva pure quello sulle staminali.

  14. Paolo scrive:

    La scarsa sopravvivenza dei movimenti di indignazione non è un problema della rete ma dell’Italia. Ci sarà un motivo se Uk, Usa, Francia hanno avuto le loro rivoluzioni e noi no.
    Comunque su Ferrario (che è stato licenziato) tra gli amanti dei fumetti e gli addetti ai lavori resterà l’etichetta di “quello che copia Miyazaki” io da editore ci penserei due volte prima di assumerlo. E la cosa si è scoperta grazie alla rete. Idem per Luttazzi che passando poco in tv deve molto proprio a quel pubblico affezzionato che andava ai suoi spettacoli e che ora sa che copia. Vero mia mamma non lo sa, ma lo so io e sono io quello che sarebbe andato a un suo spettacolo.
    Poi in ordine sparso: Obama si è fatto la campagna elettorale in rete. Pisapia idem. Il referendum sull’acqua si è vinto in rete. Grazie alla mobilitazione in rete si sono raggiunte 1200000 firme per un referendum tecnico come quello sulla legge elettorale. Grazie a questo o cambia la legge elettorale o si va a elezioni anticipate. Il tipo del comunicato sul tunnel da 750km si è dimesso grazie al web. Non certo per come ne ha parlato il tg1. Delle rivolte sulla sponda sud ci ha informato il web. Le rivolte di Londra agivano anche grazie al web.
    Le prime cose che mi vengono in mente.

    • Licia scrive:

      Paolo: so che c’entra di striscio, ma non riesco a trattenermi. Il “tipo del tunnel della Gelmini” si è dimesso da portavoce, ma è saldamente in sella come direttore generale del MIUR…
      Per Luttazzi e Ferrario, hanno avuto una diminuzione degli introiti? Li chiamano meno di prima?
      Per il referendum dell’acqua forse hai ragione. Per quanto c’erano pure banchetti ovunque, il mio quartiere era tappezzato di manifesti e via così. Sul Porcellum, io non ho visto tanti appelli in rete. Per dire, tra i miei amici Facebook manco uno, ma posso capire che il punto di vista sulla rete del singolo è biasato: chi si somiglia di piglia, e se guardo la mia pagina Facebook ho l’impressione erronea di vivere in un paese di comunisti…

  15. Valberici scrive:

    Nelle rivolte arabe internet è stato solo un surrogato degli sms, non si è arrivati nemmeno all’ 1.0.
    E non è che internet sia importante per i regimi, internet E’ uno strumento dei regimi. Nessuna rivoluzione si può fare con i mezzi d’informazione controllati dalla classe dominante. Poi se qualcuno ha ancora una visione romantica di una rete libera e al servizio dei deboli…
    E aggiungo una cosa sulle rivolte arabe, mancando un’ organizzazione di base, ovvero un partito rivoluzionario che guidasse la rivolta, c’è il rischio,anzi la certezza di un semplice cambio di regime, o di una democrazia che, come sempre, sarà il miglior involucro del capitalismo. E mi fermo altrimenti diventerei troppo “politico”. :)

  16. Paolo scrive:

    Se non ha importanza perchè sbattersi con un piano per riattivarla nei regimi? Se non ha importanza perché tutti i regimi la oscurano? Se non ha importanza perchè tutta questa campagna contro l’ammazzablog? Se non ha importanza perché fare l’ammazzablog? Senza la rete cosa avremmo saputo delle rivolte nel sud del mediterraneo?
    Per esperienza diretta posso dire che la rete conta eccome.

    • Licia scrive:

      Paolo: non conta quanto si dice. Quanti movimenti di opinione che hanno davvero cambiato le cose sono nati online? Io ricordo un paio di manifestazioni del popolo Viola – ma Berlusconi e tutti gli altri pregiudicati stanno ancora al loro posto – e la manifestazione del 13 febbraio cui ho aderito anch’io – ma, a parte un altro incontro, non mi sembra che il movimento sia più assurto all’onore della cronaca.
      L’Ammazzablog mi pare l’ennesima campagna cui tanta gente aderisce senza capire di cosa si parla: sì, bella la libertà, basta che non sia la libertà di insultare me. Se è la libertà di insultare Vasco Rossi, no problem.
      Mi astengo sulle rivolte nel mondo arabo, sulle quali Valberici è più ferrato di me e in parte ha già risposto.
      Per il resto, i regimi si divertano a censurare l’incensurabile: la rete si censura da sola ogni volta che uno di noi posta una cazzata, e ognuno di noi lo fa decine di volte al giorno.

    • Licia scrive:

      Paolo: ma tra l’altro, di tutti i grandi movimenti di indignazione nati online quanti sono sopravvissuti più di un paio di settimane? E tutti quello che l’hanno fatto, ci sono riusciti solo perché sono arrivati sui media generalisti, quelli sui quali l’italiano medio si fa un’opinione del mondo. Quanta gente che mi legge sa del caso di plagio del fumetto? Eh sì che pareva sarebbe dovuto arrivare Miyazaki a casa di Ferrario per vendicarsi…Quanta gente sa delle accuse di plagio a Daniele Luttazzi? E anche lì sembrava che Luttazzi sarebbe stato rovinato a vita da questa cosa.
      La rete è un posto autoreferenziale, convinto di ridurre in sé tutto il reale. Ma la maggior parte dei grandi casi che accadono in rete al di fuori della stessa si meritano al massimo due righe nella pagina del gossip.

  17. Valberici scrive:

    Licia: “si è voluta dare alla rete un’importanza che non ha: non è il posto dal quale partirà la prossima rivoluzione”
    Esatto!
    La rete è al servizio del capitalismo e non potrebbe essere diversamente. Già nel 1846 era chiaro che era ed è la classe dominante ad avere il dominio sui mezzi di informazione. Oggi poi è diventata anche lo strumento perfetto per i capitalisti. Tutte le volte che carichi foto su feisbuc stai facendo un lavoro dal quale il socialnetwork trarrà profitto. Si realizza il sogno di tutti i padroni: trarre guadagno da lavoro non retribuito, in praticà è tutto plusvalore.
    Poi in certe realtà, vedi le rivolte africane, sembra che la messaggistica abbia svolto chissà che ruolo. Ma pensiamo che ciò è stato favorito dagli stati imperialisti. C’è un progetto USA per riattivare internet nelle zone in cui è tagliato dai regimi. E non dimentichiamo che la rete è nata in ambito militare ;)

  18. M.T. scrive:

    Non ero a conoscenza della vicenda se non leggendo questo intervento, tuttavia noto a livello generale, nel grande come nel piccolo, uno stato di animosità, d’essere pronti a scagliarsi contro il primo che dice qualcosa di diverso o non la pensa allo stesso modo, che comincia a essere allarmante. Specialmente in un periodo che vede il voler attuare la legge ammazzablog: andrà a finire che la gente smetterà di parlare per paura d’essere querelata e perseguitata penalmente. E senza libertà di parola (che non significa poter dire tutto quello che si vuole) ci si appresterà a vivere un brutto periodo.

  19. Paolo scrive:

    Sull’importanza della rete la maggior parte dei regimi del mondo non sono, dato come ne regolano l’uso, d’accordo con te.

  20. Paolo scrive:

    Ci sono leggi sulla diffamazione quelle per intanto iniziano ad essere già un buon modo per stabilire dei limiti. Poi è il momento di finirla con l’anonimato sul web. Chi non ha il coraggio delle proprie opinioni e si nasconde dietro un nick per offenndere indisturbato non merita la libertà di esprimerle.
    Se ti incontro per Roma posso dirti ciò che voglio basta che poi dico che era satira?

    • Licia scrive:

      Paolo: comincia allora tu firmandoti nome e cognome. E poi vorrei sapere quanti di quelli che oggi vogliono la chiusura di Nonciclopedia hanno postato il post di Valigia Blu sulla legge bavaglio. La legge bavaglio è questo: la diffamazione a mezzo stampa equiparata alla diffamazione a mezzo web. Ma c’è una bella differenza tra l’automobilista che all’incrocio mi dice “troia” e la Repubblica che in prima pagina mette notizie false su di me. Per cui sì, se mi incontri per Roma puoi dirmi quel che vuoi. Io, per parte mia, eserciterò la libertà di ignorarti.
      Qui il problema di fondo è che si è voluta dare alla rete un’importanza che non ha: non è il posto dal quale partirà la prossima rivoluzione, non è il luogo nel quale fiorisce la democrazia, è un posto nel quale la gente va principalmente a urlare contro altra gente. E siccome insultare gli altri è una cosa che l’uomo fa dalla notte dei tempi, possiamo inventare tutte le leggi che vogliamo, possiamo chiudere i server quanto vuoi, ma ci sarà sempre l’automobilista che ti urlerà “troia” dietro. Io dico solo che porre un limite di questo genere è pericoloso: stavolta è capitato a gente oggettivamente indifendibile, ma quando si è trattato di Guzzanti, o Santoro o Luttazzi questi dubbi non c’erano. E sì che se una durante uno spettacolo facesse la parodia di me mentre faccio un pompino mi sentire offesa, e molto.

  21. Paolo scrive:

    Poi la satira si fa contro il potere. Aprire, per esempio, pagine offensive contro scrittori esordienti giovanissimi (per quanto la loro opera sia pessima e criticabile) e attaccarli a livello personale restando anonimi non è satira è vigliaccheria da repressi.

    • Licia scrive:

      Paolo: siamo perfettamente d’accordo che è una vigliaccata, non è satira e tutto il resto. Ma qui i punti sono due
      1. chiudere Nonciclopedia non serve a tutelare né Vasco né GL. Infatti la pagina oscurata di Vasco adesso la conoscono anche i sassi, mentre prima l’avevano letta in quattro gatti. Idem per GL, tirato per la giacchetta ovunque collegando il suo nome alla pagina di Nonciclopedia, ancora facendo pubblicità non a lui, ma ai quattro ragazzetti che hanno portato il loro astio contro di lui su Nonciclopedia. Su quella voce doveva calare una spessa coltre di silenzio, invece sarà tipo la pagina più linkata della giornata di ieri. Senza contare che Vasco e GL e qualsiasi altro personaggio vagamente pubblico non viene insultato solo sulla Nonciclopedia, ma in tonnellate di forum, blog e siti dove è possibile il commento. Li quereliamo tutti?
      2. stabile cosa si possa dire e cosa no in rete è complicato. Tutti saremo d’accordo che la pagina di Nonciclopedia sulla donna o su Anna Frank sono semplicemente un cumulo di insulti antisemiti e misogini. È satira? Pure se lo fosse, restano insulti antisemiti e misogini. Ma poi? Chi decide che la mia voce su Nonciclopedia è andata troppo oltre? Dov’è il limite? E soprattutto, chi lo stabilisce? La Guzzanti che durante uno spettacolo mima una fellatio di un ministro ad un potente è satira o semplice insulto? Quel che voglio dire è che la questione è molto complessa, porre un paletto significa aprire la porta a tanti altri, che magari ci piacciono di meno. Io penso che al momento la cosa migliore sia cercare di rispondere a contenuti aberranti con altri contenuti, che ne svelino l’orrore e propongano altre interpretazioni.

  22. Paolo scrive:

    Tutti ricordiamo la tgriste vicenda di G.L. l’accanimento, l’aggressione o l’orribile pagina di G.L. su nonciclopedia era qualcosa di orribile secondo me. Tutto legittimo perché dicono che però è satira? Per me no. Non puoi essere libero di farmi quello che vuoi basta che poi mi dici però, ehi, è satira. Io al posto di G.L. li serei andato a cercare e gli avrei dimostrato a pattoni quanto so essere satirico.

  23. ziska scrive:

    “tra l’altro Nonciclopedia raramente mi ha fatto ridere”
    Eh, però la pagina del Padulo non era male. (e oltretutto molto MOLTO veritiera ^___- )

  24. Valberici scrive:

    Licia: Si, che poi alla fin fine è vecchio buonsenso: i giovani vanno educati, con l’esempio e con il ragionamento. E si deve educarli a comprendere ciò che è bene e ciò che è male.
    Non è facile, a volte si faranno errori, ma va fatto.

  25. Sennar93 scrive:

    Scusate, non riesco proprio a capire come si possa dar credito ad un sito come nonciclopedia…trovo sia molto facile mettersi davanti ad un computer e criticare i personaggi pubblici…tutti parlano, ma pochi FANNO…è facile smontare il lavoro di una persona che si fa un mazzo tanto tutti i giorni(e ve lo garantisco, perchè una delle mie migliori amiche fa la ballerina per Vasco, ha ballato per lui tutta l’estate e so quale iter deve sopportare tutti i giorni) è molto facile…perchè al posto di riempire il mondo di insulse chiacchere non si mettono a fare qualcosa di construttivo ? Questo è il mio pensiero, ovviamente rispetto moltissimo il vostro…La satira va difesa, ma se fatta rispettando la dignità e i sacrifici fatti dalle persone che vengono messe in ridicolo.

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    • Licia scrive:

      Val: abbi pietà, vengo da una giornata pesante :P
      Vado subito a correggere

    • Licia scrive:

      Val: letto il link. Io però questa gran differenza con la legge ammazzablog non ce la vedo. La prima cosa che ho pensato quando ho letto il post informativo di Valigia Blu è stato proprio che la legge era comunque un tentativo, goffo quanto vuoi, di fermare gli haters. Più ci penso, più mi convinco che ha ragione tu: dato che il mare a mani nude non si ferma, agiamo sul far capire perché scrivere una pagina di insulti ad un cantante su un blog non è una cosa figa

  27. Valberici scrive:

    Comunque credo che occorra “spostare” il punto di partenza quando discutiamo di queste cose. Se si parte dalla libertà si rischia di perdersi in discussioni sterili. Infatti c’è chi difende la libertà dell’ individuo che non vuole essere insultato e chi difende la libertà del diritto ad un’opinione. Ma sono solo parti della libertà. Io preferisco partire dall’etica e cercare di capire cosa è bene e cosa è male. E’ terribilmente difficile, soprattutto quando si parla di comicità, essa stessa assai difficile da definire e da comprendere. Non voglio appesantire i commenti ma credo che si debba anche riflettere su ciò che ci fa ridere. Gli uomini si divertono solo ed esclusivament delle disgrazie capitate ad altri uomini.

  28. Valberici scrive:

    “Le vostre foto a quindici anni ubriachi resteranno lì a darvi problemi per sempre, anche quando sarete cinquantenni astemi”

    In effetti, adesso che ci penso, ho delle foto a quindici anni astemio che potrebbero darmi problemi…. :D

  29. Matteo scrive:

    Anch’io ho notato la virata dalla chiusura proclamata stamattina allo sciopero della sera, chissà!
    Per il resto V.R. (solo le iniziali: non vorrei querelasse anche me e di conseguenza te che ospiti il mio commento, e ti mandasse prima in tilt il server e poi in sciopero) può fare quello che vuole e in quest’ultimo periodo non si sta certo distinguendo per scelte “artistiche” illuminanti. A me turba questa legislazione volta alla tutela assoluta degli “infamati” e alla condanna senza appello di chi infama (attraverso la satira, Dio mio! S a t i r a!). Questo è molto pericoloso, perché la direzione è quella della censura e la censura corrisponde a fare 150mila passi indietro.

  30. Crispy scrive:

    Devi avere un senso dell’umorismo molto sviluppato, se ti piaceva la tua pagina di Nonciclopedia…

  31. Paolo scrive:

    Sulla pagina di facebook “Salviamo Nonciclopedia” cancellano qualsiasi commento ne offensivo ne volgare di crititca nei loro confronti. Questi sarebbero i paldadini della libertà d’espressione?

    • Licia scrive:

      Paolo: qui Nonciclopedia c’entra di striscio. C’entra cosa è lecito o non lecito dire online, e tra l’altro Nonciclopedia raramente mi ha fatto ridere. Per altro, un forum o una pagina di FB sono cose ben diverse da un sito di satira…voglio dire che chi ha un sito, o una pagina Facebook, è in diritto di decidere cosa si può dire e cosa no su di esso, è a casa sua.

      Crispy: mah, insomma…è una presa in giro, alcune cose cascano un po’ dal cielo, altre sono carine. Apprezzo quanto meno lo sforzo “filologico”: oltre a sapere chi sono, sanno anche cosa mi si contesta, e spesso anche cosa scrivo. Poi insulti pesanti non ne vedo, o forse me li sono persi, non lo so…

  32. Paolo scrive:

    MARKETING. Oscurare Nonciclopedia è una scelta di marketing di Nonciclopedia. Perché potevano benissimo lasciare tutto e oscurare solo la pagina di Vasco fino a un chiarimento. Così però sai che publicità si fanno come baluardo della satira. Sono ridicoli.

  33. thomas scrive:

    nessun oscuramento, è stata decisione degli admin di chiudere il sito, visto che un processo è quasi inevitabile….

  34. roberto 'Robyt' scrive:

    Sul sito adesso c’è una spiegazione abbastanza lunga della cosa..
    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio

  35. Pingback: Vasco e la Streisand | bloggercreativa

  36. Mutabile scrive:

    Non so, ma a me questa cosa ancora non convince XD. Mi sa tanto di bufala..
    In ogni caso concorderei pienamente con il tuo pensiero.
    Sta di fatto, comunque, che al momento dicono che sia uno sciopero volontario..
    Vediamo. Intanto ora tutti si andranno a leggere cosa diceva la voce di Vasco, in un modo o nell’altro…

    • Licia scrive:

      Val: sul link. Beh, difficile non essere d’accordo…e anche difficile aggiungere qualcosa, direi :P

    • Licia scrive:

      E comunque, come ben spiegato dal post linkato da Valberici, facile farsi piacere Nonciclopedia quando si è oggetto di voci come la mia. C’è gente con la quale si è passati all’offesa e alla volgarità gratuita…Che poi questo non giustifichi ai miei occhi Vasco Rossi, è un altro paio di maniche.

  37. Mony76 scrive:

    Quote:”Per il resto, secondo voi posso fare causa a Vasco Rossi per il danno di immagine che mi viene dalla cancellazione della mia pagina di Nonciclopedia?”… sìììì!!! E ne avresti tutte le ragioni, secondo me ;p.
    A parte tutto sono pienamente d’accordo con te, è tutta una questione di principio, quello che conta.
    Da una piccola cosa così, ne potrebbero uscire migliaia ben più grandi e gravi.

  38. Simone scrive:

    Ho sempre pensato che Vasco sia la conferma vivente che l’abuso di sostanze stupefacenti lede le facolta’ intellettive. E oggi ne ho avuto ampia conferma. A volte penso che questa gente abbia troppo tempo per guardarsi l’ombelico. Mio nonno avrebbe detto: “Vasco, prendi su la zappa e vai a dissodare l’orto”.

  39. Francesco Roghi scrive:

    Sembra che quelli di Wikia che “hostano” Nonciclopedia abbiano rimesso online il sito, bloccato gli admin ecc… (non so quali siano le meccaniche con Wikia… però è quel che leggo…) Maggiori info qui:

    http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio

    Comunque il Blasco ha risposto su FB:

    http://www.facebook.com/notes/vasco-rossi/a-proposito-di-nonciclopedia/10150322196747633

    E IMHO ci fa ancora di più una figura barbina, se quel che è scritto su Nonciclopedia fosse vero… (Che loro comunque avrebbero cancellato la voce su Vasco, ma che comunque la denuncia contro di loro va avanti lo stesso…)

    X-Bye

  40. sabas scrive:

    Considerazioni più che giuste, ho notato il suo tweet stamattina e mi sono stupito. Grande! :D

    http://leganerd.com/2011/10/03/nonciclopedia-chiude-ringraziamo-vasco-rossi-2

  41. TuscanianClown scrive:

    Per quanto riguarda l’aggiornamento, c’è stato un momento di panico nelle prime ore ed il messaggio è stato frainteso. Lo sciopero esiste e vive. Comunque, sappi che hai appena guadagnato un lettore :)

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