Uomini e no

Qualche tempo fa scrissi questo brevissimo racconto. Non era del tutto una storia di finzione. Era ispirato alle ragazze che incrociavo durante il mio tragitto a lavoro, lungo le strade che circondano questo quartiere. Ragazze giovanissime, poco più che bambine, vestite come qualsiasi loro coetanea. Dopo un breve periodo di assenza, sono tornate. Ogni volta che le vedo, mi sale la rabbia. Mi domando perché loro sono sulla strada, e le loro coetanee italiane a scuola. Mi chiedo perché non si possa fare niente per aiutarle, perché il loro dramma debba consumarsi nell’indifferenza generalizzata. Tutto ciò cui hanno diritto è al massimo lo sdegno dei benpensanti, che si lamentano per il decoro delle strade. Mi viene allora da pensare che a questo mondo, nel mondo che ci siamo costruiti, ci sono le persone, e poi ci sono gli altri, poco più che oggetti, che non hanno diritto a niente, neppure alla nostra pietà. La stessa cosa che ho pensato leggendo questo.
Saidou Gadiaga è morto un anno fa. Sono successe molte cose quest’anno, certo, e ieri stava per cadere il governo per la milionesima volta, e l’alluvione, e tutte le altre notizie che hanno distratto l’opinione pubblica. Eppure non riesco a capacitarmi dell’indifferenza generalizzata che ha accolto il video della morte di Sadiou. Quando finiamo in carcere, lo stato diventa responsabile dell’integrità dei nostri corpi. In Italia non esiste né la pena di morte né la tortura, dunque lo stato deve curare l’integrità psichica e fisica dei detenuti, indipendentemente dal reato per il quale sono stati condannati, o semplicemente fermati, come Saidou. E invece non lo fa. Non l’ha fatto con Cucchi, non l’ha fatto con Aldrovandi, non l’ha fatto con Saidou. E la gente sembra avere difficoltà a empatizzare con queste vittime. Perché, diciamocelo, per noi esistono gli uomini, e poi tutti gli altri. Quando finisci in carcere varchi un confine, invisibile ma ben più solido delle sbarre che ti separano dal mondo. Per la gente smetti di essere una persona, e ingrossi le fila di quelli che possono anche morire, possono anche essere torturati. I detenuti, le prostitute, tutti quelli che per una ragione o per l’altra sono fuori dal sistema sono scorie, e come tali vanno trattati. Il corpo sociale deve espellerli per affermare se stesso, per marcare la distanza tra noi e loro. Senza capire che basta un niente per superare il confine, e diventare come loro.
Uno stato che permette quel che è successo a Saidou non può definirsi né libero né democratico. Uno stato che archivia e non fa luce su una morte del genere, insensata, inumana, assurda, dimostra per l’ennesima volta che i porci sono più uguali degli altri animali, è che l’unica sia pregare di non finire mai dall’altra parte dello steccato, tra i perdenti.
Io voglio un’Italia in cui cose del genere non si debbano più vedere, un’Italia in cui abusi del genere non siano mai tollerati, un’Italia a cui freghi qualcosa di Sadiou, di Federico, di Stefano, e di tutte quelle ragazze senza nome il cui sguardo incrocio un attimo soltanto, mentre sono presa dai miei affari di donna nata dal lato giusto del confine.

P.S.
Vi segnalo questa mia intervista. Mi spiace mescolare così sacro e profano, ma sentivo di dover scrivere quello che ho scritto sopra, e di doverlo fare oggi. Del resto, il titolo originario di questo blog era “Fra Cielo e Terra”.

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8 risposte a Uomini e no

  1. mjj scrive:

    Non hai citato l’Italia? Immagino tu l’abbia intesa come governo, dato che in tutti i post precedenti, per la maggior parte, era tutto un chiaro riferimento.

  2. Crisen_D scrive:

    Ho visto anche io ciò che è successo al Senegalese Saidou e veramente mi ha fatto pena… Comunque sulle ragazze che passano ogni giorno della loro vita in strada è un fatto che vedo e che vedrò per tutta la mia vita: Quando avevo solo sei anni e trascorrevo una vacanza a Santo Domingo-Repubblica Dominicana,dai miei nonni ho visto nel mio quartiere tante povere ragazze e non solo ragazze ma anche ragazzi per lo più bambini che vengono costretti da un adulto a rubare gioielli o qualunque cosa dalla persona che passa. Una volta ho visto una bambina,aveva quattro anni e io (ripeto avevo 6 anni) me la sono portata a casa,le facevo il bagno,le davo da mangiare,le lavavo e le pettinavo i capelli…il brutto è stato quando mia nonna ha visto ciò che stava succedendo e s’infuriò con me…dopo qualche minuto pima di darmi una batosta ,è arrivata mia madre che difendendomi mi salvò dalle grinfie di mia nonna…poi li spiegai perchè la portai..dopo una settimana mia madre decise farla allevare da mia nonna e adesso è ritornata con i suoi genitori ma tutti i giorni viene a far visita a mia nonna….P.S. Anche io ho letto l’intervista..bellissima ;)

  3. Alessia scrive:

    Tutto ciò cui hanno diritto è al massimo lo sdegno dei benpensanti, che si lamentano per il decoro delle strade.
    Già… Che poi probabilmente sono i primi che “usufruiscono del servizio”! C’è tanta, troppa ipocrisia in giro. La gente ha bisogno di sentirsi migliore degli altri ma senza fare qualcosa che li renda veramente migliori. Vuole farlo semplicemente denigrando gli altri.
    Anche a me capita di incrociare quegli occhi di ragazze che passano la loro vita su un marcepiede. Sotto il sole rovente d’agosto o il gelo invernale, mi chiedo quante di loro abbiano scelto autonomamente di fare quella vita… Poche, credo… Pochissime!
    E la cosa che mi fa veramente rabbia è vedere quella macchina accostare con dentro quel frustrato che con una scusa qualunque molla a casa moglie e figli per andare con una ragazza che potrabbe essere la figlia se non addirittura la nipote!
    Ammetto che più di una volta avrei voluto fermarmi e chiedere ad una di loro “hai bisogno di qualcosa?” Non so perchè non l’ho fatto… Forse per paura di non so cosa o chi.
    Per quanto riguarda le morti nelle carceri sono pienamente daccordo con te. Il problema è che troppo spesso chi indossa una divisa si erige a “super giustiziere” perchè tanto sa che con molta probabilità quella divisa lo tutelerà da una giusta “punizione”. Fortunatamente non sono tutti così…
    Nessuno potrà sentire la “campana” di Stefano, di Sadiou o di Federico. Penso anche alla morte di Gabriele Sandri.
    In conclusione, cara Licia, anche io vorrei un’Italia diversa… Ma soprattutto vorrei che gli italiani amassero di più il loro paese invece di puntare continuamente il dito contro tutto e tutti.

    p.s. In bocca al lupo per la difesa di oggi!

  4. mjj scrive:

    Sì, ma basta dare la colpa sempre a sto povero governo; non è che possa occuparsi di cinquemila problemi alla volta. Perché non sono i cittadini che si mobilitano per risolvere la situazione? Perché tu in prima persona non ti rendi utile per cercare di tamponare il problema e, in seguito, risolverlo? Finché lo scrivo sul web non credo che qualcuno, oltre a darti ragione, possa repecipre il tuo messaggio.

  5. Chiara0189 scrive:

    Eh già! Con il problema della crisi ci stiamo dimenticando quelli che stanno “ai piani bassi” della società… Quello che hai scritto mi ricorda troppo “I dannati di Malva”, perchè alla fine oggi la nostra società si basa proprio sull’emarginazione e lo sfruttamento dei più deboli. Cosa possiamo fare noi per cambiarlo?

  6. Nihal96 scrive:

    Ho letto adesso il tuo raccontino e devo dire che è davvero bello; mi ha colpita molto. E’ stupendo anche il post che hai scritto perchè mostra che c’è sempre qualcuno che ci pensa. Sotto casa mia ci sono tante di queste ragazze e la gente ci passa davanti con indifferenza o disprezzo. Non mi pare giusto! Sono persone, come hai giustamente detto tu… Per quanto riguarda i morti in prigione, non posso nascondere che in un primo momento neanche io sono rimasta troppo toccata, certo non che fossi contenta o simili ma non mi faceva molta differenza… adesso che la metti su questo piano e che la vedo sotto un altro punto di vista, credo che non rimarrò indifferente…
    PS! ho letto l’intervista! molto bella! Anche a me è piaciuta molto “La solitudine dei numeri primi”. Finalmente ho finalmente scoperto qualcosina di più su Nashira (anche se venerdì sarà nelle mie maniXD)… ecco a proprosito di questo… su ragazza moderna dice che tutte le copie della prima tiratura sono state prenotate… ma davvero??? Prenotate da lettori o dalle librerie?? Ti prego non dirmi dai lettori… E poi dice che dopo la prevendita dell’11 uscirà il 15… ma quindi il 12 non sarà in libreria?

  7. Valberici scrive:

    Io voglio più di quello che vuoi tu, io voglio un mondo in cui cose del genere non si debbano più vedere. E forse sono più “utopista” di te.
    Ma non voglio arrendermi, e oggi sono contento di leggere questo post, perchè mi conforta sapere che ci sono persone che volgono lo sguardo verso gli “ultimi”.
    Oggi in troppi guardiamo solo verso i “primi”, verso la cima della piramide, ma è dalla base che verrà il nostro futuro.

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