Più libri per tutte

Qualche tempo fa mi indignai per un articolo di Feltri su Utoya, in cui sostanzialmente diceva che era colpa delle vittime “egotiche”. Mi fu fatto notare da un amico che prendermela con Feltri era un po’ come sparare sulla Croce Rossa, che certa gente certe cose le scrive proprio per suscitare reazioni indignate, o per aderire ai valori di base dei suoi lettori.
Io ho appreso così bene la lezione che quando ho letto un articolo di Libero in cui si afferma che per far fare più figli alle donne bisogna farle smettere di leggere mi ci sono fatta sopra grasse risate. È squallido? Ovvio che sì. È una tesi improponibile e indifendibile? Assolutamente. Ma, perdonatemi, non riesco veramente a prenderla sul serio. Innanzitutto perché nemmeno chi l’ha scritta ci crede, ed è palese dal tono vagamente ironico del pezzo. È uno che sta facendo il suo lavoro, e il suo lavoro – purtroppo, certo – è scrivere quella roba lì, perché ci sarà sempre quello che “un tempo qui era tutta campagna” che annuirà convinto su una simile accozzaglia di banalità, castronerie e misoginia. Poi, perché a roba del genere si può rispondere solo con una sana, bella e crasse risata.
Più passa il tempo, più penso che Jorge de Il Nome della Rosa – lo so che torno sempre lì, ma si avvicina quel periodo dell’anno in cui in genere lo rileggo – aveva ragione a temere il riso. È l’arma più potente. Destruttura, desacralizza, invalida. Insegna a dubitare di tutto, sconfigge la morte e la paura, e chi non teme è davvero invincibile. E allora io mi faccio una bella risata su questo bel pezzo umoristico, sul quale non vale neppure la pena soffermarsi più di tanto. Non lo si può prendere sul serio. Piuttosto, ci metto una nota a margine.
Io non vedo il problema della bassa natalità italiana. Non vedo proprio l’orrore nella mescolanza di usi e costumi, di “razze” e etnie. Noi non facciamo figli? Per me va benissimo che siano gli “stranieri” a rimpinguare le schiere dei bambini e dei giovani. Anche perché la “razza italiana” non esiste. L’Italia è sempre stata un porto di mare, aperto a tutto e a tutti, e infatti ci sono italiani biondi e nordici come mio padre, e italiani scuri di pelle e capelli, vagamente arabeggianti come mio marito. È un problema? Francamente no. Inutile star lì a menarsela, siamo quel che siamo perché siamo sempre stati crogiolo di culture. La nostra cucina è nata dall’incrocio di mille altre, la nostra arte ha subito l’influenza di tutti quelli che ci hanno dominati, o sono stati da noi dominati. E così sarà anche in futuro. Cambieremo, perché è giusto che sia così, miglioreremo, magari, che non sarebbe male. Io non ho il culto per la nazione, le abolirei le nazioni, se potessi, e sono ben lieta di cucinare il cous cous accanto alle melanzane alla parmigiana. Conosco le mie radici e le rispetto, ma non mi sento minacciata dalle radici altrui.
D’altronde, se ci pensate bene, il punto più fastidioso di quell’articolo è all’inizio, in quella frasetta buttata lì, “io sono xenofobo”, detto come io direi “mi piacciono le castagne” (Giuliano cit.). Ecco. Quello è peggio di tutto il resto. Quella frase è la radice di tutto il discorso che segue.
Per il resto, sul tema delle ragioni profonde della bassa natalità dei paesi occidentali vi invito piuttosto a leggere Mamme Cattivissime, della Badinter, che dà un punto di vista molto più serio e articolato.

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18 risposte a Più libri per tutte

  1. max scrive:

    E’vero che l’Italia è sempre stato un porto di mare ma le genti che stanno arrivando non vengono per portare cultura o assimilare la nostra perchè in genere vietano alle donne l’istruzione proprio per la capacità che ha la cultura di renderle indipendenti. Un bel velo in testa è tantissimi figli da sfamare in una economia allo sfascio completo è quello che ci attende !

    • Valberici scrive:

      “non vengono per portare cultura o assimilare la nostra perchè in genere vietano alle donne l’istruzione proprio per la capacità che ha la cultura di renderle indipendenti”.
      Direi che non si può generalizzare, ma, nei casi in cui fosse vero ciò che dici, è nostro dovere fare in modo che ciò non avvenga. Quindi invece di sprecare parole e forze contro l’immigrazione, e uso la parola “sprecare” perchè è impossibile contrastare i flussi migratori, meglio sarebbe impegnarsi per “togliere” il velo alle donne. ;)

    • ile97 scrive:

      per poi non scordarci che siamo stati IMMIGRATI anche noi italiani, quando l’economia qui era a rotoli (e ci risiamo vicino anche ora), e in america, in inghilterra, dove andavano gli immigrati italiani, ci evitavano come cani randagi, e addirittura ho letto qualche tempo fa qualcosa da parte di un americano dell’epoca che aveva scritto a proposito proprio dell’argomento, che diceva che noi italiani eravamo insopportabili, che puzzavamo, che eravamo poco seri, che non avevamo vogliia di lavorare…praticamente quello che diciamo oggi degli immigrati albanesi, rumeni, tunisini, ecc., ecc., ecc. questo per dire: è proprio vero che queste persone hanno davvero tutti questi difetti oppure sono delle restrizioni che ci facciamo come società per “dare la colpa a qualcuno”? <>, <>. la risposta è ovvia: sono fantasie. ma sono questi gli esempi che dovremmo fare a chi si sente xenofobo, anti immigrazione o cose simili. perché è giusto combattere l’immigrazione, ma solo quella “negativa”, ovvero quella parte di persone straniere che commette reati. che non comprende tutti gli immigrati, assolutamente, ed è sicuramente una minima parte della criminalità italiana. perché la vera rovina dell’italia da tutti i punti di vista, siamo noi, ed il motivo è che lo vogliamo essere punto e basta.

  2. ile97 scrive:

    hahahahahahahahahahahahahahahahaha!!!!!!!! non c’è da dire altro che questo!! hahahahahahaha!!! =’D da piangerci proprio! ma dai, ma come ti viene soltanto in mente di scrivere una cosa del genere (o di farla scrivere a qualcuno)! ci guadagni di più a farti prendere a torte in faccia! per la questione della xenofobia: basta! non ce la faccio più a sentire questa parola!

  3. Eleas scrive:

    Ecco Val magari mi son spiegato male, ma il punto è che serio o no l’imbecille va additato come tale una sorta di lebbroso moderno se vogliamo da cui è bene tenersi alla larga.

    Per il resto è ovvio che la lettura va promossa sempre e non mo’ frega niente se uno e uomo donna cattolico ebreo o musulmano, leggere rende più aperti mentalmente.

  4. Eleas scrive:

    Scusa liciuzza ma non sono per le risate. A furia di dire ma si è folklore ci ritroviamo con Calderoli Bossi e soci in parlamento. No io credo che indignarsi sia utile come infilarsi un dito nell’occhio, ma riderci su possa minimizzare la cosa e invece non va minimizzata. VA SPIEGATA. Ha ragione Val quando parla di responsabilità la spiegazione può arrivare anche da un libro. Questi atteggiamenti vanno stigmatizzati con un sanissimo “vi dimostro perché feltri è imbecille” solo così DOPO ci si farà una grassa risata, quando il suo cadavere passerà sul fiume.

    Che poi sto fiume con tutti i cadaveri che ci passano dentro sarà un posticino delizioso ;)

    • Licia scrive:

      Eleas: ti darei ragione se avessi l’impressione che l’autore credesse davvero a quella roba, ma non ce l’ho per niente. Anzi, mi sembra proprio che l’articolo sia stato scritto tanto per andare “contro” e conti proprio sulla reazione indignata della gente come noi. Poi magari sbaglio io, ma mi sembra che a fare gli indignati si faccia il gioco dell’autore. Piuttosto continuiamo a promuovere la lettura presso uomini e donne, che il sesso c’entra una benamata, proviamo a diffondere modelli di femminilità diversi e cerchiamo di spingere per un’immagine del femminile più variegata – e corrispondente alla realtà, direi – presso la società. Direi che quello sì che è utile

    • Valberici scrive:

      Licia: diciamo che non bisogna cadere nella trappola di discutere con chi fa lo stupido (trappola in cui ogni tanto casco pure io). Però bisogna lo stesso “indicarlo”, perchè è comunque cosa deplorevole scherzare e trollare su certi argomenti.
      In pratica non devo dire che Feltri è uno stupido, ma spiegare che è fin troppo furbo e che sta facendo gli “interessi” dei suoi padroni.
      Poi, per carità, una sana risata liberatoria fa sempre bene, ed è un’ottima risposta a livello personale. ;)

  5. giugi99 scrive:

    ps: vale anche per la nostra Italia…

  6. giugi99 scrive:

    sono daccordo su tutto, e mi piace ricordare una frase molto popolare: “Il mondo è bello perché è vario…”

  7. Marco Casolino scrive:

    D’accordo su tutto, la risata, unita all’oblio sono le armi più potenti che abbiamo. Combattere queste fesserie rischia di innalzarle dal fango cui devono giacere.

    Ne “il nome della Rosa” tifavo per il povero Salvatore (penitenziagite) per la babele di linguaggi che usava (che ricorda l’Italia citata da Licia) e per il ruolo di oppresso e sfigato di turno…

  8. Bia scrive:

    a parte qualche indecisione sul significato di egotiche (il vecchio amico google…)ho capito tutto, e non posso che trovarmi d’accordo, aggiungendo che non vedo tutto questo bisogno di rimpinguare gli attuali 6 miliardi di persone, visto e condiderato che se arriveremo a 7 miliardi potremo non avere più risorse sufficienti…

  9. Nihal96 scrive:

    Sull’inizio del post non ho capito molto perchè non conosco gli argomenti ma la fine sì. E sono pienamente d’accordo con te! “xenofobo” non è una bella parola e affermare di esserlo lo è ancora meno…

  10. Sennar scrive:

    Ho capito qualcosa a grappoli, cara Licia (come spesso faccio anche nei tuoi libri dove spesso trovo parole che non conosco e per questo ti ringrazio dato che arricchisci il mio “vocabolario mentale”), ma quello che ho capito non posso che riaffermarlo!!! ( o) (o )
    _______

  11. M.T. scrive:

    Quoto Val: occorre stare attenti a come si usa il riso. Abbatte la paura, ma ridicolizza anche i valori, l’etica, i diritti umani, come faceva l’ex premier, che metteva tutto in barzelletta.

  12. Valberici scrive:

    uh, a volte scrivi post assai “difficili” cui bisognerebbe rispondere con commenti chilometrici. :D
    Però è anche vero che sul web è inutile iniziare discussioni…onde per cui faccio come al solito, mi limito a lanciare qualche spunto di riflessione.
    Quindi dico che è vero che il riso è un’arma potente…ma può essere impugnata sia dal “bene” che dal “male”. Ricordo che i nazisti prendevano in giro gli ebrei con caricature. E credo che occorre distinguere tra la risata di un bimbo, quella di un trickster e quella del Joker.
    E non a caso uno dei protagonisti di Watchmen è un comico.
    Occorre dunque prestare molta attenzione alle scelte etiche, perché ciò che “conta” realmente è da che parte ci si schiera. Così mi capita di leggere Moore e di ammirarne la potenza e la maestria, e nel contempo annuire di fronte alla sua etica. Poi leggo Miller e provo la stessa ammirazione, inorridendo però davanti all’ insensatezza e malvagità della sua ideologia.
    Certo è che voi scrittori avete una grande responsabilità.

    p.s.: eh, però a me Jorge un pochino mi sta simpatco…. :P

    • Pigliadraghi scrive:

      Val: questa considerazione nasce più che altro da un’errata concezione del riso.
      Prendi per esempio gli ebrei: non hanno certo (com’è più che giusto) dimenticato la shoah, eppure ne ridono da più di quarant’anni (almeno alcuni di loro).
      E ho sentito dire da un ebreo osservante alcune battute sulla religione che un italiano agnostico non avrebbe avuto il coraggio di pronunciare.

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