Manzoni come King

Ho inaugurato l’anno nuovo con una rilettura de I Promessi Sposi, lettura che in questi giorni si avvia alla sua conclusione. Non è la prima volta che lo leggo; l’ho già fatto un paio di volte in passato, dopo averlo studiato a scuola. È che a me è sempre piaciuto, anche quando lo studiavo. Sarà che ho trovato professori che me l’hanno fatto apprezzare, o sarà la mia naturale propensione ad un certo modo di far narrativa che andava per la maggiore nell’800, ma non mi annoiavo a studiarlo – anzi! – e lo rileggo sempre con piacere. E devo dire che quest’ultima rilettura mi ha confermata nell’ottima opinione che ho di questo libro che la maggior parte degli italiani vede come il fumo negli occhi. E invece, ragazzi, il Manzoni dà una pista a tanti narratori moderni, e sulla gestione del ritmo e sulla capacità di commuovere e divertire. Perché, e forse questo non viene evidenziato abbastanza a scuola, I Promessi Sposi è divertente. Eh già. Altro che le solite pippe sulla Provvidenza, e la religione, e la storia…Manzoni si diverte molto a scrivere, e il lettore si diverte di conseguenza molto a leggere. Pensateci: dentro c’è veramente tutto. C’è l’amore contrastato, ovviamente, ma c’è anche la passione illecita (la monaca di Monza), il “male metafisico” (l’Innominato), la morte (la peste), il perdono (e qui l’elenco sarebbe parecchio lungo), la redenzione (da Fra’ Cristoforo all’Innominato, per dirne solo due). Il tutto raccontato con un gusto per la pura narrazione, un amore per la storia e per i personaggi che a me fa venire in mente – e mi sa che qualcuno inorridirà – Stephen King. Sì, lui. Voglio dire, siamo al capitolo IV, è appena successo il patatrac, la tensione è alta, e incontriamo Fra’ Cristoforo. Manzoni che fa? Capitolo intero di digressione sulla storia del personaggio. Roba che, se non sei bravo, il lettore chiude il libro e morta lì. E invece la digressione ci sta, appassiona, trova un suo senso compiuto e nella cornice complessiva del romanzo, e nel singolo episodio. Stessa cosa dicasi per la storia della monaca di Monza, che prende ben due capitoli. Oggi, ovviamente, non si usa più di interrompere la storia con interventi diretti dell’autore come quelli che fa Manzoni. Oggi, che so, la storia della monaca verrebbe fuori con un bel flashback. Resta però il fatto che la digressione appassiona. Io adoro la storia di Gertrude; è uno di quei racconti in cui l’acutezza di Manzoni nel raccontare l’essere umano viene fuori con una vivezza, e pure con un mestiere, che non ha eguali. O come la parte sull’Innominato. Appena si inizia a parlare di lui, il tono del racconto vira bruscamente: tutto, in quel che lo riguarda, parla di un Male superiore, di ben altra caratura rispetto a quello sciocco, capriccioso, di Don Rodrigo. La valle in cui vive è intrisa essa stessa di un’atmosfera cupa, tremenda, che il lettore coglie a volo.
Non starò a dilungarmi sulla perfezione di certi passi, sui quali in genere ci si sofferma abbondantemente a scuola. Il “La sventurata rispose”, punto e a capo, è il perfetto esempio della misura, della grandezza di una narrazione che, pur affondando a piene mani in una materia “patetica”, quasi mai scantona nel retorico spinto. Dice più quel punto e a capo di tante parole. È un vuoto significativo che il lettore riempie dei più oscuri sottintesi. Comunque, per inciso vi segnalo un passo dalla notte dell’Innominato che mi sembra veramente splendido – a me l’Innominato è sempre piaciuto un sacco –

Non era la morte minacciata da un avversario mortale anche lui; non si poteva respingerla con armi migliori, e con un braccio più pronto; veniva sola, nasceva di dentro; era forse ancor lontana, ma faceva un passo ogni momento; e, intanto che la mente combatteva per allontanarne il pensiero, quella s’avvicinava”

Cioè. Tutto straordinario. Il ritmo, la scelta delle parole, tutto. Una frase che per altro spiega in due righe e mezzo l’Innominato.
Un’altra cosa che ho notato specie in quest’ultima lettura è l’ironia. Noi abbiamo quest’immagine pallosissima di Manzoni, come un tizio basettone col cipiglio severo, fissato con la religione, e invece dalle pagine de I Promessi Sposi viene fuori di continuo il ritratto di un uomo ironico. L’ironia, nel libro, è ovunque. Nei continui incisi che l’autore si permette, nei commentini sui personaggi, nel riferirsi ai “venticinque lettori” – ha ragione Eco, ne vuole venticinque milioni -, nei tanti ritratti di personaggi minori. E dietro si intravede un piacere della narrazione, un divertimento del racconto che io trovo modernissimo. Per dire, ogni volta che Don Abbondio compare in scena io vedo distintamente Manzoni che sghignazza. Ci sono parti che sono evidentemente più lunghe di quanto la narrazione richiederebbe – il monologo interiore di Don Abbondio in marcia verso la casa dell’Innominato – che stanno lì solo perché Manzoni si stava divertendo troppo. A volte ti verrebbe la voglia di essere nato duecento anni fa per conoscerlo, questo autore volpone, che non si nega nessun becero trucco per ingraziarsi il lettore e divertirlo, che ha un controllo assoluto sulla trama, che tratteggia personaggi memorabili. Ed è tutto straordinariamente moderno. È questo che ho scoperto: che I Promessi Sposi si possono leggere come si legge un Murakami, un King, un autore di genere. Che non è un libro paludato e noioso come troppo spesso si crede, che è un trattato di buona scrittura da cui abbiamo tutti da imparare, che ha attraversato duecento anni e passa di storia restando fresco e godibile come il primo giorno. Per cui vorrei consigliarvi di non chiudere la mente, quando a scuola vi fanno studiare Manzoni. Rischiate solo di perdervi una gran storia e un gran libro.

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27 risposte a Manzoni come King

  1. Chloe McAlister scrive:

    Ho appena cambiato di classe!,( ho cominciato con questa frase per far capire meglio a voi ciò che mi succede), e la mia vita sembra aver ritrovato quei specchi frantumati di me rileggendo per l’ennesima volta l’Odissea e i Promessi Sposi. Ovvio, anche io ho comparato King con Manzoni ma la prof. non mi ha voluto dare ascolto a questo mio parere che non ha pur un significato con lei. Eppure lei dice:”Fatemi delle domande o un vostro parere!”. Ma come sempre : IL PROF HA SEMPRE RAGIONE!.
    Ps. scusatemi per l’ora!

  2. Giulio scrive:

    MI fa piacere che sia venuto fuori Manzoni. L’ho studiato l’anno scorso e rileggendo quest’anno Le cronache del Mondo Emerso e le Guerre del Mondo Emerso non ho potuto non comparare tra me e me, mentre scorrevo le righe, il tuo stile descrittivo della psicologia e degli ambienti con il suo. Testi ricchi di protagonisti ben descritti e inquadrati nella storia; un senso di determinismo nelle trame ( a ciò che si sta leggendo inevitabilmente seguirà un proseguimento definito e unico, non c’è modo di immaginare un’alternativa da parte del lettore). La Provvidenza in Manzoni è appunto questa sorta di progetto già determinato non solo un aspetto religioso. Essa non è centrale: i veri protagonisti sono le genti meccaniche e di piccolo affare nella loro quotidianità.

    Quest’anno sto leggendo la Commedia di Dante e vedo nelle tue due trilogie bellissime, molto psicologiche e filosofiche ( dov’è il male se il Tiranno non è altro che una vittima innocente?), la caratteristica di summa di quest’opera: il tuo Mondo fantasy non solo sembra esistere per davvero, come Dante vuole che sia letto il suo viaggio rinnovatore, ma nulla è lasciato inspiegato o tralasciato per quanto riguarda il contesto culturale ( ci sono, infatti, i frammenti riportati), sociale e politico ( di qui l’insieme di tutte le conoscenze del Mondo Emerso possono essere paragonate a quelle del Medioevo).

  3. Nihal 98aliasEmy 98 scrive:

    Mi piace molto Manzoni. Mi piace il modo in cui scrive. Noi, a scuola, stiamo un poco sorvolando sul Manzoni, pur essendo il più grande letterato italiano. Spero proprio che alle superiori lo approfondiremo di più, anche se già ora sto cercando di ricavare il più possibile di informazioni su I Promessi Sposi e su di lui.
    Purtuppo non ho ancora trovato il libro in giro, come se ora che lo volessi leggere, tutti mi avessero preso tutte le copie, ma sono certa che prima o poi lo troverò e… non vedo l’ora di leggere quel magnifico racconto.

  4. Nidol scrive:

    I promessi sposi è sicuramente un libro che rileggerò presto, ora che sta svanendo il pessimo ricordo che ne avevo dal liceo. Se parlavi di quel libro, dovevi parlare solo di Provvidenza e Castità. Guai a nominare l’Innominato, ira funesta a ricordare alla prof che la monaca di Monza è un personaggio del libro. Leggere quel libro al liceo fu come vedere Brokeback Mountain censurato dalla rai…

  5. Sen scrive:

    Ah si, giusto… che peccato…

  6. AleAle scrive:

    Adoro Manzoni =)
    Licia, se sei rimasta affascinata come me dal personaggio di Geltrude, ti consiglio di leggere ”Storia di una capinera” di Verga.Esso è un romanzo epistolare che affronta la tematica della monacazione forzata in maniera differente da Manzoni. Diciamo che Manzoni descrive la monacazione forzata dall’esterno, mentre Verga lo fa dall’interno. Trovo sia un parallelo molto interessante. Mi ha aiutato moltissimo per comprendere la vera sofferenza della monaca di Monza =) poi beh, magari l’avrai già letto =) in effetti è famossissimooo =) comunque te lo consiglio di cuore.

  7. giu scrive:

    io ho sempre amato la letteratura del 800 mai miei coetanei non molto….con la proff. abbiamo deciso di dare delle parti a ognuno di noi cosi tutti sono partecipi e non posso dire che i Promessi Sposi sono poi tanto noiosi visto che anche la recitazione ha un voto :) comunque devo dire che tra tutti preferisco la monaca di Monza, il motivo non è preciso ma ammiro la sua audacia.

  8. Ginene98 scrive:

    Oddio! Non me ne parlate… I promessi sposi mi stanno perseguitando dall’inizio dell’anno e continuano a farlo tutt’ora! La prossima settimana ho una MAXI- verifica su tutto l’argomento… Concordo nel fatto che sia scritto molto bene ed appassioni (anche se alcune parti, secondo me, sono proprio da bruciare!), però l’unica cosa che non capisco è perché ormai sia diventato il romanzo storico d’eccezione, la storia che per decine di generazioni ha dovuto leggere ogni giovane adolescente. Non esiste una scuola in cui non si studi l’argomento dei Promessi Sposi, o comunque di Alessandro Manzoni, eppure ho letto molti romanzi storici migliori di questo! Mha… sarà la moda :-) !
    Meglio che vada a ripassare se non voglio rimediare una belle insufficienza… Un bacio!

  9. Valberici scrive:

    Però questa cosa che i libri si studiano, che l’insegnante deve spiegarli…mah, secondo me i romanzi andrebbero semplicemente letti. Se poi si vogliono utilizzare a scopo didattico, detto in soldoni, per mostrare come si scrive, allora dovrebbero essere fatti leggere prima, nella loro interezza.

    • AleAle scrive:

      Valberici: concordo con te =) anche se credo che i testi si facciano studiare per consentire all’allievo di sviluppare un proprio senso critico =)

  10. Gio scrive:

    A me piaceva il conte Attilio: un sano cattivo tutto d’un pezzo come se ne trovano pochi!:)
    (in letteratura…)

    • Sen scrive:

      Anche a me piace un sacco il conte Attilio! Ma, come già scritto in precedenza: adoro di più l’Innominato!

      P.S. Comunque il conte Attilio è molto simpatico… come dire… ha il senso dell’umorismo…Mah, un momento, lui come finisce? Muore di peste, continua a vivere felice e spensierato… non ricordo…

    • Licia scrive:

      Sen: muore di peste.

    • Valberici scrive:

      Mioddio…uno spoilerone gigante… :lol:

  11. Mutabile scrive:

    Devo ammettere che non l’ho mai finito. Ad esser sincero, credo di non essere mai arrivato neanche a metà. Uhm.. no forse si. No, ecco non credo di essere arrivato alla Peste. Non so, ma me l’hanno fatto odiare profondamente proprio XD
    Ecco diciamo che ho all’incirca 5-6 libri che probabilmente, autonomamente, in altre situazioni avrei letto con piacere.. ma per vari trascorsi ora non riuscirei proprio a leggere.
    Magari in futuro…

  12. f scrive:

    Mai letto tutto intero, ahimé. Ogni tanto me lo dico che dovrei leggerlo per togliermi di dosso la brutta impressione che mi ha fatto a scuola. Diciamo però che i protagonisti mi sono sempre stati piuttosto antipatici. Secondo me Manzoni dà il meglio di sé con i personaggi secondari (Don Abbondio, Perpetua e la mamma di Lucia sono VERI) e con le scene divertenti (la notte degli inganni). In tema Ottocento io adoro Dickens o Flaubert, mentre Il Rosso e il Nero l’ho letto con mooooooolta fatica.

  13. Sen scrive:

    Allora, devo essere sincera. Io non ho letto TUTTO il romanzo, ma la storia mi è sempre piacita. Anche se avrei levato alcuni capitoletti, come quelli riguardanti il cugino Bortolo…
    Però ho visto il musical, e me ne sono innamorata! Ragazzi… E’ semplicemente fantastico! Parole identiche, stessi dialoghi uguali! Niente… Equiparabile solo a Notre Dame de Paris…

    Solo una curiosità Licia, come fai a rileggertelo da capo TUTTO! Io non li rileggo mai da capo per intero, non mi piace, perchè so come va a finire la storia, mi toglie un pò il gusto.
    L’eccezione che conferma la regola però è tutto il ciclo del Mondo Emerso, che rileggerei tranquillamente per tutta la vita. Solo che mia sorela me li ha nascosti da qualche parte, e io adesso non so dove andarli a prendere…
    Secondo te conviene comprare delle copie mie?

    :)

    P.S.Personaggi preferiti: Innominato e Renzo, Lucia mi sembre un pò oca…

  14. Talitha96 scrive:

    Diciamo che la storia dei Promessi Sposi mi è sempre piaciuta, fin da quando la mia prof delle medie ha iniziato ad introdurla. L’anno scorso (secondo superiore) ho avuto una prof che non sapeva spiegare, non riusciva proprio a coivolgere la classe mentre parlava e, di conseguenza, ho studiato questo romanzo davvero male.
    Quindi ora sono un po’ nel limbo di chi non sa dare un vero e proprio giudizio.. Probabilmente la cosa migliore sarebbe rileggermelo ;)

  15. Valberici scrive:

    “il Manzoni dà una pista a tanti narratori moderni”…beh, su questo sono d’accordo, purtroppo.
    Sul resto devo dirti che io il Manzoni non lo digerisco…ma del resto mi pare noiosissimo anche Tolkien.
    Per dire, trovo che molti altri libri “ottocenteschi” siano molto più “capolavoro” dei Promessi Sposi.
    Un esempio fra i tanti, Le Rouge et le Noir di Stendhal. Lo lessi appena dopo i Promessi e mi parve su un altro livello.
    Poi io sono il primo, come ben sai, che amo le narrazioni e le “semplici” storie, ma anche in questo caso ai Promessi preferisco, per es., Ivanhoe. :)

    • Licia scrive:

      Val: ecco, invece Ivanhoe mi ha annoiata. Mi aspettavo una cosa, e me n’è arrivata tutta un’altra.

    • Valberici scrive:

      Licia: forse il “problema” risiede proprio nelle nostre aspettative, ci prefiguriamo un tipo di narrazione e poi non la ritroviamo in ciò che leggiamo. Beninteso la cosa vale solo se parliamo di capolavori, sui libri brutti non ci sono aspettative che tengano ;)

  16. srivvia scrive:

    Licia, questa domanda non c’entra niente con il tuo argomento… scusa! ho divorato il primo volume dei regni di nashira. quando uscirà il prossimo? farò in tempo prima della fine del mondo? complimenti, i tuoi libri sono sempre avvincenti!

  17. Alessandro scrive:

    Sì, però King con le digressioni ci sono alcuni casi in cui esagera… ricordo alcune di queste saltate a piè pari perchè erano troppo nel bel mezzo dell’azione!

    Peraltro, come non ricordare quando addirittura il buon Stephen ha scritto un intero romanzo come digressione (il quarto della Torre Nera)!

  18. Bruna scrive:

    Concordo con te , Licia. L’ho appena finito di studiare e la lettura di questo romanzo mi ha entusiasmato molto. Forse hai ragione, Manzoni assomiglia molto a Stephen King.
    Tutti e due molto bravi nel coinvolgere il lettore in avventure mozzafiato!;-)

  19. Axelander scrive:

    Lo lessi alle superiori ma lo odiavo perché avevo un prof d’italiano che non sapeva spiegare. Poi ho avuto l’occasione di guardare la fiction e mi piacque molto. Spero sempre di rileggere il libro appena possibile.

  20. Nihal96 scrive:

    Io devo ammettere che, avendo avuto una prof. che me lo ha fatto odiare, non lo sopportava mentre l’anno scorso lo stavo studiando… però la storia mi piace e anche il modo di scrivere di Manzoni! L’unica cosa che non fa per me è la parte sulla guerra…

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