In difesa della mia città

Se mi avessero detto che un giorno avrei scritto un post del genere, probabilmente non ci avrei creduto. Che poi è anche quello che ho detto sabato mattina, quando sono uscita di casa e la mia via era uniformemente coperta da 15 cm di neve. Se me lo avessero detto, non ci avrei mai creduto. Ecco, la neve qui è una specie di miracolo – o una maledizione – e ha conseguenze eccezionali. È che ho letto in giro accuse varie, osservazioni fuori dalla grazia di dio e cose in generale cui vale la pena rispondere. Per cui lo faccio. Sapete che non provo un grande attaccamento per questa città in cui non solo sono nata, ma in cui ho anche sempre vissuto, e non ho alcuna stima per la giunta che la governa ora. Però è pur vero che per una volta tanto mi sembra che ci siano state mosse accuse un po’ ingiuste.

10 cm di neve non sono un’emergenza, io a Vattelappesca sono sotto due metri di neve ma nessuno si spreca in articoli su di me
Beh, nel complesso sarei anche d’accordo, ma le emergenze vanno commisurate sulla normalità. Mi sembra ovvio che 10 cm di neve a Milano non sono niente. Io ho vissuto tre mesi a Monaco di Baviera, e ha nevicato praticamente sempre, e non c’è stata una volta che la città si sia bloccata o i cittadini abbiano risentito delle avverse condizioni meteo. Ma a Roma l’inverno in genere non esiste: abbiamo sei mesi di straziante autunno, con qualche giorno a cavallo di gennaio e febbraio in cui la temperatura si degna di scendere intorno allo 0. Sì, quasi tutti gli anni finge di nevicare, ma non attacca praticamente mai. La neve è un fenomeno estremamente raro a Roma. È quindi ovvio che 10 cm di neve, che per di più rimangono nelle strade per due, tre giorni – mentre parlo qui fuori la situazione è praticamente identica a sabato mattina – siano un evento eccezionale che mette alla prova i meccanismi della città. È anche più o meno comprensibile che la città risponda in modo farraginoso all’emergenza: non credo esistano spazzaneve, e le catene per il romano medio sono quell’oggetto lì che usi per andare a sciare a Ovindoli.

Ma quindi ha ragione Alemanno?
Calma. No, non ha ragione Alemanno. Per due ordini di motivi: innanzitutto, per sapere cosa stava per succedere bastava farsi un giro sui siti meteo. Non servivano i bollettini della Protezione Civile, non servivano quelli dell’Aeronautica, lo sapevamo tutti che avrebbe nevicato, e molto. Che poi non ci credessimo davvero, è un altro paio di maniche: tu, in quanto sindaco, sei pagato per credere all’incredibile, o almeno prepararti ad affrontarlo.
Secondo poi, posso accettare che nelle prime ore dell’emergenza le cose vadano a catafascio. Sono trent’anni che non vedi la neve, posso capire che ci voglia un po’ per carburare. Non posso invece accettare che dopo 48 ore dalla nevicata l’unico sale che abbia visto l’abbiano gettato quelli del centro commerciale qui sotto per permettere l’accesso ai clienti. Degli spazzaneve manco l’ombra, idem per le squadre per spalare la neve. Oggi le vie del quartiere sono percorribili dalle macchine, ma solo perché la natura ha fatto il suo corso: sabato pomeriggio un po’ di neve s’è sciolta, ieri è stato molto secco, le macchine hanno continuato a passare e voilà, le vie ora sono non dico sgombre, ma quanto meno praticabili.

Ok, ma se il comune non fa niente, allora datevi da fare voi
A parte che nessuno ha sotto mano una pala, perché in ventisei anni non ce n’è mai servita una, anche andare ai punti di raccolta per prenderne una non è banale: come ci arrivo, se il municipio dista 10 km da casa mia, e quei 10 km sono strade a scorrimento veloce che non sono state battute? Ma mettiamo anche che abbia la mia pala: di sicuro posso spalare il marciapiede sotto casa mia, con tanta buona volontà forse anche i 300 m della mia via, ma poi? Fino a ieri l’autostrada che mi porta alla civiltà – per la cronaca l’A24, che è l’arteria che più efficacemente, traffico permettendo, ci connette a Roma – era chiusa. E per lunghe ore sono state chiuse una decina di uscite del Raccordo. Lì come ci vado a spalare? E senza sale, se anche ho spalato, quando scende la notte e gela come faccio a non rendere vana la mia fatica?
Roma ha un territorio sterminato, tanto è vero che da me venerdì nevicava, al lavoro da mio padre, 30 km più a sud, no. È resa percorribile da numerose vie che sono praticamente autostrade, vedi il Raccordo, la Tangenziale, alcuni tratti delle Consolari. Sono queste le vene che permettono la mobilità. Se sono intasate quelle, non c’è niente che il singolo possa fare.

Va bene, ma vi siete comunque lamentati per due fiocchi di neve!
Avrei voluto foste con me al parco del quartiere, sabato mattina. Sembrava di vivere in una dimensione parallela. Tutto il quartiere era lì, l’unico suono che si sentiva era quello delle risate dei bambini, e degli adulti, gente che non avevo mai visto mi sorrideva e mi salutava. Per un romano la neve è questo. E considerate anche che un romano è uno che in condizioni normali ci mette anche tre ore per andare e tornare dal lavoro, ogni giorno, che aspetta i mezzi pubblici per tempi biblici, la nostra sopportazione è piuttosto alta. E infatti la gente che si è lamentata aveva le sue buone ragioni: si tratta di chi ci ha messo 8 ore per fare 8 km. Chi ha dovuto farsela a piedi quando i mezzi, dichiarata l’emergenza, hanno fatto scendere tutti e se ne sono tornati al deposito. Chi è rimasto intrappolato sul Raccordo per ore, e per disperazione se l’è fatta a piedi, e parliamo di un’autostrada a tre corsie per senso di marcia più corsia d’emergenza. Questa è la gente che si è lamentata, e a ragione. Viviamo in una comunità, paghiamo le tasse, ci aspetteremmo dei servizi. Che non ci sono. Tutti gli altri, erano fuori sabato mattina a godersi la giornata. Poi, il resto, è tutto vero: c’è gente che è morta, paesi isolati, situazioni ben più drammatiche di quella di Roma. Ma i media ne parlano perché fa notizia la città eterna imbiancata, perché le polemiche sono il pane quotidiano dei giornali, e comunque io ho letto anche tantissimo su i posti in emergenza vera.
Per il resto, qui siamo contenti: dell’inverno vero, della città imbiancata, di essere tornati tutti un po’ bambini. E, lo devo confessare, se fossi sicura che non ci sarebbero altri casini, vorrei continuasse a nevicare così fino a primavera.

P.S.
Vi segnalo una cosa che avevo colpevolmente dimenticato: un po’ di materiale sulla nuova serie a fumetti ambientata nel mondo delle Cronache, completa di intervista a me e agli autori.
Seconda serie fumetti

21 Tags: , , , , ,

21 risposte a In difesa della mia città

  1. mjames scrive:

    Roma va in tilt anche se volano gli uccelli sul colosseo. Possibile che per 15 cm di neve capiti una baraonda del genere? E’ tutto terrorismo mediatico che non porta a nessun risultato. La neve che si è vista nei tg non arrivava nemmeno ai marciapiedi, ma quanti danni può causare? Siete mai venuti al nord dove ne cade ogni anno circa un metro? Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, polizia ed esercito; chiamiamo anche la guardia di finanza e le guardie svizzere o capiranno da soli che in questi casi bisogna essere preparati? E fortuna che si sta parlando della capitale.

  2. Paolo scrive:

    Ricapitoliamo:
    Piove e a Roma è il caos.
    Apre un centro commerciale e il traffico della capitale va in tilt.
    Cade qualche centimetro di neve e a Roma è il Caos.
    Le pale spazzaneve c’erano belle tranquille in un caldo magazzino a sorseggiare cioccolata davanti al caminetto.
    Era meglio se la capitale restava Torino.
    Ps. E questa è la città che vuole le olimpiadi nel 2020?

    • Licia scrive:

      Paolo: infatti le Olimpiadi se le tenessero pure, visto il magna magna che si è scatenato già solo per i Mondiali di nuoto.

  3. Chiara scrive:

    Non voglio sembrare ne cattiva ne offensiva,ma ahimè non sono d’accordo….causa neve molte città sono state bloccate per una settimana,ma non credo di dover essere io a sottolineare questa cosa,credo che tutti lo sappiate,basta sentire qua e la qualche notiziario. Il punto è che obbiettivamente non ci vuole un genio per affrontare 20 cm di neve,e Alemanno e la protezione civile che si accusano a vicenda sono stati davvero patetici. Capisco che non sia un evento comune vedere la neve a Roma,ma vedere le scenate da “catastrofe naturale” è piuttosto ridicolo. Le emergenze sono state altrove, in quei posti in cui per portare qualche anziano in ospedale c’è stato bisogno del carrarmato dell’esercito. Non mi lamento dei romani, che appunto hanno preso la cosa positivamente,anzi provavo invidia a vedere i ragazzi che potevano usare lo snowboard d’avanti al Colosseo. La cosa che offende e davvero molto, è i fatto di vedere mister sindaco e la protezione civile appunto, gridare allo scandalo quando l’unica cosa scandalosa è vedere che non si parla d’altro sui giornali da giorni. Offende il fatto che anche per questi giorni uffici,scuole e quant’altro rimarranno chiuse,come a dire che ancora una volta non si ha nemmeno voglia di provare ad affrontare una probabile ondata di neve. Sta volta bisognerebbe essere più consapevoli eppure giunta o protezione civile che sia, non fanno nulla se non fermare una città intera.

    • Licia scrive:

      Chiara: evidentemente non mi sono spiegata, perché anch’io sono francamente stufa di una città in cui ogni evento atmosferico si trasforma in una catastrofe annunciata. Però dire che ci dobbiamo rimboccare le maniche, che ci siamo lamentati per niente e tutto il resto, non mi sembrava giusto. Mi lamento, e a ragione, di Alemanno, che per altro non ho votato e mai mi sarei sognata di votare, già solo per la scena intollerabile dei suoi “supporter” che facevano il saluto romano davanti al Campidoglio.

  4. Emy 98 scrive:

    Sono d’accordo con te, ma ti dico solo questo per essere sbrigativa. La cosa che ci vorrei sapere è: il fumetto è gia uscito in edicola o deve ancora uscire?
    rispondi al più presto, please

  5. Chloe McAlister scrive:

    Sono uscita fuori di casa e non riuscivo nemmeno ad aprire il cancelletto che separava “il mio territorio” con l’umanità. Mia madre mi chiamò e mi disse di non andare a scuola. ” Che bello” penserete, ma non è affatto così. Avevo una verifica importante quel giorno (tre giorni fa) e anche se nevicava in quel modo orrendo la mia scuola non fu chiusa. Domanda: MA SONO MATTI?

  6. Marcello scrive:

    Condivido parola per parola; due cose 1) Un sindaco non può dipendere dalla protezione civile: c’erano misure (sale per le strade, spazzaneve sul Raccordo e grandi arterie, catene pronte per i mezzi pubblici) che potevano – e dovevano – essere prese a prescindere: se sei un sindaco, il ‘non si sa mai’ deve essere il primo comandamento. 2) Non mi sono armato di pala per spalare la strada, ma almeno ho prontamente ripulito il balcone, evitando la gelata e cercando di non far precipitare di tutto ai piani inferiori (altri attorno a me vedo che se ne sono bellamente fregati, lasciando il tutto sciogliersi… e infatti sono tre giorni che hanno i balconi coperti di ghiaccio); nel limite del possibile, ho cercato di fare il mio… di pale purtroppo non ne ho, e uno poi pensa che il ‘Comune’ dovrebbe intervenire proprio laddove il comune cittadino è privo di mezzi, altrimenti è inutile eleggere un sindaco, ed è meglio ricorrere all’autogestione (e non è detto che nella situazione che si è creata, le cose non sarebbero andate meglio…).

  7. M.T. scrive:

    L’Italia, non solo Roma, è come uno che sta sul marciapiede e vede una tegola in bilico sul tetto che sta per cadergli in testa e rimane a guardare, aspettando che lo centri in pieno.
    Il problema è che tutti sono buoni a parlare, o a sbraitare (fenomenali i politici), ma quando c’è da far qualcosa non si fa mai niente e ci si trova impreparati anche se si viene avvisati. Ecco cosa ha portato l’ottimismo che tanto decantava un nano: a non pensare che possono esserci disagi e che le cose non vanno sempre lisce.

  8. Ziska scrive:

    In tutto questo cinque secondi per leggere questo: http://www.repubblica.it/cronaca/2012/02/06/news/l_esercito_chiede_i_soldi_per_intervenire-29451032/

    Non so a voi ma a me non so se fa più schifo o tristezza, per come siamo ridotti… é___è

  9. Valberici scrive:

    Sicuramente il sindaco poteva far meglio, ma altrettanto sicuramente la città si sarebbe comunque “bloccata”. Il fatto è che nessuno ce la può fare senza la collaborazione dei cittadini e voi non siete attrezzati e preparati. Ma se per me ha senso avere una 4×4 con gomme termiche per voi ne ha poco, sarebbe stupido spendere certe cifre per una nevicata ogni quarto di secolo. E, per dire, se anche tu fossi attrezzata ti mancherebbe la necessaria esperienza di guida sul ghiaccio. La cosa più saggia sarebbe sospendere tutto per qualche giorno…ma non sempre è possibile.
    Il fatto è che oggi “non nevica su un territorio ma su uno stile di vita” , un tempo dalle mie parti si chiudevano le porte e le imposte e ci si riuniva nella stalla a raccontare storie, mentre fuori la neve cadeva, oggi invece non possiamo rallentare la nostra corsa, figuriamoci se possiamo fermarci. :(

    p.s.: oggi esce PK col Corriere…l’ occasione per avere dei volumi ad “uso figli”…senza mettere a rischio i preziosi originali ;)

    • Simone scrive:

      Ho preso PK, ma solo perché costava poco. Per me, Paperinik resta quello di Guido Martina e Giovan Battista Carpi. Era cattivo e originale. Questo nuovo non mi piace, sarà che ormai sto invecchiando :-)

  10. Nihal96 scrive:

    Sono d’accordo con quello che hai detto perchè è vero che da noi ha nevicato tanto (a Torino) però non è stato un grosso problema perchè siamo abituati (anche se fa più freddo del solito e il primo giorno hanno chiuso le scuole, però questa è comunque una forma di semi-organizzazione)!

  11. ATNO scrive:

    Sul primo punto sono un po’ in disaccordo. Io abito ad Avellino. Qui ha nevicato molto più che a Roma – e anche qui, solitamente, la neve sembra essere qualcosa di soltanto immaginabile-, stessa situazione, eppure non mi pare vi siano articoli che la riguardano.

  12. flaffly97 scrive:

    A Roma la neve sarà sempre e comunque un problema perchè una nevicata così non si vedeva da anni e in ogni caso la nostra è una città che non è attrezzata adeguatamente! Io ogni giorno vado a scuola con i mezzi e mi sono resa conto che la metropolitana si ferma per 2 gocce d’acqua… figuriamoci per la neve! Io abito in una stradina secondaria, dove gli spazzaneve non passeranno mai per 2 motivi:
    1 Non passano nelle strade principali… qui siamo alieni probabilmente;
    2 Mettiamo in considerazione il fatto che gli spazzaneve sono efficienti e passano in tutte le strade, beh nella mia non possono venire perchè è molto stretta e non centrano.
    Sono molto preoccupata perchè domani devo tornare a scuola e davanti a casa mia c’è una lastra di ghiaccio. Non mi sto arrabbiando con nessuno ma è possibile che non si può uscire di casa perchè c’è il ghiaccio? Ok ci sono posti dove la neve cade ininterrottamente da giorni e noi siamo fortunati in confronto a questa gente ma non è possibile che Roma si blocca per qualsiasi cosa… Speriamo bene!

  13. Francesco Roghi scrive:

    Ti capisco Licia, qui a Monterotondo ha nevicato ben di più che a Roma e qui abbiamo anche meno mezzi e risorse rispetto a voi e il Comune ha fatto il possibile con quello che aveva.(e il mio sindaco è stato molto più previdente di Alemanno). Purtroppo non siamo attrezzati adeguatamente per affrontare la neve e anche poca provoca disagi, l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche. ^^

    X-Bye

    p.s.: domani, almeno qui è prevista neve, non so se essere contento o preoccupato XD

  14. ile97 scrive:

    Licia sono daccordo con te. penso che non ci siano stati comunque i servizi. ho capito che a roma non nevica quasi mai, ma anche se nevica una volta ogni cinquanta anni uno spazzaneve ce lo dovrebbero avere! e non penso che in 48 ore non si poteva rimediare a questa emergenza!
    Licia, ma non ce lo dovevi tenere nascosta questa serie di fumetti! ;D

  15. Pigliadraghi scrive:

    In effetti credo che l’”emergenza” sia dovuta da due fattori:
    A- Quando un’amica mi ha detto che era prevista neve, ho avuto una reazione del tipo “essìvabbe’”. Il problema è che tutti hanno avuto reazioni simili, autorità comprese.
    B- La scarsità di mezzi che, distribuiti sulla vastità del territorio, non hanno sortito alcun effetto.

    @Simone: se nessuno di noi ha gli strumenti indicati la “colpa” è da attribuirsi, a mio avviso, alla scarsa diffusione di notizie; già il solo fatto che l’italiano medio debba andarsi a cercare da solo le informazioni chiude il discorso: non lo fa, punto. E recapitare qualche opuscoletto di cartone non dovrebbe essere così impegnativo, è che in realtà a nessuno importa.

    • Licia scrive:

      Simone e Pigliadraghi: poi, scusate se insisto, ci sono cose che può fare il singolo e altre che per forza deve fare lo stato. Ripeto, non è plausibile che i cittadini si mettano a spalare il Raccordo, è una cosa impossibile. Stamattina il vialetto di casa mia era sgombro e c’era il sale, perché alcuni condomini se ne sono occupati, ed è giusto sia così, ma non si può chiedere al singolo di andare oltre, perché gliene mancano i mezzi

    • Simone scrive:

      @Pigliadraghi: senza offesa, ma non ho mai visto un popolo tanto anarchico quanto il nostro. Dovrebbero venire casa per casa a metterci una torcia elettrica di emergenza, un estintore, una radio a batterie, una pala, il sale, ecc. ecc.? Cavolo, ma siamo uomini o bambini? Qui da me vige l’obbligo ci circolare con gomme invernali o catene a bordo da novembre ad aprile; volano le multe, ma puntualmente c’è il vecchietto-col-cappello che si mette in strada con il ghiaccio e blocca tutto perché la macchina si gira. E ridono, come se fossero ragazzini che hanno rubato la marmellata.

  16. Simone scrive:

    Licia, capisco tutto, ma non dobbiamo prenderci in giro. L’organizzazione di una città/nazione/popolo si misura proprio nei preparativi a ciò che non accade quasi mai. Credo che a Zurigo siano organizzati per gestire un monsone tropicale, mentre noi facciamo fatica a tirare avanti quando tutto va bene. La colpa è di tutti: quanti di noi hanno in casa gli strumenti indicati dalla Protezione Civile per fronteggiare eventualità come incendi, terremoti, inondazioni, eccetera? Credo nessuno, eppure il nostro territorio è a rischio praticamente per qualunque calamità naturale. Andiamo avanti così, facciamoci del male. Tanto ci pensa Padre Pio, no?

Rispondi a ile97 Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>