Neutrini non più così veloci

E così sembra che i neutrini non vadano poi così veloci. La notizia, invece, s’è diffusa a velocità lampo ieri sera. Io l’ho scoperta di ritorno da una cena di lavoro, dove per lavoro intendo il mio secondo lavoro, l’astrofisico.
Devo dire la verità, io ci avevo sperato, e immagino ve lo ricordiate. Mi sono sempre chiesta come si è sentita la gente quando è stata presentata la teoria della relatività generale, come si è posta nei confronti del dualismo onda-particella, quando insomma la scienza ha preso una curva un po’ brusca. Questa dei neutrini superluminali sembrava perfetta, e vi vado a spiegare perché. Ora, il quadro della nostra comprensione della natura è lacunoso, nonostante possa sembrare il contrario al profano. Voglio dire, ok, abbiamo capito molte cose, ma ce ne sono tantissime altre che ancora non siamo in grado di spiegare o di inserire negli attuali quadri teorici. Ma si tratta di cose che al non addetto ai lavori non interessano particolarmente. Alcune cose – teorie delle stringhe, ad esempio – sono al di là anche delle mie conoscenze. Per dire, quando spiego che col mio lavoro di dottorato il mio gruppo ha trovato un valore per l’abbondanza (con abbondanza intendo proprio “quanto ce n’è”) dell’elio primordiale (ossia quello prodotto quando il nostro universo si è formato, col Big Bang) diverso da quello comunemente accettato, la gente mi guarda con quella faccia lì che dice chiaramente “e a noi?”. A volte me lo dicono direttamente, e io fatico non poco a spiegare che è una cosa interessante, che ha implicazioni sulla nostra comprensione di come si è formato l’universo.
Invece i neutrini erano una cosa semplice e accessibile alla comprensione di tutti. Dai tempi di Einstein ormai è assodato che nulla viaggia più veloce della luce, è roba che più o meno tutti sanno. Se ti vengo a dire che qualcosa non rispetta quest’assunto, tutti saltano sulla sedia, anche quello che la scienza non sa neppure dove sta di casa – e purtroppo ce ne sono molti… -. Poi, ok, forse non potrai apprezzare esattamente perché questo contraddica la relatività, o perché la velocità della luce è un limite invalicabile, ma a grandi linee capisci.
E invece no. Pare ci fosse un errore. Anzi due. Uno che tenderebbe a far sovrastimare la velocità dei neutrini, uno che la farebbe sottostimare. Forse i due effetti si annullano, ma più probabilmente no. Risposta finale: dobbiamo fare altre misurazioni.
È presto per tirare le somme su tutta questa storia, ma il dubbio che l’annuncio della presunta scoperta sia stato dato un po’ frettolosamente viene. Insomma, in tre anni di esperimenti non sei riuscito a trovare quello che poi ha scoperto in cinque mesi. Anch’io faccio molti errori stupidi, ma in genere me li fanno notare gli altri, se io non li vedo, oppure mi balzano agli occhi quando stacco per un po’ dal lavoro e lo riprendo in mano dopo qualche tempo. Comunque, non conosco i dettagli e non sta a me giudicare il lavoro altrui.
Di tutto il bailamme di questi mesi, al momento ci resta di sicuro una cosa importante: il pubblico ha avuto modo di vedere e sperimentare in diretta il funzionamento del metodo scientifico. Ha visto il processo magari tortuoso, ma sempre rigoroso, attraverso il quale la scienza raggiunge la sua verità, ha assistito a qualcosa che in genere avviene nel chiuso dei laboratori. E di questo la nostra società, sempre più prona alle pseudoscienze e ad una certa irrazionalità di fondo, aveva un gran bisogno. Il resto, chi vivrà vedrà. Io, confesso, un pochino sono delusa.

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38 risposte a Neutrini non più così veloci

  1. Leonardo Rubino scrive:

    Quella dei neutrini superluminali è stata una vicenda davvero brutta…

    http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=2393

  2. ile97 scrive:

    AleAle: lei è Licia_t, c’è nel rettangolo in cima a destra del sito! :)

    • AleAle scrive:

      ohh =) grazie mille =) anche perché ce ne sono tipo 25 di Licia Troisi =) almeno so qual’è lei =)

  3. Matteo scrive:

    Pensa alla Gelmini e al suo tunnel. Tutti i soldi spesi per farlo “costruire”! Ahah

  4. AleAle scrive:

    Io ero affascinato dall’idea che si potessero raggiungere velocità superiori a C. Sarebbe bellissimo se la materia potesse oltrepassare C senza trasformarsi in energia. Significherebbe che in un futuro prossimo la scienza potrebbe creare qualche marchingegno tecnologico che consentisse all’uomo di viaggiare nello spazio in tempi molto veloci. E chissà, magari esplorare la via lattea in tempi che non siano geologici.
    Licia, a tal proposito ti pongo una domanda che mi affascina moltissimo, ma alla quale non riesco a trovare una risposta. Secondo la teoria della relatività generale, il tempo in assenza di masse dovrebbe scorrere più lentamente, poichè lo spazio-tempo non subirebbe curvature. Quindi mi chiedo, se alcuni uomini salissero su una navicella spaziale con una massa piccolissima e andassero ad esplorare lo spazio, resisterebbero abbastanza per raggiungere Plutone o Cerere ? e per dire, su un pianeta con massa superiore a quella della terra, il tempo scorrerebbe di tanto più veloce ? Scusa ma sarebbe un sogno per me vedere cosa c’è oltre a quello che possiamo vedere =)

    • Valberici scrive:

      pensa che io abito ad un’altezza superiore di quella di Licia, quindi per me il tempo scorre im maniera diversa. Per questo Licia deve affrettarsi a scivere, altrimenti io leggerò il suo libro prima ancora che lei lo abbia finito e così, siccome sono dipettoso, le spoilererei il finale. :D

      p.s.: ovviamente scherzo, però il tempo scorre in modo diverso ad altezze diverse ;)

    • Babil scrive:

      Il tempo non rallenta nè accelera, è quando vai a confrontare i dati misurati in due sistemi di riferimento diversi che noti delle discrepanze. Ad ogni modo è esattamente il contrario, dove c’è più gravità il tempo risulta “rallentato” rispetto a dove ce ne è meno, per cui i tuoi astronauti farebbero meglio a mettersi in orbita stretta attorno ad un buco nero e lanciare il buco nero verso il luogo dove vogliono arrivare…
      PS: Cerere rispetto a Plutone è dietro l’uscio, non sono viaggi comparabili.
      PPS: La massa di un pianeta e la sua forza di gravità non sono legate insieme in maniera così semplice, bisogna vedere anche il raggio del pianeta, ovvero la sua densità. Inoltre, per intervalli di gravità compatibili con la vita umana la differenza di dilatazione temporale è del tutto trascurabile.

    • Valberici scrive:

      Babil: oltretutto il tempo non esiste, è solo una misura creata dall’ uomo per comodità…essendo la razza umana troppo stupida per utilizzar solo lo spazio… :lol:

    • AleAle scrive:

      Babil: Quel che mi dici è opposto a quello che mi hanno insegnato O.o Ho l’ansia ora, perché se all’esame mi chiedono questa parte di fisica e io la dico come me l’hanno insegnata e come c’è scritta tra l’altro sul libro mi mettono 2. Ti dico cosa mi hanno insegnato e poi tu se puoi, spiegami dove sbaglio.
      1) per quanto riguarda la differenza dello scorrere del tempo mi hanno detto/ letto dal libro di testo che lo scorrere del tempo è più lento in assenza di masse, e la dimostrazione sta nel teorema dei due gemelli pubblicato da Einstein nel 1913, dove ci sono una serie di paradossi che dimostrano per l’appunto che in assenza di masse, la curvatura del reticolo spazio-temporale è assente, quindi il tempo scorre lentamente. Mentre se vi è una massa, si crea una curvatura che accelera lo scorrere del tempo. E una paradossale dimostrazione potrebbe essere il mandare un gemello nello spazio e constatare che al suo ritorno sulla terra esso è più giovane.
      2) a me hanno detto che il modello di Einstein supera il concetto di forza di gravità, poiché Einstein stesso non ne tiene più conto. Quindi la gravità non ha niente a che fare con la curvatura spazio-temporale. Mi hanno detto inoltre che dobbiamo ipoteticamente immaginare come se lo spazio tempo fosse un lenzuolo teso e che mettendo un oggetto pesante esso si curva. Se curvato, noi ci appoggiamo un oggetto, esso rotola automaticamente verso il fondo. Con questo si spiega perché gli oggetti cadono.
      Se per cortesia potessi dirmi dove sbaglio mi faresti una enorme cortesia. Anche perché di giocarmi l’esame per un libro scritto male e per un prof che spiega a cavolo non mi va =)

    • Babil scrive:

      Per quello che riguarda la dilatazione del tempo, basta guardare su wikipedia (ti consiglio comunque la vesrione in inglese se conosci la lingua):

      http://it.wikipedia.org/wiki/Dilatazione_temporale_gravitazionale

      Inoltre ti conviene forse rileggerti il paradosso dei gemelli:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_dei_gemelli
      Quanto alla forza di gravità, come si fa a non tenerne più conto? Semplicemente la teoria della relatività generale spiega la forza di gravità in termini di curvatura dello spazio tempo: la presenza di masse modifica le proprietà dello spazio in modo tale che il percorso più breve tra due punti non è più una linea retta, ma una curva che corrisponde proprio a quella che ci sarebbe se in quel tragitto fosse all’opera una forza di gravità.
      Insomma, la gravità è la diretta conseguenza del fatto che le masse incurvano lo spazio tempo, non è vero che non c’entra nulla.

      Inoltre, da quello che mi dici mi pare che tu non abbia capito molto bene come funziona la scienza: stiamo parlando di modelli matematici, non è che uno butta via un modello matematico che funziona solo perchè ne è stato inventato un altro che descrive lo stesso fenomeno in maniera più estesa. Anche al giorno d’oggi QUASI NESSUNO calcola le traiettorie di corpi gravitanti secondo le equazioni di Einstein: laddove gli effetti relativistici sono trascurabili, si continua ad usare la nota legge di gravitazione universale F=-GMm/r^2.

    • AleAle scrive:

      Babil : Ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi hai concesso. Purtroppo ti devo dire che ho appena visto un documentario di Giovanni Bignami che conferma quello che mi è stato insegnato. Inoltre la documentazione che mi hai inviato non smentisce affatto ciò che mi è stato insegnato, quindi penso che continuerò a credere a ciò che mi è stato detto. Insomma, Bignami non è proprio l’ultimo tra gli scemi. Tra l’altro nel documentario che ho visto, Bignami afferma esplicitamente ciò che ho scritto sopra con parole chiare e facilmente comprensibili. Lo stesso riscontro l’ho trovato per quanto riguarda il paradosso dei due gemelli. Quindi ti ringrazio moltissimo per le tue spiegazioni anche se non ho potuto ritrovare un riscontro. Non dico che tu abbia torto. Non ho le competenze per poter giudicare, in quanto la mia formazione è prettamente letteraria e filosofica. Però credo sia più saggio credere all’immensa autorevolezza di Bignami =)

      Ps: per quanto riguarda la questione del funzionamento della scienza, uno dei fondamenti dell’epistemologia è che la scienza deve considerare veritiero ( con questo non parlo di VERO in quanto tale), la teoria che nella propria ideazione spieghi più fenomeni. Per ora il modello di Einstein è quello più accreditato. Qui gioco in casa=)

      PPS: chiedo scusa per la forma poco degna, ma per ragioni di tempo non ho potuto controllare.

    • Babil scrive:

      Boh, non ho visto il documentario di Bignami, ma nei link che ti ho postato si dice che il tempo scorre più lentamente nelle vicinanze di corpi massivi, mentre tu sostenevi che scorre più lentamente lontano da essi, quindi mi sfugge come non vi possa essere contraddizione.
      Tra l’altro nella versione in inglese della dilatazione del tempo gravitazionale alla sezione “experimental confirmation” viene citato proprio un esperimento nel quale si è visto che gli orologi sugli aereoplani che volano ad alta quota vanno più veloci perchè sono più lontani dalla Terra, cioè l’esatto contrario di quanto asserisci tu nel tuo esempio dell’astronave poco massiva che viaggia lontano dalle masse ed in virtù di ciò gli astronauti non invecchierebbero.
      D’altra parte da quello che scrivi ne deduco che tu sia un filosofo o qualcosa del genere quindi è inutile perdere tempo.

      PS: No, non giochi in casa perchè grazie al cielo la scienza la fanno gli scienziati e non i filosofi. D’altra parte la filosofia aveva un valore fin quando conteneva la scienza. Al giorno d’oggi, un discorso filosofico lo si potrebbe accettare solo da uno scienziato che nel tempo libero si dedica anche ad altro; le chiacchiere di chi ha deciso di bypassare le cose utili come matematica, fisica, chimica ecc. per dedicarsi subito alla fuffa hanno lo stesso valore e la stessa dignità delle chiacchiere degli Amici di Maria De Filippi…

    • AleAle scrive:

      Babil: La filosofia detta i principi su cui si regge la scienza, non dimentichiamocelo. Il valore della scienza potrebbe essere messo in discussione se venissero intaccati i principi epistemologici che la sorreggono.Se la scienza dovesse rinunciare alle metodiche induttivo-deduttive, alla logica sillogistica e al metodo scientifico (il quale come sicuramente saprai è proprio della filosofia), non sarebbe quella disciplina che decanti tanto. La scienza è strettamente dipendente dalla filosofia. Sono imprescindibili.

    • Babil scrive:

      Ah AH AH Ah AH Ah AH Ah Ah Ah Ah AH Ah Ah Ah!..

      Non ho mai sentito di uno scienziato che va a chiedere consiglio ad un filosofo su come impostare un esperimento o su come interpretarne i risultati.
      La filosofia è come l’astrologia, una pratica che è stata resa obsoleta dal progresso scientifico.
      Rassegnati, e se sei ancora giovane cambia corso di studi…I sistemisti di reti elettroniche ad esempio trovano facilmente lavoro di questi tempi…

    • AleAle scrive:

      Babil: Forse non sai cos’è l’epistemologia, ma ti comprendo, in pochi lo sanno. Comunque l’epistemologia è quella disciplina che si occupa di determinare ciò che è scientifico da ciò che non lo è. Il metodo scientifico nasce dall’epistemologia. Molti FILOSOFI (Cartesio, Bacone,Leibniz e Galileo), hanno dato nelle loro opere epistemologiche l’impostazione metodica che la scienza attuale adopera. Uno scienziato che non tiene conto del metodo scientifico, non fa scienza. Nessuno ha detto che uno scienziato chiede consigli a filosofi, ma che gli scienziati utilizzano metodiche che nascono da speculazioni filosofiche. Comunque mi auguro con tutto il cuore che tu non sia uno scienziato, perché mi preoccupa molto il fatto che uno scienziato non conosca il metodo scientifico.
      PS: la filosofia non è obsoleta. Nonostante le scienze abbiano proclamato una sorta di indipendenza gnoseologica, la filosofia, in quanto disciplina-contenitore del sapere, ingloba la scienza.
      PPS: la scienza è importantissima, nessuno lo nega. Dobbiamo molto alla scienza.

    • Babil scrive:

      Se la filosofia ingloba tutto il sapere mi domando perchè sia così difficile trovare filosofi che sanno risolvere le equazioni differenziali…
      E’ inutili che citi filosofi che hanno vissuto in un epoca in cui la filosofia aveva un senso, ed aveva un senso in quanto e solo in quanto conteneva la scienza.
      Il metodo scientifico lo ha già inventato galileo e quello è e tutti gli scienziati lo conoscono benissimo e lo sanno applicare benissimo.
      E per favore non mi tirare in ballo grotteschi profeti dell’esistente tipo Popper o lo stesso Leibniz che però ha avuto il buon gusto di inventare il calcolo differenziale (non che ce ne fosse stato di bisogno, lo aveva già inventato Newton anni prima).
      Oggi come oggi quasi nessun filosofo si intende di scienza se non per sentito dire, specialmente quando si tratta di mettere in pratica le conoscenze…Perchè vedi, se tu fossi in grado di ragionare numericamente, ti saresti reso conto che la differenza di qualche miliardesimo di secondo nella dilatazione del tempo che intercorre tra la gravità di un pianeta del sistema solare e lo spazio-tempo piatto non avrebbe potuto mai incidere significativamente sulla longevità degli astronauti. Ma per fare questo bisogna saper ragionare di ordini di grandezza, di quantità misurabili, non di discorsi inutili.
      Il metodo scientifico è un metodo, appunto. una tecnica. un mestiere. Bisogna proprio saperlo mettere in pratica, non saperne parlare.
      Altrimenti, visto che la filosofia contiene tutto il sapere, la prossima volta che ti si rompe una tubatura invece di chiamare l’idraulico prova a riparare tu il guasto studiandoti cosa dice Hegel in proposito.
      Francamente, i discorsi dei filosofi sulla scienza sono graditi come sarebbe gradito ad un idraulico avere accanto uno che pretende di insegnargli il mestiere facendo discorsi astrusi sui tubi mentre lui è lì che lavora bestemmiando sopra a tubi e bulloni REALI.
      Peraltro, io qualche articolo peer reviewed su riviste scientifiche l’ho pubblicato…Aspetto di vedere i tuoi (intendo riviste scientifiche vere, eh…Lo so che voi filosofi chiamate scientifiche anche le riviste dove pubblicate le vostre boiate).

    • Valberici scrive:

      Secondo me dopo Gödel sono i matematici a “tracciare i confini” della scienza (notare le virgolette), però è ben vero che qualcuno li chiama logici o filosofi matematici.
      Comunque la filosofia per me è assai importante, ma solo quando si occupa di qualità, quando entra in gioco la quantità invece… ;)

    • Licia scrive:

      Val: non posso che concordare. Ci sono cose che richiedono l’approccio scientifico, perché quello è il modo giusto per giungere alla “verità”; altre, tipo l’etica, la morale, che non possono essere avvicinate con un approccio, come dici bene tu, quantitativo.

    • Valberici scrive:

      etica, morale e…estetica. Che non di solo pane vive l’uomo ma anche di bellezza e meraviglia. ;)

    • Babil scrive:

      Vabbeh ma etica morale ed estetica non sono cose che esistono veramente, sono costrutti nella mente degli uomini…E comunque anche lì, se politici ed economisti si fossero messi a studiare la matematica, avrebbero saputo che il liberismo è dimostrato falso fin dal 1949…

    • Licia scrive:

      Babil: “sono costrutti nella mente degli uomini” e m’hai detto cotica…

    • Valberici scrive:

      Anche la scienza è un costrutto della mente dell’ uomo, un mero strumento che ci permette di osservare, in modo molto parziale e limitato, la realtà. Io so di una sola cosa che esiste indipendentemente dall’ esistenza dell’ uomo e che ci è dato in parte conoscere: la matematica. ;)

    • Babil scrive:

      Val: Eeehm…Non sono molto d’accordo…Anzi, la matematica è CERTAMENTE un costrutto dell’uomo, infatti tra tutte le elucubrazioni che puoi tirare fuori con la matematica poi devi andare a verificare quale effettivamente descrive la realtà grazie al metodo sperimentale.
      Che la scienza sia una descrizione della realtà, se ti ricordi le mie posizioni in passato non l’ho mai messo in dubbio, semplicemente io sostengo che sia l’unico metodo EFFICACE per conoscere la realtà…Insomma, ti cito di nuovo la mia massima:
      “La scienza non ha tutte le risposte, ma le risposte che la scienza non ha non le ha nessun altro”.

      La divinizzazione della scienza è propria del positivismo ovvero l’opera di filosofi che avendo capito di non poter vincere il confronto hanno cercato di salire sul carro del vincitore e di trasformarla in una pratica idolatra per proclamarsene sacerdoti.

    • Babil scrive:

      Licia: intendo dire che sono arbitrarie, come abbiamo deciso che una cosa è cattiva potevamo benissimo decidere che era buona…Credo che esistano dei diritti naturali ma che siano soltanto una minima parte di quelli che noi consideriamo (e desideriamo vedere tutelati) come diritti.

    • Licia scrive:

      Babil: sì sì, ma mica metto in dubbio quel che hai detto, sono sicuramente costrutti umani. Però questo non significa che non servono per vivere, o che una loro discussione non sia non solo utile, ma proprio necessaria per la civile convivenza. Poi, certo, il “reale” – ma occorrerebbe definirlo, e questo lo fa la filosofia – è descritto “oggettivamente” dalla scienza. Che la scienza c’ha portati dove siamo non credo sia in dubbio. Ma, per dire, la scienza non può evitare Auschwitz, l’etica, la morale, sì.

    • Valberici scrive:

      Babil: ti do una risposta classica: i numeri primi saranno sempre i numeri primi, con o senza gli uomini.
      Comunque la discussione riguardo all’ esistenza della matematica al di fuori della mente umana fu fatta ai “massimi livelli” tra Alain Connes (matematico) e J.P. Changeux (neurobiologo) e si trova in Pensiero e materia, un libro che consiglio.
      Poi continuando tra di noi ti posso dire che non bisogna confondere la nostra povera descrizione della matematica con la matematica stessa. ;)

    • Valberici scrive:

      Aggiungo, di mio, che la matematica è bella, ovvero può essere “indagata” anche coll’ utilizzo dell’ estetica. Infatti le dimostrazioni possono essere giudicate più o meno eleganti, belle. Naturalmente si tratta di giudizi di tipo qualitativo, ma è interessante notare come possano essere dati in relazione a un’ entità che “esiste al di fuori della nostra mente”. :)

    • Babil scrive:

      Val: leggerò sicuramente il libro che mi hai consigliato. I numeri primi però sono un pessimo esempio perchè a quanto pare piacciono solo agli uomini, appunto. La natura sembra amare i numeri di Fibonacci. Ad ogni modo capisci che in un caso o nell’altro stiamo parlando di classi di equivalenza di insiemi tra loro equipotenti (questo sono in realtà i numeri naturali), quindi sostenere che esisterebbero senza l’uomo la vedo un pò dura…

      Licia: capisco quello che vuoi dire ma anche all’epoca di Hitler qualsiasi scienziatucolo di secondo ordine gli avrebbe potuto dire che le razze umane non esistono, quindi sì, la scienza avrebbe evitato Auschwitz se solo fosse stata interpellata.

    • Valberici scrive:

      Si, esatto, i numeri primi si trovano ben poco in “natura”, per questo li si prende come esempio quando si cerca di dimostrare l’ “indipendenza” della matematica. In pratica la tesi è che la matematica esiste di per sè. :)
      Riguardo all’etica il discorso è complesso. Non è che l’esistenza dell’ etica o della scienza determina di per sè la condanna di posti come Auschwitz. Io posso tranquillamente decidere di non agire in base all’ etica o alla scienza e di conseguenza ammazzare gli ebrei. In verità bisognerebbe prima definire cos’è il bene e il male, ad esempio se per bene si intende la continuazione e la preservazione della specie allora il nazismo è il male. Ma, ripeto, il discorso è molto complesso e forse non è bene farlo qui in rete. :)

    • AleAle scrive:

      Babil : mi scuso per il ritardo nel rispondere. Ho avuto una serie di problemi legati alla connessione internet. Chiuderei il nostro dibattito con una frase di Einstein che dice : «La scienza senza epistemologia, se pure si può concepire, è primitiva e informe». Secondo Einstein l’epistemologia è fondamentale per il progredire della scienza. Poi beh, ognuno di noi due continuerà a pensarla a suo modo, però mi sento di doverti ringraziare per discussione stimolante. Rifletterò sulle tue posizioni e ti chiedo di fare lo stesso sulle mie. Nella vita è legittimo cambiare idea, chissà, magari un giorno uno di noi la cambierà.Io per ora mi sento di rimanere fedele alla visione Einsteiniana della scienza. Inoltre continuerò a dare importanza all’epistemologia e alla filosofia in quanto metodo indagatore del reale. In fondo l’unica differenza che intercorre tra scienza e filosofia è la differente impostazione metodica. Se la scienza studia la realtà a posteriori, ossia tramite l’esperienza, la filosofia indaga la realtà a priori. Chi afferma che la scienza è il mezzo migliore per giungere alla verità, sta facendo filosofia, poiché si sta approcciando alla realtà a priori, senza una dimostrazione che derivi dall’esperienza.

      Licia: Scusa se cambio argomento. Volevo chiederti se sei tu la Licia Troisi che c’è su twitter. Mi piacerebbe seguirti, ma non so se sei tu =)

  5. Atena scrive:

    peccato,mi piaceva l’idea di qualcosa di così veloce da superare la luce..

  6. Babil scrive:

    Il rasoio di Occam è spietato…
    Io lo avevo detto subito che con ogni probabilità c’era stato un errore, ed anzi ho toppato pensando che questo errore potesse derivare da un qualche fenomeno fisico quando la spiegazione più banale era appuntoche lo strumento fosse rotto…Vabbeh, almeno stamattina mi potrò bullare con i miei studenti ai quali avevo preannunciato questo risultato mesi fa.
    Ile97: il metodo scientifico non funziona come dici tu, spero che avrai modo di studiartelo per bene durante il tuo corso di studi…

  7. Marco89 scrive:

    Magari si scoprirà che la sovrastima è minima e la sottostima notevole… e questi neutrini in realtà viaggiano alla velocità della luce alla decima. ^^

  8. f scrive:

    io la prima cosa che ho pensato, è stata: “ma allora la gelmini ha fatto una figuraccia per nulla!” :D

  9. Sen scrive:

    Saputo oggi a pranzo, ma ad essere sincera sono rimasta indifferente. Di queste cose non ci capisco un tubo, sono contenta però che la luce sia ritornata al primo posto :D

  10. ile97 scrive:

    si, anche secondo me la hanno presa un po’ di fretta questa scoperta…apparte che, diciamo, io non ne ero poi così particolarmente entusiasta. hai ragione, la teoria di Einstein si da moslto perscontata ed è una cosa che faccio anc’io. da ignorante, certo, visto che non so neanche su cosa si basa anche se quest’anno ci danno i primi rudimenti di chimica e so cosa sono i fotoni, ma diciamo che per me (visto che ormai è un’idea fissa) non c’è nulla che può superare la velocità della luce. e da una parte mi disturberebbe anche se la teoria fosse sbagliata, visto che spiega cose molto grandi (detto sempre da un’ignorante, che si stupisce anche quando si nomina l’atomo ma che apprezza la scienza). vabbeh, sarà un’idea mia, ma io sono in realtà contenta che si sia preservato questo equilibrio.

  11. Valberici scrive:

    Mah, io credo che il “messaggio” passato sia quello di scienziati pasticcioni, “all’italiana”. Purtroppo la massa non ha gli strumenti per apprezzare il metodo scientifico.
    E non credo che i neutrini e la relatività siano “conosciuti” dalla maggioranza delle persone.
    Ma magari sono un tantino pessimista :)

    • ile97 scrive:

      io invece penso che qualsiasi persona che abbia ricevuto un minimo di istrizoione sappia che la velocità della luce è insuperabile. per dire, a noi lo hanno detto in 4^ elementare. poi certamente non sanno la teoria della relatività, io per esempio non la so, ma questa informazione è rimasta nella storia come un punto fermo, come un chiodo, e se togli anche questo chiodo ti si sgretola tutto di mano, devi ricontrollare tutto, e non puoi più dare nulla per scontato. per la questione degli italiani pasticcioni, si, penso anch’io che si è fatta questa bella figurina!

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