Triplo e mezzo in avanti carpiato coefficiente di difficoltà 3.1

Irene ha ancora il pannolino. Abbiamo fatto un timido tentativo di toglierglielo l’estate scorsa, ma era presto, poi siamo andati al mare e tutto è diventato troppo complicato, per cui…nulla, ha ancora il pannolino. Facciamo quindi ancora uso del fasciatoio, che sta nella sua stanza, vicino al letto. Lo trovo molto comodo, sopra c’è tutto quello che serve per il cambio e non mi viene il mal di schiena quando la pulisco. Il problema è che ha delle vaschette, comodissime per metterci dentro la roba, ma che attirano la curiosità della pupa, e vicino c’è pure il comò, sul quale poggiamo un po’ qualsiasi cosa.
L’altra sera la stavo cambiando. Lei inizia a indicarmi qualcosa borbottando in italo-giapponese (giuro, ogni tanto parla giapponese).
«Dopo Irene, adesso dobbiamo pulire il culetto».
«Noooo…adetto! Ci potta…» e indica.
Io non capisco chiaramente cosa voglia, ma siccome si agita come un’anguilla, e sul comò che indica non c’è niente di mortale – tipo le famigerate compresse di calcio di due settimane fa – mi giro per prenderle qualcosa. Sul comò ci sono un tubetto di crema, una chiave e “u cacao”, ossia il burro di cacao, amatissimo dalla prole. Andrò per tentativi. Mi giro, faccio per acchiappare il tubetto di crema quando con la coda dell’occhio colgo l’irreparabile. La prole s’è girata sulla pancia, mano protesa verso il comò all’urlo di “ci pottaaaaaaa!” e testa fatalmente sporta all’infuori, sul vuoto. Siccome sono un astrofisico, e ho dimestichezza con la forza di gravità, so come andrà a finire. E infatti Irene rotola di fuori, precipitando verso il pavimento. In un miliardesimo di secondo ho una visione: botto, urla, corsa all’ospedale. Nel miliardesimo di secondo successivo ho il tempo di urlare, zompare dal comò verso il fasciatoio, protendermi in gesto plastico verso la prole, agguantarla prima per una gamba, poi per una mano e bloccarla a mezz’aria, a tipo due centimetri dal pavimento. Nello stesso miliardesimo di secondo, il padre è zompato giù dal divano, ha cercato di rompersi l’osso del collo correndo nella cameretta e alla fine è apparso sull’uscio, giusto in tempo per cogliere Irene appesa alle mie braccia tipo salame, mentre con l’altra mano si regge ad una delle gambe del fasciatoio. Ovviamente, urla disperata.
Il tempo di riprendermi dallo spaghetto, e consolare la prole dicendole: «No no, non è successo niente, certo se stavi a sentire mamma e non cercavi di buttarti di sotto saremmo stati tutti meglio, per cui magari la prossima volta evita», e guardo Giuliano.
«Manco nel rugby gli riescono prese del genere…».
Incredibile il numero di cose che impari facendo il genitore. Tra queste, da oggi annovero anche il placcaggio a volo.

23 Tags: , ,

23 risposte a Triplo e mezzo in avanti carpiato coefficiente di difficoltà 3.1

  1. ile97 scrive:

    :D non so voi altri, ma la discussione tra Babil e AleAle su “neutrini non più così veloci” mi sta appassionando tantissimo…la sto seguendo da un po’ e non sono mai intervenuta perché volevo vedere che succedeva! ;D

    • Licia scrive:

      Ile97: il blog di Licia Troisi, l’unico dove i flame parlano di epistemologia e relatività generale :P

      Ahò, flame per amor di battuta, eh? Finché non vi menate potete discutere di quel che volete :)

    • ile97 scrive:

      si. :D attenzione che non si incontrino, che già si menano per parole, se poi arrivano alle mani… ;)

    • Babil scrive:

      Beh menarsi online è un pò difficile, comunque niente paura, sono cintura nera di kungfu…

  2. Talitha96 scrive:

    Complimenti Licia per i vostri riflessi, non sono da tutti ;D Ma credo che con i bambini sia sempre così, a mio fratello è successo circa un miliardesimo di volte di tentare di sfracellarsi al suolo ma per fortuna c’era sempre mia madre o mio padre (e qualche volta anche io u.u).

    P.s. Ma chi le ha insegnato il Giapponese?

    • Licia scrive:

      Talitha96: vede spesso la registrazione di un concerto di Joe Hisaishi, che è l’autore delle colonne sonore dei film di Miyazaki, e lì parlano in giapponese. Infatti la canzone di Ponyo la sa sia in giapponese che in italiano.

    • ile97 scrive:

      cavolo! :D la piccola Irene si avvia a diventare un fenomeno! quante lingue imparerà? mah! ;)

    • Babil scrive:

      Ma dai, anch’io ho iniziato ad impararlo così, solo che avevo un bel pò di anni in più…

    • Talitha96 scrive:

      Brava la piccola Irene :3 Tra qualche anno avrà imparato anche la grammatica :D

  3. NoeMela94 scrive:

    Mamma mia pure a mio fratello è successa una cosa del genere! ahahah mia mamma si è spaventata da morire, dice, però grazie a dio è atterrato sulla sua ciabatta morbidosa di paperino.

  4. Ice Phoenix scrive:

    Mamma mia, immagino lo spavento! Coi bambini bisogna sempre avere i sensi all’erta che trovano sempre il modo di fare sempre le cose più pericolose…. ;D

  5. M.T. scrive:

    Son quelle cose che fanno venire i capelli bianchi e perdere colpi al cuore :P

  6. ile97 scrive:

    hahahahahaha!! :’D si, diventate WonderMum e SuperDad ;)
    ma com’è quella cosa che parla giapponese?? O.O

  7. Nihal96 scrive:

    Wow! Mia mamma da piccola era caduta dalla culla ma x sua sfortuna era sul balcone quindi ha tentato direttamente di cadere di sotto.(Senza sapere come) mia nonna è riuscita a prenderla al volo ;)
    Complimenti per i riflessi!

  8. Sen scrive:

    Bella presa Licia! Che duro essere genitori, però! :)

  9. Damiano scrive:

    vedi che dove non arrivi tu c’è la nonna e per tutto il resto c’è il papà!
    comunque che spavento sono quelle situazioni che ti fanno perdere un battito del cuore.

  10. Ginene98 scrive:

    Cavolo, non si è mai abbastanza attenti quando si tratta di bembini… Certo che la tua deve davvero essere una super- spericolata se ogni volta ti fa prendere accidenti del genere! Eh, povere mamme… e anche papà (o babbi, come si dice da me ;-) !) Perlomeno, non potete certo dire di non tenervi in forma con tutte queste corse… L’uragano Irene, no? :-P
    Ciao a tutti!!!

  11. Giuliano scrive:

    Licia: usa il plurale perché imita te quando dici:”papà ci porti l’acqua”

  12. Alessia scrive:

    Immagino lo spavento! Ma compliemti per la prontezza di riflessi ^^
    Alla fine si è scoperto cosa fosse “Ci Potta”? O dovrai chiedere alla nonna come fu per la pupimma misteriosa?! XD

    • Licia scrive:

      Alessia: “ci potta” si può tradurre approssimativamente con “portaci”, nel senso di “dammi qualcosa”. Ignoro il perché del plurale maiestatis…

  13. Babil scrive:

    E tutto questo mentre mangiavi gli spaghetti!.. ;-)

  14. Valberici scrive:

    Eh, sempre detto che la prole ti mantiene in forma :lol:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>