8 Marzo 2012

Oggi, piuttosto che ammorbarvi con la solita giaculatoria sulla festa che non è festa etcetera, vi propongo qualche riflessione.
La prima riguarda questo sacrosanto articolo di Michele Serra che ho trovato linkato su Facebook (poi dico che FB è ozioso e noioso… :P ). Non si tratta di questione di lana caprina; fino al 1981 la legge italiana riconosceva le attenuanti per il cosiddetto “delitto d’onore”, quello in cui il marito offeso – ad esempio tradito – uccideva la moglie e/o l’amante per salvaguardare il proprio onore. Siccome le cose le butti fuori dalla porta e rientrano dalla finestra, associare alla passione quello che è nulla più che l’espressione di una mentalità retrograda che non vede la donna se non come un’appendice, un proprio esclusivo possesso, è sputare in faccia alle vittime. E di donne uccise per “motivi passionali”, che d’ora in avanti chiameremo col loro nome, femminicidio – perché è il loro essere donne che le ha portate alla morte – ce ne sono tante, tantissime ogni anno. Segno che il problema è profondo, radicato. Io stesso ho conosciuto giovani donne completamente soggiogate al marito, che decideva se e quando uscivano e cosa dovevano indossare.
La seconda è questo trafiletto, segnalato anche su Femminismo a Sud. La storia spero sia nota, anche se, visto che coinvolge italianissimi militari, nessun media ne ha parlato diffusamente. L’indignazione parte solo quando lo straniero si permette di toccare le nostre donne, mica quando un italiano, per di più militare, stupra una ragazza fuori da una discoteca. Comunque, un militare, forse assieme a due complici e una ragazza – sì, una ragazza – hanno stuprato una giovane nell’aquilano. L’hanno ridotta in fin di vita. Per il sito, si è trattato di “una pratica sessuale estrema, praticata da un gruppo di più uomini e che ha visto la ragazza coinvolta non consenziente”. L’eufemismo del secolo. Le pratiche sessuali non consenzienti, estreme o meno, si chiamano stupro. Punto. Ma usare venti parole invece dell’unica che conta, stupro, ripeto, ha il senso di riportare in auge la più vecchia delle scuse degli stupratori: la donna se l’è cercata, mi ha provocato, e tutto sommato era consenziente. Chi non vorrebbe essere stuprato con un bastone, picchiato e abbandonato sanguinante nel parcheggio di una discoteca. Ora, che cazzate del genere le spari l’avvocato difensore – cui però non dovrebbe essere permesso di andare in giro per televisioni a sputare sul corpo martoriato di una vittima cianciando di normali atti sessuali finiti male, come sta facendo in questi giorni – si può anche capire, ma che la tesi venga sposata dalla stampa è significativo. Siamo rimasti inchiodati lì, allo stereotipo dell’uomo cacciatore, che non può che saltarti al collo non appena gli mostri un centimetro di carne, e alla donna vittima/consenziente, che nel migliore dei casi se l’è andata a cercare, nel peggiore ha accusato ingiustamente un povero ragazzo che stava solo seguendo i propri sacrosanti istinti. Non è così, non funziona così il mondo. E dovrebbero sentirsi offesi anche gli uomini, mostrati come mere appendici di un organo sessuale. Ma anche qui, storia vecchia. Qualche anno fa una mia collega di dottorato mi raccontava sconvolta degli striscioni che alcuni ragazzi avevano appiccato al portone della sua casa in difesa di uno stupratore che abitava lì. Nei casi di stupro la solidarietà per la vittima non esiste, e la presunzione di innocenza – che rimane comunque il caposaldo di un sistema giudiziario che voglia definirsi civile – diventa una clava da usare contro la donna. Il processo non è mai al violentatore, è alla vittima, che deve dimostrare di non essere stata consenziente, di non aver goduto, di aver strillato e di essersi ribellata a sufficienza. Che schifo.
Tutto qua. La strada è ancora molto lunga, e da festeggiare, purtroppo, c’è davvero poco.

P.S.
Sul pezzo come al solito (ehm…), mi accorgo solo ora che hanno pubblicato una mia intervista sul mio essere astrofisica su Media INAF. Enjoy.

Intervista per Media INAF

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11 risposte a 8 Marzo 2012

  1. Damiano scrive:

    Licia
    questo è il sito di un associazione molto interessante che ho conosciuto ad un Pride di non mi ricordo che anno e ho rivisto alla manifestazione “se non ora quando”,
    Uomini che rifiutano il ruolo di “dominatori” senza cervello.

    http://maschileplurale.it/cms/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1

  2. ile97 scrive:

    che schifo. non c’è altro da aggiungere.

  3. Aonya scrive:

    riguardo alle quote ros io in realtà non sono contraria,prima che mi diate addosso mi spiego meglio: i cambiamenti culturali stporicamente hanno sempre richiesto molto tempo (a volte varie generazioni) quindi nell’attesa che questo accada (un po’ come le piccole ondine generate da un sasso buttato nell’acqua e che poi s’ingradiscono) mi sembra auspicabilissimo,ma ben inteso appunto solo come misura temporanea mentre al contempo si lavora un passetto dopo l’altro perchè per noi donne vi sia effettiva parità in tutti gli ambiti,l’istituzione di quote rosa in politica e nei consigli di amministrazione delle società (è il palliativo in attesa della curea insomma: se uno ha mal di denti ad esempio andrà dal dentista ma nell’attesa che il problema si risolva definitivamente,e possono passare anche 2 settimane,si prenderà degli antidolorifici cavolo non starà senza prender nulla!)

  4. giulia scrive:

    ciao licia :D
    x cominciare sono molto d’accordo su quello che hai scritto :p, ma ora ti devo dire una cosa che nn centra molto…..ti ho mandato una richiesta d’amicizia su FB solo che nn me l’hai accettata, nn credere che io sia chissà ki :p xo ti capisco xke in effetti nn abbiamo molti amici in comune quindi vedi tu :)

  5. Bruna scrive:

    Ciao Licia,
    scusa se vado fuori tema ma vorrei chiederti una cosa: ieri sera, essendo un’appasionata di mitologia, ho trovato su un sito internet che Ratatoskr e Nidhoggr sono delle creature mitologiche norrene. Ti sei ispirata a loro nei tuoi racconti? A proposito, sono pienamente d’accordo con te su quanto hai scritto oggi :-)

  6. Athena scrive:

    non riesco a credere che una ragazza complice di uno stupro..è disgustoso

  7. Axelander scrive:

    ciao licia. Scusa se vado fuori tema ma vorrei chiederti un parere inerente alla notizia che gira sul web su di una tempesta solare in corso in questi giorni se non proprio oggi. Scusa il disturbo e grazie per la risposta.

    • Licia scrive:

      Allora, mi sono informata qua http://www.media.inaf.it/2012/03/08/tempeste-solari-e-aurore-boreali/ . Sì, c’è stata una tempesta solare, non particolarmente violenta, a quanto sembra. La notizia è che veniamo da un periodo piuttosto lungo di inattività, quindi una nuova tempesta ha il suo interessa. Il sole, infatti, ha un ciclo di attività di undici anni, durante i quali sia ha un minimo di attività (poche macchie solari, poche tempeste) ad un massimo. L’ultimo minimo era stato insolitamente lungo.
      Ora, le tempeste solari vengono monitorate perché producono flussi di particelle intensi che a noi a terra fanno relativamente poco, visto che siamo schermati dal campo magnetico, ma possono dare fastidio ai satelliti e alle telecomunicazioni in generale. Nell’articolo si parla anche di aerei. Da quel che ho capito, questa per il momento non ha dato grandi problemi. Comunque, non sono cose di cui preoccuparsi: sono fenomeni normali e frequenti, che piuttosto sono l’occasione per approfondire un po’ lo studio del sole, che, vi assicuro, è tra le branche più complesse dell’astrofisica.

  8. Ziska scrive:

    Per mettere altra carne al fuoco, giusto perchè questa giornata non si limiti alle mimose ma sia un momento di riflessione e di analisi.
    Oggi leggevo questo articolo e ho pensato FINALMENTE! qualcuno ragiona
    http://www.repubblica.it/politica/2012/03/08/news/cancellieri_no_alle_quote_rosa_donne_devono_competere-31162040/?ref=HRER3-1

    Sono sempre stata contraria alle quote rosa perchè le trovo solo un ulteriore modo per ghettizzare la donna.
    Dateci strumenti veri ed efficaci per competere nel mondo del lavoro. Aiutateci a conciliare veramente quello che è il nostro quotidiano, famiglia e lavoro.

    Ma soprattutto basta essere vittime della “flessibilità” del lavoro. Basta donne che a trent’anni non possono costruirsi una famiglia perchè precarie o soggette ai ricatti di datori di lavoro senza scrupoli avallati dalla legge.

    Detto questo, finchè il corpo della donna non diventerà veramente proprietà della donna (e non dell’uomo, marito, fidanzato, fratello, padre, LEGISLATORE) non andremo da nessuna parte.

    • Licia scrive:

      Ziska: guarda, ieri mi hanno fatto un’intervista che dovrebbe andare online in giornata in cui parlavo proprio delle quote rosa.

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