La Profezia dell’Armadillo

Ho conosciuto Zerocalcare grazie ad uno stato FB di Rrobe (ormai gli devo un sacco di piacevoli scoperte). La prima storia che lessi fu quella della neve a Roma. Ci misi ben poco a recuperarmi tutte le precedenti, e a diventare un’assidua lettrice. Se date un occhio alle strisce, capite subito perché mi sono appassionata. Le storie di Zerocalcare sono zeppe di riferimenti ai capisaldi della mia generazione: i manga e gli anime, Star Wars, le Tartarughe Ninja…tutte quelle cose che hanno cresciuto noi pischelli degli anni ’90. È un nerd, uno immerso nell’”adolescenza lunga”, dalla quale, diciamocelo, non schiodo neppure io, a dispetto di un marito e una figlia. E poi è geniale. Voglio dire, veramente poche cose mi fanno ridere come le sue vignette. Il tratto è fantastico, lo sguardo ironico e disincantato, le storie particolari e al tempo stesso universali.
E insomma, alla fine ho fatto il grande passo e ho preso La Profezia dell’Armadillo, il suo libro. Probabilmente mi aspettavo solo un altro po’ di storie da leggere, con le quali consolarmi del fatto che Zerocalcare, da un po’, ha deciso di postare senza più regolarità, mentre prima usciva una storia ogni lunedì. E invece. E invece La Profezia dell’Armadillo è sicuramente un po’ di nuove vignette, ma è anche molto di più.
Intendiamoci, è zeppo di battute memorabili, passaggi esilaranti e trovate geniali. Dietro però c’è una storia unica, un racconto semplice e tremendo, di quelle esperienze di vita che sono capitate a tanti di noi nella vita. Ed è proprio nel dipanarsi di questa storia che viene fuori come Zerocalcare non sia solo uno che fa vignette divertentissime su cui noi nerd quasi – o già, come me – trentenni ci diamo di gomito. È uno che racconta storie vere, dice cose, e lo fa benissimo, dannazione, troppo bene.
È una cosa che penso da un po’ di tempo: ho problemi con la narrativa non di genere. È che il mainstream racconta storie di tutti i giorni, storie che, tutto sommato, sono comuni, non hanno nulla di straordinario, storie che, sulla carta, non c’è ragione di raccontare. Per questo, proprio per l’ordinarietà dei racconti – non di tutti, eh? ma di molti sì – lo scrittore deve essere bravo. Deve rendermi in qualche modo universale la piccola storia di vita vissuta che mi sta raccontando. Altrimenti non c’è ragione di tirare fuori l’ennesima storia di un trentenne confuso, di un cinquantenne alle prese con la crisi di mezz’età o l’immancabile epopea familiare.
Ecco, Zerocalcare prende una storia purtroppo comune, un lutto che, sotto varie forme, molti di noi hanno vissuto. E lo rende universale, l’emblema del nostro brancolare nel buio di un’esistenza che fatichiamo a decifrare. Gli anni che passano e cambiano le cose, la fragilità, il tempo sprecato a farsi domande inutili invece che a vivere, l’adolescenza, l’amore, la morte. E quella domanda che mi sono posta anch’io così tante volte, anche qui: cos’è la bestia che ognuno di noi si cresce in seno, quel demone strano che ci sussurra che non saremo mai davvero felici, e che quando lo siamo, sarà solo per poco, e che è meglio correre ai ripari, e farsi del male da soli prima che la vita colpisca. Per alcuni di noi alla fine diventa un compagno di strada, ci facciamo i conti, ed ha la faccia di un armadillo un po’ cinico. Ma perché per altri invece cresce, e cresce, fino a divorare tutto, fino a farci morire? Perché alcuni di noi ce la fanno, riescono a sopravvivere alla giovinezza, e altri invece restano indietro, e soccombono ai loro demoni? Abbiamo tutti gli stessi problemi, in fondo, le stesse paranoie, ma alcuni di noi, semplicemente, non ce la fanno. E non c’è un perché. Solo un immenso vuoto di senso.
C’è tutto questo, nella Profezia, o almeno io ce l’ho visto. Ci sono tavole di una tale bellezza, di una tale intensità…che colpiscono come pugni. Perché sono vere, intollerabilmente e terribilmente vere.
Raramente mi commuovo, quando leggo qualcosa. Non so perché, sono fatta così. Eppure, oggi pomeriggio, mentre commentavo la lettura con Giuliano, mi sono venuti gli occhi lucidi. E ho capito di aver letto qualcosa di davvero bello e prezioso.
Attualmente, la quarta edizione del libro è esaurita, ma sta per arrivare la quinta. Credo si riesca a trovare comunque qualcosa in alcune librerie, ma non so darvi indicazioni più precise. Vi consiglio solo di prendere il libro, quando uscirà. Ne vale terribilmente la pena. È una storia semplice e intensa, vi farà ridere da matti, ma vi lascerà anche con quel magone, quel magone bello e tremendo che solo le cose che scavano in profondità sanno lasciare.

P.S.
Vi ricordo en passant che oggi potrete seguire la prima delle puntate di Nautilus di cui sono ospite: argomento, letteratura. Potrete vedermi alle 11.30, e in replica alle 15.30, 19.30 e 23.30 su Rai Scuola, canale 146 del digitale terrestre o 806 di Sky.

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8 risposte a La Profezia dell’Armadillo

  1. Valberici scrive:

    Zerocalcare è un grande narratore e concordo con te su come sia mostruosamente bravo nel raccontare.

    “È che il mainstream racconta storie di tutti i giorni” vero, ma in ogni storia c’è sempre almeno un elemento fuori dall’ ordinario, un quid che fa diventare la storia unica e straordinaria…e pochi scrittori sono in grado di utilizzarlo al meglio ;)

  2. Talitha96 scrive:

    Appena finito di vedere la puntata di Nautilus ;D
    Mi è piaciuta molto, continuerò a vederla anche i prossimi giorni :D

  3. Talitha96 scrive:

    Grazie mille per la segnalazione, non lo conoscevo ma dalle poche vignette che ho letto sembra divertente :D

    Apetto le 15.30 per vedere la replica delle puntate di NAutilus, questa mattina ero a scuola u.u

  4. anna scrive:

    non lo conoscevo. Grazie Licia per la segnalazione, mi piace molto il suo stile grafico, e lo dico anche per pura invidia perchè a me piacerebbe disegnare ma proprio non lo so fare, nonostante ho riempito la casa di manuali ;)

  5. Giuliano scrive:

    vula:

    http://www.liciatroisi.it/incontriamoci/

    su facebook hai provato a cercare “Licia Troisi” ?

  6. vula scrive:

    Quando vi scrivevo mi tremavano le mani e non sapevo cosa e come scriverle.Io voglio dirle che mi piace il modo con il quale lei scrive e che adoro i personaggi no anzi li amo.Ho una gran passione per i libri (quando li leggo metto anche la musica di sottofondo cosi` posso rilassarmi)specialmente per i vostri libri.Io ho cominciato a leggere i vostri libri comprandone uno al bazar della scuola, cominciando con un mio amico a fare la gara a chi finisse per primo e cosi comprai le cronache del mondo emerso,le guerre del mondo emerso e dopo anche le leggende/le creature del mondo emerso.Questo e tutto spero che rispondera`alle domande che le ho scritto di sotto:

    1.ha un indirizzo e-mail?
    2.c’e` l’ha un profilo su facebook?

  7. axelander scrive:

    questo libro si trova in tutte le librerie o bisogna cercare nello specifico?

  8. Ladycooman scrive:

    Non lo conoscevo ,ho trovato le vignette molto carine e divertenti ( quella della neve è fantastica ) cercherò il libro.Grazie del suggerimento.

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