Archivi del giorno: 19 aprile 2012

Uomini e no, ancora e sempre

Spendo due parole per qualcosa che mi sembra non stia sollevando il polverone che merita. Mi riferisco a queste immagini. Ricordo che quando Strauss Kahn venne arrestato ci furono non pochi commentatori che deprecarono i modi dell’arresto, si parlò di un presunto innocente dato in pasto alla folla e ai media e via così. Cose che hanno un senso, sulle quali si può anche essere d’accordo. Ma che, chissà perché, non vengono mai applicate quando ad essere portato via in manette, o con la bocca tappata dal nastro da pacchi, non è uno stimato politico francese, ma un povero cristo nato dal lato sbagliato del mappamondo. Basta andarsi a leggere i commenti a questo articolo di Repubblica. È un fiorire di gente che dice che l’uomo della foto se lo merita, perché “loro” vengono qua a violentare le nostre donne – ardaje – ci rubano dentro casa, adesso che c’è la crisi ci fregano anche il lavoro. In effetti pullula di donne italiane disposte a dare assistenza a malati gravi 24 ore su 24 a casa degli stessi. C’è la fila. Ma questi sono comunque ragionamenti a latere della discussione principale. Il punto è che ci sono persone in Italia, probabilmente la maggioranza della popolazione, che ritiene tutto sommato giusto che quelli che non condividono la nostra cittadinanza siano trattati da subumani. E questo non solo mi fa moralmente schifo, ma è anche pericoloso.
Ogni volta che si ammette che ci sono “uomini e no” si scava un solco, che piano si allarga fino a diventare una voragine, una voragine che un giorno potrebbe inghiottire anche noi. Oggi gli “altri” sono i magrebini, gli immigrati clandestini, quelli con le fascette ai polsi e la bocca tappata con lo scotch. Ma ieri gli altri erano i ragazzi della Diaz, europei, italiani, americani, torturati e umiliati in un silenzio di approvazione che in certi casi dura ancora oggi. E domani potremmo essere noi quelli diversi, quelli che non meritano un trattamento dignitoso, quelli che non sono uomini.
Ma in tempi di crisi, molto meglio accanirsi in una stupida lotta tra poveri, prendersela con chi sta peggio di noi, e per mille motivi non può difendersi. È un’operazione a costo zero e con immediato ritorno. Il modo migliore per tenere a bada i disperati è dar loro qualcuno da odiare. Ha funzionato per secoli, e funziona da anni anche in Italia. In tutti questi anni ho visto il confine spostarsi progressivamente, quello che un tempo non dicevi in pubblico, se non volevi essere bollato come razzista, diventare pian piano parere condiviso, rispettabile opinione, spesso voce della maggioranza. Siamo un paese razzista, e poco mi interessa sapere se siamo più o meno razzisti dei tedeschi, o degli svedesi. Siamo razzisti, punto, e dovremmo cercare di fermarci in tempo, prima che qualcosa di davvero tragico accada. A guardare quelle foto, il confine sembra passato già da un pezzo.

P.S.
Oggi, a Nautilus, si parla di Economia, manco a farlo apposta. L’appuntamento, al solito, è sul canale 146 del digitale, o l’806 di Sky, alle ore 11:30, 15:30, 19:30 e 23:30.

23 Tags: , , , ,