Grazie per avermi permesso di pagare

Succede che cambiando casa tu non sia stata diciamo prontissima a domiciliare tutte le bollette. Succede che con l’AMA, ossia l’immondizia, tu abbia avuto un po’ di problemi, tra dati catastali che non ti tornavano e procedure oscure d’iscrizione. La conseguenza è che all’AMA risulta tu non abbia pagato delle bollette vecchie di due anni. Non c’è problema. Sei una persona onesta, le vuoi pagare, per cui ti armi di santa pazienza e un lunedì mattina vai in banca. Sì, in banca, perché vuoi verificare per bene le domiciliazioni.
Dopo una breve attesa, è il tuo turno. Ok, le domiciliazioni sono a posto.
Tu: “Va bene, allora vorrei pagare le bollette inevase”
Impiegato: “Uhm…mi sa che noi non lo facciamo…aspetta, vado a chiedere”.
Dopo una breve attesa, l’impiegato torna: “No, non le puoi pagare qui, devi andare alla Posta”.
Non c’è problema, tutto sommato l’avevi anche messo in conto. Vai alla posta. Siccome è un giorno tipo di ponte, non c’è molta fila. Arrivi quindi subito allo sportello.
Tu: “Salve, devo pagare delle bollette arretrate dell’AMA”.
Scorri il falcdone galattico di fogli che l’AMA ti ha inviato insieme al sollecito finché non trovi una cosa vagamente somigliante a qualcosa atta a pagare. L’impiegato guarda il foglio e te lo rigira.
Impiegato: “Questo non è un bollettino, è un foglio qualsiasi”
Tu, perplessa: “Non va bene?”
Impiegato: “No, ci vuole un bollettino con su l’importo della bolletta e soprattutto il conto corrente su cui versare i soldi”.
Tu: “Ah. E qui non c’è scritto niente di tutto ciò?”.
L’impiegato, impietosito, scorre i faldoni.
Impiegato: “No. Le conviene chiamare il numero clienti e chiedere a loro”.
Te ne vai mogia. Non hai ben capito. L’AMA vuole da te dei soldi, e vabbeh. Ma non ti dice come farglieli avere, né ti dà un bollettino per pagarli. Nel foglio in cui ti viene spiegato che sei indietro nei pagamenti c’è scritto chiaro: “Per bollette non domiciliate, usare il bollettino allegato”. Il bollettino allegato, però, non c’è.
Torni a casa, e iniziano un po’ a girarti. Non solo devi cacciare dei soldi, ma ti stanno anche complicando il percorso per farlo. Cerchi il numero di assistenza clienti. Che non c’è. c’è il numero generico del comune di Roma. Fai quello.
Ti mettono in attesa con l’immancabile musichetta: dieci minuti di primavera di Vivaldi, intervallati da una voce suadente che si scusa per l’attesa. Tu guardi di fuori: è nuvolo, c’è afa, e fanno 25° alle 10 del mattino. Primavera un cazzo.
Finalmente risponde un’operatrice, che ovviamente, sa il minimo indispensabile.
Operatrice: “Deve andare a pagare alla Banca Popolare di Sondrio”.
Tu: “Ah. Che non ho la più pallida idea di dove sia”.
Operatrice: “Se vuole cerco io: dove abita?”.
Tu: “Punta di Rocca Cannuccia”.
Operatrice: silenzio. “Che zona è?”.
Tu: “Tra Culonia e il GRA”.
Operatrice: silenzio. “No, perché qui ho una filiale al Casilino, una sull’Appia”.
Tu: “Non si preoccupi, cerco io. Piuttosto avrei anche un altro problema: perché sulla bolletta mi vengono segnalate due utenze quando io ho una casa sola?”.
Operatrice: “Eh, ma questo deve chiederlo a loro…va a Via Capo d’Africa, dietro il Colosseo, e chiede a loro”.
E certo. Tu abiti dall’altro lato della spirala rispetto al Colosseo, e non vedi l’ora di attraversare mezza Roma per andare là.
Tu: “Ok, grazie mille”.
Pensi che è comunque grasso che cola: questo è il numero del comune di Roma, roba che quell’operatrice deve essere pronta a rispondere a qualsiasi tipo di domanda, da come fare il passaporto a come, appunto, pagare le bollette. Già tanto che sapesse dov’è la sede dell’AMA.
Comunque, cerchi su internet bestemmiando in sanscrito. Immaginavi avresti dovuto fare un po’ di coda per pagare queste fottute bollette, ma non che saresti dovuta andare chissà dove in giro per Roma. Finalmente trovi una filiale entro 20 km da casa tua. E quindi, niente, parti. E per tutto il viaggio ti spari Lady Gaga al massimo, così almeno urli e ti sfoghi.
Arrivi. Il civico è il 29. Tu, intelligentemente, parcheggi al 140. Ti fai tutta la via, sotto questo bel cielo grigio cappa à la spleen di Baudeleriana memoria. E arrivi. Provi ad entrare. Ci sono quelle porte lì da banca, che hanno la caratteristica di bloccare gli onesti per due ore, e di far fare grasse risate ai rapinatori. Per entrare devi lasciare le impronte digitali sul lettore, una cosa che t’ha sempre dato ai nervi. Cazzo, sei mica un terrorista! Comunque. Entri, appoggi il dito indice e…e niente. Non ti fa passare. Parte una musica da sala d’attesa, di quelle che in genere preludono al momento in cui l’eroe perde definitivamente la pazienza e sbrocca di brutto. Esci, borbottando che sei arrivata lì dall’altro lato dell’universo per fare un favore alla maledetta AMA, per una bolletta vecchia di due anni, dannazione!
Passante: “Ah signori’, nun ce deve lascia’ er dito, c’o deve solo appoggia’ ‘n attimo e poi levallo, che così funziona”.
Obbedisci, e finalmente sei dentro. Sono le 11.00, sei partita da casa alle 9.10 e finalmente ti sei messa in regola con l’AMA.
Il tuo unico desiderio, ora, è dar fuoco al primo cassonetto che incontri per strada. Ok, sei in torto, ma volevi pagare! Perché, oltre ai soldi, ti devono scucire via pure la pazienza?
Ti consoli con l’unico modo conosciuto. Ti compri un paio di scarpe tacco 12 e va’ a quel paese.

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25 risposte a Grazie per avermi permesso di pagare

  1. ile97 scrive:

    oioioioioioioioioi!!! ma mitiche le scarpe tacco 12! ;)

  2. bibi2207 scrive:

    bisogna aver pazienza!!!!!

  3. Alissa scrive:

    Cavolo, dovrei proprio sentirti bestemmiare in sanscrito! ;)

  4. Diana scrive:

    Bisogna aver pazienza! E’ vero però sveltiamo un pò questi enti e vivremo tutti meglio. Io in banca ci mettevo il medio, ma poi ho scoperto che bisognava poggiare il pollice…con un pò di yoga mattutino dentro un tubo di vetro..sai che spasso? XD ciao!

  5. giulia scrive:

    da me la porta della banca te la devi aprire da sola xD io vivo nella preistoria :D

  6. Talitha96 scrive:

    Ahahah ..Una volta ho accompagnato mia madre a fare una cosa del genere e mi ricordo che siamo state in fila per un’eternità xD Comunque hai fatto benissimo ha comprarti le scarpe, alla fine u.u Come sono fatte?

  7. Valberici scrive:

    Eh, te già andata bene che ti hanno avvisata, ci son casi in cui ti trovi con l’ufficiale giudiziario in casa senza sapere il perchè :(

    • Licia scrive:

      eh, lo so, è per quello che sono andata subito a pagare. Comunque viene il dubbio che lo facciano apposta a renderti la vita difficile quando vuoi pagare le bollette arretrate…

  8. Domenico scrive:

    Licia, hai scritto “un’altro”. Pentiti!

    • Licia scrive:

      Prendo il gatto a nove code e corro a correggere nel mentre mi frusto ;)

    • AleAle scrive:

      Licia: non correggereee =) finalmente abbiamo la prova che non sei un robot =) ero poco sicuro della tua umanità, ma ora sono sicuro che sei una di noi =) anche se diciamocelo, hai qualcosa di super =) chi concilia la scrittura, l’astrofisica e l’essere mamma e moglie senza finire KO o è un robot, oppure è super =)

    • Licia scrive:

      ma ci finisco ko, ci finisco. Solo che poi uno si rialza :)

  9. Ginene98 scrive:

    L’AMA, eh? Pensa che a noi ogni sei mesi ci spilla ben 500 euro! E tutto solo perchè abbiamo una casa grandicella, sì, ma non abitiamo certo in un porcile! Ecco, la cosa del costo annuale di spazzatura a seconda della grandezza della casa non mi è mai andata giù… Allora io potrei essere una donna sola, felicemente sposata con un cane e madre di due gatti, che abita in una bella viletta di campagna e ogni volta devo cacciare fuori 5 piotte tonde, tonde solo perchè ho comprato una casa decente! Sinceramente non mi torna…
    E poi, se mia mamma fosse sudicia, cavolo, un po’ l’avrei capito… ma una che spazza 2 volte al giorno per tutta la settimana e che quando non ha nulla da fare (casi rarissimi) le vengono le crisi d’astinenza, no, questo proprio non mi va giù! Stiamo davvero toccando il fondo, su questo non ho dubbi.

    • Licia scrive:

      Guarda, hai tutto il mio appoggio, pure io questa cosa non la capisco. Voglio dire, l’immondizia è al 90% roba da mangiare, non vedo perché un single in casa grande dovrebbe produrre più immondizia di una famiglia in monolocale. Se poi il principio è che paghi per le dimensioni del bene casa in tuo possesso, ci pago già l’IMU…

  10. AleAle scrive:

    Licia: stavo pensando che i tuoi post sarebbero dei monologhi teatrali perfetti =) a parte quando usi la terza persona,ovvio, però quando usi la prima persona sono perfettamente wow =) mi viene voglia di recitare =) hai mai pensato di scrivere per il teatro ? =) sei fortissimaaa =)

  11. anna scrive:

    AleAle: anche dove abito io le impronte digitali alla banca sono fantascienza!

  12. AleAle scrive:

    WOW =) che tecnologici che siete a Roma =) dovete lasciare le impronte digitali =) da noi queste cose non esistono. E’ già tanto che allo sportello della banca non ci sia una pecora =)

  13. Nihal scrive:

    ahahahahahahha.. hai fatto bene , almeno le scarpe sono utili e anche io trovo che sia ua cavolata lasciare l’impronta del dito lo dico sempre a mia mamma quando va in banca sembra che sei un agente della cia manca solo una specie di display per riconoscere gli occhi come nei film e poi abbiamo finito tutte le idee per la sicurezza

  14. anna scrive:

    Oddio Licia che avventura! Mi sarei aspettata che in Italia, pur di spillarti soldi, ti farebbero pagare ovunque, avrebbero aperto delle filiali stile bancarelle in mezzo alla strada… e invece…
    Potrebbe anche essere una tattica: scoraggiare l’utente a pagare, così va in mora, gli mandiamo il fisco e deve sborsare il triplo di penale…
    Alla fine quel che resta di questa giornata è un paio di scarpe, che è un bell’happy ending si deve dire!

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