A latere

Confesso di essere a corto di parole. Mi rendo conto che non è una bella cosa, per chi come me ne ha fatto un lavoro, e non è bello neppure in generale. Quando si smette di parlarne, le cose, per qualche ragione misteriosa, smettono di essere in noi. Il silenzio è l’anticamera dell’indifferenza e della morte. Certo, ci sono momenti in cui star zitti è necessario, ma non credo che questo sia uno di quelli, e al minuto di silenzio non ho mai creduto sul serio.
Per questo, tratterò due argomenti assolutamente collaterali a quel che è successo negli ultimi due giorni. Due cose forse trascurabili, ma che sento più vicine, e nel secondo caso pertengono al mio lavoro, e a quel che conosco meglio.
Sembra definitivamente tramontata la pista mafiosa per l’attentato di Brindisi, sembra che un morto, sette feriti e chissà quanta gente colpita a vita da quel che ha visto e vissuto, sia frutto del gesto di un singolo. Non lo chiamo folle perché uno che assembla una bomba, crea il circuito, si infila in un vicolo e preme il pulsante che poterà alla detonazione mi sembra fin troppo lucido, e comunque la follia è sempre stata la scappatoia di chi non vuole capire. Alla pista mafiosa ho creduto io quando ho sentito la notizia, e ci hanno pensato in tanti. Altri hanno commentato con “no, la mafia queste cose non le fa, la mafia non uccide innocenti”. Io voglio sperare si tratti solo di un tic verbale, una cosa che si dice così, senza farci troppo caso. Anche fosse solo così, però, l’idea di vivere in un posto in cui passa l’idea che la criminalità organizzata ammazza sotto sotto chi se lo merita mi fa spavento. La mafia non ha fatto questa – non che cambi qualcosa nell’orrore del fatto in sé, ovviamente, né nella sua gravità – ma ne ha fatte molte altre in passato. Sì, anche contro gli innocenti (e purtroppo questa è solo una ristretta rosa di esempi).
Seconda cosa. Sabato sera, per “rispetto nei confronti di quanto successo”, è stata cancellata la notte bianca dei musei. “Non c’è niente da festeggiare”. Peccato che la cultura non sia sempre né necessariamente una festa. Non è divertimento nel senso latino del termine, distrarre, non è “facciamoci quattro risate alle spalle dei morti”. La cultura è quell’insieme di pratiche che mettiamo in campo quando cerchiamo di capire, e se non capiamo come facciamo a rispondere alle bombe? Chi non capisce uccide e dilania. Chi capisce trova altre strade. Avrebbe potuto essere un’occasione per lanciare un messaggio di ragionevolezza, di cultura nel senso più alto, visto, per altro, che un luogo di cultura è stato colpito, una scuola. Invece il calcio non s’è fermato – e tutto sommato, se volete sapere la mia opinione, forse ha fatto pure bene, visto che il terrorismo, anche quello dei “singoli”, ci vuole tutti dentro casa impauriti e tremebondi – i musei sì. E questo la dice lunga.
Ultima cosa, anche se vi avevo promesso che avrei toccato solo due argomenti. Il momento in cui ci si sente più scoraggiati, in cui la sconfitta sembra più bruciante e la tentazione è di mandare tutto al diavolo, è quello in cui occorre aggrapparsi con forza al nostro entusiasmo. È adesso che occorre insistere a voler vivere pienamente, a non aver paura, a continuare a perseguire la felicità, nel piccolo e nel grande. Chi vive nella paura e nella rassegnazione è già morto, e da un pezzo.
Forza e coraggio. A me per prima.

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14 risposte a A latere

  1. Katerina scrive:

    Mi ha dato i brividi chi ha detto che la bomba a Brindisi non l’aveva messa la mafia perchè “la mafia non fa queste cose” e “non ammazza bambini”.
    Peccato che la mafia abbia fatto queste cose e abbia ammazzato bambini, e c’è un motivo se sabato il primo pensiero di tanti è andato alle stragi degli anni novanta.

    Anch’io ero una bambina in quegli anni, ricordo che pensavo fosse normale che ogni tanto scoppiasse una bomba da qualche parte.

  2. D scrive:

    C’è un motivo per cui alcuni credono che la Mafia non possa fare certe cose, e che si pensa ancora alla mafia in un certo modo come a 4 contadini armati di lupara con la classica coppola siciliana, vecchi e ignoranti. Questa è l’idea che molti hanno mentre la Mafia è cambiata, ma preferendo far pensare alla gente d’essere ancora quella onorata società che non uccide bambini, donne o sacerdoti.
    Scusatemi ma nessuno può dire di cosa sia capace la Mafia. Addirittura alcuni decenni fa se ne metteva in dubbio persino l’esistenza, tra i primi a parlarne c’è stato Leonardo Sciascia grande scrittore siciliano, leggete il romanzo a ciascuno il suo, e capirete quanto interessino gli innocenti alla Mafia.
    Mi auguro davvero che questo non sia l’inizio di un nuovo periodo di bombe con la paura non si può vivere, ma tanto meno si può vivere con le scelte che si compiono in base alla paura. La storia è piena di esempi in cui i popoli si sono negati da soli i loro diritti o la loro stessa libertà, dando leggi speciali a governi indegni, tutto per colpa della paura.
    Per sconfiggere Mafia, follia, bombe o terrorismo l’unica strada oltre alla legge è la cultura, che però nel nostro bel paese per ironia culla della civiltà occidentale, deve faticare un casino. La notte bianca dei musei si chiude, mentre lo spettacolo deve continuare per il calcio, dove si fischia il nostro inno nazionale, e il momento di silenzio per la scuola di Brindisi e per le vittime del terremoto in Emilia. :(

  3. giulia scrive:

    quando è successo tutto io stavo a scuola, mi è arrivato un messaggio da mia madre,che lavora a brindisi, dopo averlo letto ho informato tutta la classe…..ho avuto un momento di blocco e poi ho realizzato che non bisognava rimanere li senza fare niente ma appena uscita dalla classe mi è sembrato di essere stata catapultata in un campo di guerra……alcune ragazze piangevano e altre stavano a terra a guardare il vuoto. i ragazzi vagavano nei corridoi senza un motivo, con le facce sconvolte e apparentemente malate.in quel momento ho capito che almeno per quel giorno non avrei dovuto fare niente….mia madre dice per solidarietà……io dico che ti senti solo impotente e svuotato anche se tu non centri niente.

  4. Nihal scrive:

    indubbiamente sono d’accordo con te e non mi convince molto la frase i mafiosi non uccidono innocenti perchè mi ricordo l’anno scorso ho letto un libro con la scuola su giovanni falcone e mi ricordo che avevano ucciso il figlio di un pentito dopo 2 anni di rapimento… comunque a me tra tutto una cosa che mi piace è la reazione dei ragazzi che non vogliono piegarsi e vogliono fare giustizia fà pensare che forse trà un po’ di tempo il mondo sarà in parte migliore

  5. Davide scrive:

    Licia, scusa se te lo chiedo, ma per caso sarai ospite alla fiera della letteratura di Milano?
    P.S Ho a qualsiasi altro evento. Anzi, adesso che ci penso potresti venire a Milano per presentare L’ULTIMA BATTAGLIA!!

  6. Davide scrive:

    Concordo pienamente con quello che hai scritto. Oggi, a scuola, le mie professoresse hanno letto una lettera mandata dal ministro rivolta a noi scolari.Diceva che si cercherà di non far più accadere questi eventi, e che noi studenti non dobbiamo sentirci soli, non dobbiamo provare rabbia! Ma come si fa a non provare rabbia!Come si fa a mettere una bomba davanti a una scuola, ed essere coscienti di quello che si sta facendo!E’ questo che non riesco a spiegarmi..

    • Nihal96 scrive:

      Sono d’accordo con quello che hai scritto e anche da noi è passata la lettara stamattina e l’hanno letta i professori dopo due minuti di silenzio!
      Quello che è successo è davvero orribile perchè non ha senso colpire dei bambini che non centrano nulla con il mondo del crimine. Che colpa ne ha quella povera ragazza morta? E quella che ha perso le gambe? Lo stesso vale per gli altri feriti e per quelli che hanno dovuto subire la pressione mentale del fatto che se fossero arrivati un attimo primo o dopo sarebbero stati vittime anche loro…
      Che orrore… sono le uniche due parole che descrivono bene l’attacco.

  7. Kiaretta scrive:

    Ben detto Licia…
    Bisogna vivere…è l’unico modo per affrontare tutto…

  8. anna scrive:

    Licia mi è piaciuto moltissimo quest’articolo, condivido tutto, in particolare la parte sui musei e sulla cultura, l’”arma” su cui dobbiamo puntare per difenderci a lungo termine.
    Ho fatto leggere questo articolo a una mia amica che è rimasta talmente colpita che ha citato una frase su facebook, spero non ci rimarrai male, se non ti va basta dirlo e la faccio levare ;) Ovviamente ci sono i credits ;)

  9. Lidia scrive:

    Quando ho sentito questa notizia al telegiornale mi sono sentita vulnerabile perchè,visto che sono una studentessa, mi sono domandata “Ora anche per andare a scuola devo aver paura che qualcuno mi faccia fuori per non so quale motivo?” Di sicuro la persona che ha fatto questa strage voleva colpire le persone più vulnerabili della nostra società: noi adolescenti. Spero che l’indignaziazione di tutte le persone del nostro paese riesca a far capire che una strage di ragazzi o adulti è soltanto un bagno di sangue che non serve a niente…

  10. Valberici scrive:

    Ho sentito di peggio, ad es. chi dice che ora ci pensa la ‘ndràngheta a fare giustizia. Per non parlare di appartenenti a forze dell’ ordine che dicono che non è stata la criminalità…perchè sanno che lo stato gliela farebbe pagare. Come se la criminalità si potesse tollerare, a patto che non faccia stragi.
    Poi, riguardo a cosa abbiamo pensato all’ inizio io credo che la mente sia subito andata verso ciò che più odiamo o temiamo. Io ho reagito alla mia maniera, con una rabbia profonda, col desiderio di sapere chi materialmente aveva fatto detonare la bomba. Dopo sono seguite le riflessioni.
    Sono d’accordo con te sulla cancellazione della notte dei musei, credo sia stato un grave errore.
    Infine sono d’accordo sul fatto che non bisogna mollare. Dobbiamo lottare, sempre, e l’unica cosa che ci può far andare avanti è il desiderio di verità e giustizia. Dobbiamo essere donne e uomini dominati dalla passione.

    • Licia scrive:

      Io ho avuto un dejà-vu: tutta questa storia mia ha ricordato subito le bombe del ’93. Ero piccola, ma me le ricordo bene. È per questo che la prima cosa che ho pensato è stata la mafia.

    • Valberici scrive:

      Io invece dopo i momenti iniziali ho pensato ad un “uccisore di donne”. Questo perchè ultimamente sto riflettendo molto sugli uomini che uccidono le donne.
      Ora continuo a credere ad un’azione di un singolo, ma non credo sia questo il punto.
      Credo che, come già è stato detto da altri, occorra riflettere sul fatto che sono state colpite delle studentesse, delle ragazze, delle figlie di proletari.

      E se devo andare con la memoria al passato questo gesto mi ricorda molto Ludwig, che tu sei troppo giovane per ricordare. :)

    • Licia scrive:

      quando indago sui primi anni degli anni ’80 mi rendo conto in che periodo orrendo sono nata…

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