Il problema è evidentemente endemico

Science it’s a Girl Thing

Quello che avete appena visto non è il trailer di un film soft core, non è la pubblicità di una marca di trucchi né il promo di una serie epigona di Desperate Housewives. No, è un video della Commissione Europea che cerca di invogliare le ragazze a intraprendere carriere scientifiche. Che, in sé, è una cosa bellissima. Voglio dire, c’è un calo generalizzato delle vocazioni scientifiche, e in un momento storico in cui vanno per la maggiore solo i due modelli femminili più abusati della storia, la madonna e la puttana, indicare che ci sono altre vie è lodevole. Solo che uno vede quel video lì e:
a) non capisce di cosa stiamo parlando. Cosa fanno ‘ste modelle? Che vogliono? E tutti ‘sti phard e rossetti?
b) velatamente passa il messaggio che se a una ragazza vuoi farle piacere la scienza gliela devi dare come allegato a un rossetto o a un ombretto, sennò ciccia.
Ora, non c’è niente di male a indossare tacco 12 e a impazzire per l’ultimo ombretto in circolazione. Ma non capisco perché se ad alcune di noi queste cose piacciono poi devono piacere a tutte. Né si capisce perché il femminile debba essere solo declinato in trucco e parrucco. Sono meno donna se vado in giro con le sneakers? Ma soprattutto, ma chi cavolo ve l’ha detto che l’orizzonte femminile inizia e finisce con la moda?
Uno spot fatto così direi che attira più che altro i maschi, erroneamente convinti che i laboratori pullulino di figaccione in minigonna. Che ce ne sono, per carità, ma poi trovi anche quella col maglione, quella coi jeans, quella coi figli a casa, quella lesbica. Le donne, insomma, quelle vere, quelle che l’immaginario pubblicitario ormai ha deciso di ignorare sempre più pervicacemente.
Fa arrabbiare che un messaggio così importante debba essere appiattito su uno spot così avvilente, che dobbiamo ancora una volta star qui a combattere con l’ennesimo stereotipo che offusca una realtà fatta di un sacco di donne ricercatrici, donne normalissime per le quali la scienza è interessante a prescindere se serva o meno a fare un rossetto.
Fino a qualche minuto prima di vedere questa roba ero convinta – speravo – che il problema della rappresentazione del femminile fosse solo italiano, che, ahimè, le donne stanno vivendo un brutto quarto d’ora solo nella penisola. Invece no. Invece il problema è ampio, diffuso, e radicato.
Ragazze, la scienza è divertente e appassionante, non vi chiede di essere truccate e perfette come modelle come fa la tv, ma potete praticarla in scarpe da ginnastica o in stiletto 12, non gliene frega niente a nessuno. E se volete sapere come funziona davvero, ecco un po’ di belle testimonianze.

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16 risposte a Il problema è evidentemente endemico

  1. Daniele scrive:

    Secondo me l’idea di fondo non era del tutto sbagliata. E’ inutile fare i perbenisti, lo spot è rivolto a un pubblico femminile molto giovane, e a quell’età si hanno dei grilli in testa. Probabilmente potevano fare il solito spot pall**so con pall**se ricercatrici anonime che guardano una provetta, ma non avrebbe raggiunto lo scopo di una pubblicità, e non saremmo nemmeno qui a parlarne

  2. Vale scrive:

    Condivido a pieno il tuo pensiero e vorrei aggiungere che la stessa situazione si ritrova negli sport. Per esempio, io faccio arti marziali da 6 anni (in particolare ho fatto ju jitsu e adesso judo) e ho sempre fatto fatica a convincere qualche mia amica a venire anche solo a provare!!!

  3. LadyCooman scrive:

    io studio informatica all’università e siamo veramente pochissime ragazze, però ho notato in altre facoltà sempre scientifiche come chimica e biologia (ma anche a fisica) il numero non è così basso. Credo che ci siano moltissimi altri modi per interessare le persone (che siano ragazzi o ragazze) alla scienza senza dover usare spot che non centrino nulla.

  4. Ilenia scrive:

    sono daccordissima con te licia! Infatti non è appropriato il messaggio che desiderano lanciare se accompagnato da uno spot del genere.
    IO l’ho visto prima di leggere l’intero contenuto del tuo post e ho pensato che fosse la pubblicità di una collezione di make up che si riferisse alla scienza e fra me ho detto:”Licia non vorrà mica far un tutorial di trucco in stile ”clio make up?” hahahahahahah

  5. vdm scrive:

    A me irrita già di per sè la categorizzazione al femminile. Ma perchè le donne devono essere un argomento a sè, come una sorta di specie (più o meno) protetta – ma in ogni caso distinta? Non lo so, c’è questo fastidioso sottinteso per cui una donna che si occupa di scienza (anche se la stessa cosa si verifica in molti altri ambiti) è un po’ come un cagnolino particolarmente bello e affettuoso e – udite udite! – ti porta anche il giornale e le pantofole! Bah. Perchè le donne devono essere un argomento a parte? Perchè non si può parlare di persone e basta?! Se lo scopo – in questo caso – è avvicinare agli studi scientifici, cosa importa che chi se ne occupa sia maschio, femmina o altro? Ripeto. Bah.
    Comunque concordo che, anche per gli intenti con cui questa campagna è stata creata il risultato è fuorviante. Mi ricorda un’analoga campagna di qualche anno fa qui a Torino. Lo slogan era “io vado al Poli” per aumentare le iscrizioni (possibilmente femminili) al Politecnico. Le ragazze fotografate erano tutte immancabilmente gnocche e ammiccanti. Tristezza.

  6. Crispy scrive:

    Purtroppo però pure ai colloqui di lavoro scientifici si tende a dare molto credito all’aspetto fisico, a come una donna si presenta, ancor prima di valutare solo ed esclusivamente la preparazione. Società maschilista.

  7. F2ra scrive:

    A me sono sempre piciute la chimica e la biologia infatti ho camibato scuola 2 volte per poter studiare queste materie (e speriamo che stavolta sia la volta buona)perchè mi appassiona chiedermi come funziona la vita e quello che mi circonda e penso che siano passioni con cui nasci; guardando questo video la prima cosa che mi viene in mente è una voce sottointesa che dice “venite, ragazze, nei laboratori ben pettinate, truccate e vestite perchè c’è bisogno di questo!!!”

  8. Iku scrive:

    Vabbé, a me non sembra così pericolosa. Insomma: le ragazze di oggi non possono essere così ingenue da farsi traviare da uno spot! O almeno le mie amiche non lo sono, poi non so.

  9. Babil scrive:

    Boh, qualche anno fa in Francia fecero un progetto analogo e facevano dei mini documentari in cui intervistavano un giovane ricercatore…Lo so perchè ne esiste anche uno con l’intervista alla mia ex…Non conosco i dettagli del progetto ma mi pare sconfortante che da una cosa interessante come quella si possa arrivare a delle cadute di stile di questo livello.
    Evidentemente le commissioni ad minchiam che servono solo a dare uno stipendio all’amico dell’amico non sono un’esclusiva italiana.
    Perchè a parte il messaggio, mi sembra proprio che questo video sia stato fatto da incompetenti…

  10. Valberici scrive:

    Mah, mi dà l’idea di soldi da spendere in qualche modo, e allora appaltiamo il tutto a dei “creativi” e poi laviamocene le mani. Salvo poi togliere tutto dal web quando suona l’allarme rosso. Io credo che le cose cambieranno solo quando chi fa, o fa fare, simili bagggianate sarà mandato a fare un altro lavoro. Del resto in questa commissione ci saranno quattro politicanti troppo asini per essere utilizzati da altre parti…ritenute, a torto, più importanti.

  11. Mela scrive:

    Da me la scienza si pratica con maglia, pantaloni e camice bianchi. Più le classiche ciabatte bianche antinfortunistiche da ospedale. xD
    Mi piace stare in un laboratorio e non mi piace quel video.

  12. Barby scrive:

    Gli altri filmati sono davvero interessanti, al contrario di quello di prima…Scusa nel commento precedente mi sono fatta prendere un po’ la mano ma… che RABBIA!! Non è bello vedere che la donna è ancora così stereotipata…

  13. Barby scrive:

    Sembra una pubblicità di cosmetici!!! Per gli scienziati VERI è un’ offesa!!! E questo dovrebbe invogliare le donne a intraprendere la carriera scientifica??? Chi ha realizzato questo video cosa aveva in testa?? Dovrebbe farsi un giro in qualche laboratorio di ricerca per vedere come vanno veramente le cose…

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