Archivi del giorno: 28 giugno 2012

Mi Piace Vederti Felice

Ormai non mi scuso neppure più, lo sapete che l’estate è la stagione dei congressi, c’è la consegna del libro…e insomma io lavoro il triplo di quanto non faccia il resto dell’anno. Va da sé che finisco per trascurare qualcosa, fatalmente si tratta quasi sempre del blog. Comunque. Vi faccio una breve segnalazione.
Una delle innumerevoli cose belle del mio lavoro è la possibilità di leggere libri in anteprima. Quando poi sono i libri di un’amica, meglio ancora. Questo preambolo per dirvi che è uscito il nuovo libro di Rossella Rasulo, Mi Piace Vederti Felice, e che io ho avuto modo di leggerlo prima dell’uscita. Mi sento francamente di consigliarvelo: per certi versi è un libro piacevole da leggere in una stagione come questa, quando c’è più tempo, si è più rilassati, e magari c’è voglia di leggerezza, ma al contempo secondo me porta avanti una riflessione non banale sul crescere. Direi che è proprio un bel libro di formazione, che attraverso una storia per certi versi eccezionale ci racconta come sia difficile crescere e definirci come persone. Fotografa quel momento esatto nella nostra esistenza in cui ci rendiamo conto che i giochi sono finiti, che si fa sul serio, che quelli che ci sembravano problemi insormontabili sono niente al confronto di quel che ci attende nell’età adulta. E lo fa in modo davvero, davvero efficace.
La scrittura è piacevolissima, l’atmosfera dolcemente malinconica. È un libro garbato, ecco, che presenta la propria visione del mondo senza sbattertela in faccia, senza prosopopea ma con una certa qual voglia di condivisione, come ti dicesse “è capitato anche a te, vero? tu mi capisci perché ci sei passato”, e ci siamo passati tutti, anche se non abbiamo mai dovuto affrontare le difficoltà di Aura.
Insomma, tutto qua. Io mi sono divertita, penso che lo farete anche voi, e, una volta chiuse le pagine, vi resterà addosso una sensazione di malinconia, quella che si prova alla fine dell’estate, quando un altro anno è passato e siamo cresciuti un altro po’. Ci siamo lasciati alle spalle qualcosa, ma quel che abbiamo davanti non deve necessariamente essere peggio di quel che abbiamo già vissuto, anzi.

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