Spettatori

Alla fine, l’avrete capito, la mia assenza di questi giorni è stata dovuta a banali ferie. Ero in vacanza, in Sardegna, per la precisione, dalle parti dell’arcipelago della Maddalena (no, non in Costa Smeralda :P ). Vi butto là che è un posto meraviglioso, che se vi piace il mare dovete andarci una volta nella vita, ma anche se non vi piace, perché è bello oltre ogni possibilità di descrizione. Sto caricando un po’ di foto al riguardo; sono parecchie solo perché ho scattato tanto, ma sono drammaticamente incapaci di descrivere la bellezza di quei posti, soprattutto quelle di Budelli. Anyway, le condivido ugualmente: io sono una che condivide, o non scriverei di mestiere.
Ora, in queste due settimane ho più o meno staccato, ma ero dotata di altalenante connessione internet e di televisore, per cui più o meno so cosa è successo, e mi son fatta le mie opinioni al riguardo. Solo che la suddetta connessione ballerina mi ha impedito di esprimerle prima. Questo per dirvi che vi toccherà questa settimana una serie di post non esattamente sul pezzo, riferiti a cose successe in questi giorni. Insomma, sopportatemi un pochino, col cervello sono un po’ in arretrato :) .

Cominciamo con le Olimpiadi. Che io adoro. Aspetto sempre con ansia quell’estate su quattro in cui posso godermi sport che in genere non hanno grandissima eco in tv, tipo il nuoto – tutto, compresi tuffi e sincronizzato – e la ginnastica artistica e ritmica. A me piace quella roba là, più del calcio et similia. Per altro, il nuoto è il mio sport, nel senso che è quello che ho praticato più a lungo da bambina, e che a tutt’oggi pratico molto volentieri quando posso. Per dire, non ho fatto altro che nuotare, su in Sardegna. Il pomeriggio a Budelli credo sia stato la più lunga nuotata non in piscina della mia vita.
Ecco, si può cominciare proprio col nuoto, e le dolenti note di cui tutti sappiamo. È andata male, malissimo, e non solo per i personaggi più “discussi” – sì, proprio loro, la Pellegrini e Magnini – ma per tutta la squadra. Ora, quando va male ad un atleta, si possono tirare in ballo molte spiegazioni, e personalmente non giudico mai un buon segno quando un atleta fa più notizia per i flirt a favore di camera che per le medaglie, ma se toppa tutta la squadra è evidente che non è una questione di concentrazione e allenamento del singolo. C’è un problema di preparazione atletica a monte.
Comunque, io nuoto, ma non ho mai fatto agonistica, quindi queste sono discussioni tecniche nelle quali non mi addentro. Mi interessa molto di più la reazione di chi un’Olimpiade la vedrà sempre solo dalla poltrona. Il popolo s’è spaccato tra chi si sentiva come se la Pellegrini gli avesse ammazzato la mamma e chi invece difendeva i nostri che “ci hanno dato tanto”, “li dobbiamo sempre ringraziare” e via così. Un atteggiamento simile a quello che ho notato nei confronti del nuovo affaire olimpico: Schwazer che si dopa. Anche qua, gente che lo tratta come avesse ammazzato qualcuno, e altri che invece si fanno prendere dalla compassione. Secondo me, c’è un problema di fondo, ossia l’idea che le imprese degli sportivi in qualche modo ci appartengano, come se un atleta “ci dovesse” qualcosa per il fatto di indossare la casacca azzurra. Ci pare che la Pellegrini ci abbia fatto un torto, sia venuta meno ad un contratto non scritto, insito nel suo essere atleta, a non aver vinto neppure una medaglia, o che Schwazer fosse tenuto, per il nostro buon nome, ad andare onestamente a Londra a guadagnarsi il suo oro. Dimenticando invece un fatto fondamentale: che una medaglia è prima di tutto un traguardo personale, qualcosa che si fa per sé, e poi, certo, anche qualcosa che fai per rappresentare il tuo paese, ma in seconda battuta. Del resto, è l’atleta che si allena, che si sbatte a telecamere spente per migliorarsi, per potersi confrontare con i migliori atleti al mondo, siamo mica noi, che durante l’anno al massimo facciamo un paio di ore settimanali di palestra. Un atleta che non vince non ha fatto un torto alla nazione, semmai ha fatto un torto alla propria preparazione atletica, ai sacrifici che fatto per anni per essere lì, alle Olimpiadi, a finalizzare la fatica, le lacrime, il sudore.
C’è un bel programma che danno su MTV, di cui, lo confesso, sono grandissima fan. Si chiama Ginnaste, ed è una docu-fiction su un gruppo di atlete della nazionale di ginnastica artistica. Ti mostra le loro giornate, i loro allenamenti, la loro vita, insomma. Una vita fatta fatalmente quasi solo di ginnastica. Ore e ore di allenamenti, così tante che anche la scuola sta dentro la palestra, sacrifici, pianti, infortuni e dolorose riabilitazioni, tutto per i pochi secondi che dura l’esercizio in gara. E poi succede che ti passa avanti nella medaglia una che ha il tuo stesso punteggio, ma tre decimi in più di esecuzione, come è successo ieri a Vanessa Ferrari. Lo sport, l’agonismo, sono questo. E non tutti ce la fanno. Non tutti riescono a star lì a vedere la medaglia che scivola via, come per Tania Cagnotto, e quattro anni di sacrifici fatti solo per quel che momento che semplicemente se ne vanno. E qui veniamo a Schwazer.
Il doping non è una bella cosa, saremo tutti d’accordo. È brutto barare, non è sportivo, e tutte quelle cose lì che ci hanno insegnato da bambini. Ma è anche vero che lo sport, e certi sport più di altri, sono spietati. E spietata è la gente, che da te si aspetta sempre il meglio, perché, appunto, considera suoi i tuoi successi, vuole la medaglia e non accetta la sconfitta. E tutto questo si aggiunge alla pressione che tu stesso tu imponi, ai sacrifici che devi compiere, alla fatica che fai, al tuo domandarti fatalmente se ne vale la pena o meno. Non tutti ce la fanno. Non tutti riescono a sopportare la pressione. Io, per dire, non ce la farei. Tutte le volte in cui nella mia vita ai miei sacrifici non è corrisposto un successo di qualche genere – e non sto parlando ovviamente solo di lavoro, ma di qualsiasi cosa nella vita costi fatica – il senso di frustrazione è stato fortissimo. Per questo trovo tutta questa levata di scudi verso Schwazer ipocrita, tanto più in un paese come il nostro, nel quale la mentalità della “spintarella” è capillarmente diffusa. Sì, ha fatto una cosa brutta, ma prima di tutto ha tradito se stesso, direi. È la sua carriera che ha gettato alle ortiche, per altro mettendo in dubbio anche l’oro di Pechino. Oggettivamente, a noi cos’ha fatto? Certo, è giusto sentirsi delusi e far notare che ha sbagliato, ma poi? E tutti gli altri, che, tralasciando il doping, semplicemente non hanno vinto, ma davvero ci dovevano qualcosa? Tutto sommato, credo di no. Li abbiamo mica votati, e correre più forte di un altro non è certo sintomo di maggior moralità, o di superiorità etica degli italiani su qualcuno.
Dobbiamo convincerci che gli atleti noi li guardiamo e basta, possiamo gioire dei loro successi, possiamo rammaricarci quando perdono, e possiamo anche dire che sbagliano, quando vengono meno alle regole. Ma non abbiamo il diritto di aspettarci niente, né di mettere su gogne mediatiche che hanno l’unico scopo di farci sentire meglio di qualcun altro. Dello sport siamo solo spettatori.

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19 risposte a Spettatori

  1. Monica86 scrive:

    Scrivo da ex sportiva (non altissimo livello) ed ora allenatrice. Uno sportivo non gareggia solo per se stesso. Accanto a lui c’è tutto un team che lavora con e per lui e lo aiuta a prepararsi (allenatori, medici, fisioterapisti, preparatori atletici, …). Attorno a lui c’è una dirigenza sportiva che fa in modo che lui sia nelle condizioni di allenarsi (palestre, piscine, attrezzature). Attorno a lui ci sono sponsor che finanziano le sue imprese. Un campione deve cercare la vittoria prima di tutto per se stesso ma anche per tutte queste persone! Nel caso dell’altissimo livello la questione è ancora più complesso a mio avviso. Nel momento in cui tu rappresenti la tua Nazione, ci sono dei doveri che devi rispettare non solo per se stesso, ma anche per tutti gli italiani che in quel momento credono in te. Questi doveri sono inannzitutto la correttezza sportiva e il “mettercela tutta”.

    Nel momento in cui Schwazer ha deciso di fare uso di “doping” ha danneggiato l’immagine di noi Italiani, ha danneggiato l’immagine stessa del suo sport e ha fatto quello che di più brutto un atleta possa fare (ha imbrogliato). Ora non dico che sia una cosa nuova, so che pultroppo lo sport non è così pulito come si vuol fare apparire, so che sono cose che spesso capitano, so che la pressione e tutto quanto possono esercitare una forte influenza. Schwazer è umano ed è “comprensibile che abbia potuto sbagliare. Ma questo non toglie che il suo comportamento debba essere condannato dall’opinione pubblica. Quello che ha fatto non deve essere accettabile, perchè in quel momento non ha solo rovinato la sua carriera, ma ha anche privato l’Italia di un suo atleta alle olimpiadi. Quanti altri ragazzi, magari un po’ meno forti di lui, desidererebbero partecipare alle olimpiadi? Quanta gente si allena allo sfinimento per arrivare ad un traguardo simile ma non ci riesce? Forse tutte queste persone si sarebbero meritate di partecipare più di lui, invece Schwazer ha negato loro questa possibilità (superandoli in bravura) per poi farsi eliminare per il suo comportamento scorretto. Fossi uno di questo atleti sarei profondamente delusa.

    Per quanto riguarda la questione “Pellegrini e Magnini” non posso essere altrettanto dura, primo perchè non mi intendo abbastanza di nuoto da poter giudicare, in secondo luogo perchè può succedere, pur mettendocela tutta di sbagliare una gara o di essere superato in bravura da altri. Io spero e mi piace pensare che l’impegno massimo ci sia stato e che sia solo qualcosa nella preparazione ad essere stato sbagliato, qualcosa su cui lavorare, qualcosa da correggere per poter migliorare. Mi hanno lasciato un po’ perplessa le interviste alla Pellegrini: avrei preferito un po’ più di umiltà e un atteggiamento un po’ più dispiaciuto per aver fallito, almeno in onore di tutte quelle atlete che al posto della pellegrini avrebbero voluto essere e per tutte quelle ragazzine che come lei vorrebbero diventare.

    Sono quasi sempre d’accordo con i tuoi post, questa volta però la penso in modo diverso. Lo sport non è solo qualcosa che si fa per se stessi. Lo sport è un mondo e se tu decidi di farne parte allora anche il tuo comportamento deve essere impeccabile. E se sbagli è giusto che ne paghi le conseguenze.

  2. Francesca scrive:

    Sono perfettamente daccordo sul fatto che gli atleti non debbano niente al pubblico italiano perchè la medaglia olimpica la vincono per se stessi!
    Devo dire però che certi quarti posti a questa olimpiade ce li potevano risparmiare!
    Io ho 17 anni e faccio ginnastica artistica da quando ne ho 5 anche se non a livello agonistico e quindi questa disciplina l’ho seguita abbastanza bene e mi permetto di dire che di ginnastica qualcosa ci capisco!
    Alla finale al cavallo con maniglie il nostro italiano Alberto Busnari sarebbe stato medaglia di bronzo se i giudici non avessero favorito un inglese che il terzo gradino del podio non lo meritava! Stesso discorso per gli anelli, dove è vero che la medaglia di bronzo l’abbiamo presa, ma sarebbe stata tranquillamente d’argento.
    Il discorso di Vanessa è un’altro invece e lo posso chiarire a tutti: da quest’anno nel codice internazionale della ginnastica è stato stabilito che due ginnaste non possano arrivare a parimerito; guadagna la posizione la ginnasta che ha il valore di esecuzione più alto e l’altra a parimerito scala di una posizione. Io non trovo giusto sopratutto a un’olimpiade che due ginnaste con lo stesso punteggio non possano avere la stessa medaglia, in secondo luogo i programmi tecnici sono sempre più difficili e portano a far eseguire alle ginnaste degli esercizi sempre più estremi e anche pericolosi per accrescere il valore di partenza e trovo quindi un paradosso che nel parimerito si guardi l’esecuzione e non le difficoltà eseguite.
    Anche la medaglia di legno di Tania Cagnotto poteva essere bronzo ma non essendo una tuffatrice non posso dirlo con certezza!
    è vero che gli atleti non devono a noi delle medaglie, ma a volte è difficile non indignarsi su eventi come questi…non tanto per il fattore medaglia in se ma perchè quei poveri atleti lavorano tutta la vita per fare UNA gara della vita e poi vengono svalutati o stoppati da stupidi regolamenti!…ed è ancora più facile indignarsi se, come me, si è o si è stati atleti, perchè a tutti i livello ci sono giudici corrotti e stupidi punteggi e anche a me è capitato di rimanere fuiori da podi per 0.005 a causa di giudici che avantaggiano le loro ginnaste!
    forse sono un po’ uscita da quello che era il discorso di partenza ma mi sembrava comunque un’opinione importante da condividere sull’argomento!
    Francesca

  3. Kiaretta scrive:

    Eccomi qua, un po’ in ritardo…purtroppo non l’avevo notato questo post…
    Comunque io sono una di quelle del secondo tipo di persone. Anzi mi è dispiaciuto un mondo per tutta la squadra di nuoto e penso come te che sia un problema dell’allenatore. Inoltre non trovo giusta la sconfitta della Ferrari e della Cagnotto che secondo me si meritavano il podio al contrario di altre.
    Per quanto riguarda Schwazer, di certo non posso capirlo è anche io sono un po’ delusa come tutti penso, ma ha avuto la punizione che si merita e si spera che non farà più un errore del genere.

  4. Talitha96 scrive:

    Ciao Licia! E’ bello risentirti dopo tante tempo :)

    Io, da sportiva, posso assicurare che quando le cose vanno male sono sempre gli atleti a prendersela per primi, quindi hai ragione quando scrivi che dello sport (in questo caso quello delle olimpiadi) siamo solamente spettatori.

    Tra l’altro pratico ginnastica artistica (e seguo il programma di Mtv *______*) e, anche se non lo faccio a livello agonistico, ci sono tante mie amiche che per lo sport hanno abbandonato parte della loro vita e quella parte non tornerà più.

  5. Babil scrive:

    “Per il resto, c’è un aspetto dell’uomo col quale non riesco fare i conti, ed è questo bisogno di modelli da amare o odiare, a seconda dei casi, questo fatto per il quale se sei personaggio pubblico automaticamente devi sopportare l’insulto e lo sputo, che vengono sempre assieme o dopo gli allori. Voglio dire, ma chi lo dice?”

    Ohiboh, la matematica. Gli studi sulle reti neurali hanno dimostrato matematicamente che uno dei canali dell’apprendimento è l’esempio. Il nostro cervello ne ha bisogno per il semplice fatto che così può funzionare meglio.
    Allo stesso modo è stato dimostrato il ruolo del sogno e della fantasia. Immaginare un cane a tre teste aiuta il nostro cervello a capire più efficientemente una realtà in cui i cani hanno solo una testa.
    Sono i soliti miracoli della natura, il nostro cervello si è evoluto proprio nella maniera giusta per ottimizzare il suo funzionamento come rete neurale.

  6. anna scrive:

    Licia, nell’ultimo rigo hai scritto qualcun altro con l’apostrofo ;)

  7. anna scrive:

    Sinceramente io la metterei su un altro piano. Premetto che io di sport agonistico non me ne intendo e che alle Olimpiadi mi piace vedere solo la pallavolo quando mi capita.
    Detto questo: chiariamo che gli atleti non sono mica gli unici che fanno i sacrifici. Si possono fare un mazzo così in palestra quanto vuoi, ma anche io (studentessa universitaria) studio 14, anche 15 ore al giorno in media (e come me tanti altri, almeno quelli che scelgono materie pesanti). Però a differenza loro, noi non avremo mai la POSSIBILITA’ di godere di una vetrina internazionale importante quanto le Olimpiadi, l’onore di rappresentare la nostra nazione (dovrebbe essere un ONORE, non un peso, ricordiamocelo, eh!), fama, soldi, medaglie al valore (!), che, diciamocelo, fanno piacere.
    E quando gli atleti vincono? Vengono esaltati, finiscono sui giornali, il Presidente della Repubblica li nomina Cavalieri del Lavoro (e un operaio che si sbatte la schiena dalle cinque di mattina, cos’è?), soldi a non finire, la pubblicità li chiama EROI.
    E quando perdono? Non si può nemmeno dire che ci hanno deluso (premetto che a me non importa dei risultati degli italiani, io apprezzo lo sport agonistico perchè permette di unire culture diverse, ma non lo seguo)? Non si può esprimere un pensiero?
    No. O tutto o niente. Io la penso così. Andare alle Olimpiadi ha questi effetti collaterali: sei nelle mani dei media, praticamente. Se non lo sopporti non ci andare, non te lo ha prescritto il medico. E se ami tanto il tuo sport, ci passi sopra alle critiche, anzi, non le ascolti proprio, tanto solo tu atleta sai dove hai sbagliato e come puoi migliorare.

    • Licia scrive:

      I soldi a non finire non circolano in tutti gli sport, e se arrivano arrivano solo al gran campione tramite gli sponsor. Tipo Schwazer, appunto, che comunque da domani se li sogna. Considera anche che in Italia solo sei sport sono considerati professionistici, e dunque hanno accesso a tutta una serie di facilitazioni economiche di legge. Tutti gli altri, che comunque si allenano dieci ore al giorno, sono non professionisti, e si devono arrangiare coi soldi e il resto. E sui sacrifici, certo che li facciamo tutti, ma è pure vero che ci sono cose che nessuno ti ridà indietro. Ritorno all’esempio Ginnaste: ragazze di quattordici anni che spesso si devono andare ad allenare a centinaia di chilometri da casa, e che dunque a quell’età lì si ritrovano da sole dall’altra parte dell’Italia rispetto alle famiglie, a vivere in residence con altri atleti come loro. Non frequentano la scuola, fanno gli esami da privatisti e l’educazione la ricevono con insegnanti privati direttamente in palestra, ancora, assieme ad altri atleti come loro. Vai a mare, ti fai il bagno, ma attenzione, troppo tempo in acqua macera la pelle delle mani, e poi domani ti voglio alle parallele asimmetriche. Quel che voglio dire è che questa è una scelta totalizzante, che fai da ragazzino, e da quel momento nella tua vita non c’è altro: palestra e allenamento fino a quando non sei troppo vecchia. A quel punto fine dei giochi, ti resta solo quello che sei riuscita a ottenere nella tua carriera, per il resto il tempo non torna indietro.
      Questo rende gli atleti migliori di chi fa i turni in fabbrica, di te che studi quindici ore o di me che per anni ho fatto otto ore in ufficio, cena, e dopo cena tre ore di scrittura? No. Ma manco peggiori. Io ammiro la disciplina e il sacrificio, e per questo ho rispetto di chi pratica agonismo. Certo, è una scelta, nessuno ti ha obbligato. Ma nessuno ha manco obbligato me a scegliere fisica all’università, o a fare due lavori.
      Per il resto, c’è un aspetto dell’uomo col quale non riesco a fare i conti, ed è questo bisogno di modelli da amare o odiare, a seconda dei casi, questo fatto per il quale se sei personaggio pubblico automaticamente devi sopportare l’insulto e lo sputo, che vengono sempre assieme o dopo gli allori. Voglio dire, ma chi lo dice? E perché sentiamo questo bisogno? Alla fine tanti miei post, come questo qui, parlano di questa faccenda che non riesco a farmi andare giù. Da questo punto di vista, anche a me dà fastidio la santificazione dell’atleta che vince, così come però mi infastidisce pure il pubblico ludibrio quando non vince o quando fa una cazzata.

    • anna scrive:

      Ma hai ragionissima, Licia, quando parli di scelte e di sacrifici: è vero, nessuno ha imposto a me di studiare 14/15 ore, a te di fare due lavori, e alle ginnaste di allenarsi tutto il giorno.
      Però, a parità di sacrifici (parlo per me, anch’io per studiare e mantenermi agli studi non esco il sabato sera, non faccio il bagno in estate ecc. un pò come le ginnaste), loro hanno la possibilità di godere di una vetrina internazionale come l’Olimpiade in cui hanno l’occasione, finalmente, di mostrare davanti al mondo intero il frutto dei loro sacrifici. Davanti al mondo possono rappresentare il loro paese e far vedere di che pasta sono fatte. Credo che sia una bellissima opportunità, altroché! E poi se vincono è tutto in discesa, con tutti i privilegi che ho elencato, pubblicità, medaglie al valore, popolarità, ecc.
      E se perdono? Qui casca l’asino. Io sinceramente non ce la vedo tutta la riprovazione che tu descrivi. Sì, quando la Pellegrini ha perso il podio c’è stata un pò di amarezza per i primi due giorni, ma non credo che la gente dopo un paio di settimane si ricorderà i piazzamenti della Pellegrini. Anzi, credo che non si ricorderà nemmeno che ci siano state le Olimpiadi. E anche lì per lì, personalmente non ho visto persone arrabbiate o realmente deluse perchè la Pellegrini non ha vinto. In quel momento c’è magari un momento di sorpresa, perchè, come hai scritto anche tu, ci si aspettava di più da lei. Sì, ci si aspettava di più: ma che male c’è? Secondo me, è indice di stima verso un atleta. Che poi non prende la medaglia, ma a noi in fin dei conti che importa? Domani ce lo saremo già dimenticato, ed è giusto così.
      Quindi, mettendo su una bilancia i pro e i contro della “popolarità da Olimpiadi”, personalmente credo che i pro siano superiori ai contro.
      Il caso Schwazer penso sia un’altra storia, sinceramente l’unica cosa che mi auguro è che il ragazzo si riprenda totalmente, anche io non sono riuscita a vederlo alla conferenza stampa, mi sembrava un pesciolino rosso in pasto agli squali, e non è bello. Però c’è da dire che il doping è reato penale, quindi nessun giornalista si potrebbe prendere la responsabilità legale di giustificare il suo gesto, anche se è comprensibile (ma non condivisibile) a livello umano. Un bacio Licia!

  8. f scrive:

    da atleta posso dire che i primi a flagellarsi quando le cose vanno male sono proprio gli atleti, quindi prendersela con chi non ha dato quanto ci si aspettava (che poi chi segue un po’ il nuoto sa che la pellegrini non ha avuto delle grossissime prestazioni quest’anno) è davvero cretino e anche un po’ crudele. su schwazer sono d’accordo con babil: il doping non è un errore, è un reato ed è nocivo da morire per la salute e “giustificare” chi ne fa uso fa passare un messaggio negativo (ma il cristianesimo non c’entra nulla). forse sarebbe solo il caso di lasciarlo in pace e lasciare che la giustizia faccia il suo corso. sempre sulla stessa linea, forse sarebbe educativo non riammettere più alle gare chi ha fatto uso di doping. l’olimpiade non è per chi imbroglia.

  9. Gigi scrive:

    Qui si torna a un discorso vecchio e sepolto: i Media.

    faccio un esempio: Terremoto ad Haiti.
    I media si lanciarono in quell’occasione parlando per giorni della cosa… Poi venne una notizia più ghiotta e nessuno a saputo più niente di Haiti (se non proprio un anno dopo…).

    Il problema dei media oggi è che anche i media ragionano come degli uomini d’affari: appena una notizia fa scalpore ci si buttano a corpo morto, ma appena perde di ascolti viene liquidata con poche parole…

    Le olimpiadi fanno notizia, per svariati motivi: ci si vede rappresentati nella squadra, e un evento che si aspetta da quattro anni, ecc…

    I media allora si lanciano sull’atleta più promettente (Pellegrini) e ci costruiscono film e film elogiandolo/a come la Vittoria fatta persona. L’atleta allora non si sente all’altezza e magari non riesce a dare il massimo, a fare ciò che i media non si aspettano, ma VOGLIONO da lui/lei che magari ha il potenziale per vincere, ma sotto tutta quella pressione non riesce a darlo.

    Allora i media iniziano una farsa cercando il colpevole della sconfitta dell’atleta, dipingendolo/a come piena di difetti e di debolezze: Lo sputtanano.
    E dopo il nuoto viene l’arco singolo e il superuomo di turno non si qualifica e così avanti fino alla fine delle olimpiadi.

    la solfa? Per far finire una cosa del genere c’è bisogno di un mezzo di comunicazione potente che arrivi a tutti e che possa creare scandalo. ops.. li chiamavano media…

  10. Beky scrive:

    io faccio sport e so cosa vuole dire faticare tanto per arrivare da qualche parte e francamente bisogna pensare che le olimpiadi non sono facili: la tensione di essere praticamente costantemente sotto le telecamere, gli allenamenti, la gente che scommette su quante medaglie prenderai … se poi senti di non farcela e ti dopi non è una bella cosa ma forse certe persone reagiscono così magari lui cercava solo di portarsi a casa una medaglia. io comunque non riuscirei mai a barare così alle Olimpiadi e pertarmi a casa magari un oro perchè sentirei di non meritarmelo e la lascerei là quella medaglia piuttosto …”Dello sport siamo solo spettatoori” e sono d’accordo, perchè non si può mai giudicare una persona in base a quello che fa senza sapere il perchè. anche se non cerco di giustificare Schwazer. anche io seguo Ginnaste è fantastico;)

  11. Valberici scrive:

    D’ accordo con Babil, Shwazer è un atleta che appartiene ad una federazione nazionale ed è anche un militare, ha giurato sulla bandiera ed è tenuto a rispettarla e a non “sputtanarla” con comportamenti illeciti. Se fosse stato “fedele” alla bandiera non lo avrei certo approvato, visto che sono internazionalista e comunista, ma lo avrei rispettato.
    Detto questo trovo rivoltante che lo si continui a dare in pasto ai media per rassicurare gli italiani riguardo ad un improbabilissimo non coinvolgimento di altre persone. E riguardo a questo provo compassione per un ragazzo che deve fare il capro espiatorio presentandosi come un atleta ormai finito, balbettando scuse. In queste olimpiadi la medaglia d’oro del ciclismo su strada è un ex dopato, così come la medaglia di bronzo degli osannatissimi 100m. piani.

    p.s.: anche a me piace Ginnaste…immortale la frase dell’ allenatore russo dei maschi: “tu non devi giustificare con me, solo con tua donna quando fai corna ti devi giustificare” :D

    • Licia scrive:

      La conferenza stampa stamattina me la sono francamente risparmiata perché a me ‘ste cose mettono in imbarazzo come se le facessi io…e io mi vergognerei davvero molto a fare una cosa del genere, per cui considerate che le mie riflessioni si fermano al mero accertare che Schwarz s’è dopato, poi tutto il resto per me pertiene al desiderio di spettacolarizzare tutto e lo ignoro.
      Sul “l’italiano che delinque ci rappresenta tutti”, direi che di spettacoli ben più pietosi di uno che si dopa ne abbiamo avuti a valanghe; non per fare benaltrismo, ma gente per cose molto più gravi si è guardata bene dall’uscire dalla polizia, per dire, cosa per altro che mi ha fatto notare proprio Val su Twitter. Il doping è un fatto grave, ma trovo nel complesso eccessiva tutta questa riprovazione.

    • Babil scrive:

      Che c’entra, è ovvio che Schwazer ci sputtana molto meno di Schettino, il quale ci sputtana meno di personaggi di ben altra statura…Non sto mica dicendo che non esiste una gerarchia delle colpe.
      La mia riprovazione come ho detto è soprattutto per il rivoltante perdonismo con cui la cosa viene affrontata dai giornali e dalla televisione.
      Schwazer si deve semplicemente fare la pena prevista per la sua infrazione. Siccome è un fesso, probabilmente se la farà tutta.

    • Valberici scrive:

      Quello che mi da fastidio è che la riprovazione e il perdonismo sono stati montati ad arte per nascondere le colpe di altri e/o per aumentare gli “ascolti” approfittando di una persona debole.

  12. Babil scrive:

    “Ci pare che la Pellegrini ci abbia fatto un torto, sia venuta meno ad un contratto non scritto, insito nel suo essere atleta, a non aver vinto neppure una medaglia,”

    Falso, gli atleti non devono nulla specialmente al pubblico italiano, pubblico prima che vincessero delle medaglie alle olimpiadi ignorava perfino della loro esistenza e faceva fare loro la fame, mentre era occupato a guardare ridicole partite di calcio inter nos accettando senza battere ciglio che i calciatori vengano pagati milioni di euro. Su questo punto concordo in pieno.

    “o che Schwazer fosse tenuto, per il nostro buon nome, ad andare onestamente a Londra a guadagnarsi il suo oro”

    Invece su questo dissento, tutte le volte che un italiano si comporta male la nomea ricade su tutti gli italiani. La prossima volta che andremo all’estero e ci guarderanno dall’alto in basso sarà anche colpa di Schwazer che ha provato ad imbrogliare ad una gara internazionale. E’ il concetto, quello sano, dell’onore che purtroppo l’italiano ignora. Così come dobbiamo imparare a lodare e ringraziare adeguatamente chi ci fa fare bella figura nel mondo, così dobbiamo imparare a condannare chi ci mette in cattiva luce.

    Perchè francamente quello che mi ha urtato del caso Schwazer è stato proprio tutto l’affannarsi a dire che “bisogna capirlo”, “bisogna stargli vicino” (Ma che cazz?!.. Uno commette un crimine e dovrebbe perfino essere ricompensato), “bisogna perdonarlo” (Ma che cosa c’entra il perdono?! Esistono crimini e sanzioni, ebbasta con questo cristianesimo di m…a!).

    Invece come sempre in Italia si cerca di trasformare il reato in peccato, con tanto di quella rivoltante confessione pubblica di stamattina…Strano che non ci fosse un prete a dargli l’assoluzione subito dopo.
    Veramente, per conto mio fare quella scena in televisone è stata una colpa peggiore del doping…

    Per quanto riguarda Ginnaste, confesso che sono un fan anch’io e mi intristisce che le persone che lo apprezzano abbiano spesso un’età comparabile con la mia. E’ un programma che dovrebbe essere seguito dai ragazzini, che mette in scena dei ragazzini che si fanno un mazzo così per diventare veramente bravi a fare qualcosa, e che sembrano perfino possedere (se non è tutto finto) delle qualità umane (probabilmente le due cose vanno di pari passo). Mentre solitamente gli eroi di oggi sono dei subumani che non sanno nemmeno esprimersi in italiano e che si contendono il titolo a gare di rutti…

    Peccato veramente per Vanessa Ferrari, d’altra parte da quello che ho capito l’hanno messa al quarto posto per un criterio matematico (aveva perso più decimi). A ruoli invertiti questo sistema avrebbe favorito lei. Certo, sperando che il giudizio degli arbitri nell’assegnare i punti sia stato obiettivo. Almeno il bronzo è andato ad un’atleta che anche lei deve aver lavorato tantissimo per riprendersi da un grave infortunio.
    Comunque, probabilmente adesso la Ferrari è di tutt’altro avviso, ma arrivare quarti alle olimpiadi non è certo un risultato da poco, specialmente contando che fino a quest’anno la nazionale femminile di ginnastica artistica non era mai arrivata in finale.

    Peccato anche per la finale buttata via dalla Ferlito, evidentemente Ginnaste non è tutto falso perchè il vizio a comportarsi in quel modo si era visto che lo aveva, peccato sia venuto fuori proprio in quel momento.

    Vabbeh, speriamo che lei e la Preziosa non facciano stupidaggini tipo smettere e che ci riprovino alle prossime olimpiadi.

    • Ally scrive:

      Neanch’io avevo notato questo post.

      Schwazer non è un santo e per questo pagherà, però il problema e alla radice.
      Non tutti gli atleti sono tenaci e forti e lui non era fra questi, quindi ha maggiori debolezze di altri ed è stato manipolato, ma non sarebbe successo se gli fossero stati vicini, ci sono sfilze di psicologi per capire i problemi degli atleti e non si sono accorti che qualcosa non andava??
      Poi, è sbagliato dire bisogna perdonarlo, noi chi siamo per accusarlo e per perdonarlo, noi possiamo solo avere una nostra opinione personale, ma non mi sembra giusto che si inizino discussioni se deve essere perdonato, se ha fatto una stupidaggine ecc., per il semplice motivo che non lo conosciamo, per il semplice motivo che molto probabilmente non sappiamo tutta la verità sull’accaduto e poi credo che gli semplici spettatori non debbano ne difenderlo ne accusarlo.
      Il problema come dicete è che noi italiani ci sentiamo tirati in ballo come se i trionfi di quell’atleta e gli sbagli ci appartenessero e credo sia dovuto che quando si va all’estero si generalizzi, quindi quando si pensa all’italia saltano subito fuori il buon cibo, la mafia e berlusconi con il suo bunga-bunga, questo è riprovevole, se uno si intende di sport pensarà all’italia come atleti dopati e se va bene che sono bravi nella scherma, ma visto che i media fanno più ascolti sugli sbagli che sulle vittorie, ci considereranno tutti dopati.

      Io avevo seguito il programma ginnaste e mi era piaciuto, solo che poi l’avevo perso di vista e ora non so più dove trovarlo, credo che io sia la più piccola a commentare, per questo forse ho una mentalità più da bambina che da adulta, ma credo che sia meglio avere diversi punti di vista.

      Alle olimpiadi ci sono comunque delle scorrettezze e purtroppo a pagarne le conseguenze sono gli atleti, mi ha colpito la sfortuna della cagnotto, che nel sincro è stata sfavorita al posto delle canadesi, invece nel “singolo” ha perso per 20 decimi.

      Mi scuso per i punti un po’ spezzettati il doping è un reato ma è anche un errore perchè l’errore l’ho si paga sulla propria pelle.
      Il suicidio è si un reato ma la persona l’ha già pagato sulla propria pelle e credo che chi tenti di suicidarsi ma non ci riesca venga arrestato.
      Chi si dopa paga già perdendo la faccia, riscuotendo problemi fisici e morali, poi dipende dai casi, se uno si dopa e vince le medaglie senza che nessuno che se ne accorgi mi sembra giusto considerarlo, ma chi come Schwazer sbaglia e viene subito beccato non mi sembra da considerare reato, dovrebbe essere punito chi ha aiutato a doparsi e chi doveva seguire la salute dell’atleta e non si è accorto della sua fragilità in questo momento.

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