Un grande classico

Era il 2006, più o meno di questo periodo, all’epoca ero in piena dieta e per dimagrire correvo sotto il sole nel parco del quartiere. Non ero ancora sposata, già laureata, da poco tornata da Monaco. E usciva Black Holes and Revelations, il primo album dei Muse che avevo atteso, seguito, di cui avevo letto ogni minimo rumor. A dire il vero, era il primo album tout court che attendessi in tutta la mia vita. Lo recensii sul blog, in un post ormai fagocitato da Splinder, e fu la mia prima recensione musicale. Sono passati sei anni, il periodo è più o meno quello, ma io peso 15 chili di meno, non corro, sono sposata e ho una figlia. Ma la verità è che siamo sempre più o meno là.
Ho già avuto modo di dirlo: ormai l’uscita di un album dei Muse segue un copione più o meno consolidato. Rumor sempre più improbabili su contaminazioni estreme, collaborazioni allucinanti e l’immancabile “stanno diventando commerciali”, seguito tipicamente da uno o più singoli davanti ai quali il pubblico resta basito à la Boris. Adesso siamo alla fase singolo “ma che cappero è”. Ieri infatti è uscita Madness, primo singolo vero estratto da The 2nd Law, sesto album studio dei Muse. Questo è il pezzo col quale l’album si presenta al mondo. Ed è un pezzo meh. Ossia uno di quelli che più sei fan di vecchia data più ti lascerà perplesso. Credo che quelli che li hanno conosciuti con Sunburn non si avvicinino a una canzone del genere neppure a 200 metri di distanza. Ma questi sono i Muse, sono sempre stati questi, se non ti piace l’estrema varietà forse è meglio andare verso altri lidi.
Che ne penso. Che ne penso…non lo so. L’ho ascoltato tre volte, l’ho comprato appena uscito, ho ordinato a scatola chiusa The 2nd Law. Sono una fan girl, non ho problemi ad ammetterlo, come ammetto che con ogni probabilità continuerò ad amarli a prescindere, perché sono una fan, e non me ne vergogno. Ma non posso dire che Madness entrerà nella mia top ten delle loro canzoni. Neppure nella top twenty, a dirla tutta. Non è brutta, assolutamente. Per dire, Survival è probabilmente peggiore, molto più di cattivo gusto. Questo è un pezzo che ha le sue cosine a posto, è curato. Però mi dice davvero, davvero poco. Il primo minuto è tirato oltre i limiti della sopportazione; prima del cambio di regime non ne potevo davvero più, meno male che la canzone è un po’ in crescendo…La strofa, diciamocelo, è abbastanza noiosa e ripetitiva. Il ritornello si riprende; ha quel gusto per la melodia che per quel che mi riguarda è il segno distintivo dei Muse, quello per il quale li ho amati fin qui. Ma manca la potenza. Che comprare verso la fine del pezzo, che, devo dire, è davvero bellina. Tra l’altro ad un certo punto la voce di Matt è veramente, veramente diversa dal solito (sull’”I need your love”, per intenderci) e questo lo trovo interessante. Bocciati i coretti à la Queen. Li mettono ovunque, ormai, e purtroppo io continuo a percepirli come un artefatto, qualcosa di appiccicato là, che ai Queen venivano bene, ma che con loro suonano solo pieni di prosopopea. Ma vabbeh, saranno gusti. Testo senza infamia e senza lode, sul tema amore follia Matt ha già detto tanto e meglio (Hysteria, Stockholm Syndrome, Space Dementia…).
Grido allo scandalo, al gruppo che ha perso le sue radici, al “commerciale”? Tutto sommato no. È solo una canzone che mi lascia freddina. Vedremo il resto dell’album. Finora, tutti i loro dischi hanno sempre contenuto per me almeno una perla, spesso più d’una, e stavolta ho già Unsustainable che mi stuzzica il palato. Vedremo. Chi vivrà vedrà.

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14 risposte a Un grande classico

  1. Posse93 scrive:

    La mia prima impressione al primo ascolto di Madness è stata simile al tuo meh: “bah”. Non si può dire che io sia un fan di vecchia data. Sin da ragazzino sono stato un ascoltatore dei pezzi più trasmessi prima di trasformarmi in ascoltatore serio, evento avvenuto nel giorno in cui è scattata la reazione a catena che dal leggere il testo di Unintended sul tuo libro mi ha portato a cercare tutte le loro canzoni (quindi scrivo anche per ringraziarti per avermi iniziato a questo “culto”). Per me tutte le varie tracce, o almeno gran parte di esse, trovano un posto preciso nella mia testa e a seconda degli stati d’animo che vivo o delle sensazioni che provo mi ritrovo a canticchiare una diversa canzone. La tristezza sparisce con Starlight, per caricarmi prima di una gara c’è il ritmo di Stockholme Syndrome, quando ho avuto bisogno di calmarmi ieri e oggi nei test ho ricordato l’arpeggio iniziale di New Born, per fare qualche esempio. Madness, invece, non ha lasciato segni, mi vergogno un po’ a dire che trovo persino difficile ricordarne la melodia. Il giudizio che posso dare perciò, oltre a concordare per quanto riguarda la voce di Matt (che corde vocali!), è totalmente da fan e non da critico musicale. Mi sembra che abbia un involucro molto decorato, ricercato e studiato, ma che sia vuota dentro, quasi come se mancasse la passione. Forse è una canzone di “transizione” e magari tra un po’ mi piacerà, ma per ora non mi sembra nè carne nè pesce, perciò “bah”. =)

  2. Lucia scrive:

    Licia uso questo articolo per farti i complimenti dei tuoi bellissimi, straordinari, indimenticabili romanzi fantasy e che mi hai fatto innamorare dei personaggi che sono indimenticabili. E poi complimenti, l’articolo che è uscito oggi sulla stampa era magnifico, complimenti ancoraaaaa!!!!
    Bravissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!
    :)

  3. Alessandra scrive:

    In questi giorni, ho capito che i Muse mi piacciono davvero tanto. Conoscevo solo alcuni brani (da ora non più…) e in un pomeriggio intero sono arrivata ad essere a conoscenza di qualunque pezzo abbiano inciso!
    Ebbene si, gli album sono diversi l’uno dall’altro, ma tutti hanno un loro ”perchè” ed è questo che mi piace dei Muse, ciò che gli passa per la testa scrivono c:

  4. Dario scrive:

    A me i Muse non mi piacciono, e permettimi di dire che mi fanno schifo però concordo sulle cose che hai scritto!

  5. duki98 scrive:

    ci sarà il seguito dei i regni di nashira???????????

  6. system90 scrive:

    Sto leggendo la ragazza drago e sono arrivato nella parte dove parli del mio gruppo preferito, i Nightwish….sei forte

  7. Kiaretta scrive:

    Vedo che sei una grande fan dei Muse…^^
    Volevo già commentare al post prima, ma non avrei saputo cosa dire se non che neanche a me è piaciuta Survival… Comunque sia, io non sono mai stata una fan accanita dei Muse, sebbene li ascolti molto volentieri…
    Di questo genere qui, preferisco più gli Skillet e i Sick Puppies e se non li hai mai sentiti dovresti provarci…
    Considerato che molte delle loro canzoni mi hanno ispirato scene del mio libro XD

  8. Lorenzo_R scrive:

    Curioso, tra l’altro, come Matt abbia definito Madness la sua canzone preferita fra quelle che ha scritto (detronizzando, così, Bliss).

  9. Lucia scrive:

    A me non piacciono i Muse secondo me sono un tantino troppo rumorosi per il mio gusto musicale, ma concordo appieno con te, ma Licia tu hai anche qualche altra band musicale oltre i muse??

  10. Lorenzo_R scrive:

    Mi trovo d’accordo con praticamente tutto.
    Il pezzo è bello, ma non mi pare adatto come primo singolo. Mi fa pensare male per l’album. È vero che, almeno per me, i primi singoli di ogni loro album non sono mai stati i pezzi migliori lì contenuti.
    Però mi piacevano comunque più di Madness.
    Pare quasi una canzone da album solista di Matt.
    C’è da dire, però, che sia in questa canzone che in Survival Matt ci ha regalato alcune fra le migliori prestazioni vocali di sempre.
    Sarà forse perché con questo album sentiremo meno del solito la sua voce? (mi riferisco, ovviamente, alle due canzoni scritte e cantate da Chris e alle due instrumental di chiusura).

    • Licia scrive:

      cioè, Chris canta pure?????

    • Lorenzo_R scrive:

      Eh sì, sì. Inizialmente doveva cantarle Matt, ma alla fine “se la suona e se la canta Chris”, come si usa dire.
      Il fatto è che erano canzoni con testi troppo personali (riguardano il suo problema con l’alcool), e hanno preferito farle cantare a lui.

  11. Valberici scrive:

    A me piace abbastanza. :) Però credo che per un giudizio definitivo lo dovrò ascoltare assieme agli altri brani e soprattutto a distanza di un po’ di tempo e con “umori” diversi. Non so se a te succede ma io ho bisogno anche dell’ umore giusto per apprezzare certi brani musicali. Ce ne sono che mi piacciono da incazzato e altri da disperato.
    Poi, vabbè, c’è una musica che non dipende dall’ umore o da altri fattori soggettivi, ma non è il caso dei Muse e forse mai lo sarà. ;)

  12. Nidol scrive:

    Non sono un grande fan dei Muse, non conosco tutte le loro canzoni, anche se ce n’è qualcuna che adoro (tipo Plug in baby o Resistance che suppongo conoscano a memoria anche i miei vicini). Quello che apprezzo davvero dei Muse è proprio l’imprevedibilità, la continua evoluzione, il cercare nuove strade. Avrebbero potuto rifare Time in running out per 4 o 5 album… forse avrebbero guadagnato di più… invece sono andati avanti. In fondo, se uno ha voglia di ascoltare Absolution, è sempre lì, non l’hanno mica cancellato.

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