Sono donna, e non voglio capire

Ho scoperto da un po’ di tempo l’acqua calda: ognuno di noi, su certe faccende, ha il suo limite di sopportazione. C’è chi si indigna per cose che a me passano indifferenti, e su altre invece mi sento come Caparezza in “Cose che Non Capisco”: ci sono cose che non capisco e cui nessuno dà la minima importanza, e quando faccio una domanda mi rispondono con frasi di circostanza, tipo “tu ti fai troppi problemi, Michele, tu ti fai troppi problemi, non te ne fare più”.
Ma anche sullo stesso argomento, i miei limiti di sopportazione variano in modo del tutto arbitrario. Parliamo di rappresentazione della donna nella società (e quando mai…lo so che sono monotona, ma, sarà che ho una figlia, sarà che sono donna, sarà che la situazione è oggettivamente brutta, ma ci ritorno su spesso). Qualche tempo fa – parecchio, in effetti – difesi una canzone di Arisa che esaltava la vita semplice, ora non ricordo neppure di quale canzone si parlasse, ma veniva tacciata di un certo conservatorismo e sessismo. Poi, un paio di giorni fa, accendo la radio e becco la pubblicità di una ditta che fa divani. Sì, quella con la Ferilli. Vi rinfresco la memoria sui retroscena: per un certo periodo di tempo la Ferilli è stata in rotta con l’azienda, e aveva smesso di fare da testimonial. Adesso è tornata, per motivi che non so e che comunque mi interessano meno di zero. La pubblicità parte con la Ferilli al telefono, che dice qualcosa del tipo: “Sì, sono tornata. Dove sono stata? Beh, sa, il parrucchiere, i nipoti, la sauna, la palestra…lei è donna, mi capisce, no?”.
Allora. Tutto all’apparenza molto innocuo, tutto molto, come dire, consueto, comune. E per questo a me insopportabile. Dà per scontato che una donna non possa che riempirsi le giornate di cose frivole, come se tutte fossero interessate solo alla manicure e all’acconciatura. Per altro, la Ferilli è una donna che lavora, fino a prova contraria è un’attrice. Costava molto farle dire che era via, che so, in tournée teatrale? Che aveva girato un film? La cosa peggiore in assoluto è quel “lei è donna, mi capisce, no?” finale. Come se per essere donna dovessi necessariamente interessarti a questa roba, passare il tempo tra sauna e parrucchiera.
Un tempo, forse, tutto questo non mi avrebbe dato fastidio. Sarà che queste problematiche mi interessavano di meno, sarà che ero una ragazzina e ancora non avevo capito che tipo di donna volessi essere. Adesso mi urta. Non capisco perché ci si debba chiudere in triti stereotipi. Sembrano cose assolutamente innocue, ma sono pervasive. Non è solo la Ferilli; è l’accumulo di pubblicità, di messaggi del genere provenienti da ogni direzione, è la pluralità di voci che dappertutto dicono sempre la stessa cosa: sei donna solo se curi il tuo aspetto e lo fai un certo modo, esistono cose da donne e cose da uomini, non puoi essere altro che una bella bambolina. Come quell’altra stronzata delle penne Bic per donne, con le farfalline e i cuoricini, come se a me non potesse piacere, che ne so, la penna con Batman su. Per altro, c’è anche la pseudo-spiegazione scientifica: le mani delle donne sono più piccole. Ma manco per idea. Le mie mani sono identiche a quelle di Giuliano, per via delle mie dita lunghissime. E quindi?
E quindi niente. Quindi mi tengo la mia rabbia e continuo a scrivere di donne che fanno un po’ quel che vogliono, che in un uomo cercano un compagno di viaggio e non un tizio che dica loro cosa fare e dia uno scopo alla loro esistenza, che se vogliono menare menano, se vogliono fare la calza la fanno. Perché sono io che voglio essere così. Non è che ci sia qualcosa di sbagliato nelle “attività femminili”, cosiddette. Anch’io mi diverto a fare torte e a ricamare lenzuola; ma mi diverto anche a vedere l’ultimo film di supereroi, e guardarmi lo sport in tv e a guidare la mia Alfa in autostrada. Che problema c’è?
Servirà a qualcosa proporre modelli alternativi? Boh. Io scrivo, non conduco un programma in televisione, non faccio film, e il pubblico cui arrivo è un millesimo, o anche meno, di quello raggiunto dalla Ferilli che va dal parrucchiere. Ma il mare è fatto di gocce, no? Sarà uno stratosferico successo se già riuscirò a spiegare a mia figlia che potrà essere e fare quel che vuole, da grande. Ma già cominciamo bene, visto che oggi, davanti all’aspirapolvere, ha chiesto: “Come funziona?”.

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52 risposte a Sono donna, e non voglio capire

  1. ile97 scrive:

    scusate se non c’entra nulla, ma qualcuno che ora non ricordo mi aveva dato l’indirizzo del suo blog per fare un commento al libro del destino… beh, non ritrovo quell’indirizzo…chiunque sia, potrebbe ridarmelo? grazie :)

  2. dani scrive:

    anni fa la mia prima figlia, torndando dal fatidico primo giorno in prima elementare, si mise a piangere perché le sue compagne l’avevano presa in giro per via del suo astuccio.
    era un astuccio da maschietto con su i cavalieri dello zodiaco che lei adorava…
    il gioco dei ruoli inizia molto presto e siamo proprio noi genitori gli artefici di tante tragedie!
    noi genitori imponiamo ai nostri figli le nostre aspettative spesso senza fermarci ad ascoltare le loro inclinazioni.
    è stata dura far capire a mia figlia che l’unica voce che dove ascoltare è la propria, è stato duro farle capire che non tutte le persone condividono gusti e valori, ma che comunque vanno rispettate, è stato duro e lo è ancora essere per lei un esempio di quello che deve o non deve essere una donna: la femminilità non è un difetto, ma essere capaci al bisogno di rimboccarsi le maniche e cambiare una gomma alla macchina, o saper riparare un interruttore rotto hanno valore per una donna tanto quanto il saper fare una torta per la domenica.
    io personalmente non apprezzo gli stereotipi, men che meno quelli che riducono il mio ruolo di donna a qualcosa di frivolo e di inutile, sono una donna che lavora, madre di tre figli, ci tengo ad avere un aspetto curato, nei limiti del possibile, ma se mi si ferma la macchina non ho problemi ad aprire il cofano per dare un’occhiata, quanto alla sauna… non ne ho mai fatta una, ma non si può mai dire!sono orgogliosa di saper affrontare la maggior parte delle situazioni da sola, e non mi tiro indietro di fronte a ciò che non so fare: mi piace imparare e ne vado fiera!
    non mi piacciono i luoghi comuni, nè riguardo alle donne nè riguardo agli uomini.
    non ho sposato un belloccio buono solo a guardare il calcio e le macchine sportive!
    ho cercato un compagno di strada e ho iniziato un viaggio, non sempre facile, ma per questo ancora più bello!
    questo è l’esempio che cerco di dare alle mie figlie.
    le storie in questo aiutano.
    tutte le storie, quelle vere e quelle dei romanzi, quelle allegre e quelle tristi, quelle in cui i protagonisti sono fragili e delicati e quelle in cui sono forti e intrepidi.
    non conta che siano uomini o donne, purché siano “autentici”, veri nei sentimenti che ispirano, poi ognuno sceglierà da sè quale modello seguire.
    non è mai troppo presto per mettere un libro in mano ad un bambino: ho letto i dannati di malva a mia figlia prima ancora che sapesse leggere per insegnarle a guardare dietro l’aspetto delle presone,il piccolo principe per farle comprendere il valore dell’amicizia, di ciò che abbiamo e di ciò che perdiamo, e poi lei ha letto altre storie e ne leggerà altre e crescerà e avrà molti altri esempi tra i quali scegliere, non solo quelli distorti che arrivano da una propaganda che valorizza l’apparire piuttosto che l’essere.
    il consiglio che da madre mi sento di dare a tutte le madri e i padri è il seguente: spegnete le tv dei vostri figli e mettete loro in mano dei libri.
    non importa quali, difficilmente troverete libri cattivi, leggete con loro e confrontatevi con loro, non abbandonateli davanti allo schermo: lì non ci sono modelli da seguire, in televisione troveranno solo stereotipi: cose da uomini o cose da donne.
    io preferisco le cose da individui.
    le ha vissute

    • Amhal scrive:

      Condivido assolutamente il tuo punto di vista.
      Permettimi di dissentire su una piccola cosa. Nei primi anni di vita, eliminare gli stereotipi di genere non e’ molto positivo. Erikson, un noto psicoanalista e psicologo evolutivo, evidenzia la fondamentale importanza che hanno tali stereotipi per formare quella che si chiama “identità di genere ” . Non voglio dilungarmi sulle teorie di Erikson perché altrimenti facciamo notte, ma e’ buona cosa che il bambino abbia chiaro chi e’ maschio e chi e’ femmina, proprio perché su questa percezione, il bambino costruisce la propria sessualità ! Una mancata distinzione potrebbe portare delle problematiche che in certi caso sfiorano la psicopatologia.

    • Nashira99 scrive:

      Io non sono una mamma come puoi vedere dal nome sono una 99 però ho una sorella e mi è cresciuta sotto gli occhi e non posso credere che l’anno prossimo è già in prima perchè la ho vista crescere e se diventasse alta 2 metri sarà sepre la mia piccola sorellina.Lei è una maschiona (come me:))e le piace Ben10 e cartoni così e le bambole non le ha mai toccate.Ma se tornerà dal primo giorno di scuola piangendo perchè le sue amiche la hanno presa in giro per qualcosa che le piace,seguirò il tuo esempio e le insegnerò che nessuno può commentare ciò che ti piace e ciò che ami,che devi credere in ciò che sostieni con tutto il cuore.io cerco e cercherò sempre di darli un buon esempio da seguire e lo stesso fa mio fratello che non è alle prime armi visto che è nato 4 anni prima di me e è stato un buon esempio per me e lo sarà anche per la nostra mezza sorella:)
      In quanto a mettere in mano un libro a un bambino non è un’idea brutta perchè leggere è una cosa bellissima e io ho cominciato a leggere da poco da settembre dell’anno scorso e i libri di Licia mi hanno cambiato davvero.Per me leggere è una cosa fantastica che chiunque dovrebbe provare invece di commentare e basta come facevo io prima di cominciare a leggere.Per me leggere è come vivere una seconda vita una vita diversa in cui tutto è possibile in cui la vita è un susseguirsi di imprevisti dove la vita è una avventura VERA.non è come la vita costituita dall’andare a scuola tornare a casa fare i compiti mangiare dormire e ricominciare la stessa solfa.Se avessi un desiderio,esprimerei di entrare un giorno in uno dei Mondi di Licia.Quando prendo in mano il libro di Licia che sto leggendo,è come se la mia seconda vita mi stesse aspettando dentro a quelle pagine,in mezzo a quelle parole che mi fanno scendere lacrime di gioia e di dolore.
      Dopo questo “attacco” di sincerità mi meraviglio di ciò che ho fatto perché non pensavo un giorno di tirare fuori i miei sentimenti davanti a persone che in fin dei conti non conosco ma spero e credo mi capiscano.:)

  3. Antonio scrive:

    Licia, condivido il tuo pensiero, anche a me hanno dato molto fastidio le parole della Ferilli.
    Io penso che queste generalizzazione e banalizzazione delle figure della donna e dell’uomo siano molto dannose, lo stesso termine “effemminato” è frutto di una cultura maschilista, come se ci fossero cose che per definizione sono “da uomini” e altre “da donne”. Questa banalizzazione riguarda anche le figure dei gay nelle pubblicità, un omosessuale non è per forza una persona “effemminata”, che fa il parrucchiere, delicato, voce stridula, a cui piace lo shopping ecc ecc. Queste caratteristiche banali che nella pubblicità sono riferite a una donna, bè, sono riferite anche ai gay. Questa banalizzazione è dannosa da più versanti.

    • Amhal scrive:

      Condivido. Dagli stereotipi nasce il pregiudizio, il quale impedisce la formazione di una società integrata dove il rispetto per l’altro è un valore radicato. Ottima riflessione =) non avevo colto questo aspetto.

  4. ile97 scrive:

    allora…ho commentato a:
    giulia98
    playrom
    qualcuno95
    nihal

  5. ile97 scrive:

    ah! tranquilla Licia! l’hai detto tu stessa che le attività domestiche non sono una prigione! e poi, meglio di me, che dell’aspirapolvere ne avevo paura! :D

  6. ile97 scrive:

    bene, Licia, comincio, dopo tanto tempo, il mio commento di sfogo, visto che finalmente ho trovato qualcuno che la pensa come me. – sorride crudele, pronta a massacrare di insulti chiunque sia di idee diverse, ma viene trattenuta dalla sua parte ragionevole -.
    dunque. cominciamo restando calmi. calmi. perché ci sarebbe da incazzarsi come una iena a vedere quella pubblicità!!! e sai che io e mio babbo ci siamo guardati come dire “ma ancora non li hanno arrestati questi?” e poi ci siamo messi a ridere, perché, davvero, per sdrammatizzare ne eri quasi costretto.
    prima di tutto:
    1. cara Ferilli (più che altro la geniale mente che la fa parlare), a me non me ne po’ fregà di meno di che ca*** hai fatto fin’ora, potevi anche di “sò andata a fà i ca*** mia che te ne fotte a te?”!!! oppure, più delicatamente e meno stupidamente, potevi ricomparire dicendo solo quello stramaledetto “beato chi se lo fa, il sofà”. -.-” e sai che di pubblicità stupide ce ne sono tante altre(tipo quelle cazzate assurde dei pruriti intimi…ok. ora, se te ce l’hai, te lo tieni e zitta e ti vai a comprà st’affare senza urlare in giro: HO PRURITO INTIMO!!!!! oppure quell’altre cazzate stracazzate dell’amuchina! che ora a te ti viene un’orgasmo perché la tu sorella t’ha portato l’amuchina a casa…te devi proprio esse fumata qualcosa di forte, eh? e ce ne sarebbero anche altre per la cui stupidaggine il mio cervello ha preferito eliminarne il ricordo. ma ora sto divagando).
    2. sono pienamente d’accordo con te. poteva andare bene qualsiasi frase, anche “so andata a fa’ l’amore con Batman”. era sicuramente più dignitosa di “sa, parrucchiera, sauna, palestra…” ma per favore! oltretutto neanche cucinare, ha detto, che è l’attività più comune! è come se noi donne avessimo voluto la parità dei sessi per non fare un cazzo dalla mattina alla sera! e a fare la bellavita tra sauna, parrucchiere, eccetera perché queste cose futili sono l’unica cosa che ci interessa davvero e che riteniamo “davvero” importante, visto che siamo così stupide da non pensare altro che a noi stesse e alla bellezza!
    3. oltretutto la Ferilli ci rimette la propria immagine, perché quella pubblicità, a mio parere, la fa sembrare antipatica sopra ogni limite di sopportazione! un’ochetta, ecco!
    basta, ho finito.

  7. Sara scrive:

    Ti do ragione in toto. E a proposito di faccende “riservate” alle donne, pensa che un mio amico qualche settimana fa mi ha detto “Non è che noi uomini non vogliamo lavare, cucinare e cose del genere… è che abbiamo altre passioni!” Oh certo, come se fare le faccende di casa fosse una passione! Per alcune lo è, per carità, anch’io trovo abbastanza rilassante riordinare (soprattutto la mia folta libreria, devo ammetterlo ;) ), ma detta così sembra che per TUTTE le donne ramazzare sia un hobby! E, a proposito di femminilità, l’ho minacciato di menarlo se avesse detto un’altra volta una cosa del genere ;)
    E a questo aggiungiamo un’altra immagine che spesso si sovrappone a quella della brava massaia, ossia quella della donna come oggetto sessuale. Qualche mese fa all’università ho seguito un corso di linguistica italiana con un modulo dedicato alla pubblicità, mi è toccato studiare una quantità impressionante di pubblicità che definirle disgustose è poco.
    Però, attenzione, la donna deve rimanere sempre un oggetto, mai un soggetto: se ti metti i tacchi e la minigonna è perché vuoi andare col primo che passa, quindi guai a te se poi non lo fai. Per molta gente (anche donne, purtroppo) non è minimamente pensabile che una donna si vesta in un certo modo perché si piace così, o anche perché le piace farsi guardare, sì, ma SOLO guardare. La verità temo sia questa: la donna è ancora troppo spesso considerata solo un oggetto al servizio degli uomini; che poi questo oggetto serva a tenere a posto la casa o a sfogare altri istinti, è un dettaglio secondario.
    E a proposito di tutta questa questione mi è venuta una domanda da farti: cosa ne pensi delle quote rosa?

  8. Nihal scrive:

    Per la donna vera è quella che fa tutto quello che vuole dall’andata al parrucchiere alla visione di The Avengers in 3D. Per quanto mi riguarda mi rispecchio di più in pantaloni, scarpe da ginnastica e unghia mangiate fino all’osso che in gonna, mani perfette, e scarpe col tacco dieci. Non so, forse sono io che sono strana, però per me certe cose sono veramente inutili. Io sono la classica tipa prega suo padre per portarla al cinema a vedere l’ultimo di batman e che sbuffa quando sua madre le dice di mettersi tutte le gonne che una volta mi piacevano ma che adesso trovo la cosa più scomoda e insopportabile del mondo.

    • Nashira99 scrive:

      Ti do assolutamente ragione:mia mamma continua a dirmi che sono un maschiaccio e che non metto più le gonne come 3 anni fa;ma io le trovo scomode.Le collant mi danno fastidio e poi devi sempre star li con il pensiero che non si alzi la gonna al primo bufon di vento.io sto comoda con i miei jeans e le mie scarpe:)

  9. alice scrive:

    cara Licia, io sono una ragazza di diciassette anni che ti segue da quando ne aveva dodici. Ho sempre adorato il tuo modo di scrivere e le tue protagoniste… Sai perchè? Perchè sono indipendenti e fanno sempre quello che vogliono! Anche io la penso come te e odio tutti gli stereotipi del giorno d’oggi, perchè purtroppo, anche se si nega l’evidenza, il maschilismo è rimasto nella nostra società… Nascosto, camuffato, ma è rimasto. Detto questo, io sono un maschiaccio, adoro giocare a calcio e alla play station, eppure mi faccio la tinta, ecc… Ognuno, uomo o donna, dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole senza essere giudicato, eppure nemmeno al giorno d’oggi è così

  10. Cristina Di Giuseppe scrive:

    Io penso che Licia abbia perfettamente ragione. Insomma, non è assolutamente che la ‘donna’ abbia soltanto un ruolo superficiale nella vita di tutti i giorni.
    La donna è anche in grado di fare altro,apparte che lavare,cucinare, farsi il ritocco alle unghie o robe varie,insomma la donna può essere un po’ più libera.Siamo,per fortuna in uno stato ‘libero’ (tralasciando la crisi,le disoccupazione eccetera..) la donna ha il diritto di FARE QUELLO CHE VUOLE SENZA CHE NESSUNO LA INTRALCI,certo rispettando un limite.
    No?

  11. Sonia scrive:

    Licia ma quando esce i regni di nashira 2, puoi specificarmi la data se la sai, grazie mielle!!
    :P

    • Nashira99 scrive:

      Spero tra poco sono ansiosa di vedere come continua anche perchè ti fa rimanere di stucco il modo con cui finisce il sogno di Talitha perchè ti chiedi:adesso?Cosa succede?
      Non vedo l’ora di leggere un’altra fantastica avventura!*-*

  12. Davide scrive:

    Qualcuno saprebbe dirmi il programma e gli eventi di ciascuna giornata del lucca comics and games 2012 ? :)

  13. Crisen scrive:

    Deborah: Non è rilevante in questi tempi come e con quanti punti ti sei diplomata. Forse il tuo compagno è stato più fortunato oppure ha fatto una buona impressione.
    Sono d’accordo con te che in Italia il tasso di disoccupazione delle donne è maggiormente più alta rispetto agli uomini.
    NB: Anche se adesso questa “crisi” sta minacciando anche i miei colleghi.
    Ho quindici anni ma questo sta interessando gran parte dei miei amici/che che non hanno voglia di andare avanti, superare questi ostacoli e non diplomarsi.
    Magari aiutare la madre e/o padre che non hanno lavoro e dopo i sedici anni grazie al “fogliettino” vanno a cercare un lavoro per magia lo trovano.
    Ma sono in pochi che lo trovano.

    ***

    Ritornando alla discriminazione-lavoro.
    Vivo vicino a Milano e quello che vedo sempre fuori dai negozi sono:
    ‘Cercasi ragazza/donna con buon profilo ed esperta in questo settore’

    Quando le amiche di mia madre vanno, (35-47 anni), le chiamano…le lasciano una-due settimane di prova e poi le mandano via.
    E ritorna quel stra-maledetto foglio fuori dal negozio.
    Ma in che paese siamo?
    ——-

    Licia: La televisione manda questi messaggi ogni giorno ,(es. Ferilli),per far vedere alle donne che le ragioni del perché esistiamo sono:
    -Essere casalinghe (accudire i figli, pulire la casa ecc…);
    -Stare dietro al marito;
    -Per procreare;
    Ecc…
    Ma se riflettiamo un po’, da millenni siamo come discriminate grazie al nostro sesso!
    Grazie a noi si concludeva un’alleanza, scoppiava una guerra ed altre…
    Ma la cosa più importante è che adesso possiamo pensare…come vogliamo, possiamo stare con gli uomini…che vogliamo, possiamo avere una vita come vogliamo.
    Basta pensare in positivo ed andare avanti.

  14. Rhi'Hesh scrive:

    Riguardo al parrucchiere, sinceramente non ci vedo nulla di strano, soprattutto se si considera il fatto che una pubblicità del genere (divani & co.) principalmente è indirizzata alle casalinghe che, in questo caso, possono facilmente riconoscersi in una famosa diva “normale”, e la cosa aiuta a trasmettere al maggior numero possibile di persone, tra quelle disposte ad acquistare il prodotto, l’idea che sia giunto il tanto atteso momento di rinnovare l’arredamento di casa, dato che una persona come la Ferilli ne garantisce la comodità/qualità (eh…).
    Il fatto che nel mondo reale ci siano persone diverse rispetto ai soliti stereotipi, immagino sia stato valutato dagli addetti alla pubblicità, ma visto che il target dello spot era già stato individuato hanno agito di conseguenza (ritengo accada in ogni pubblicità), e non credo ci sia da stupirsi, visto il diffuso impiego di stereotipi e donne/uomini oggetto (ma alla fine, essere belli e sfruttare i propri doni/qualità è forse una colpa ? Oppure, dietro tutte le belle parole, sarà che c’è un pizzico di invidia? – io sono invidioso, e non lo nascondo*)… Già, perché gli incredibili modelli impiegati nelle pubblicità fanno lo stesso effetto delle altrettanto belle modelle e, non per fare polemica, ma oggettivamente la “parità”, in quanto tale, deve esserci anche negli aspetti negativi (come apparire mezzi nudi in televisione), e forse sarebbe il caso di accontentarsi almeno un pochetto: non dico che sia giusto discriminare le donne, ma gettando uno sguardo al passato, direi che ad oggi sono stati fatti degli enormi passi avanti, anche se c’è ancora del lavoro da fare.

    *Ecco, mi preme chiarire la cosa: da quando, sfruttare le proprie qualità (ovviamente a fin di bene: un killer è meglio se non le impiega) è “malvagio”? Bill Gates non ha forse strumentalizzato il proprio genio per fare soldi (a palate), e com’è che nessuno lo critica? Perché essere intelligenti è positivo, diranno i molti, ma non lo è anche essere in forma, come i modelli delle pubblicità? Insomma, siamo circondati da stereotipi e cose varie, ma non per questo dobbiamo montarci la testa: raggiunta una certa maturità, le cose si sistemano da sole, e vedere Del Piero che promuove una determinata acqua minerale non mi induce né ad acquistarla né a voler intraprendere una carriera sportiva: sono io che prendo le mie decisioni, ed è così anche quando non sembra: la pubblicità influenza, del resto esiste per quello, ma quando è il momento di tirare fuori i soldi dal portafoglio, siamo noi a volerlo, non lei.

  15. Amhal scrive:

    Io penso sia una questione di comodo. Nelle pubblicità spesso si utilizzano quelle che in teatro si chiamano maschere fisse (dei personaggi stereotipati). Il perché è abbastanza palese: in tre minuti di pubblicità risulta impossibile costruire la psicologia di un personaggio. Il personaggio stereotipato risulta conveniente, poiché lo spettatore in pochi secondi, riconduce il personaggio che vede ad un modello che possiede già interiormente. Si crea più velocemente quello che in gergo si chiama “transfert”.

    • Amhal scrive:

      PS: Licia, vorrei raccontarti una cosa divertente offtopic e farti una domanda che col post di oggi c’entra un pochettino di più =) Stasera ho deciso di cercare su internet qualche tua intervista =) scrivo su google “Licia Troisi intervista…” e tra le varie possibilità che google fornisce mi è venuto fuori “Licia Troisi intervista Belen” ! La cosa mi fa stupidamente ridere, perché penso che ormai Belen è dappertutto =) e mi immagino l’intervista =) Quindi ti chiedo, se ti dessero la possibilità di fare una chiaccherata con Belen, cosa le diresti ? Lei è un po’ l’incarnazione dello stereotipo di donna. Cosa le diresti riguardo a ciò ?

    • Licia scrive:

      Mi metti in difficoltà… :P . A pelle è un personaggio che non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma è una questione, appunto, d’istnto, di pregiudizio, se vogliamo: non l’ho mai vista in azione, nelle senso che non ha ma visto un programma con lei, e non h mai neppure sentito sue interviste…insomma, non la conosco proprio, e quindi non saprei veramente che cosa chiederle…

  16. Nihal scrive:

    concordo pienamente anche a me fa un po’ incavolare il fatto che agli occhi degli uomini e non solo le donne debbano essere tutte uguali e mi da fastidio anche sentirmi dire che le donne devono fare certe cose (come pulire e cucinare)e gli uomini altre…io non ci sono mai stata fin da piccola infatti da quando faccio l’asilo metto solo pantaloni e qualche gonn che lascio nell’armadio x secoli invece mia sorella è tutto il contrario a lei piace il rosa e i luccichii vari non solo a lei anche a qualche mia cugina ecc… ma non centra mi ricordo che noi femmine veniamo indirizzate verso certe attività fin da piccole come ad esempio tramite le pubblicità delle bambole della cucina ecc..
    P.S. anche io ho le dita delle mani lunghe ;)

    • ile97 scrive:

      si, Nihal, ma il problema non sono i luccichii. se dici questo, anche tu fai un giudizio e vorresti che certe attività non fossero praticate. il fatto è che non devono essere pubblicizzate delle CATEGORIE come i maschiacci o le femminili, ma delle DONNE! e in quel caso, avrei preferito che la Ferilli non andasse lì a dire dove era stata, ma a pubblicizzare la poltrona!

  17. Qualcuno95 scrive:

    Posso chiederti una cosa? Non credi che questo discorso sia troppo generalizzato? Nel senso che tutte le ragazze -o quasi- amano lo shopping, ma non per questo sono frivole. Nel mio paese ne conosco molte che amano curarsi e molto, ma non per questo rinunciano al piacere di leggere un libro o frequentare la squadra di calcio. Forse si torna al discorso dell’ estremismo, perché i media influiscono sulle donne quanto sugli uomini. Quante volte si vedono i tipici film italiani, con l’uomo playboy e poco serio, che pensa solo ai soldi e al calcio? Non è ugualmente frivolo? Secondo me siamo quasi, e ribadisco quasi, alla pari su questo piano.I media fanno pressione su tutti pur di guadagnarci sopra, a prescindere dal sesso.

    • Licia scrive:

      Il problema non sono né lo shopping né il parrucchiere in sé. Però se una dice che è stata via un anno perché “la sauna, il parrucchiere, i nipoti…” implicitamente mi stai dicendo che nella mia vita non c’è altro.

    • ile97 scrive:

      Qualcuno95: hai ragione riguardo alla quasi parità dei sessi nelle categorizzazioni (che cosa buffa, poi: una donna è frivola quanto un uomo in uno stereotipo e nella vita reale è comunque, in alcuni casi, considerata inferiore…tsé), l’unica differenza è che, nelle categorizzazioni, quello che comanda è sempre l’uomo: riprendo il tuo discorso dei film italiani facendo un’esempio, e tenendo in chiaro che la categorizzazione è uomo=puttaniere (perché di questo si tratta); uomo poco serio; donna= tr…donna dai costumi poco buoni…si, diciamo così; ochetta stupida.
      se ci sono marito e moglie, l’uomo starà seduto sul divano a chiedere alla moglie della birra, e quella gliela darà (la birra, almeno per adesso). se vanno a fare shopping insieme, alla fine si metterà sempre in risalto la stupidità della donna che va a fare shopping. se l’uomo esce da solo con un gruppo di amici, stai sicuro che rimorchia e fa le corna alla moglie. e, ovviamente, LEI NON LO VERRà MAI A SAPERE! se l’uomo torna a casa e trova la moglie a letto con l’amante, nel chiaro intento di ricambiare le corna, finirà per fare la parte della troia, con lui che la manda via di casa e che non si da pace per il penoso tradimento della sua dolce metà(ma ti sei scordato che l’hai incornata anche tu?).
      potrei fare la regista di commedie italiane.

  18. deborah scrive:

    a me disturba molto il fatto che in Italia le donne siano mediamente pagate meno degli uomini e abbiano un tasso di disoccupazione più alto. prima di finire le superiori, sinceramente, non badavo tanto a questi dettagli, ma sapere che il mio curriculum non se lo fila nessuno (diplomata con 95) e invece quello di un mio compagno di scuola sia stato notato da una famosa banca per un colloquio (diplomato con 85), mi fa alquanto incazzare. a che pro darsi tanto da fare se esistono ancora discriminazioni del genere? che paese medievale…

    • Rhi'Hesh scrive:

      Hai perfettamente ragione, ma tieni presente che nella maggior parte dei casi, più che di discriminazioni “medievali”, si tratta di discriminazioni economiche: per fare un esempio, a differenza degli uomini, le donne vanno in maternità e (se ben ricordo) il datore di lavoro deve continuare a pagare lo stipendio (giustamente), nonostante di fatto il lavoro non venga eseguito…

    • Amhal scrive:

      Non pensare che il voto sia il criterio che le aziende seguono per scegliere i dipendenti. Intanto perché il voto è qualcosa di estremamente relativo. Dietro ad un voto c’è un percorso e percorsi diversi non si possono mettere a paragone. Inoltre a mio avviso il voto è indice di “quantità di studio” e non di “Qualità di studio”. Un esempio è la ragazza che studia a memoria, prende 10 tutto l’anno, ma a due settimane dalla fine della scuola non ricorda più un fico. Inoltre la formazione di una persona non passa solo ed esclusivamente per la scuola. Poi per carità, può anche essere vero che le donne siano discriminate a livello lavorativo, ma credimi, non è una questione di voto. Punta sulle life Skills ;) sono la prima cosa che le aziende guardano =)

  19. Valberici scrive:

    Hai ragione riguardo alle gocce che compongono il mare, e come individui non si può far altro che agire secondo le nostre convinzioni, sperando che il nostro esempio valga qualcosa.
    Ma si potrebbe anche tentare di abbattere la società attuale, che si regge sulla divisione in classi e sul profitto.
    Lo so, sono ripetitivo, ma credo che sia inutile sprecare forze organizzate per attaccare questa o quella multinazionale, o per lottare contro un media o uno stato. Se non si elimina la causa principale ogni battaglia alla fine si dimostrerà inutile. Per fare un esempio, possiamo difenderci dalla malaria in mille modi, ma se vogliamo vincere la guerra dobbiamo bonificare il territorio e eliminare le zanzare, altrimenti la lotta non avrà mai fine.

  20. f scrive:

    Concordo in pieno. Ho sempre odiato certi schemi per i quali se sei donna devi fare certe cose e se sei uomo devi farne altre. Anche perché il passo dal parrucchiere alla scelta dell’Iran di chiudere certe facoltà alle donne perché “certe materie non sono adatte al sesso femminile” il passo è molto più breve di quanto sembri.

  21. Playrom scrive:

    non condivido molto di questo articolo…
    sono d’accordo che il luogo comune della donna oggetto è sbagliatissimo, e non c’è dubbio che andrebbe estirpato, ma io sono d’accordo con simone..
    la normalità di una donna è questa punto…si può dire che giustamente le donne non passano tutto il giorno a fare cose frivole, che lavorano meglio di noi uomoni, vero, e che forse manco ci pensano…
    ma voi identifichereste mai una donna con una che sta tutto il giorno su un divano a vedere partite di calcio per esempio? o che fa fare al marito tutti i lavori di casa?
    io ho 18 anni, e sinceramente non mi sognerei mai di trovare come moglie una ragazza che non sappia cucinare per esempio, perchè per quanto io adoro cucinare e mi piace, una ragazza per me è meglio se lo sa fare..
    non voglio essere accusato di sessismo , ma ci sono cose che solo un uomo sa e puo fare e cose che solo una donna sa e puo fare punto. pensare diversamente, pensare alla completa parita dei sessi è un utopia, anche perchè fondamentalmente da sempre è cosi, e non si può dire che nel passato le donne venissero maltrattate sempre, perchè se si prende come esempio la donna nella società romana imperiale era molto piu emancipata di quella di oggi(classe media, ovviamente non nel popolo, ma oggi tutti sono classe media, il popolo non esiste piu) , e non c’era di certo la donna oggetto…

    • smb scrive:

      i tuoi 18 anni mi fanno tenerezza, quindi non infierisco piu’ di tanto, ma in quanto donna 45enne bi-mamma e lavoratrice, il cui marito fa la maggior parte dei lavori di casa, cucina soprattutto meglio di me, e per nulla interessata al parrucchiere, si, io mi ci identificherei in una come la descrivi tu :-)

    • Licia scrive:

      Non è affatto vero che questi sono ruoli “naturali”. Conosco coppie in cui a cucinare è l’uomo, perché è più bravo e ama farlo. E mio marito lava i piatti, io praticamente non lo faccio mai, a meno di essere costretta. E conosco uomini che sono molto, ma molto più attenti di me al loro fisico. Senza contare la mia amica ultrà che non perde una partita della Roma
      Quelli che ci sembrano ruoli immutabili sono solo condizionamenti sociali: ci hanno detto che le faccende di casa sono cose da donne, ci hanno detto che un uomo che si occupi della casa è poco virile, ed ecco che il 90% delle donne si occupa della casa. Ci hanno detto che il calcio è roba da uomini, ci hanno detto che una donna cui piace il calcio è poco femminile, e voilà, una nemmeno inizia a seguirlo il calcio, sia mai le dicano che è un maschiaccio. Fino a qualche anno fa anche la fisica non era considerata roba da donne, ma io mi sono laureata in 5 anni con 110 (sì, ai miei tempi la laurea in fisica durava 4 anni, ma io ho fatto una tesi sperimentale, era richiesta la mia presenza all’osservatorio otto ore al giorno, quindi un anno l’ho speso solo per quello). Non facciamoci tarpare le ali da quel che ci dice la gente…

    • Luca scrive:

      Io concordo pienamente con te riguardo alle cose che può fare un uomo, Playrom

    • sofia scrive:

      playrom:non sono per niente d’ accordo con te, ma che credi che solo perché sei nato maschio tu non possa o debba lavare i piatti??
      io sono una ragazza e sinceramente meno molto meglio di molti ragazzi della mia classe e gioco anche a calcio, vado a karatè ma resto comunque una ragazza e ho molta più femminilità io di ragazze a cui non piace il calcio.
      anche essendo una ragazza posso fare tutto ciò che un ragazzo può fare

    • ile97 scrive:

      e per concludere, dico che a miss italia, quest’anno, sono arrivate in semifinale anche due ragazze che hanno fatto calcetto. vabbeh, una di queste ha smesso perché, povera, “le si ingrossavano troppo le gambe”…
      e comunque, io sto guardando Lara Croft proprio in questo momento… mi spiego?

  22. V.Q. scrive:

    Guarda tu il caso, proprio mentre stavo leggendo i commenti, ho sentito quella “famosa” pubblicità. Non sarò certo bravo a scrivere come molti che l’hanno fatto prima di me, ma penso che abbiate tutti ragione. Mi è piaciuta particolarmente l’idea del fatto che gli uomini amano vivere dentro gli schemi, seguendo un ordine ben preciso e stabilito, e che chi va un pò “fuori dalle regole” viene considerato come un tipo quasi pericoloso, e viene disapprovato (un po come Saiph e Talitha :) ). Però la maggior parte degli uomini sanno quanto le donne siano importanti nella loro vita. Ammettiamolo, senza loro ad aiutarci, saremo uno sfacelo in casa! Come hanno detto negli altri commenti, negli anni si sono fatti grandi passi avanti verso i confronti delle donne. Nulla vieta loro di fare qualsiasi cosa vogliano, o di essere quello che vogliono.
    Ma purtroppo è anche vero che la società moderna vede nelle donne strumenti per vendere di più nel commercio. Bisognerebbe ricordare a quei manager senza scrupoli che probabilmente non sarebbero così puliti e ben vestiti senza l’aiuto delle loro dolci metà! :)

  23. Lauryn scrive:

    goccia raccoglie goccia…pure a me quella pubblicità ha urtato, però ti dirò una cosa…
    associato alla Ferilli (che già mi sta sulle scatole) quel “lei è donna, mi capirà…” si adatta perfettamente…io lei sì ce la vedo a non fare un ca… dalla mattina alla sera. io no. pertanto ecco, mi è rimasto il tarlo, ma non me la sono presa perché in fondo non sappiamo cosa le ha risposto la tipa dall’altro lato della cornetta XD (fossi stata io le avrei detto: “stavo semplicemente chiedendo se sei tornata, ma sei tornata? oh noooooo -_-” hahahahaha

  24. Giulia98 scrive:

    Hai ragione Licia.
    E sono d accordo con Anna.
    Io dico che una donna è donna anche se non va spesso dal parrucchiere, se non si è mai truccata o se la manicure non è il suo forte,perché essere una donna non vuol dire apparire una barbie ma essere una persona forte,essere di più di quello che si crede.

    • ile97 scrive:

      esatto, come dice una mia amica che di femminile esteriormente non ha praticamente nulla, “io sono femminile anche se non lo sono esteriormente!”. lei è veramente una bella persona!

  25. M.T. scrive:

    Che alla società faccia comodo dare e avere una certa tipologia d’immagine della donna, è un dato di fatto ed è un copione conosciuto, quasi scontato, magari pure triste. Più triste è quando le donne si adeguano a questa immagine. C’è chi si ribella, certo, ma molte trovano più facile adeguarvisi.
    Non che sia una cosa limitata solo a loro, ormai tocca chiunque: giovani, uomini, anziani. Si deve rientrare negli schemi conosciuti, altrimenti, scegliendo una via diversa, si destabilizza e si spaventa e pertanto si viene messi da parte. Forse è proprio per la paura dell’isolamento che si accettano certe cose. O forse perché non si è più capaci d’andare in profondità e si rimane sulla superficie.
    E’ un dato che fatto che l’immagine personale sia divenuta un’ossessione, come se fosse una divinità: tutto ruota attorno a essa. C’è il culto del fisico, della bellezza: estetista, sauna, palestra, depilazioni, smalti, trucchi, abbronzatura. Tutto ha importanza estrema.
    L’individuo sta morendo e la massa lo vuole rimpiazzare. Solo che certi vuoti non possono essere rimpiazzati.

  26. Simone scrive:

    Abbiamo tutti bisogno di schemi, altrimenti la vita diventa un’ansia continua. E, spesso, questi schemi non dispiacciono nemmeno ai diretti interessati. So che ci sono maschi amanti dei lavori di casa e femmine amanti degli sport estremi e della vita militare. Ma quello di “normalità” è un bisogno della nostra mente, per non perdere l’orientamento.

    • smb scrive:

      OK, salvo il fatto che il concetto di normalità è relativo, e soggettivo. Quello che è normale nella tua cerchia di amici, può non esserlo in un’altra. Quello che è normale nella tua città può non esserlo nella città accanto. E quello che è normale nella tua nazione, può non esserlo in molte altre. Allora, uno può restare nella propria cerchia, e vivere sereno senza ansia. Oppure può provare a esplorare il mondo, e vedere l’effetto che fa.

    • Simone scrive:

      Certo SMB, non vi vergogno di dire che sono un amante delle comunità un po’ chiuse, montanare. Quando devo allontanarmi troppo dal mio ambiente, mi sento presto a disagio. Forse sono anche un maschilista, e mi affanno a cercare giustificazioni che non esistono.

  27. Anna scrive:

    Complimenti Licia anche io la penso così, per qualcuno essere donne significa soltanto apparire belle,farsi la manicure e quanto altro. Per esempio le madri dei bambini ogni giorno cucinano, lavorano, puliscono, mica passano il tempo a farsi una manicure. Eppure sono sempre donne. Una donna,secondo me, può fare tutto quello che vuole, anche le cose che fa un uomo.

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