E io non sono neppure una fondamentalista…

L’altro giorno ero a pranzo coi miei. C’era la tv accesa perché ai tempi della mia infanzia il sottofondo piaceva, e, miracolo, a volte c’era persino qualcosa di bello da vedere. Andava uno dei contenitori mattutini della Rai. E c’era l’oroscopo.
Ora. Rispetto all’atteggiamento dell’astrofisico medio, io non sono particolarmente intollerante con l’astrologia: riconosco che ha un indubbio interesse di tipo storico, dato che fino all’epoca di Galileo era ancora considerata una scienza, e per secoli è stato il primo tentativo dell’uomo di rapportarsi al cosmo. Inoltre, può essere un giochino divertente, e, se si è consapevoli che si tratta solo, appunto, di un giochino privo di qualsiasi appiglio alla realtà delle cose, che male c’è a divertirsi un po’. Solo che la trasmissione in questione ha mandato trenta minuti trenta di astrologo che faceva le previsioni di ogni segno, giorno per giorno – il week-end, nello specifico – con tanto di aree tematiche: amore, lavoro e dio sa solo cos’altro. C’era anche una specie di tabella coi segni, le aree, e le stelline per area. Dopo aver fatto questa accurata analisi, ha terminato con altri dieci minuti di voti globali a ogni singolo segno. Ve l’ho detto, trenta minuti. Trenta minuti in cui non c’è stato un momento in cui fosse evidente l’incosistenza del tutto, la leggerezza di una cosa del genere, o anche solo un po’ di autoironia. E a me l’astrologo in questione fa pure simpatia a pelle, pensate un po’.
Voglio dire, ma che senso hanno trenta minuti di chiacchiere prive di qualsiasi fondamento non dico scientifico, ma manco di buon senso, all’ora di pranzo sul servizio pubblico? Potrebbero averlo se, per compensazione, ogni giorno si facessero due ore di divulgazione scientifica seria. Ma ormai la scienza sulla Rai vive in rarissime aree protette, e al 90% è fatta – in maniera egregia, per altro – dagli Angela. Ma praticamente solo da loro. Il giorno che l’ultimo degli Angela lascerà questa valle di lacrime, si estinguerà la divulgazione in Rai. Altrimenti c’è l’ottima striscia quotidiana di Geo&Geo. Ma sono venti minuti a dir tanto. Ecco. Questa è la scienza sul servizio pubblico. Al che, capite, anche la persona più accondiscendente verso l’astrologia perde le staffe. Anche perché la diffusione capillare di una cultura a-scientifica ha una parte non marginale nello sfracelo attuale della nostra società. Scienza è anche partura mentale, capacità di interpretare il reale. Astrologia, mi spiace dirlo, è superstizione. Poi, ripeto, ti ci vuoi divertire? Nessun problema. Ma non è reale. È fantasia. L’importante è saperlo.
Comunque, che dire? Se il servizio pubblico deve essere lo specchio dei tempi, direi che ci siamo: un posto in cui qualsiasi argomento è trattato con superificialità estrema, in cui credere è stimato assai più che ragionare e in cui ci si attacca a strumenti vecchi per interpretare un mondo nuovo. Siamo proprio noi, direi.

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7 risposte a E io non sono neppure una fondamentalista…

  1. marcello scrive:

    Almeno l’oroscopo è innocuo : insomma ci si può credere, ma anche no… Una trasmissione come Voyager azzarderei che è quasi pericolosa, perché ti propina delle panzane colossali come se fossero verità scientifiche… Qualcosa comunque trai RaiStoria e RaiScuola, ma ovviamente sono programmi che si ‘perdono’ nell’etere… Il programma condotto da Ossini su RaiTre il sabato sera al posto di Angela non è malaccio… ma concordo che se parliamo di scienze, la Rai è ampiamente deficitaria; se poi allarghiamo il discorso alla vocazione di servizio pubblico, potremmo anche lasciar perdere…

  2. Paolo scrive:

    Non so se si vede ma ho alzato la mano.

  3. Valberici scrive:

    Premetto che riguardo al servizio pubblico sono assolutamente d’accordo con te, pochissima scienza e moltissime stupidaggini.
    Però riguardo alla superstizione bisogna dire che il rapporto degli italiani con essa è assai particolare.
    Il grande Eduardo De Filippo affermò che: “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male” e in questa frase c’è tutta la contraddizione di un popolo mediterraneo, quale noi siamo.
    E ora alzi la mano chi non è nemmeno un pochino superstizioso. :P

    • Licia scrive:

      Ma lo sono anch’io, per carità! Però innanzitutto sono consapevole di quel che faccio quando tocco ferro, e di quanto la cosa effettivamente serva, e poi fosse una cosa occasionale, questa degli oroscopi…no, è immancabile ovunque, dalla tv, alla radio, ai giornali. Essù, giocare va bene, ma fino ad un certo punto…

    • Valberici scrive:

      In effetti gli oroscopi vanno “oltre” la superstizione e cercano di darsi un tono “scientifico”. Il toccar ferro è una pura usanza e credenza popolare, senza nessuan aspirazione scientifica, invece gli astrologi cercano di farsi passare per scienziati. Ecco, diciamo che più che una superstizione io vedo l’ astrologia come una truffa. :)

  4. deborah scrive:

    credo che il 99% delle persone tenga acceso il televisore quando va in onda l’oroscopo di paolo fox solo per avere “il sottofondo” di cui parli tu licia, tanto per compagnia. non ho idea di quanto possano pagare una rubrica sull’oroscopo di mezz’ora alla rai, e non voglio neanche pensarci altrimenti viene il nervoso. massì, basta girare su mediaset e guardare studio aperto, lì tutte cose serie hahahaha :D

  5. Marco Casolino scrive:

    beh… possiamo star tranquilli, c’è sempre Voyager.
    Il volume di affari di astrologi, chiromanti e veggenti è impressionante. Avessimo sbagliato tutto?

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