La simpatia uno non se la può dare (semicit.)

Quando si affacciò dalla fatidica finestra, nell’aprile del 2005, Ratzinger ci fu subito non dico antipatico, ma neppure granché simpatico. Complice l’infelice, e innegabile, somiglianza col Palpatine di Star Wars, e la fama che si tirava dietro, anche la frase che scelse per presentarsi al mondo non aveva la forza mediatica di quel “se sbaglio mi corrigerete” di quasi trent’anni prima. È che “l’umile lavorante nella vigna del Signore” ci parse un po’, non so, intriso di falsa modestia.
Il resto del papato non fu molto diverso da quell’inizio: Papa Benedetto ha infilato un numero considerevole di vaghe gaffes, incomprensioni di vario genere, cose dette nel luogo e nel momento sbagliato.
È che Ratzinger manca di una dote che invece Bergoglio ha in quantità industriali (e che aveva anche Wojtyla): la simpatia immediata, la capacità di entrare in subitanea empatia con la folla. E, infatti, cosa abbiamo pensato martedì sera, appena il Papa ha detto “buonasera”? Com’è simpatico. L’ho detto io, l’hanno detto milioni di persone davanti alla tv in quel momento. Bergoglio la gente sa com’è fatta, ci ha vissuto fianco a fianco, e dunque sa cosa vuol sentirsi dire; per altro, è perfettamente consapevole del perché è stato eletto Papa, e segue dunque il mandato implicito del Conclave. Con questo non voglio dire che non sia naturalmente simpatico, che quello non sia il suo reale modo d’essere. Lo è, ovviamente. Ma non è un atteggiamento ingenuo, come non lo è mai nelle persone che sanno attirare le folle.
Io non faccio una colpa a Ratzinger di non essere simpatico. Purtroppo, la capacità di interagire e farsi amare dalle folle non è una cosa che si può realmente imparare: è una dote di carisma innata, che puoi affinare col tempo, ma o ce l’hai o non ce l’hai. Il problema vero è di chi l’ha messo lì in quel momento, e non ha capito che non era tanto di un Papa di transizione che la Chiesa aveva bisogno, ma di un altro comunicatore, perché una volta che hai fatto giocare un bambino con la veste papale non si torna più indietro alla mozzetta e al camauro. Ma i Cardinali hanno imparato assai rapidamente la lezione, meglio di tanti politici nostrani che hanno dovuto sbatterci il muso su innumerevoli volte prima di capire che forse la gente vuole qualcosa di diverso.
Ora, questa della “simpatia” è una cosa su cui riflettere a fondo. Stando a molti esperti teologi e vaticanisti, la visione di Ratzinger, la sua posizione su politica e dottrina, non erano molto diverse da quelle di Wojtyla; eppure, nella memoria soprattutto dei non credenti e dei laici, Woytjla viene ricordato come un “gran Papa” e Ratzinger come uno un po’ così, che domani ricorderemo più che altro per il coup de teatre finale. Come si dicono le cose conta tantissimo, quanto la sostanza di quel che si dice. Le rivoluzioni non le fanno tanto le idee, quanto le persone che a quelle idee riescono a dare carne. E questa è una cosa che dovremmo ricordarci sempre, quando decidiamo di seguire l’ennesimo leader carismatico, una cosa che in Italia abbiamo un po’ come vizio congenito.
Mi fa un po’ tristezza pensare che la simpatia della persona conti così tanto nel modo in cui la gente recepisce le sue parole. Perché in verità dovrebbe sempre contare solo la sostanza. Ma non è così. Il culto della persona è sempre esistito, ma in quest’epoca di apparenza estrema è ancora più forte. Purtroppo, le cose funzionano così. Ed è bene saperlo, quando si è convinti che le proprie idee meritino la massima divulgazione: occorre sempre scegliere buone gambe che le portino in giro, perché la persona conta. Il Movimento 5 Stelle avrebbe preso il 25% senza Grillo che arringa nelle piazze? Il PDL sarebbe mai andato da qualche parte senza Berlusconi (e vi ricordo che molta gente che l’ha conosciuto dice che Berlusconi è simpatico, e non stento per niente a crederlo)?
Ora, io ho buone speranze su Papa Francesco. Ieri, quando ascoltavo l’Angelus, mi sembrava di essere finita in un universo parallelo, nemmeno nelle più sfrenate fantasie potevo immaginare di avere un parroco a capo della Chiesa. Ma ora arriveranno i fatti, e vedremo. Intanto, allargando il discorso, è un buon esercizio di democrazia saper andare oltre la simpatia della persona, e sforzarsi di guardare la sostanza che c’è sotto.

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8 risposte a La simpatia uno non se la può dare (semicit.)

  1. pino scrive:

    ..condivido -da ateo -l’impressione di simpatia che Bergoglio ha dato (..ma dopo Ratzinger non era difficile…)
    Purtroppo sul suo coinvolgimento con la dittatura argentina e con la repressione di alcuni sacerdoti-gesuiti tra l’altro – ci sono più che voci.
    Se avete occasione i leggerlo, sul numero in edicola di Internazionale c’è la traduzione dell’ultimo articolo del giornalista argentino Verbitsky sulla questione…
    mi chiedo se si possa perdonare se veramente ha fatto quello che si dice nell’articolo.

  2. marcello scrive:

    Ti dirò: a me Ratzinger non era manco così antipatico, non per il suo carattere che, concordo, non era granché comunicativo, ma per il suo essere il ‘malcapitato’ che si è ritrovato a dover fare da successore al papato trentennale di una figura che resterà nei libri di storia. Una posizione per niente facile e alla fine gli dò atto dell’onestà di non averci manco provato a ‘imitare’ Woytjla, e di essere stato se stesso, del resto il compito del Papa è un pò più ‘alto’ rispetto al ‘rendersi simpatico’. Quanto a Bergoglio, è probabile che alcuni gesti ‘eclatanti’ siano in parte calcolati; io, più che sul suo essere comunicativo, mi concentrerei sul nome che si è scelto: la cosa importante, l’elemento ‘programmatico’ è quello; da un ‘Papa Francesco’ ci si attende tanto, ma veramente tanto… vedremo se riuscirà a mantenere il gravoso impegno che si è assunto con questa scelta…

  3. Valberici scrive:

    McLuhan è stracitato quando si parla di moderni mezzi di comunicazione, e in effetti quelli aveva in mente quando disse che il medium è il messaggio. Ma se è vero che “ogni medium va studiato in base ai criteri strutturali in base ai quali organizza la comunicazione; è proprio la particolare struttura comunicativa di ogni medium che lo rende non neutrale, perché essa suscita negli utenti-spettatori determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una certa forma mentis” è altrettanto vero se sotituiamo medium con uomo. ;)

  4. Numeroaureo scrive:

    @robyt a quale uscite ti riferisci?
    In ogni caso è bene conoscere questo: http://attivissimo.blogspot.it/2013/03/la-dichiarazione-sessista-attribuita.html

    • robyt scrive:

      non sara’ stato contiguo al regime ma (secondo quello che si legge) neanche poi cosi’ contro.
      Mi riferivo anche a quelle che citi te, oltre ad altre (la mossa del diavolo sui matrimoni omosessuali ad esempio) che non fanno ben sperare.

  5. M.T. scrive:

    Eco, questa cosa della simpatia fa pensare. Certo, è importante la prima impressione, ma se si dà troppo peso all’emotività, a ciò che fa leva su di essa, si rischia di fare scelte non proprio appropriate, come succede con i grillini, dove molti gli hanno dato il voto sull’onda emotiva ma non si sono soffermati a riflettere se erano preparati e avevano le capacità per amministrare un paese.
    Ratzinger è una persona molto intellettuale, riflessiva, filosofica e per questo spesso è apparso distante dalla gente, ma come dice Eleas, ha fatto delle cose. Non è solo responsabilità di chi l’ha scelto, il problema è che la maggior parte della gente non ascolta, non si ferma a riflettere, a interiorizzare quanto viene detto e a pensare con la propria testa: segue gli altri, appoggiandosi a loro, sperando che li porti avanti e magari gli risolva pure problemi e conflitti che ha. E’ sempre un problema di responsabilità, fattore così importante, ma che pochi vogliono.

  6. Eleas scrive:

    Donk… tenete conto che Wojtyla per quanto fosse quel che tutti ben conosciamo s’è preso delle topiche pazzesche, specie con Romero in america latina. Per non parlare poi del capo dei legionari di Cristo, onorato e riverito da GP2 come fosse un santo (invece era un poligamo, con enne figli, drogato e violento).
    Guarda caso una delle prime cose fatte da Benedetto è stata smantellare i legionari, aveva tutte le carte pronte, ma la curia da prefetto per la dottrina lo aveva sempre bloccato, mentre da papa agì duramente.
    Ha anche adottato quelle misure contro la pedofilia che proprio sotto GP2 nessuno ebbe il coraggio e l’umanità di prendere.
    Questo per dire, attenzione che uno può anche essere antipatico, ma non per questo è meno attivo di altri.
    Papa Francesco ha convinto tutti immediatamente, senza nemmeno aprire bocca, come? Intanto scegliendo QUEL nome, poi presentandosi in modo umile e semplice bianco e con croce di ferro, poi con il buonasera, ma io credo anche col fatto che per primo ha fatto pregare tutta la gente. Pater, ave e gloria. E tutti zitti.
    Sicuramente è simpatico e cominicativo, mi auguro che quel “vorrei una chiesa povera” si traduca in gesti pratici. Ma attenti ha optato per uno stile di governo collegiale e questo vuole dire molto, è un po’ come optare per il federalismo. Il che ridimensiona e di molto il potere del papa fuori dalla città del vaticano. Certo c’è da sperare che proprio lì dentro metta tutto sottosopra.

  7. robyt scrive:

    Eh… alcune sue uscite precedenti non fanno proprio ben sperare.
    Magari vorrà il pandino al posto della mercedes ma voglio vedere cosa farà con lo Ior.
    Per l’ammodernamento della chiesa sono ancora più pessimista

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