Sono come sono

Sono un’entusiasta. Ne parlavo proprio ieri con Rossella. Questo vuol dire che facilmente mi esalto per qualcosa, che mi affeziono rapidamente e che in linea di massima ho una visione tutto sommato positiva delle persone. Questo, automaticamente, alza vertiginosamente le possibilità che ho di venir delusa.
Le persone mi hanno deluso spesso. A volte penso che sia un mio problema, che sono io a non riuscire ad accettare il fatto che la gente ha i suoi difetti, non è perfetta, e sbaglia, ed è necessario accettare anche quelli, quando si hanno rapporti un po’ più profondi di “buongiorno” e “buonasera”. Non accetto in me né la debolezza né l’errore, forse non sono in grado di accettarli neppure negli altri.
Però, sai, quando quella che ritenevi la tua migliore amica delle medie da un giorno all’altro inizia a prenderti in giro per la tua “testa che serve solo per studiare” insieme a tutti gli altri, trovare una giustificazione è un po’ difficile. A parte l’età, ovviamente, infatti non serbo rancore affatto. Solo che lì per lì fu brutto, ecco. E questo è solo un episodio. Ce ne sono svariati altri. Tipo l’amica che ti confessa di farsela col ragazzo che ti piace da due anni. Per dire.
Forse è proprio per il fatto che la gente mi ha delusa, e so come funziona e quanto male faccia, che mi sono riproposta di cercare di non farlo mai con altri. La cosa s’è ovviamente gonfiata da quando sono una scrittrice per ragazzi. Prima avevo al massimo una ventina di persone da non deludere. Adesso devo far fronte alle aspettative di un bel po’ di miei lettori.
Le delusioni peggiori ce le ho avute nell’adolescenza. È quello il momento in cui la visione della vita è più manichea, perennemente in bilico tra esaltazioni stratosferiche e abissi insondabili. Basta poco per virare completamente il tuo giudizio su qualcosa, e in genere non è un’inversione a U piacevole. È per questo che sento una responsabilità enorme nei confronti di chi mi legge e mi apprezza. Non voglio essere quella persona là che si dimostra peggiore di come te l’eri immaginata, che tradisce la tua fiducia, anche se è una fiducia tutta costruita solo sui libri di lei che hai letto, perché le volte che la mia fiducia è stata tradita, che per qualche ragione son stata trattata da male da persone cui volevo bene, mi sono sentita una cretina totale. E non mi va di stimolare sentimenti del genere in chi mi legge.
In generale, non estendo a regola universale i miei imperativi morali. Io preferisco gestire in questo modo i rapporti coi lettori. Mi fa star bene, lo ammetto, mi tiene a posto con la coscienza ed è anche più divertente. Ma a volte penso che chi è a contatto coi ragazzi debba avere un po’ più di tatto, di chi ha fan adulti. Non dico che debba essere sempre a disposizione, o che debba tappetizzarsi per i fan; credo però abbia la respinsabilità di curare quella fiducia che la gente ripone in lui, perché è una fiducia cieca, per certi versi innocente, che non andrebbe tradita.
Io continuo a fidarmi e ad abbandonarmi alle prime impressioni, nonostante le tranvate sui denti (come si dice a Roma) che ho preso e continuo a prendere. Cerco anche di esercitare la mia capacità di indulgenza, perché ci vuole anche quella, ma devo dire che a volte è stata messa a dura prova. È il mio modo di vivere in generale: io alla vita mi abbandono, nel bene e nel male. Ma sono anche consapevole che tanto gente, se prende un pugno, si chiude a riccio. Ecco, io ce la metto tutta per cercare di non deludere nessuno. Se ci riesco o no, non sta a me giudicarlo. A me tocca solo provarci sempre.

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15 risposte a Sono come sono

  1. Alee scrive:

    Sai, io sono come te più o meno, voglio dire.. Mi ci affeziono alle persone spesso e io per loro farei di tutto… Pazienza, poi vengo delusa. Sai tu non deludi i tuoi lettori, anzi fai capire loro la bellezza dell’immaginazione, voglio dire che da quando ho cominciato a leggere i tuoi libri (tipo 2 anni fa)ho più immaginazione di mia sorella che ha 5 anni. E comunque, trovo che i tuoi libri siano oltre che stupendi anche molto creativi. Tu sei come sei appunto ;) scrivi quello che ti piace tanto agli amanti delle letture fantasy piaceranno i tuoi libri!! Konnichiwa :3 Un saluto da Alessandra .

  2. Vero96 scrive:

    Licia come ti capisco, questo post potrei averlo scritto io :P
    No va bè, ma anche io sono una persona che si entusiasma tantissimo e ripone (forse troppa) fiducia negli altri. Molto spesso la conseguenza è la delusione, ma tu di certo non mi hai MAI delusa con i tuoi libri *-*

  3. nancy scrive:

    Il 10 aprile è il giorno del mio compleanno, e tu hai scritto una cosa che mi piace. Bene!

  4. Rossella scrive:

    Eh, la fregatura di noi che ci entusiasmiamo. Però credo che non saprei rinunciare all’entusiasmo. Detto questo: smettila di pensare che potresti deludere i tuoi lettori. Tu continua a scrivere come ti sembra più giusto e vedrai che non succederà.

  5. Yoel scrive:

    E’ vero,Licia. A volte le persone ci deludono però allora è anche un po’ colpa nostra forse:dovremmo scegliere con estrema cautela le persone a cui dare un posto nel nostro cuore e una volta fatto ciò non solo ci si sente forti e “resistenti alla vita” ma lo si è davvero. Salvo errori di valutazione ovviamente ma col tempo si migliora :)
    E riguardo alla questione dei fan,dai tuoi libri mi ero fatto un’idea su di te,perché i tuoi libri lo fanno capire quanto tu sia particolare, e ti assicuro che conoscendoti mi hai piacevolmente stupito. Ed è essendo così come sei che hai scritto capolavori memorabili. Quindi non darti pensiero,per noi fan leggere i tuoi libri,che sia la prima o la decima volta, è come incontrarti. Ci facciamo un’idea e poi rimaniamo stupiti!

  6. Valberici scrive:

    “…io ce la metto tutta per cercare di non deludere nessuno”.

    Secondo me per non deludere i lettori è sufficiente scrivere libri che gli piacciono. Non c’è altro.
    Naturalmente in caso di lettori giovanissimi ci vuole una particolare cura ed attenzione, soprattutto da un punto di vista etico.
    E fin qui ho parlato dell’ autore, poi c’è la persona, però secondo me non è necessario “darsi in pasto ai lettori”. Intendiamoci, non dico che sia da evitare, ad esempio nel tuo caso trovo che ti interfacci in modo intelligente e misurato, ma credo che non aggiunga nulla alla scrittura e alle storie che si raccontano. :)

    • Licia scrive:

      Quello è sicuramente vero. Però, secondo me, almeno per quel che riguarda gli scrittori per ragazzi, o decidi che non ti mostri e morta là, oppure, se decidi di avere un rapporto coi lettori, un minimo di attenzione ce la devi mettere. Non riescono a distinguere tra autore e persona gli adulti, figurarsi i ragazzi.

  7. Ale-dubhe98 scrive:

    Per mia fortuna la mia migliore amica la conosco dalla prima di asilo e siamo SEMPRE state in classe insieme , anche ora . Litighiamo si ma non abbiamo mai fatto nulla di grave all’altra . Però avevo un’amica simpaticissima e di ottima compagnia , ma poi mi ha veramente ferito , parlava male di me e mi ha deluso con certi suoi comportamenti . Gli ho dato una seconda possibilità e per un periodo l’ho perdonata ( si perdona ma non si dimentica !) ma poi sono successi fatti , litigi e delusioni e ora è da quasi 2 anni che non ci parliamo più . Se magari un giorno i nostri rapporti miglioreranno Ok ma io non mi fido più di lei e la fiducia per me è essenziale per un’amicizia

  8. Simona scrive:

    guarda io ti capisco in questo periodo una mia amica, che conosco dalle elementari e fino a poco tempo mi cercava sempre, non mi ha invitata alla sua laurea, o meglio mi ha invitata ma con talmente tanto ritardo che, anche volendo, non ci sarei potuta andare. Non è che mi ha insultata o presa in giro, semplicemente mi ignora e la cosa mi ha un po’ deluso ( e mi ha dato anche fastidio, perché le poche volte che la sento fa mille progetti da fare insieme e poi non la sento per settimane, va bene allontanarsi ma non mi va di essere presa in giro)

  9. francesco scrive:

    Meglio la testa solo per studiare che “a cap’ sul’ pe spartere e recchie” (la testa che serve solo per separare le orecchie-vecchia saggezza napoletana)

  10. Adhara scrive:

    Già, le delusioni sono la cosa peggiore… comunque, una domandina… ho sentito parlare di un nuovo libro, è vero che ci sarà? (E non intendo Nashira 3)

  11. Nihal scrive:

    Ecco si, l’argomento della fiducia tradita è il classico pulsante che attiva la mia sensibilità. Il mio problema è che, dopo anni e anni di delusioni, diciamo che non mi apro più di quel che basta… O meglio, dico tutto di me ma in codice, e solo chi lo merita sarà capace di decifrarlo.
    Non so, mi sembra quasi di mandare dei segnali d’aiuto intermittenti che nessuno riesce mai a sentire, risultato è che non riesco mai a dire tutto quello che sento dentro, ed è piuttosto irritante, finisci per pensare che sei tu quella che sbagli, che sei difettosa, che giri nel verso opposto a quello del mondo… Ma si sa, capita. Quantomeno ho trovato il mio cofanetto dei segreti personale, quel piccolo ove puoi sempre sfogarti, dire la tua, racchiudere odi, delusioni, speranze, gioie, pazzie… Scrivo, semplicemente.

  12. Elia scrive:

    Questo post cade a fagiolo… in un momento perfetto, non posso che condividere a pieno.
    Ti ammiro, hai sempre una sensibilità particolare :D

  13. martina scrive:

    E’ comunque un bel gesto ;)
    Non è da tutti preoccuparsi così per gli altri…
    Anzi normalmente menefreghismo assoluto

    • Licia scrive:

      Non è detto. Nel mio ambito, per dire, ho incontrato persone squisite. Dipende dalla sensibilità del singolo, secondo me.

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