Che ce frega della trama, noi c’avemo Tony Stark, Tony Staaaaaark! o Iron Man 3

Venerdì sera sono andata a vedere Iron Man 3. Non potevo esimermi. Con una buona dose di faccia come il posteriore posso quasi farla passare come una questione lavorativa, e non il piacere di vedere praticamente il mio cinecomics preferito. Comunque. Il titolo vi dice un po’ tutto circa la mia opinione, il resto è chiosa, ma parto per la tangente con una riflessione generale sulla sospensione di incredulità, per cui allacciate le cinture.
Iron Man 3 è un film ammirevole. Lo è perché ti regala due ore e rotti di divertimento continuativo pur mancando completamente di trama, di un cattivo degno di questo nome e sfoggiando buchi di sceneggiatura grossi come voragini. È il trionfo dell’intrattenimento su qualsiasi altra cosa, della sospensione di incredulità su tutto.
Io ho sempre detestato questa tendenza moderna del cinema Hollywoodiano per cui l’effetto speciale e l’azione ad esso connessa sono tutto. È pieno di film con una GC che ti fa vedere cose sempre più incredibili (ma ha anche con standard qualitativi sempre più bassi, devo dire) a fronte di personaggi tagliati con l’accetta, trame inverosimili, sceneggiature risibili. Ecco, in un certo senso Iron Man 3 è la summa di questo atteggiamento: macchissene della trama! Macchissene di metterci un cattivo con una motivazione o un senso! Ti do invece due ore di Robert Downey Jr, che è bravo e piace sia ai signori che alla signore, botte da orbi e battute fulminanti. E la cosa davvero sconvolgente è che funziona. Io mi sono divertita. Non c’ho capito niente, ma mi sono divertita. E non posso dire non mi sia piaciuto, soprattutto se lo confronto con altri cinecomics recenti. Per dire, ma prima del battaglione finale, quanto è inutile e noioso The Avengers? Immaginate un film fatto solo con quei quaranta minuti finali: è Iron Man 3. Ha senso fare una cosa del genere? Non lo so. Io di mestiere racconto storie – con uan ragionevole dose di botte da orbi, per altro – per cui una cosa come questa la considero al limite dello sperimentale. Una storia senza storia. Che piace. Ci devo riflettere. Sia mica fosse l’inizio della fine per noi narratori tradizionali…
Comunque, veniamo ai famosi buchi di sceneggiatura. Aiutatemi a capire, magari sono le mie facoltà intellettive a difettare, magari è tutto chiaro e sono io che non capisco. Ma l’obiettivo del cattivo, qual è? Venedere gli uomini esplosivi…a chi? Mi pare d’intuire che vorrebbe che Tony Stark lo aiutasse a correggere questo “baco” degli omini che esplodono, ma non è che lo faccia con questa convizione così estrema…Si vuole vendicare perché Tony l’ha lasciato sul tetto due ore la notte di capodanno? Allora io dovrei essere in carcere da un bel po’, considerando le buche e le varie blande forme di umiliazione cui la gente mi ha sottoposta negli anni. Cioè, voglio dire, ma davero davero? Ancora: se levarsi dal petto le schegge della granata era così facile, perché Tony non se l’è fatto fare due film fa, al minuto 40 del primo film? E se ha otto miliardi e mezzo di armature nel garage di casa, perché quando la sua si scassa non si fa spedire da Jarvis una di quelle, invece di star lì ad attendere pensoso che la sua si carichi al 100%?
A parte i buchi di trama, però, ci sono anche un paio di cose che proprio non mi sono piaciute, e che secondo me rompono un po’ lo schema felice che vi ho raccontato finora. Per dire, i patetici tentativi di dare il minimo sindacale di spessore al prodotto: tipo Tony con gli attacchi di panico. Che uno che di attacchi di panico ci soffre per davvero dovrebbe andare a crepare di mazzate lo sceneggiatore per quanto l’argomento è buttato là in modo del tutto inverosimile e vagamente ridicolo. Tony Stark è un simpatico cazzone autoriferito che nel film conduce una parabola dalla domanda “ma sarò mica solo la mia armatura?” alla risposta “ah, già, avevo già detto in The Avengers che senza sono comunque un figo”, non ha senso dargli una profondità che non gli appartiene, perché, semplicemente, non è questo che piace alla gente. Non so come sia nei fumetti, ma nei film Iron Man è la risposta ai supereroi coi superproblemi, e la risposta è: ma anche no. Per cui non vedo ragione di renderlo problematico, tanto più che non è mica un tremebondo adolescente à la Spierman, è uno che per gran parte della sua vita ha fatto il mercante d’armi, voglio dire…
L’altro tema buttato là senza ragione – e che mi conduce alla vera pecca del film, a mio parere – è questa larvata critica al sistema della paura che vige nel mondo occidentale. Il Mandarino è l’incarnazione di questa paura funzionale all’esercizio del potere. Tutto bello, per carità, ma inserito con due battute nel contesto giocoso del film non ha senso alcuno. Ma qualcuno veramente pensa che la visione di questo film possa indurre qualcuno a riflettere sulle capacità manipolatorie dei media occidentali? Anche qua: ma che davero davero?
E veniamo al Mandarino. Attenzione spoiler, eh? Allora, i film di Iron Man non hanno mai brillato per inventiva sui cattivi: il primo manco me lo ricordo, e comunque Iron Man ne ha ragione in due secondi netti nel finale. Mickey Rourke, nel due, sembrava promettere faville, ma è completamente irrisolto e, anche qui, tutto si rivela nel finale un fuoco di paglia. Il Mandarino sembrava invece cazzutissimo: machiavellico, spietato, ben caratterizzato dal punto di vista iconografico…Eh, peccato che più o meno a metà ce lo ridicolizzino al massimo, lasciando tutto in mano a Guy Pearce sputafuoco, che, francamente, non ha un’oncia del carisma di Ben Kingsley. Per motivi di gusto personale, a me il colpo di scena sul Mandarino non è piaciuto, perché, ripeto, un cinecomics senza un cattivo carismatico non è. Ma quel che davvero ho trovato fastidioso è la sua insistita ridicolizzazione, per altro con ricorso a battute scatologiche. Non vorrei essere ripetitiva, ma, ancora: ma che davero davero? Ma siamo alle elementari? Ma forse, questa storia del Mandarino è solo una geniale trovata di metasceneggiatura: è l’ennesimo modo degli autori per dirci “ehi, guarda che qua non ci si prendere sul serio ma manco per niente, o non l’hai capito?”. Sarà, non ho molto apprezzato.
Infine, ultima nota di demerito, ok far ridere per tutto il film, ma quando Iron Man si suppone sia incazzato come una biscia perché Pepper s’è fatta un carpiato di sessanta metri tra le fiamme no. Quando c’è il pathos c’è il pathos, tanto più che per tutto il film mi avete spiegato che Pepper è l’unica cosa che salvi Tony dalla megalomania patologica, l’unico suo legame col mondo dei normali. Lei è probabilmente morta e lui che fa? Un par di battute. Ma che davero davero (reprise)? Lì ho sperato in una Pepper di fuoco alta sessanta metri che emergesse dalle fiamme solo per pigliarlo a pizze in faccia. Assieme agli sceneggiatori, ovviamente.
Comunque, al netto il film m’è piaciuto. Poi, nessuno (e soprattutto nessuna) di noi può negare la sostanziale identità tra Robert Downey Jr. e Tony Stark, che sono fatti l’uno per l’altro e funzionano alla grande insieme. Togli Robert Downey Jr. e il film sostanzialmente non esiste. Però, non lo so. Un po’ ho nostaglia di quei bei film di una volta che ti davano il personaggio (e l’attore) figo, tante belle battute, tanta azione ma anche una storia, del pathos e dei personaggi. È così difficile fare una cosa così? È così impossibile replicare Indiana Jones, per dire? Pare di sì. Vabbeh. Ci rassegneremo. Il problema è che ciambelle del genere raramente escono col buco, e Iron Man 3 è solo un’eccezione; senza contare che Robert Downey Jr. è uno solo, e non ne vedo altri simili in giro. Ma forse son solo io ad essere vecchia e a non capire.

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13 risposte a Che ce frega della trama, noi c’avemo Tony Stark, Tony Staaaaaark! o Iron Man 3

  1. marcello scrive:

    A me il film non è piaciuto: sceneggiatura mediocre, attori che non s’impegnano più di tanto (anche Downey Jr qui mi sembra al ‘minimo sindacale’), scelta opinabili come quella dell’inserimento del ragazzino ‘che aiuta l’eroe nella sua risalita’, una parentesi in cui Tony Stark si trasforma in James Bond (e dieci minuti dopo non riesce manco a coprire le spalle al suo sodale), etc… e poi c’è il fatto del Mandarino. Ora, da appassionato di fumetti, io posso capire le licenze narrative nel passaggio al cinema, ma qui si è decisamente esagerato, riducendo una delle nemesi storiche di Iron Man a una macchietta… no, stavolta proprio non ci si può stare.

  2. Sidney scrive:

    Come te, molti altri hanno criticato le stesse cose. Certo almeno a te è piaciuto, molti lo hanno solo criticato dicendo che è un obrobrio. A parer mio bhe, stiamo andando a vedere IRON MAN, si sà già all’inizio che non è un film drammatico, che il personaggio è ben lontano dalla serietà come invece lo è bat man…
    Si avete ragioni tutti, i buchi ci sono, quando Pepper muore è un momento drammatico… Ma dimenticate la parte realmente drammatica (che in realtà c’è stata nel film)… ossia l’attacco alla casa di Tony. Lì direi che è abbastanza ricca di phatos.
    Poi il cattivo viene ridicolizzato è vero, ma il super eroe in questione è Iron man quindi ci sta tutto: le risate, il rendersi ridicolo, l’ironia nel dramma.
    Per quanto riguarda la parte finale, bhe il bambino durante il film gli ha ricordato chi era… quindi ha lasciato perdere l’osessione delle armature ed è tornato a fare quello che sa fare benissimo ossia: aggiustare le cose, pure se stesso. Il dover salvare Pepper forse gli ha dato quella carica in più di cui un uomo ha bisogno.
    Per quanto riguarda le 1.500 armature che già aveva e che non ha chiamato prima, direi che me lo sono domandato pure io ma l’unica risposta che mi sono data è che le armature erano sotterrate e non poteva farle uscire fin che i lavori non hanno permesso di poter aprire il portellone. Ciò ha anche permesso di far vedere il “genio” di Tony che si era un po’ lasciato perdere nel secondo e che ci ha ricordato che in caso di emergenza con due pinze e un bullone lui è in grado di creare cose immense alla Mc Giver.
    Beh il mi parere è molto di parte in quanto il film mi è piaciuto un sacco e anche di più dei primi due :)

  3. Lego scrive:

    Sono d’accordo,il film è divertente ma pericolosamente vuoto,non penso perchè è cambiato il regista,sembra che abbiano sbagliato gli ingredienti della ricetta,al contrario del primo film dove gl’ingredienti c’erano tutti,e non è poco perchè il Mandarino doveva già essere il Villain nel primo,ma per fortuna hanno cambiato idea dieci settimane prima delle riprese. Che dire, spero ci sia un Iron Man 4 azzeccatissimo e con un’altro tono,o almeno che gli sia ridato lustro in Avengers 2. Anche io avrei preferito una trama migliore.

  4. Adhara scrive:

    A me, sinceramente, Iron Man 3 è piaciuto (anche più degli altri film). E forse è strano, ma anche la trama per me non è male, insomma, questa specie di “crisi di identità” che ha Tony Stark, i problemi. E poi mi è piaciuta la motivazione del “cattivo”, perché, in effetti, mi rendo conto di come debba essere frustrante essere sempre emarginato e trattato da stupido per via di un disturbo fisico. Quindi, secondo me, lui ce l’ha un po’ con il mondo intero, non con Tony in particolare.

    • giuliano scrive:

      Che disturbo fisico ?

    • Ziska scrive:

      Credo nons i riferisca al mandarino ma a Killian, che ha visibilmente problemi. Infatti all’inizio del film lo vediamo con una gruccia incespicare ogni due per tre.

      Anche se secondo me la motivazione si riassume come segue “rosicata pazzesca”.

      Che poi attenzione, non ce l’ha direttamente con Iron Man. Fare BANZAI da Tony Stark ci va dopo che quest’ultimi ha fatto il suo solito teatrino stile macho iosòironmanevvaffanculo. Perchè fino a quel momento… l’unico contatto era stato quello per ottenere fondi. Happy s’era messo di mezzo ma era un danno collaterale, estemporaneo, non certo premeditato per dare noia a Stark.

      Tutt’al più al Killian serviva War Machine, ops, scusa, Iron Patriot. Ma quella è un’altra storia.

      A Killian Tony serve per stablizzare il siero perchè lui stesso era sempre sull’orlo del tracollo fisico e il rishio di esplosione e si curava con delle iniezioni. Non credo che volesse abbandonare il discorso delle bombe umane. Voleva sia l’uno che l’altro…

      Gli attentati servivano per togliere di mezzo il presidente USA e mettere al suo posto un compiacente vicepresidente con la nipotina invalida…

      E’ un casino? Sì. Abbastanza. Però fila… dai. Un po’. :D

  5. aurora scrive:

    Iron man ne ho visto solo qualche pezzo perchè costretta da mio fratello maggiore e dal mio gemello,ma neanche io ci ho capito un ‘h.
    E Sinceramente se non c’è un vero motivo per cui il protagonista deve combattere ,bè non vale la pena guardare il film .

  6. Matteo scrive:

    direi che per il trattamento fatto al mandarino questo film è tutto tranne che è fatto per gli appassionati

  7. Nicolò scrive:

    Sono praticamente d’accordo su tutto. Va bene ridere (stiamo parlando di Tony Stark) ma fino a un certo punto. Il mandarino ridicolizzato così non si può vedere. Stiamo parlando della nemesi di Iron Man. La rimozione delle schegge immagino voglia riprendere il passaggio della vita di Tony dalla fase pre-Extremis alla fase post.

    • Licia scrive:

      Ecco, tocchi un altro punto dolente: ma perché per godere di un film devo conoscere libri e fumetti? Ok, è un cinecomics, ma, considerando i volumi di vendite dei fumetti in USA, immagino che il target sia più ampio, ed esteso anche a chi il fumetto non lo legge (tipo me). Non ha senso allora che snodi importanti di trama possano essere compresi solo da chi conosce tutto l’universo di Iron Man. Un’opera dovrebbe essere chiusa in se stessa, autoesplicativa.

    • Valberici scrive:

      Però per essere chiusa in se stessa un’opera deve avere personaggi altrettanto “chiusi”, non eroi già esplicitati e inseriti nell’ immaginario di molti. Ci potrebbe anche essere il problema opposto al tuo, io ad esempio non riuscirei a vedere un film con un personaggio completamente snaturato rispetto a quello dei fumetti. :)

    • Licia scrive:

      Ok, chiarisco meglio: a me piacciono opere la cui trama sia in qualche modo autoesplicativa. Per capire cosa succede non voglio andarmi al leggere il bignami allegato (ogni riferimento a Evangelion è puramente voluto), né avere specifiche conoscenze pregresse. Poi, è ovvio che un’opera che è il frutto di un adattamento ad un medium diverso di una storia nata altrove deve essere un compromesso: deve accontentare chi conosce già il personaggio e la storia e chi invece è completamente digiuno di tutto. Per questo in genere ci sono gli inside joke e le citazioni più o meno velate; se però sulle citazioni si basa l’impianto della trama, secondo me c’è qualcosa che non va. A meno che, ovviamente, si faccia un film per soli appassionati, ma dubito esistano produttori che finanzino film del genere…

    • Ziska scrive:

      Per capire cosa succede non voglio andarmi al leggere il bignami allegato (ogni riferimento a Evangelion è puramente voluto), né avere specifiche conoscenze pregresse.

      Accanto ad Evangelion io metterei anche Harry Potter.
      Dopo ogni film gli facevo lo schemino del tipo “allora qui non hai capito questo perchè non ti hanno detto che…”.

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