Archivi del mese: agosto 2013

La grande bellezza

Ho deciso di provare a prendere il brevetto da sub. Ho individuato una scuola che mi è comoda, e a settembre andrò a prendere contatto per rendere la cosa concreta.
L’idea mi è venuta in barca, mentre con Giuliano e Irene ci facevamo un giro intorno a Capo Palinuro. Era pieno di gente che si immergeva, e io, da un paio di giorni, avevo iniziato a trascorrere la mattinata a fare snorkeling.
Non che non ci avessi pensato anche prima di quel momento. Ho un sogno ricorrente: andare sott’acqua e poi aver paura di quello che vedrò. Credo che uno psichiatra ci scriverebbe un trattato su, ma la verità è che il mare m’ha sempre un po’ chiamata. Essendo un tipo ansioso e parecchio prudente, mi era sempre sembrata un’attività troppo pericolosa per i miei standard. Poi ho preso un palo con la macchina e mi son resa conto che ogni giorno ne faccio decisamente di peggiori, e allora perché no.
La verità però è che più passano gli anni più l’universo mi stupisce. L’ammirazione che provo nei confronti della bellezza del mondo invece di diminuire, in me, aumenta, come se stessi tornando bambina. Mi commuove nel profondo tutto ciò che è bello, mi affascina questo mondo nel quale molto spesso l’umanità mi appare un mero ospite. Le scoscese sogliere di capo Palinuro, la bellezza perfetta e immutabile dei fiordi della Norvegia, l’imponenza silenziosa delle Dolomiti. Sono tutte cose che esistono prima di noi e nonostante noi, e ci saranno ancora per molti millenni. E quale luogo è più ostile e in qualche modo proibito all’uomo dell’acqua? Sott’acqua noi non possiamo vivere, è il mondo alieno per eccellenza. E, al contempo, è intriso di una bellezza struggente e altra, un intero universo nel quale ci muoviamo come ospiti quasi sgraditi.
Ho sempre pensato – e non sono certo la prima a dirlo – che se s’è una ragione per la quale siamo qui, è godere di tutta questa bellezza e capirla. Qualcuno ha detto che l’intelletto umano è il modo col quale l’universo indaga se stesso, e io sono completamente d’accordo. Credo che abbiamo il dovere di apprezzare, capire e tutelare questo patrimonio di bellezza; la scienza questo fa. E, al tempo stesso – e anche questa non è inedita – credo che la bellezza ci salverà. Che se vogliamo ricostruire quel che abbiamo perso, dobbiamo partire da tutto quanto di bello c’è intorno a noi. La bellezza ci serve, ci aiuta, ci indica la strada. Nella mia vita di cittadina ai margini dell’impero spesso mi è mancata, e per questo quando posso vado dove posso ricaricare che le pile, che sia la montagna o il mare. Ovunque, intorno a noi, spesso misconosciuta, a volte bistrattata, c’è una bellezza indicibile. E io, semplicemente, non voglio perdermela.
Là sotto c’è un mondo intero di bellezza che mi aspetta. Perché, per paura, pigrizia o chissà che altro, dovrei impedirmi di goderne?
È un piccolo tuffo, ma per me è un passo significativo. Speriamo di mantenere questa convizione per un’altra settimana :) .

12 Tags:

Prometheus: eh?!

– ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER –

Con un ritardo a dir poco mostruoso, ieri sera ho visto Prometheus.
Premettiamo un paio di cose: arrivavo alla visione forte di recensioni indignate provenienti un po’ da qualsiasi parte, quindi non mi aspettavo esattamente un immortale capolavoro della fantascienza. E poi, ricordavo questa vignetta. Io amo Leo Ortolani, ma, davvero, devo smettere di leggermi le sue meravigliose recensioni prima di vedermi i film, che sennò poi sbotto a ridere al minuto uno e non la pianto più. Comunque. Ero prevenuta, via. Comunque, la faccia a punto interrogativo che avevo alla fine della visione non può essere spiegata solo col pregiudizio iniziale.
Prometheus parte con la scena di un culturista pallido che si suicida à la Socrate sopra una cascata. Ci viene fatto intuire che il suo supremo sacrificio è servito a creare la vita sulla Terra. Ahò, grazie!
Stacco, e siamo nella consueta astronave in missione nello spazio, con dentro droide d’ordinanza e altrettanto consueti umani sotto salamoia. Devo dire che i dieci minuti di David da solo in giro per l’astronave mi avevano fatta ben sperare, perché sono ben girati e suggestivi. Peccato che poi si sveglino tutti, Ridley Scott dimentichi di essere un regista e Lindelof prenda in mano le redini. Aiuto.
Allora, cominciare un film con uno spiegone senza che lo spettatore appronti il cappio è roba che può riuscire solo a Del Toro in Pacific Rim, e lui aveva dalla sua robottoni alti venti metri. In Prometheus la cosa permette ai più scafati di capire immediatamente che aria tira: fantascienza che vorrebbe essere filosofica, ma che finirà per essere tristemente didascalica, con riflessioni esistenziali sbattute in faccia allo spettatore un tanto al chilo.
Si arriva in ogni modo sul pianeta destinazione della missione dei Nostri, e finalmente si capisce qual è il motore narrativo della trama: il “what the fuck??!!!”. I Nostri dovrebbero essere scienziati mandati ad incontrare gli alieni che ci hanno creati. Nell’ordine abbiamo: un biologo che tocca animali fighiformi che non ha mai visto e che escono da inquietante fanga nera semovente; un geologo che si infila sottoterra schifando orogliosamente le mappe, i fili d’Arianna e qualsiasi altra cosa utile a orientarsi, e che si perde al minuto due dell’esplorazione; uno scienziato non meglio definito (archeologo?) che si sfila il casco in un ambiente alieno perché, ahò, l’aria è respirabile! Comprensibilmente, alla seconda ricognizione nell’edificio alieno il capitano dell’astronave è tutto un “oh, mi raccomando, non toccate niente, eh? Ahò, giù le mani, là dietro! Tu, leva il dito!”. Inutilmente. È tutta una sagra del “tocchiamo lo sconosciuto, sfruculiamo l’alieno che dorme, facciamo cazzate a casaccio”. Io ho capito che la trama deve pur andare avanti, e se nessuno tocca niente non succede nulla, ma così è veramente troppo. Il risultato è che, al momento delle inevitabili morti dei personaggi, la mia reazione è stata: “Ahò, tocchi in giro roba sconosciuta? E allora muori, mi spiace. Stacce”. Sono cose che, come dire, smontano un pochino la sospensione d’incredulità.
Ma c’è di peggio. Gente che fa il cesareo faidatè e poi corre la centro metro a ostacoli in 12” netti; la stessa gente che abortisce una specie di totano spaziale, dopo aver messo ko un’equipe medica, e nessuno che vada a cercarla, a vedere dove è andata, o anche solo a controllare cos’era il frutto dei suoi lombi; robot che infettano la gente senza una ragione chiara; bionde bonazze gelide e manipolatrici che invece di ringraziare il cielo che l’odiato babbo abbia deciso di togliersi dagli zebedei infilandosi in una missione suicida nello spazio, lo seguono nel viaggio con motivazioni quanto meno nebulose; vecchi rincoglioniti che ritornano dalla morte e spuntano a casaccio nell’astronave senza che nessuno si stupisca, a parte la madre del totano spaziale.
Ma uno, dice, vabbeh, dai, un po’ di incongruenze ci possono stare. Se uno si diverte…
No. No. È che sembra succedere tutto per caso, perché deve succedere, ti pare di vedere Lindelof col megafono che fa: “E adesso tocca la vulva aliena. Dai, che s’è fatta una certa e dobbiamo andare avanti”.
Non va meglio sul piano personaggi: l’unico interessante è David, l’androide, e non si capisce cosa voglia o perché faccia quel che fa. Onore al merito di Fassbender che riesce a crederci e a risultare credibile mentre il suo personaggio fa cose del tutto incomprensibili. Ci sarebbe anche la bionda stronza, ma anche lei è priva di motivazioni e fa anche la morte più scema della storia del cinema.
Poi c’è il disbrigo di trama. Che, come da tradizione Lostiana, è inesistente. Perché gli alieni ci hanno creato? Perché ci vogliono distruggere? Perché ci hanno detto di andarli a cercare? Mi spiace, i 120 min son finiti, le risposte alla prossima puntata. Mi ci hanno fregato per sei anni, così. Però, gli snodi di trama ovvi ce li sottolineano con l’evidenziatore quaranta volte, fosse mai non li avessi compresi a fondo…
Cosa resta? L’aspetto visivo. Che è favoloso. Tutta la poca inquietudine che questo film è in grado di trasmettere deriva solo e soltanto da scenografie e design generale, oltre che dalla meravigliosa fotografia. Poi, certo, trattata con meno sciatteria anche la tematica di fondo sarebbe stata interessante. Solo che buttata là così, portata avanti da personaggi assolutamente privi di spessore, e con una trama che va avanti a calci in culo, è risibile. Che peccato. Nota di demerito per la colonna sonora che ammazza la tensione preannunciandoti tutti i momenti “dde paura” con dieci minuti d’anticipo.
Vabbeh, che dire? Sarà per la prossima volta. In ambito fantascienza, io ripongo molta fiducia in Elysium; District 9 l’avevo trovato solido, convincente e divertente sotto praticamente tutti gli aspetti. Blomkamp, non ci tradire pure te.

6 Tags:

Non solo Parole

Post breve, ma sentito. Scusatemi, purtroppo l’estate per me è spesso punto di accumulazione per impegni di lavoro e anche, ahimé, sfighe personali di vario genere.
Donc, come sapete, questo fine settimana sono stata a Portuscuso, per partecipare a Parole Sotto la Torre. Una delle cose che più mi piacciono tra quelle che il mio lavoro implica è la possibilità di viaggiare e conoscere gente nuova. Questo week end è stato breve, ma davvero intenso. Intanto perché la Sardegna si conferma posto assolutamente meraviglioso, di una bellezza selvaggia e intatta. Si parla sempre dell’estero, che di sicuro è pieno di posti stupendi, ma vi assicuro che anche l’Italia è davvero piena di meraviglie, e in modo davvero capillare. Poi perché la presentazione è stata davvero piacevole, per altro in un contesto davvero bello, in una ex-tonnara col rumore del mare in sottofondo. Mi sono divertita molto, spero lo abbiano fatto anche le persone che mi sono venute ad ascoltare. E poi ho conosciuto tantissima gente straordinaria; questa è un’altra cosa splendida di questo lavoro, la possibilità di entrare in contatto con tutte quelle persone che fanno qualcosa, che s’impegnano per cambiare testa per testa questo paese che troppo spesso ci sembra impossibile da salvare. Sì, c’è un sacco di gente brutta in giro, ma ce n’è altrettanta, che purtroppo fa molto meno rumore, che non si limita a lamentarsi, che le cose le prova a cambiare, che crede davvero alla forza delle parole e della cultura.
Insomma, è stato un piacevolissimo weekend, in un posto splendido e in ottima compagnia. Grazie a chi mi ha invitato, a chi mi ha accompagnata in questa presentazione, a chi mi ha fatto semplicemente compagnia. Qualche testimonianza fotografica la trovate, al solito, qua.

3 Tags: , , , ,

Brevissimo post pre-partenza

Sto per salpare per la Sardegna nell’unico weekend di tempo coperto dell’ultimo mese. Le previsioni almeno sono buone per stasera. Cosa c’è stasera? Davvero non lo sapete?? :P
Stasera partecipo a Parole Sotto la Torre; l’appuntamento è alle 22.00 a Portoscuso, alla Tonnara Su Pranu. Vi aspetto!
Nel frattempo faccio le macumbe per un repentino schiarimento di cielo e mare per domani.

4 Tags: , ,

Il caldo mi ammazza, sto per portare la pupa ai “gunfiaboli” (=gonfiabili) così si diverte e stiamo entrambe al fresco, per cui sarò breve: ieri sera, con un bel po’ di ritardo, ho scoperto un meraviglioso video a tema Le Guerre del Mondo Emerso realizzato da un gruppo di cosplayer. Io l’ho trovato fantastico per montaggio, regia, scelta dele musiche, cura del cosplay…tutto. E necessaria la condivisione. Per cui, eccolo a voi, sperando lo apprezziate quanto ho fatto io. E complimenti ai realizzatori, ovviamente!

13 Tags: ,

Vacanze e presentazioni

Qualcuno di voi, forse, si è chiesto che fine avessi fatto in queste ultime due settimane. Tra questi, magari tutti si sono risposti che ero in ferie. Esatto. Negli ultimi quindici giorni ho deciso di fare l’unica cosa che mi permette di sopportare vagamente l’estate: andarmene al mare con famiglia.
Quest’anno, stufa dei traghetti che ti danno anche due ore di ritardo e delle file apocalittiche per salire e scendere dagli stessi, abbiamo deciso per una meta raggiungibile in macchina: ce ne siamo andati a Marina di Camerota, in Cilento. Per me è stato una specie di viaggio a ritroso nel tempo, perché c’ero stata da bambina, quando avevo tipo otto anni. Lo ricordavo come un posto splendido, ma erano ricordi lontani, e intanto sono passati venticinque anni, sufficienti a mandare tutto in vacca. E invece non solo il Cilento è bello quanto lo ricordavo: di più. Il mare è quella meraviglia azzurra che mi strappò un “oh!” di stupore quando la vidi la prima volta arrivando dall’alto della costa rocciosa, l’entroterra è spettacolare, e la gente, vabbeh, la gente è fantastica, che dire. I popoli mediterranei hanno qualcosa in più – senza nulla togliere ai nordici, che, come sapete, amo molto -: sarà la cultura greca che tutto sommato ci accomuna tutti, il sangue misto che abbiamo nelle vene, o le mille disavventure che abbiamo vissuto durante la nostra storia, ma l’accoglienza, il culto dell’ospitalità, ce l’abbiamo nel sangue. È una generalizzazione, ovvio, ma le mie esperienze in giro per le coste mediterranee e per l’Europa del sud mi hanno spinta a pensarla così.
Tra l’altro è stata una vacanza in cui, dopo anni di culto della montagna, ho riscoperto il mare: complice uno dei miei ultimi acquisti – la mia ormai adorata Canon Powershot D20, macchina fotografica subacquea da battaglia – ho ripreso in mano pinne e maschera e mi sono fatta dei bei giretti in solitaria tra scogli e calette solitarie. Ho scoperto luoghi meravigliosi, ho nuotato in mezzo a banchi di pesci per nulla infastiditi dalla mia presenza, mi sono accorta che probabilmente i mari tropicali son più belli e colorati, non lo nego, ma anche il mediterraneo, e anche a bassissime profondità, ha le sue cartucce da spararsi. Sto pensando di fare un corso sub, perché se a due metri c’è già tutta quella roba, figurarsi cosa deve essere a venti o trenta.
Se siete curiosi, qui potete trovare un po’ di foto dell’esperienza. Qui invece un altro luogo di meraviglia: Paestum. Se non ci siete mai stati, vi consiglio di andarci: i templi sono meravigliosi, il sito è ben tenuto e il museo è un gioiellino. Tra l’altro lo stato di conservazione del tutto è fantastico, vale davvero la pena.
A proposito di luoghi splendidi, vi avviso che il 9 agosto, questo venerdì, sarò in Sardegna, a Portoscuso, per partecipare al festival Parole Sotto la Torre: l’appuntamento è alle 22.00 alla Tonnara Su Pranu. Vi aspetto!
Vi lascio con un brevissimo video di una spiaggetta minuscola, uso singola, accessibile solo dal mare, che ho scoperto pinneggiando lungo la costa: favolosa.

spiaggia_uso_singola

4 Tags: , , , , ,