È tutto così

L’altro giorno Giuliano mi ha raccontato di una discussione sulla rappresentazione del femminile sui media che ha avuto a lavoro. Non si stava parlando di un episodio particolarmente eclatante, di uno di quegli episodi cui ormai siamo abituati: che so, l’uomo di potere e la donna che fa la graziosa assistente, roba del genere. La cosa interessante era la polarizzazione della discussione: di qua le donne, che hanno fatto notare la natura sostanzialmente sessista della rappresentazione, di là gli uomini che minimizzavano. E allora mi è venuta in mente una riflessione: per un uomo capire tutti questi discorsi sulla rappresentazione dei generi dev’essere davvero complicato. In fin dei conti, un uomo vive fin da piccolo in un mondo in cui gli viene spiegato e mostrato con abbondanza di esempi che da grande potrà essere tutto quel che vuole. Gioca con camion, razzi, costruzioni, tutto ciò che desidera. Quando gli chiedono cosa farà da grande ha a sua disposizione un ampio ventaglio di risposte, nessuno gli dice cosa deve fare e l’unico limite è astenersi da tutto quanto sia troppo “femminile”: no alle bambole, no a cose come “voglio fare il ballerino”, no ai vestiti da femminuccia. Si tratta comunque di poche regole, di pochi ambiti preclusi. Il resto, è tutto a disposizione. Per lui è assolutamente naturale vedersi rappresentato in posizione di potere, protagonista di avventure e situazioni divertenti, perché i cartoni animati pullulano di personaggi maschili che fanno qualsiasi cosa.
E una donna? La bambina si guarda in giro e tutti i personaggi dei cartoni animati che fanno cose fighe e avventurose sono maschi. I personaggi femminili sono quasi tutti leziosi e fanno cose da femmina: il massimo della sperimentazione (e, beninteso, sono lietissima che ci sia almeno questo) è la dottoressa che cura i giocattoli. I giocattoli “da femmine” contemplano sempre il colore rosa e coinvolgono sempre cose che hanno a che fare con la bellezza (la bambola da acconciare e vestire, ad esempio) o la cura (il bambolotto per far la mamma). Razzi, macchinine e cose del genere vengono tipicamente associate ai maschi. Gli viene sottilmente inculcata l’idea che per una femmina è importante essere bella e ammirata, e tutti inteneriscono se, alla domanda “cosa vuoi essere da grande?”, risponde “la ballerina” o “la principessa”.
Del resto, anche quando sarà più grande cosa vedrà in giro, nelle pubblicità, ad esempio, o in televisione? Donne che fanno gli accessori estetici. Nelle pubblicità delle macchine, ad esempio, tutte fallocentriche, concentrate nel mostrare le doti prettamente “maschili” del prodotto, tipo quella pubblicità orrenda del tizio che andava a prendere la morosa davanti all’asilo, con tutti gli altri padri con la prode in collo che lo guardavano invidiosi. E, del resto, alle fiere automobilistiche non manca mai la modella con la coscia al vento accanto al prodotto. Ma per vendere qualsiasi cosa è necessaria la gnocca, fateci caso. Vendi il prosciutto, e metti un culo di donna. Vendi un giornale, altra chiappa in bella vista. Tutto così, affinché il messaggio sia chiaro.
Quindi, il problema non è l’esempio di sessismo mild; non ci sarebbe alcun problema a mostrare un uomo in una situazione di potere e una donna che fa da contorno (entro certi limiti, ovviamente, e mi par di capire che il caso in discussione che ci stesse dentro assai ampiamente). È che quello è l’unico modello. Dove ti giri e ti volti è tutto così. Il problema è la pervasività della cosa, penetrata così a fondo nella nostra mentalità che ci sembra ormai normale.
Stamattina, ad esempio, leggevo questo. E mi sono resa conto che, per il solo fatto che a parlare fosse un uomo, la frase “ero vestito in un certo modo e allora me la sono cercata” assumeva ai miei occhi un aspetto grottesco che in bocca ad una donna non mi avrebbe fatto. E io sono stata cresciuta in un ambiente il più possibile attento alla parità di genere.
Io capisco che è difficile andar contro tutto quello che ci viene insegnato fin da quando siamo in fasce. Ma occorre fare uno sforzo, e andare oltre il “vabbeh, stai esagerando”, perché dietro c’è un quadro assai più ampio.

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13 risposte a È tutto così

  1. bellabionda scrive:

    NON VA BENE!!!!!!!

  2. bellabionda scrive:

    ecco!!! finalmente!
    brava Licia! ti stimo!
    tutto questo far finta di niente non va bene!
    e anche il fatto che agli uomini vengono insegnate cose fichissime mentre a noi ci tocca farci belle e basta!

  3. Nihal scrive:

    Da questo articolo ho avuto conferma di ciò che pensavo: le eroine dei tuoi libri sono tutte femmine proprio per questa visione maschilista del mondo, e personalmente condivido la tua idea. Sono sempre stata un “maschiaccio” mai la bambina principessa ed è quello che preferisco ;) Ancora complimenti per tutto grazie mille :D *-*

  4. Monte Shelton scrive:

    La sempre giovane Madonna non si acconteta soltanto di avere un fidanzatino molto piu’giovane di lei ma ha acquistato l’ultima collezione GUCCI,visto che comunque nelle sue vene scorre un po’ di sangue italiano ,si dice che ogni giorno abbini scarpe e borsa GUCCI dello stesso colore. Sembra che pero’la sua preferita sia la GUCCI rossa dove ovviamente ha anche il portafogli uguale,che dire lei e’stata sempre una cantante molto trasgressiva ma quando si parla di musica e moda ,niente da dire.Ah ovviamente in tutto questo non ci dimentichiamo di sua figlia,sembra infatti la fotocopia della mamma in quanto a shopping di borse griffate,e’proprio vero il ditto “tale madre tale figlia” .

  5. Gio scrive:

    Non c’entra direttamente con la questione; ma nessuno ha notato la pubblicità in cui il tizio protagonista, invitata a casa la nuova fidanzata, deve comprare un divano nuovo perché “I vecchi divani hanno troppe storie da raccontare. Addio, vecchio caro divano!”?
    Nessuno trova il concetto agghiacciante?

  6. Daniela scrive:

    Cara Licia hai affrontato un tasto dolente…
    Sono nata in una famiglia in cui il padre faceva da mangiare e la madre spostava da sola gli armadi (giusto per fare un esempio). Sono cresciuta con i miei amici scout, per cui era normale che tra maschi e femmine la differenza fosse davvero minima. Non mi sono mai sentita dire “non puoi giocare a calcio con noi perchè sei femmina” fino ai 22 anni, quando ho cominciato ad avere amici “non-scout”. E’ stato davvero difficile entrare nella logica di un mondo che non era il mio. Da quando ho cominciato a lavorare e mi sono sposata mi sono sentita dire tante di quelle frasi anti-donna che metà basterebbero a mandarmi fuori di testa. Per di più ho scelto un lavoro, nell’informatica, che in quanto a presenza di sessisti è davvero notevole.
    Frasi del tipo “non posso assumere una donna perchè se poi c’è da spostare un pc come fai?” (e senza avermi nemmeno vista…non sono certo un cucciolino).
    Con i miei colleghi ho spesso affrontato il discorso.
    Siamo giunti alla conclusione che la “colpa” è da dividersi tra la comodità dell’uomo (che cresce con queste idee e non ha vantaggi a cambiarle) e un buon numero di mamme e papà che inculcano ai figli tutte queste stupide differenze.
    La diversità di educazione mi è saltata all’occhio nelle famiglie di amici in cui è presente un bimbo e un bimba.
    A lui le macchinine, a lei la finta cucina.
    A lui il calcio, a lei la ginnastica artistica.
    Quando crescono…a lui una pacca sulla spalla alla prima fidanzatina, a lei terrore e panico quando, dopo vari “fidanzatini” mantenuti segreti, presenta il primo ragazzo ufficiale.
    Servirebbero pagine e pagine per sviscerare il concetto, ma a me, sembra che il medioevo sia ancora vivo…

  7. jarianni scrive:

    sto leggendo “il sacrificio”** licia sei semplicemente e unicamente un genio**

  8. Cal the Pal scrive:

    Il mio pensiero invece, tratto dalla mia esperienza di vita sino a qui, è che soltanto chi già “ha” – soldi, conoscenze, terreno preparato da chi è venuto prima di lui e solo in ultima posizione, talento – può fare il mestiere che vuole e che guarda caso è qualcosa di diverso, che si differenzia dalla massa (nessuno da bambino ha mai sognato di fare l’impiegato, mi sentirei di dire, tutti volevamo essere astronauti o calciatori); qualcosa che fanno in pochi…e poi, per un succedersi naturale di cose, grazie a questo realizzarsi, salire in alto, fare fortuna. Gli altri, la stragrande maggioranza delle persone, sono costretti ben presto a mettere da parte i sogni di fronte alla dura realtà, anche se sanno disegnare, scrivere, cantare, tessere pensieri o parlare alla gente, e a scegliere fra l’alternativa dell’allinearsi al gregge delle Persone Qualunque con il culo su una seggiola di ufficio, o dietro un banco di lavoro in fabbrica…oppure fare i disoccupati. E nel primo caso, tutto ciò che ne ricavano è quel che serve a pagarsi le bollette :)

    Dirottare sulla (solita e abusata) contrapposizione tra uomini e donne, in questo discorso, a parer mio è pretestuoso :) senza contare che – sempre dalla mia esperienza di vita finora – ci sono ragazze e donne (ma anche ragazzi e uomini) che nella vita non aspirano ad altro che essere degli elaborati oggetti d’arredamento, attirate/i dagli indubbi vantaggi che questa situazione comporta. E chi siamo noi per giudicare? :)

  9. Nihal scrive:

    Io da piccola – qualche anno fa – guardavo i Dragonball, leggevo libri tipo Dracula, guardavo film che alle altre bambine facevano paura e mettevo a tacere i maschi della classe, non piangevo mai e nessuno si è mai azzardato a mettermi i bastoni fra le ruote perché sapevano che mi sarei difesa. Certo, mi sparlavano da dietro, ma io so che erano tutti invidiosi dei miei voti, del mio rendimento, mentre loro prendevano quasi sempre voti bassissimi… Ora che sono più grande, se un ragazzo si azzarda a fare il maschilista può farsi il segno della croce perché gli sbatterò in faccia la realtà: siamo uguali.
    E poi, detto sinceramente, io sono una di quelle che se ne sbatte delle “cose da femmina” e se ne sbatte dell’ordine, della casa e di tutti i “doveri femminili”.
    Se continuiamo così questi ragazzi quando impareranno che fidanzati, sposati o quello che cavolo li pare la vita è la loro e se la devono cavare da soli in tutte le cose? Davvero si aspettano che con una “femmina” – manco fossimo animali – dentro casa loro faranno solo quello che cavolo vogliono e penseranno alla loro carriera mentre la donna di turno si occuperà della casa dei figli e di tutto il resto?
    Ma che razza di mondo è questo?
    Non sta scritto da nessuna parte che devo essere io a stirare o a lavare i piatti o a fare tutto il resto. E se agli altri non sta bene, ciao e tanti saluti, non ci tengo a stare con persone sessiste.
    Il problema e come spiegarlo a mia madre…

    • jarianni scrive:

      grande! sono pienamente d accordo anche io ho sempre guardato i dragonball e film “da maschi” sempre la prima a prendersi con i maschi se mi facevano cioccare. i ragazzi si devono levare dalla testa che una volta che ci avranno sposate noi sgobberemo dal mattino alla sera! ci si dividono le faccende di casa e si collabora perchè non siamo serve. quindi concordo pienamente con te ;)
      e come te penso che il problema sia spiegarlo a mia madre quando attacca con i ” eh devi imparare perchè da grande sarai tu a doverti dedicare a queste cose”
      sseeeeeee io poi ;D

  10. Valberici scrive:

    Per me, che sono di una generazione più vecchia della tua, è stato davvero molto difficile iniziare a capire cosa significhi la “questione femminile”. Ora quando la discussione si “polarizza” mi trovi sempre dalla parte delle donne, quindi una “conversione” è pur sempre possibile.
    Però credo che solo un intervento sull’ educazione dei giovanissimi potrebbe davvero cambiare le cose. Ma la scuola in questo non è d’aiuto, mi sa che con Irene presto te ne accorgerai, e la parità tra uomo e donna non è questione prioritaria in un’epoca dominata dal profitto immediato.
    Proprio la scuola ti mostrerà anche come spesso alcune donne, che sono la maggioranza del corpo insegnante, contribuiscano a creare stereotipi e disuguaglianze.
    Non resta che impegnarci a fondo perchè si raggiunga una parità di diritti e una società in cui i generi non sono antagonisti ma sinergici. Io credo che ce la possiamo fare, se non altro perchè noi almeno pensiamo a un possibile futuro, invece di accontentarci del presente. :)

  11. Veronica scrive:

    è sempre un piacere leggere le tue riflessioni, non lasciano mai indifferenti. Un bacio

    PS: Da piccola giocavo con mio fratello ai giochi da ”maschi” a mio parere molto più divertenti, che pettinare una bambola anoressica ^-^. Sempre ammirato i personaggi maschio, il quanto l’eroina femminile non mi ha mai attratto per i motivi da te sopra citati. Ma nei tuoi libri è tutto diverso, i tuoi personaggi mi piacciono da morire :)

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