Non è un gioco

Ieri sera ho registrato la puntata di Presa Diretta dedicata al Metodo Stamina, e oggi pomeriggio me la sono guardata. Per carità, tutto è perfettibile, e io poi sapevo già più o meno tutto – ma perché avevo attinto a duecento fonti differenti in questo anno e passa in cui ho seguito tutta la vicenda, in tv nessuno mai aveva messo tutto insieme e con tale chiarezza – ma devo dire che c’è un abisso, un abisso tra il modo in cui Iacona e il suo team ha trattato questa storia e quello usato dalla gran parte di altre trasmissioni televisive che se ne sono occupate prima. Poco spazio al patetismo spicciolo, all’inquadratura del bambino malato, se non per la splendida parte finale, in cui finalmente il dolore viene trattato con dignità e rispetto, molto più a dati, fatti e pareri. Soprattutto tanta scienza. Se vi siete persi la puntata, vi consiglio di rivedervela qua. E secondo me le cose più significative, più tremende, le dicono proprio Vannoni e Andolina. Questo per tutti quelli che “il complotto, Big Pharma, la scienza ufficiale”.
Mi sono interessata alla faccenda Stamina pressoché da subito, da quel primo articolo che colsi su Repubblica, anno domini 2011, in cui si diceva che a Brescia i NAS avevano costretto ad interrompere un trattamento con le staminali. Come molti, credetti si trattasse di una questione di ricerca scientifica e delle controverse norme che regolano quella sulle staminali, ma mi accorsi ben presto che si parlava di tutt’altro.
Stamina mi interessa perché credo rappresenti l’immagine di ciò che in futuro accadrà sempre più spesso. Viviamo in tempi in cui la scienza è sotto attacco, in cui nessuno sa più cos’è il metodo scientifico, e la cosa non viene considerata una vergogna, anzi. Viviamo in tempi in cui l’ignoranza non viene più considerata una condizione da colmare e correggere, ma qualcosa portatore di una verità ulteriore e più profonda di quella che si può ottenere con la scienza: la verità del buon senso, della chiacchiera da Bar Sport, del “io non sono medico, fisico, meterologo, però…”. E questo capovolgimento non può che condurre a esiti come quello di Stamina, accelerati da questo strumento che ancora non siamo in grado di sfruttare al massimo delle suo potenzialità: la rete. Credevamo che il web ci avrebbe fatti tutti più consapevoli, informati e colti. È diventato la cassa di risonanza di ogni bufala possibile e immaginabile, proparlata all’infinito con un click, un caos multiforme in cui la notizia attendibile sta di fianco alla cazzata bella e buona, e in cui capire cosa è vero e cosa non lo è è diventato impossibile. Mettete insieme queste due cose e avrete Stamina. Non che prima queste cose non succedessero. Ma si sperava avessimo ormai gli anticorpi per combatterle. Non è così.
La scienza, è ovvio, non dà tutte le risposte. Ci sono persino domande che non ha senso porre alla scienza. Ma ci sono ambiti in cui solo la scienza può darci le risposte. L’ho detto un sacco di volte, lo ripeto: la scienza è uno dei pochi ambiti umani in cui si hanno criteri di verità univoci, in cui è possibile stabilire un metodo che permette di discernere le fantasie dalla verità. Perché vogliamo sputarci sopra?
Può sembrare innocuo far girare su FB per l’ennesima volta la bufala dei vaccini che causano l’autismo. Non lo è. Con un semplice click non si fa altro che diffondere disinformazione, sostenere l’ignoranza di cos’è la scienza, come funziona e che risultati ci ha fatto ottenere da quando esiste. E i frutti li vediamo ora: preparati dalla composizione ignota iniettati a malati gravi, gente che si cura il cancro con l’aloe, ricomparsa di epidemie di malattie che si speravano debellate.
È la nostra salute, la nostra vita a essere in pericolo. Ogni singola volta che preferiamo il sentito dire al rigore della scienza, il “ma al cugino di mio fratello pare abbia funzionato” al test in doppio cieco.
Pensateci, per favore. Pensateci perché non è un gioco. Non lo è mai stato, ora meno che mai.

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31 risposte a Non è un gioco

  1. Babil scrive:

    http://www.giornalettismo.com/archives/1311983/piero-angela-contro-stamina-e-i-giornalisti-creativi-che-amano-gli-pseudoscienziati/

    “STAMINA, PIERO ANGELA E LE ACCUSE CONTRO I MEDIA – Angela ha anche ricordato il profilo tracciato circa trenta anni fa dall’American Cancer Society, per permettere ai quotidiani di comprendere i venditori di fumo che azzardavano scoperte di cure miracolose.

    «Quali sono i tratti principali di questi personaggi? Non appartengono alla comunità scientifica, ma ne sono ai margini o, a volte, fuori del tutto; dicono di avere una cura miracolosa ma non presentano mai le loro ricerche secondo le regole della scienza; invece di rivolgersi a riviste specializzate si rivolgono a stampa e tv; accusano la comunità scientifica e i baroni di avere paura della loro scoperta e di ostacolarla per i loro interessi personali; mobilitano i parenti dei malati; non rivelano in cosa consiste la cura miracolosa; minacciano di andare all’estero perché il loro Paese non li sostiene; infine, trovano nella stampa e nella televisione persone che li aiutano, di solito giornalisti che non hanno competenze in campo scientifico».

    Un identikit nel quale, se si analizzano le accuse di parte del mondo della scienza, si possono ritrovare diverse critiche mosse già da tempo al metodo Stamina. «Nella scienza, al contrario della politica, non ci sono opinioni,ma solo fatti, ovvero dati. E la pubblicazione dei dati deve essere controllata. Se il cronista non mi spiega questo è irresponsabile», ha aggiunto Angela.”

    • Babil scrive:

      “Il lavoro degli scienziati è fondamentale. Ma non esiste solo questo.”

      Questo è un ragionamento che piace tanto ai filosofi, ma che è palesemente fallace in quanto presuppone che ci sia una sorta di complementarità tra sapere umanistico e sapere scientifico e che quindi uno scienziato abbia bisogno di appoggiarsi a un filosofo quando si tratta di saperi umanistici allo stesso modo in cui un filosofo è costretto ad appoggiarsi ad uno scienziato per quanto riguarda la scienza.

      In realtà gli scienziati possono benissimo occuparsi anche di arte e letteratura, come ti affanni a ricordare anche tu tirando in campo l’attività letteraria di Licia (e pensando che una persona con formazione scientifica non sia in grado di riconoscere in ciò un appello agli uditori, per dirla con Schopenauer).
      Feynman dipingeva e scriveva poesie, Leonardo Da Vinci è più famoso per la sua arte che per il suo lavoro da scienziato, Galileo era il figlio di una rockstar della sua epoca e immagino che di musica ne capisse anche lui.
      Io stesso disegno fumetti e qualche volta sono stato anche pubblicato in edicola.
      In definitiva, non c’è niente che un umanista fa che uno scienziato non possa fare da solo (e probabilmente meglio), mentre gli umanisti non sono in grado di fare scienza.
      D’altra parte ogni anno le università sfornano molti più laureati in scienze delle merendine che in scienze “hard”, rendendo chiaro quale dei due saperi è alla portata di tutti e quale no.

      “Viviamo in democrazia e viva Dio, possiamo esprimere i nostri pareri nella più totale libertà.”

      La libertà di esprimere un’opinione è una cosa, il valore della stessa è tutta un’altra questione. Lo dimostra il fatto che quando vai dal dottore gli allunghi 50 e più euro per sentire il suo parere, mentre non ti sogneresti mai di pagare un tizio qualsiasi che ti ha dato un consiglio per curarti il raffreddore. Anzi, magari andresti lo stesso dal dottore anche dopo il consiglio, perchè l’opinione del dottore ha un valore, mentre quella del tizio non vale nulla.

      Quindi no, l’opinione di una scimmia che magari sa parlare solo in dialetto e nel tempo libero va a fare l’ultrà allo stadio non può essere messa sullo stesso piano di uno scienziato competente in materia, con Ph.D. ed articoli pubblicati su riviste internazionali, e non si può imporre agli scienziati di cambiare la loro agenda (indagando ad esempio su stamina) o addirittura imporre loro limitazioni (come nel caso della sperimentazione animale o sulle cellule staminali) solo perchè te lo ha detto la scimmia.

      Anzi, voler insistere su questa linea e insistere che la democrazia la impone fa MALE alla democrazia, perchè la gente vede la palese falsità dell’assunto “tutte le opinioni hanno lo stesso valore” “uno vale uno” ecc. e smette di credere nell’intero impianto democratico.
      Come in effetti è già ampiamente accaduto.
      Ancora, ti rimando agli articoli che ho postato.

    • Licia scrive:

      Il sapere umanistico, comunque, non è scrivere un libro o un fumetto, eh? Non è che c’è la facoltà di narrativa, all’università. Raccontare storie, per altro, non è manco alla portata di tutti, visto che non tutti quelli che scrivono pubblicano e non tutti quelli che pubblicano hanno successo. Io certo non mi metto a discettare di traduzioni dal greco o di letteratura classica; ne ho conoscenza scolastiche in nulla paragonabili a quelle di chi a queste cose ha dedicato una vita di studi.

  2. Babil scrive:

    Mi dispiace dire che gli ultimi interventi sono un esempio lampante della mentalità stigmatizzata negli articoli che ho postato e che tanto danno ha fatto e sta facendo all’Italia. Non c’è da meravigliarsi se i personaggi come Vannoni hanno campo libero quando si accetta di disquisire seriamente di “epistemologia” oppure sul fatto che i genitori, per il solo fatto di aver portato a termine un atto sessuale e una gravidanza nel caso della donna sarebbero in grado di valutare i miglioramenti di un paziente meglio di un equipe di medici e addirittura meglio degli strumenti di misura.
    Ale, fa un favore al mondo e soprattutto a te stesso: visto che sei ancora studente abbandona quella fuffa e cercati un corso di laurea serio, aumenterà anche le tue possibilità di trovare lavoro. Capisco che evidentemente non hai fatto nemmeno un buon liceo se senti la necessità di spiegare ad altri il significato del termine epistemologia (mamma mia! Che parola complicata!), ma magari sei ancora in tempo per rimediare.
    Concludo limitandomi a notare che la gente che farfuglia di epistemologia non è in grado di nominare un solo strumento di analisi epistemologica che si sia rivelato, ALLA PROVA DEI FATTI, più performante del metodo scientifico nel produrre risultati e applicazioni, e che nessun altro metodo è in grado di valutare immediatamente la validità delle proprie conclusioni attraverso la falsificabilità e la verifica sperimentale.
    Inoltre, non esiste nessuna “opinione della comunità scientifica”, questa è solo un’espressione per evitare di dire “scienza ufficiale” ed essere quindi riconosciuti subito come pagliacci.
    La scienza è un metodo: “questa cosa è stata provata scientificamente” è una proposizione; è possibile dire se sia vera o falsa senza nessuna sfumatura nel mezzo.
    Che F=ma è un FATTO che ti permette di calcolare il moto degli oggetti purchè questi non si muovano a velocità vicine a quella della luce, e se vai a verificare sperimentalmente scopri che i corpi si muoveranno esattamente nella maniera che hai calcolato. Sperimentalmente. Esattamente. Opinione un ciufolo, si tratta di fatti.
    Laddove questo modello matematico fallisce ci si è guardati bene di dire “la scienza è limitata, allora può essere vero tutto e il contrario di tutto” ma si è trovato un nuovo modello FUNZIONANTE.
    E se anche quel modello in futuro sarà messo in crisi ne saà trovato uno più perfezionato, sempre che l’umanità non regredisca ad uno stato pre-scientifico a causa delle insensatezze dei filosofi e degli ignoranti che pretendono che la loro opinione abbia lo stesso valore di chi possiede chi ha studiato anni per poter esprimere un giudizio qualificato.

    • Jaco scrive:

      Ciao Licia.
      Tutto quello che hai detto è giusto, non ho da ridire, anzi è palese dubitare di vannoni in effetti visto che lui confutazioni non ne ha date, non sono uno scienziato quindi non mi esprimo. Speriamo solo che le verità vengano fuori più che altro per quei poveri bambini e ragazzi forse palesemente illusi da vannoni se le cose stanno come le hai dette tu, vorrei solo dire una cosa a Babil, scusami ma nel caso io mi informassi e “studiassi” tramite internet sarei solo un ciuccio senza parola? E’ vero per poter parlare ai tuoi livelli dovrei frequentare un università adeguata ma non credo tu possa dare giudizi così affrettati su chiunque.

    • Babil scrive:

      No, padroneggiare una disciplina scientifica richiede anni di studio, di fatica e spesso di pratica sul campo. Non è una competenza che si può improvvisare facendo una ricerchina su internet (che comunque male non fa, per accrescere la propria cultura personale).
      Siccome il comportamento ed i metodi di Vannoni vanno contro tutto ciò che il metodo scientifico prescrive e rappresenta, ho buon gioco di riconioscere in lui un impostore anche se opera in un campo ben diverso da quello in cui io sono competente (la fisica).
      Diversamente, dovrei pure io stare zitto e fidarmi di quello che dicono medici e ricercatori perchè loro sono competenti in materia ed io no. E questa è la dura realtà, che la “ggente” rifiuta di accettare.

    • Ale scrive:

      Evito di rispondere agli insulti gratuiti e personali. Di norma l’attacco personale è sintomo di mancanza di contenuto e di sostanza. Il rispetto sta alla base uomo e chiunque senta l’esigenza di attaccare la persona piuttosto che mettere in campo delle argomentazioni sensate non merita altro che di essere compatito.
      L’unica cosa che ci tengo a precisare sulla mia biografia è che il mio liceo ha formato Amedeo Avogadro. Pessimo devo dire. Trovami un manuale di chimica che non citi il suo nome e ti regalo due milioni in contanti. Ed è il secondo in Italia per meriti didattici. Liceo scientifico e 100 alla maturità.
      Detto questo ti consiglio di seguire il sacrosanto consiglio di Licia, ossia leggiamoci vicendevolmente prima di commentare. Il tuo commento in nessun punto risponde al mio. Se non per gli attacchi personali. Io da nessuna parte ho scritto che la filosofia è un metodo d’indagine migliore della scienza. La filosofia ha tenuto in grembo la scienza come una buona madre. L’ha allevata e l’ha portata alla maturità. Fino a quando essa ha raggiunto la propria autonomia metodologica e si è staccata completamente. La filosofia ora non ha più alcuna pretesa nell’ambito dell’indagine del naturale. Il mio corso di studi si chiama: “filosofia e comunicazione” e prepara al giornalismo. Ci sono corsi di politologia, di storia, di scrittura, di morale, di etica, di attualità, di lingue e letterature antiche e di altro (epistemologia, gnoseologia, storia della scienza e filosofia della scienza). Se il sapere umanistico ti fa schifo, perché segui il blog di una scrittrice affermata? In ogni caso il mio discorso era relegato al termine “verità”. Conosci il paradosso del cigno bianco? Non possiamo assumere che tutti i cigni siano bianchi se non li abbiamo visti tutti (uno ad uno) nel tempo e nello spazio. Lo stesso vale per le leggi della scienza. Sono verità relative perché non possiamo misurare e condurre esperimenti su TUTTO lo scibile. Questo discorso lo fece la stessa Margherita Hack quando venne fuori quella questione dei neutrini più veloci della luce (so che erano errori di misurazione). Lei disse che le verità della scienza sono relative e che qualunque scienziato ne è consapevole (si sbagliava evidentemente visto che tu non lo sai) proprio perché potrebbe esistere qualcosa che trasgredisce alle leggi fin ora conosciute. Nel caso specifico si riferiva ai neutrini. E che la scienza non va vissuta come un dogma ma bisogna considerarla malleabile e aperta a cambiare. Sarebbe presuntuoso pensare di avere la verità in tasca. Margherita era in linea con l’epistemologia moderna.
      PS: vista la tua grande preoccupazione per il mio futuro, ti posso informare che tra due settimane incomincio un bellissimo praticantato di 18 mesi presso un quotidiano per abilitarmi all’ordine dei giornalisti. Ho un fantastico lavoro che mi aspetta nella pagina locale di un quotidiano di tiratura nazionale. Grazie per l’interessamento ;)
      PS2: Impara da Margherita.

    • Babil scrive:

      Il senso di quello che diceva Margherita Hack era completamente contenuto in questo passaggio del mio discorso:

      “Che F=ma è un FATTO che ti permette di calcolare il moto degli oggetti purchè questi non si muovano a velocità vicine a quella della luce, e se vai a verificare sperimentalmente scopri che i corpi si muoveranno esattamente nella maniera che hai calcolato. Sperimentalmente. Esattamente. Opinione un ciufolo, si tratta di fatti.
      Laddove questo modello matematico fallisce ci si è guardati bene di dire “la scienza è limitata, allora può essere vero tutto e il contrario di tutto” ma si è trovato un nuovo modello FUNZIONANTE.
      E se anche quel modello in futuro sarà messo in crisi ne sarà trovato uno più perfezionato”.

      Chiaramente, non avendo trovato una nota a piè di pagina di un qualche studioso autorevole che ti spiega quale è il senso del testo che stai leggendo, non sei in grado di evincerlo da solo.

      Calo un velo pietoso sul tentativo di attribuirsi un qualche merito dall’aver frequentato una scuola che in un lontanissimo passato ha accolto un allievo illustre.

      Non mi stupisce che il lavoro a cui ambisci sia quello di un ciarlatano che vive solo sulle chiacchiere senza ormai nemmeno più controllare le fonti di una notizia o la grammatica di un articolo.

    • Ale scrive:

      In questo caso ti devo dare ragione. Mi ero perso il passaggio.
      Allora non capisco perché hai sentito l’esigenza di opporti ad una considerazione che tutto sommato condividi. Io, tu, Margherita Hack e l’epistemologia moderna la pensiamo allo stesso modo. La scienza offre verità relative e funzionali. Non dogmi assoluti e incontestabili.
      Per quanto riguarda Avogadro NON mi sono preso alcun merito. Tengo alla mia scuola e la difendo dalle persone che la definiscono pessima senza conoscerla. Comunque sarei curioso di vedere il tuo curriculum. Postalo. Devi essere una persona di grande successo se ti permetti di giudicare gli altri. E poi le parole e l’informazione sono importanti. Sei sul blog di una scrittrice, ricordatelo. Sulla mia grammatica potrai notare un mio bellissimo commento dove chiedo scusa per le eventuali imprecisioni. Scrivo dal cellulare e per una questione di scorrimento della pagina non riesco a ricontrollare con sufficiente precisione.
      Comunque aspetto il tuo curriculum genio del futuro ;)

    • _sibi_ scrive:

      penso che la reazione di babil sia dovuta al fatto che molto spesso (troppo spesso) gente senza esperienza e conoscenza si intrometta a parlare di questioni che non conosce, contestandole. Immagino che la sua fosse un’azione esasperata, perchè non se ne può più di sentir mettere in discussione tutto ciò che va contro opinioni fatte sul nulla (perchè non sapere una cippa di scienze è uguale a nulla). Io leggendo i tuoi commenti mi sono indispettita, non perchè le cose che dici siano sbagliate o altro, ma perchè leggendo velocemente mi sembrava che criticassi la scienza e il metodo scientifico, so che non era la tua intenzione, ma una lettura veloce e non approfondita poteva portare a questa conclusione. Bho, io sono solo al primo anno di liceo scientifico, ma queste sono questioni che mi stanno a cuore, perchè la scienza è sempre più bistrattata, e temo di finire a vivere in un mondo dove non esista più la scienza, dove la tua bella laurea non vale più niente perchè anche un contadino che non ha nemmeno la terza media può contestare le tue idee.é una visione moolto catastrofica (spero) ma io voglio un futuro decente, e leggere ancora altri commenti che la scienza la contestano mi fa soffrire. Poi tu non sarai fra quelli che la scienza la contestano, ma capisco se babil si è alterato, tutto qui.
      PS: non me ne vogliate se non si capisce molto bene il mio pensiero, che è un po’ contorto :P

    • Ale scrive:

      Sibi: Non avevo alcuna intenzione di attaccare il metodo scientifico. Ho solo dato un opinione per altro sostenuta da autorevoli scienziati e da brillanti pensatori. Io sono diplomato al liceo scientifico e credimi, sono lieto che la scienza esista. Grazie ad essa e alle sue applicazioni possiamo curarci dalle malattie, possiamo disporre di tecnologie ecc ecc ecc (non basterebbero 100 pagine). Il mio discorso era estremamente diverso ed era orientato sulla parola “verità”. Tutto sommato (scusa la presunzione) credo che il mio ragionamento abbia un senso. Ma anche se non ce l’avesse, nessuno ha il diritto di insultare la mia persona, il mio percorso scolastico e le mie scelte per il futuro. Anche la persona più umile intellettualmente va rispettata. Viviamo in democrazia e viva Dio, possiamo esprimere i nostri pareri nella più totale libertà. Il rispetto del prossimo sta alla base della convivenza civile secondo me. Poi se anche lui pensa che “non conoscere una cippa di scienza sia uguale al nulla” sono opinioni. Dal mio punto di vista esistono altre forme di sapere che vanno tutelate, conosciute e rispettate. Avere una salda cultura umanistica non significa “essere il nulla”. Il lavoro degli scienziati è fondamentale. Ma non esiste solo questo. Abbiamo bisogno della letteratura, della poesia, dell’arte, della musica, della filosofia, della storia. Non siamo esseri unicamente razionali. Licia è l’esempio lampante di tutto ciò. In lei convivono scienza e letteratura. Il risultato è molto piacevole devo dire. Quindi concludo ( e poi giuro che non parlo più) dicendo grazie a Licia. E’ l’esempio che nulla preclude nulla. Ora basta veramente.

    • allanon scrive:

      F=m*a, se la massa e’ costante.

      Precisazione :D

    • _sibi_ scrive:

      bho alla fine sapevo che non si capisce mai nulla di quello che scrivo… :( io non intendevo nulla in generale ma sull’argomento, io non potrei parlare di filosofia perchè non so nulla, è più chiaro detta così? :) inoltre mi sono ben guardata dal giudicare ciò che avevi scritto, ma era più uno sfogo generale causato dal fatto che a una prima lettura non avevo capito ciò che scrivevi e mi era sembrato altro :)
      ma non importa :) devo imparare a esprimemrmi meglio :P prometto che lo farò

  3. Ale scrive:

    Ciao Licia.
    Apprezzo la tua analisi. Anche se ho una visione molto diversa dalla tua. Da studente universitario di filosofia ho avuto il “piacere” di frequentare un corso di epistemologia. Per chi non lo sapesse l’epistemologia è la disciplina filosofica che si occupa di determinare e analizzare tutte quelle condizioni necessarie per definire qualcosa “scientifico”. Il metodo scientifico è sicuramente un approccio valido in quanto (per usare un termine Kantiano) indaga a posteriori, ossia dopo l’esperienza. Ma è intrinsecamente limitato. Non essendoci attualmente le condizioni per poter analizzare tutto il “reale” (fare tutti gli esperimenti), non possiamo pretendere di avere una verità assoluta. Possiamo avere delle verità relative e fare una sorta di processione verso la verità assoluta. Ma dire “scientifico” non equivale a dire “vero”. Per questo motivo credo che in materia stamina l’opinione degli scienziati sia senza dubbio la più autorevole ma non è necessariamente quella vera. Se non ho capito male alcuni pazienti hanno ottenuto dei risultati. Chi ci garantisce che non si siano innescati dei processi a noi attualmente incomprensibili? Secondo me prima di schierarsi da un lato o dall’altro dovremmo lasciare che gli scienziati conducano delle sperimentazioni più approfondite. E’ una mia umilissima opinione.

    • Licia scrive:

      Perfettamente d’accordo, ma mi sembrava di aver detto che l’approccio scientifico possa essere applicato ad alcuni campi e non ha tutti. Mi pare però che il Metodo Stamina ricada proprio in uno dei campi che possono essere – anzi, direi devono – essere indagati scientificamente. Esistono protocolli e metodi che permettono di capire quali processi ci sono dietro ai miglioramenti attualmente incomprensibili, che non sono stati applicati al metodo Stamina. Quel che girano sono impressioni, sentito dire, “mi pare che”. Esiste il doppio cieco, che mette al sicuro proprio dalle impressioni, e che non è stato applicato nel caso di Stamina.
      Non voglio dire che il metodo scientifico sia perfetto, tutto è perfettibile, ma mi pare abbia dimostrato di funzionare in innumerevoli occasioni. Bisogna fare indagini più approfondite, certo: però se uno non consegna i protocolli, o consegna protocolli inapplicabili perché non si capisce cosa si deve fare o come lo si deve fare, non cominciamo proprio benissimo…

    • Jaco scrive:

      Ciao licia.
      Anche io come già detto son d’accordo con il pensiero: la scienza può dare le risposte. Ma come ha detto Ale, la scienza non da tutte le risposte non al 100% diciamo, nel caso stamina appunto se non si fanno verifiche approfondite è palese pensare male degli scienziati, può essere che sono in errore non so, magari i genitori di quei bambini per esempio, vedevano miglioramenti proprio perché standoci a contatto tutti i giorni e conoscendoli bene il più piccolo miglioramento lo vedono, ma la parola spetterebbe a chi di competenza, sperando non si abbandoni il tutto a caso.

    • Licia scrive:

      Perché è palese pensare male degli scienziati e non di Vannoni, che per altro prende i soldi delle donazioni, e dunque ha un interesse diretto e cristallino a mentire sulla validità della sua cura? Non ho capito, adesso uno se ne esce che cura 8000 malattie incurabili e non sta a lui l’onere della prova, ma alla comunità scientifica internazionale confutarlo? Poi, vi prego, cerchiamo di non incartarci sempre sugli stessi punti e cerchiamo di leggerci vicendevolmente: ho già risposto sulla scienza, e l’ho detto nel post, ripeto, nel post, che la scienza non può rispondere a certe domande. Si dà invece il caso funzioni assai bene quando si tratta di provare la validità di una cura. Vedere i miglioramenti non significa niente, perché i parenti non sono medici, e, soprattutto, sono direttamente coinvolti, e dunque i miglioramenti li vogliono vedere, con tutta l’anima. Esiste una cosa, nel metodo scientifico, che si chiama doppio cieco: nel caso di nuovi farmaci, né lo sperimentatore né il paziente sanno se il malato sta assumendo il placebo o la cura vera. Questo perché gli eventuali miglioramenti siano completamente scevri da effetti emotivi (voglio che la cura funzioni, e allora io sperimentatore vedo miglioramenti dove non ce ne sono), falsificazioni da parte dello sperimentatore e siano possibilmente misurabili, perché la scienza si basa sui fatti e non sulle impressioni. E non basta neppure un miglioramento su dieci, perché il corpo umano è una macchina complessa, e i fattori che possono influire sono molti, alcuni persino sconosciuti. Ma poi, Vannoni non prometteva recuperi completi, ai suoi malati? Com’è che purtroppo non ho visto nessuno raccontare il miracolo?

    • Licia scrive:

      Poi, aggiungo, la sperimentazione in strutture pubbliche costa, costa soldi presi dalle tasche di tutti noi. Immagino siamo tutti ben lieti di dare questi soldi per scoprire cure per malattie che al momento sono condanne a morte, ma, al contempo, ci farebbe piacere che questi soldi venissero impiegati proficuamente, in cure che funzionano, appunto, o quanto meno siano seriamente promettenti. Anche perché i soldi disponibili sono limitati, se li dai a Vannoni li levi ad altri rami della stessa ricerca. I protocolli del metodo Stamina non sono pubblici, si è anche tentato di coprirli con brevetto (brevetto non concesso negli USA perché i documenti presentati erano plagiati da altri studi e tutto il resto risultava troppo nebuloso), quel po’ che è emerso sembra non aver senso alla luce di quanto si sa attualmente di cellule staminali (tipo, staminali che si trasformando in neuroni in due ore, quando invece, in tutti gli altri metodi, ci vogliono giorni; acidi usati che in verità ammazzano le cellule). Inoltre, i campioni prelevati dai NAS agli Spedali Civici a Brescia, una volta analizzati, hanno dato risultati inquietanti: non si capisce bene quel che c’è dentro, perché manca la tracciabilità dei processi e dei reagenti usati per la produzione, ci sono molti inquinanti di vario genere e vaghe tracce di staminali. Sulla base di queste considerazioni, fatte dalla comunità scientifica, non dal primo che passava, lo stato ha fin qui ritenuto altamente probabile che i soldi per la sperimentazione saranno soldi buttati, tanto più che, ripeto, ancora nessuno sa i dettagli del metodo. Poi, mi rendo conto che va per la maggiore la teoria del complotto di Big Pharma, che a me, francamente, sfugge un po’ dal punto di vista logico: il metodo Stamina è comunque una cura, una cura pure costosa, visto le donazioni che Vannoni richiede, quindi non vedo perché le industrie farmaceutiche non dovrebbero buttarcisi su a pesce. “Eh, ma poi non siamo più malati e non possono più lucrare sui medicinali per curarci”. Mi pare un po’ debole, soprattutto senza un raffronto tra gli introiti in cure palliative (per altro per malattie rare, alcune che uccidono nell’infanzia, dunque il periodo di cura palliativa, purtroppo, è breve) e introiti eventuali in metodo Stamina. Tra l’altro, di recente un’industria farmaceutica avrebbe dimostrato il proprio interesse nei confronti di una cura genica che impedisce la comparsa della leucodistrofia metacromatica, quindi una cura cura, che salva la vita aii bambini.
      Mi rendo conto che il mio accanimento su questa storia può sembrare morboso, frutto di un puro bisogno di “averla vinta”. Non mi infervorerei così tanto se questa cosa non toccasse punti assai sensibili e della mia esperienza personale, e di ciò che credo e che sono. Io credo profondamente che abbandonare il metodo scientifico significhi tornare a morire a quarant’anni. Io credo profondamente che stabilire il principio che si possano vendere liberamente medicinali nel migliore dei casi inefficaci, nel peggiore dannosi, significhi peggiorare in modo drammatico la salute di tutti e giocare con le vite nostre e dei nostri figli. E, più mi informo su questa storia, più mi convinco che Vannoni appartiene a quella specie disgustosa di persone che si fanno scudo della disperazione altrui, e la sfruttano a proprio vantaggio.

    • Ale scrive:

      Credo di non essermi spiegato bene. Io non avevo alcuna intenzione di difendere Vannoni. Ho scritto: ” credo che in materia stamina l’opinione degli scienziati sia senza dubbio la più autorevole”. Ma dico solo che l’opinione della scienza deve essere supportata da esperimenti (a posteriori). Il protocollo stamina non è attualmente consultabile e il ministero della salute ha detto “no” alle sperimentazioni. Se non faccio degli esperimenti non posso avere un opinione scientificamente accettabile perché diventerebbe “a priori” (sempre per citare Kant). Quindi aspetterei prima di scagliarmi. Poi ho fatto tutto un discorso sul termine “verità”. Magari esemplifico per far maggiore chiarezza. Supponiamo che mister X prenda un oggetto e lo faccia cadere. Si interroga sul motivo di tale fenomeno e deduce che esiste una forza che attira i corpi verso il centro della terra. Chiama questa forza “forza di gravità” e dice: “esiste perché gli esperimenti lo dimostrano”. Io sinceramente direi a mister X che gli esperimenti dimostrano solo che gli oggetti cadono. Non che esiste una forza che attira i corpi a terra (per quanto mi riguarda potrebbe essere un effetto della magia del grande puffo). Quella è un interpetazione dei risultati e in quanto tale potrebbe essere erronea. Ora, so che il metodo scientifico è estremamente più complesso e che ho banalizzato tantissimo. Ma vorrei che non si scambiassero le teorie scientifiche per (e cito te) criteri di verità universali, perché non lo sono. Tant’è che basterebbe un esperimento singolo che non viene spiegato dalla teoria per far crollare tutta la baracca. Allora, le teorie sono verità parziali che possono essere confutate da altre interpretazioni di dati sperimentali. Non possiamo prendere tutto per sacro, altrimenti la scienza finisce per diventare una religione dogmatica. Quindi quando si parla di “opinione della comunità scientifica” non si parla di “verità assoluta e universale”. Ma resta comunque la più autorevole. Tutto qui. Era una precisazione di carattere epistemologico. Poi ripeto, dico tutto questo con estrema umiltà e nella vita fortunatamente non si smette mai di imparare.

    • Ale scrive:

      PS: ho fatto una serie di strafalcioni grammaticali. Non ho riletto prima di pubblicare. E non so come modificare il commento, quindi chiedo scusa umilmente. Se non capisci riscrivo.

  4. Jaco scrive:

    Ciao licia, volevo iniziare col dirti che sei probabilmente, anzi sicuramente la mia scrittrice preferita (sto attendendo l’ultimo libro di nashira), comunque volevo solo dire che internet è utile finché non si spara a caso su tutto e si fanno teorie alla caiso, io non ho mai dubitato della scienza anche avendo solo 21 anni però non do per scontati interessi strani, può essere che sbaglio e così spero sia, solo capisco quei genitori che crederebbero pure a babbo natale con la medicina pur di salvare i loro figli, è palese.
    Per finire dico che la scienza prima di arrivare a soluzioni casuali, sperimenta e argomenta quindi non capisco perché dubitarne.

  5. Babil scrive:

    Direi che questo articolo che ha fatto il giro di internet dice tutto in proposito:

    http://verbasequentur.wordpress.com/2013/11/09/tutti-dottori-post-ad-altissimo-contenuto-di-turpiloquio/

    O anche, in maniera più rude e forse un pò più politicizzata in questo post vocale:

    http://keinpfusch.tumblr.com/post/72319414497

  6. Babil scrive:

    Gianrico, se proprio si uno si deve affidare alla superstizione per curare un proprio caro malato, tantovale che si prenda un gatto nero, costa meno del metodo stamina ed almeno il malato ci può giocare.

    • gianrico scrive:

      babil caro… era tanto che non si discuteva eheheh

      la mia frase era per dire che in preda alla disperazione e con niente che curi alcunché posso anche capire se uno cede e accetta metodi antiscientifici come questo.

      Il fatto è che DEVE esserci un ente terzo (lo Stato mi pare si chiami) che non coinvolto sentimentalmente riesca a valutare quando uno è un ciarlatano e quando è una persona seria. Mi pare che su questo punto si potrebbe assai riflettere.

  7. tommaso fauli scrive:

    Complimenti,
    condivido in pieno quello che hai detto e riportato in quest’articolo.

    Saluti,

    tommaso

  8. Valberici scrive:

    In verità anche nel passato la gente conosceva poco o nulla riguardo al metodo scientifico. Però c’era un rispetto molto maggiore per la cultura, per gli uomini di scienza e anche per le istituzioni. Certo, un incondizionato assenso, il credere che tutto ciò che viene dall’ alto è vero, può essere pericoloso.
    Ma oggi assistiamo al trionfo del luogo comune, quello che dice un singolo è vero solo se ha il supporto del “comune sentire”.
    Io sono autorevole perchè sono contro le lobby di potere. Io detengo la verità perchè sono contro i politici.
    Internet poi rafforza potentemente i luoghi comuni, semmplici meme circolano e si diffondono con rapidità. Tutti i politici sono corrotti. La kasta è contro il popolo. Gli scienziati sono kasta.
    Solo la conoscenza e l’abitudine al ragionamento ci può salvare dai luoghi comuni, solo la capacità di pensare autonomamente ci impedisce di far parte di una folla ottusa e, allo stesso tempo, credere di essere diversi.

    p.s.: io non ho pianto,la realtà difficilmente mi commuove, ma mi è venuta un’incazzatura pazzesca :(

  9. Marco Casolino scrive:

    Brava Licia,
    ci voleva, sia la trasmissione che un tuo post.
    ciao,
    Marco

  10. gianrico scrive:

    stasera me la vedrò con attenzione, per quanto temo di aver già messo insieme i pezzi. Quando guardo questo genere di trasmissioni mediamente finisco con l’arrabbiarmi, vuoi perché vedo un corrotto vantarsi di esserlo, vuoi perché mi rendo conto di quanto siamo ignoranti in italia, di quanto l’emozione momentanea governi le nostre scelte e mai il ragionamento, la profondità. È stata fatta una scelta di superficialità di non professionismo di cui movimenti come quello di Grillo sono ma summa.

    • Licia scrive:

      Io mi sono arrabiata e depressa. E ho pianto, confesso.

    • gianrico scrive:

      capisco e capisco la disperazione di chi ieri argomentava a favore di stamina, vedere un proprio caro star male deve essere devastante, non so cosa farei, probabilmente me ne fotterei pure io della scienza dei suoi tempi potrei cedere alla disperazione. Ma questo non assolve chi di quella disperazione fa il più lurido dei mercimoni.

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