Archivi del giorno: 16 gennaio 2014

Disintossicarsi

Quando, nel 2000, entrai nel mondo della rete mi sembrava tutto meraviglioso. Fino a quel momento avevo ammorbato solo parenti e amici con le mie analisi prolisse di film e libri. All’improvviso potevo metterle per iscritto – cosa che mi dava una soddisfazione n volte maggiore – e discuterle con gente flashata almeno quanto me, se non di più. Ricordo i lunghi post scritti offline sul forum dei Cavalieri dello Zodiaco, l’ora online che mi concedevo col 56K, per evitare di spendere troppo, il primo “radical chic” che mi beccai sul forum di Repubblica, nel 2001, perché ero contraria all’intervento in Afghanistan.
Se guardo il rapporto che ho oggi con la rete, mi domando come può essere andata a finire così. La rete, nella mia vita, ha sostituito la tv. Non che la guardassi così tanto, ma l’ho spesso usata per svuotarmi la testa, riposarmi quando ero troppo stanca. Ho smesso di farlo quando ha iniziato a farmi incazzare per la pochezza devastante dei programmi che seguivo, e poi era appunto arrivato il nuovo giocattolino, quel web che prometteva meraviglie. Adesso, uso Internet sostazialmente per abitudine, e perché è l’unica cosa che mi vuoti davvero la testa. Stop. Non riesco più a ricordare quand’è stata l’ultima volta che ho fatto un uso proficuo della rete. Sì, qualche articolo interessante prontamente linkato su Facebook o Twitter, ma poi? Per il resto vuote discussioni infinite, in cui ognuno tiene il suo punto fino alla morte, senza che una volta, una sola, abbia visto qualcuno cambiare idea, o l’abbia fatto io. Oppure bufale a tonnellate, “condividi se hai un cuore”, così tante e in giro da così tanto tempo che occorrerebbero quattro vite per confutarle tutte. E poi sempre le stesse dinamiche ripetute all’infinito, prima gli applausi, poi gli sputi, le conventicole, il cinismo…ma pure basta.
Adesso, lo so, parte l’ovvia contestazione: che senso ha dire tutte queste cose su un blog, prodotto, se pure un po’ obsoleto, del web 2.0? È il solito snobismo da sinistra sempre perdente, che sputa nel piatto in cui mangia.
Lo confesso: sono dipendente. Non riesco più a immaginare la mia giornata senza la mia dose quotidiana di rete. Anche se ormai è più il tempo che passo ad incazzarmi e ad avvolgermi in discussioni inutili – e soprattutto ripetute all’infinito in tutte le salse – che a divertirmi. Come uno che fuma 40 sigarette al giorno, e non se ne gode più neppure una.
Probabilmente è colpa mia. Del carattere egocentrico di scrittrice, convinta che se si ha un’opinione la si debba condividere, o forse del lato di Internet sul quale mi sono concentrata con gli anni, quello dei forum prima, dei blog in mezzo, e dei social network poi. Ma inizio a credere di dover ripensare completamente il mio rapporto con la rete. Che così non funziona più, che così non mi diverto più e non mi è più neppure utile. Vorrei ritrovare il piacere dei primi tempi, in cui il tempo che si trascorreva connessi era limitato, e forse per questo le parole misurate, gli insulti meno onnipresenti, la banalità sotto il livello di guardia. Forse è un passato mitico che non è mai esistito, e sono io che con gli anni, invece di smussarmi, di diventare una placida riformista, divento sempre più radicale e intollerante verso un mondo in cui non mi riconosco più. Boh.
Restp convinta che un buon 80% del problema sono io e il mio modo di usufruire della rete, ma che sotto c’è anche un problema più generale dell’uso che abbiamo deciso di fare di questo strumento. Non sto invocando le leggi speciali, la chiusura del web e tutte le accuse che in genere si muovono a chi dice quel che ho appena detto io. Vorrei solo più consapevolezza, più riflessione, più educazione all’uso del mezzo. Tutte cose che non nascono né si sviluppano online, ma che si conseguono prima fuori, nella vita di tutti i giorni, e poi nel web.
Nel frattempo…non lo so. Si accettano consigli. Secondo voi come ne esco?

P.S.
Sì, lo so, sarà l’ottordicesimiliardesimo post su questo blog sull’argomento. È che devo avere dei problemi alla memoria a breve termine, perché, nonostante sia a contatto con la pochezza dei cintenuti di certi web da svariati anni, resto basita ogni volta. Starò invecchiando male…

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