anteprime e informazioni

Rapido articolo anteprim-informativo.

Informazione: domani 8 Marzo, ore 20.00, potrete incontrarmi all’Osservatorio Astronomico di Roma a Monte Porzio Catone, per un incontro dal tema “Le donne preferiscono le stelle”; con me, la ricercatrice Raffaella Schneider e la giornalista scientifica Enrica Battifoglia. Occorre prentorare qua, e ci sono ancora posti liberi, per cui, accorrete!

Anteprima: come sa chi mi segue su Twitter, ieri ho postato un po’ di anteprime su Pandora, la mia saga nuova in uscita a Maggio. Se volete vederle, sono tutte sul mio profilo. Oggi è il turno di qualcosa di più sostanzioso: tramina per sommi capi. A voi:

Pam è una ragazza molto timida, corazzata da un look moto dark. Ogni giorno cerca di sopravvivere tra i compagni di classe che la punzecchiano e la infastidiscono prendendola in giro ad ogni occasione, rendendole la vita davvero insopportabile. Sam è l’ultimo della classe e il primo a non sopportare di esserlo. Ma a volte la vita è esattamente il contrario di come vorresti. Sam vive in un tristissimo bilocale di un palazzone nella periferia romana, e deve fare i conti con una madre troppo assillante. I destini di Pam e Sam si incrociano una notte, e non poteva che essere la notte di Halloween. Perché quella notte un antico rito aspettava di compiersi su uno stradone di periferia per unire per sempre le loro vite: da quel momento, nulla sarà più come prima. Nonostante la distanza abissale che li separa, Sam e Pam sono costretti a unirsi per vincere la battaglia epica contro gli Angeli della Morte che sono tornati sulla terra…Ma un ragazzo confuso come Sam e una ragazza inquieta come Pam riusciranno a sfidare il demone mortifero Mashbir che ha già deciso di possederli?

Bon, a voi la parola.

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39 risposte a anteprime e informazioni

  1. Vale scrive:

    ciao Licia,mi piacciono tanto i tuoi libri,però desidererei che qualche volta tu riuscissi a venire anche più giù,io abito in Campania purtroppo.

    • Licia scrive:

      Sono venuta a Napoli e a Cava de’ Tirreni tre mesi fa. Segui sempre la homepage del blog e il mio profilo Twitter, lì metto sempre le varie informazioni sui miei spostamenti.

  2. Nihal scrive:

    Mi sembra un po’ tardi inserirmi nel discorso, però devo farlo. Personalmente, ho iniziato a leggere Licia nel 2011 perché mi erano state regalate le Cronache. Mi piacquero subito. A oggi ho letto tutti i suoi libri e, devo dir la verità, ho notato una crescita nelle sue capacità stilistiche notevole. Il Sacrificio l’ho adorato. Ora, ci tengo a precisare che non leggo più fantasy da un pezzo, ma Licia la continuerò a leggere perché di ciò che scrive non mi piace il fantasy – che francamente non mi attira più, giacché nel frattempo sono cresciuta – ma le tematiche che tratta nascondendole con una storia fantastica.
    Il punto però è che stimo Licia neanche per quel che scrive, ma per il modo che ha di approcciarsi ai lettori. Per il suo modo di approcciarsi alla fama. Non fa la so tutto io, non fa quella che è diventata famosa perché è la perfezione fatta persona, insomma non si è montata la testa. Almeno, a me non sembra. Naturalmente quel che lei scrive può piacere o non piacere ed è anche giusto che la si critichi, perché la critica serve per crescere. Ma la critica deve essere fatta in un certo modo, non buttata lì perché spinti da una voglia irrefrenabile di distruggere qualcuno che magari si invidia un po’ perché è famoso.
    Anch’io scrivo e un giorno vorrei moltissimo pubblicare. Probabilmente non ci riuscirò. Non credo quasi per niente in me stessa. In ogni caso, ciò che desidero non è la fama o i soldi. Comunque vadano le cose ho intenzione di lavorare, anche se dovessi fare tanta fama da non aver bisogno di lavorare perché il denaro che mi servirebbe per vivere bene lo ricavo dalla vendita delle mie storie – cosa più che improbabile. Decisamente impossibile. Ho messo in conto di lavorare perché ciò che voglio non è la fama. Ma l’immortalità. Scrivo perché desidero moltissimo che almeno una persona, una persona sola al mondo, si ricordi di me. Non voglio essere dimenticata. Non voglio passare inosservata. Voglio essere ricordata. Sono passata inosservata troppe volte. Non so come andranno le cose. Sicuramente andranno male, perché non sono nessuno, non c’è nessuno pronto a consigliarmi, sono sola con le mie effimere speranze. Però so per esperienza quanto facciano male le critiche fatte senza pensare alle conseguenze. E sinceramente se le critiche fatte a Licia – che non sto affatto contestando nel contenuto, anche perché non sono in grado di approvarle né confutarle – fossero state fatte a me nello stesso modo, beh ci sarei rimasta malissimo. La critica è giusta. Ma deve essere fatta con obiettività. Nessuno è presente mentre Licia scrive, non penso che qualcuno qui sopra bazzichi casa sua e sappia cosa faccia e come gestisca il suo tempo. Quindi perché affermare che l’hanno costretta a scrivere a ritmi industriali? Può darsi che sia così. Ma può darsi semplicemente che avesse una buona storia in testa e che la sia riuscita a scrivere in poco tempo. Che c’è di male? Può darsi che tutte le critiche fatte siano vere, però ho sinceramente avvertito un tono, almeno in parte, venato d’invidia.
    Fatele le critiche, perché sono sacre per uno scrittore che deve conoscere i propri punti deboli, ciò che non piace ai lettori, ma non siate cinici in quelle critiche. Perché il cinismo può far male e molto. Licia sa evidentemente prenderli bene i colpi bassi, ma io al suo posto non avrei saputo fare la stessa cosa. Lo so, perché mi ci sono ritrovata. Persone di cui mi fidavo e che invece mi sono venute a contestare cose assurde su ciò che scrivevo e pensavo solo perché credono che io abbia qualcosa che loro non hanno. Vorrei avere la fortuna di conoscere una persona che mi critichi, sì, ma in modo obiettivo.
    Probabilmente ho sbagliato tutto e in questo commento ho scritto io cose assurde. In ogni caso, io Licia la stimo. Poi gli altri la pensassero come vogliono.

  3. Talitha90 scrive:

    Ciao Licia volevo chiederti se qualche volta faresti un incontro in un osservatorio astronomico però al nord, magari a Campo dei fiori.. sarebbe stupendo!!! :)
    riguardo il libro prima di giudicare vorrei leggerlo prima, anzi non vedo l’ora!!!
    un abbraccio!

    • Licia scrive:

      Beh, il 26 marzo faccio un incontro divulgativo a Bologna, durante la Fiera del Libro per Ragazzi.

  4. Licia scrive:

    Non ho più venti anni, non mi deprimo per i commenti della gente, anche perché in dieci anni ciascuna delle critiche che mi sono state mosse in questo post mi sono state presentate identiche da altra gente. Poi ci si lamenta delle mie trame sempre uguali…L’originalità nella critica non interessa?
    In dieci anni di lavoro e di maturazione come persona ho imparato a pormi determinati obiettivi e a cercare determinate soddisfazioni, quindi non ho bisogno di consolazioni, per quanto facciano piacere in ogni caso :) . Io ho la mia strada da seguire, è quel che sto facendo da molto tempo; se c’è gente che si diverte a fare il processo alle mie intenzioni senza sapere nulla né di me né del lavoro che faccio, prego. Tra l’altro era un sacco di tempo che non facevo 30 commenti sotto un post :) .

  5. LIS scrive:

    Licia: C’era il raduno nazionale dei critici letterari sul tuo blog e non mi hai detto niente? Non si fa cosi mia cara Licia.
    Tutti questi dottori in lettere ed esperti filologi hanno dimenticato che la letteratura è libertà. Giudicare un opera secondo le proprie categorie soggettive è un’attività sterile e improduttiva. Te lo dice uno che dottore in lettere lo diventerà (spero) tra quattro esami e una tesi. Un’analisi letteraria attenta e seria richiede studio, approfondimento e COMPETENZA. Questi due anni e mezzo passati tra testi antichi e classici della letteratura italiana e mondiale mi hanno insegnato che ogni libro ha qualcosa da insegnare. Che sia Boccaccio o Licia Troisi non importa. Ogni testo ha una potenza evocativa che a prescindere dall’abilità scrittoria del singolo autore, riesce a raggiungere i meandri più nascosti della nostra anima. Basta avere il cuore aperto e la voglia di ascoltare.
    Il tuo lavoro ha qualcosa di sacro. Non perdere la speranza e continua questa avventura con il cuore pieno di gioia e passione.
    Valberici: Sono rimasto colpito da un tuo commento. Ci tenevo ad esprimere la mia opinione sul tema che brillantemente hai messo in luce. Il tentativo di “tradurre” (parafrasare) i testi scritti da autori precedenti potrebbe essere un ottimo metodo per diffondere ad un pubblico meno competente le storie e il pensiero dei grandi autori del passato. Sono d’accordo. Ma la grandezza di un opera letteraria spesso e volentieri non si misura sulla base del contenuto. Ti faccio un esempio che spero sia chiarificatore. All’interno del “liber” di Catullo c’è un carme famosissimo che nelle antologie scolastiche viene intitolato “Odi et Amo”. Dico intitolato dalle antologie perché Catullo non intitolava ma numerava. In ogni caso questa poesia è diventata famosissima e celebratissima dalla critica. Dai più viene considerata un capolavoro della letteratura latina e lo è a tutti gli effetti. Eppure dando un occhiata alla produzione letteraria di una poetessa del IV secolo a.C. (Saffo di Lesbo) ci rendiamo conto che Catullo ha letteralmente copiato il contenuto di una delle sue poesie. E allora perché “odi et amo” viene celebrata cosi tanto dalla critica? Semplicemente perché la sua grandezza non sta nel contenuto ma in altri aspetti fondamentali. Non mi dilungo nello spiegare quali siano gli elementi di grandezza in quel particolare brano. Ma limitare il tutto al contenuto ci allontana dal comprendere alcuni aspetti a mio avviso fondamentali di un testo letterario. Lo stesso discorso vale per l’odusia di Livio Andronico ecc. La grandezza di un opera non sta in quel che si dice ma nel modo in cui lo si dice e nell’innovazione che la propria visione (poetica) porta ai contenuti. Lo stesso discorso potrebbe essere applicato al Decameron di Boccaccio in relazione ad un opera risalente agli ultimi due decenni del duecento. Parlo de “Il novellino” di autore anonimo. Ma in questo caso il discorso è più fine e complesso. Non mi avventuro.
    Mi limito solo a dirti grazie per lo spunto che mi hai dato e per la possibilità di parlare di temi a me molto cari. Non era mia intenzione fare la lezioncina a nessuno. Ci tengo a specificarlo. Ho trovato il tuo commento molto intelligente e ho sentito l’esigenza di rifletterci su e di condividere con te le mie riflessioni. Grazie di cuore.

  6. Aesìr scrive:

    Faccio presente che, fra gli autori citati come esemplari in questi post, Salgari (che adoro, per inciso) è stato ai suoi tempi assalito da tutte le parti, con tanto di “Salgari rovina i bambini perchè presenta storie violente”, “scrive male”, ecc. Ora, oggettivamente, qest’ultima critica non è infondata: spesso le sue storie sono frettolose, le situazioni si ripetono (Tremal-Naik eAda somigliano non poco a Sandokan e Marianna). Tutto giustificabile con le condizioni in cui scriveva, e sono il primo a dirlo, per pubblicare come ha fatto lui credo ci voglia del genio. Resta il fatto che nessuno in quegli anni avrebbe osannato Salgari. E adesso? Quanti italiani ha tenuto attaccati alla televisione, anni e anni fa, quando la diffusione di quest’oggetto non era paragonabile a quella attuale? Quante volte si è sentito cantare “Sandokan, Sandokan”, sulle note di de Angelis. E, seppure non abbia lo spazio dedicato ad altri autori, Salgari non manca nelle antologie di letteratura italiana. Il tutto senza aver pubblicato romanzi che siano necessariamente dei capolavori, almeno se guardiamo la forma, come troppi fanno. Questo termine è abusato, poi: cos’hanno i libri di Martin, quelli di Tolkien? Il capolavoro fantasy è un riconoscimento applicabile oggettivamente a pochissimi titoli; intrattiene, è un genere fatto per intrattenere, non ho mai trovato in un romanzo fantasy opere del calibro della sua pur stretta parente fantascienza: “Farenheit 451″, “1984″, “Brave new world”, la saga di Ender, “Starship Troopers”…non c’è praticamente fantasy che si fa avanti nelle stesse tematiche. E i romanzi di Licia che fanno? Intrattengono, come ogni altro fantasy. Quindi che senso ha osteggiarli?

    • Malva scrive:

      Sì, ma che noia tutte queste trame identiche di una ragazza disagiata che si innamora di un ragazzo. Un po’ di fantasia, diamine! È dal 2004 che ci viene proposto sempre lo stesso schema…

  7. _sibi_ scrive:

    e poi si leggono commenti di gente che non ha niente da fare se non passare il suo tempo a criticare Licia IN OGNI POST… ma dico, perchè? Se i libri di Licia, le sue storie, piacciono, appassionano, che cosa avete da criticare in continuazione? Insomma, abbiamo capito che a voi non piacciono, probabilmente voi leggete solo libri pluripremiati, “capolavori della letteratura”, ma vi assicuro che non esistono solo quelli, e che spesso quei libri risultano noiosi agli occhi della maggior parte dei giovani. Ciò non vuol dire che Licia sia la migliore in assoluto (probabilmente è la migliore nel fantasy italiano) o che gli scrittori idolatrati dalla critica non siano bravi, ma che non esiste solo quello. Quindi evitate di continuare a ribadire la vostra critica ogni volta che ne avete l’opportunita e imparate ad accettare che questi libri sono belli agli occhi della maggiro parte delle persone che li leggono.

    PS. La massa ultimamente non legge, o il massimo che fa è leggere i libri che da la scuola o che “vanno di moda” tipo Hunger Games (ma anche quelli non sono tanti), i libri di Licia non rientrano certo nella massa, ma sono molto diffusi fra chi legge.
    PPS. Se non si era capito mi riferivo a Cal

    • Licia scrive:

      È molto laterale come osservazione, ma la faccio lo stesso: tantissimi capolavori della letteratura risultano pallosi perché non tutti sono in grado di farli apprezzare. Se un libro viene ancora letto dopo 100, 200 e più anni, state sicuri che è perché dice cose universali e forti. È che non tutti sono in grado di comunicare e far capire questa semplice verità.

    • Valberici scrive:

      Il fatto è che molti capolavori risultano illeggibili dalla massa dei lettori perché scritti con un lessico e un linguaggio incomprensibili. Busi proponeva di “tradurli” e forse non ha tutti i torti, ho letto la sua traduzione del Decamerone ed effettivamente lo ha reso fruibile dai lettori attuali.

    • Cal scrive:

      …io personalmente critico difetti oggettivi, sorella. Cose piccole e grandi che fanno storcere il naso e istigano la nausea. Storture. Difetti ammissibili soltanto in scritti di esordienti, che dunque non dovrebbero esistere in opere tirate in centinaia di migliaia di copie e tradotte in nonsoquante lingue.

      Non ti sta bene? Chissene, io parlo a ragion veduta perché mio malgrado ho letto e, seppure questa sia frutto di uno studio da autodidatta, ho una minima competenza della materia.
      E sono uno che crede ancora nella meritocrazia – e si innervosisce vedendo posti occupati da chi non ha meriti per essere lì, in qualsiasi campo – anche se la vita fa ogni giorno di tutto per sconfessarmi.

    • _sibi_ scrive:

      scusa ma a volte mi chiedo se rileggi quello che scrivi…insomma, secondo te i libri di Licia sono oggettivamente brutti (che orrore scrivere oggettivo quando si parla di qualcosa di così soggettivo! D: )e lei non si merita che vengano pubblicati. Dunque i suoi libri vengono pubblicati per un motivo a noi ignoto, ma siamo sicuri che non è perchè la maggior parte dei lettori li apprezza… Spero che ti renda conto anche tu che il discorso non fila, ma proprio per niente. I romanzi possono piacere e non piacere, ma dire che sono pieni di “difetti oggettivi” è una cavolata che ti puoi tranquillamente risparmiare, perchè magari Licia non si offende, ma io si. In pratica tu stai dicendo che chi legge questi libri non ha una cultura in materia, perchè non si accorge di questi terribili e nauseanti difetti. Ti dirò, sono ancora solo un’adolescente ma da quando ho imparato a leggere non ho mai smesso, leggendo di tutto: dalle favole per bambini a libri dark, ho letto fantasy (tantissimo) e romanzi di ogni sorta, inoltre, per fortuna, a scuola si insegna letteratura, quindi non direi di non essere in grado di distinguere un buon libro da uno mediocre. Ripeto che è comunque una cosa soggettiva, e questo l’ho imparato in soli 14 anni di vita, quindi secondo me ce la puoi fare anche tu ;) . Detto questo il mio commento non era riferito al fatto che non ti piacciano i romanzi di Licia, ma al fatto che negli ultimi post ho notato che è un continuo reiterare il tuo parere. Tra l’altro il tuo commento dimostrerebbe che hai una scarsa capacità di comprensione, probabilmente ti sei impuntato su un particolare senza considerare l’insieme, sono cose che capitano.
      Detto questo pace e amore, continua pure a farti il fegato marcio per cose che non ti riguardano, probabilmente non hai di meglio da fare. Mi era già capitato di fare una discussione simile in questo blog, e probabilmente quel tipo non ha cambiato idea perchè io gli ho magicamente aperto la mente. Quindi ritengo che andando oltre non farei che infastidirmi per uno che non ha neanche capito qual era il punto del mio discorso, una discussione inutile.

  8. Woodstock scrive:

    @Cal e Xiuxiu

    Ci sono pessimi fantasy anche negli altri paesi, mentre in Italia ci sono ottimi autori fantasy, così come pessimi autori fantasy. E’ così per tutti i paesi. Basta saper distinguere, non fare di tutta un’erba un fascio e non credere per partito preso che il fantasy sia solo una questione anglosassone. Ho letto fantasy anglosassone da mettermi le mani nei capelli e ho letto fantasy italiani meravigliosi.
    Abbiamo un Pratchett, un Martin etc.. etc… in Italia? Sì, e alla grande e anche migliori. Silvana De Mari, Pierdomenico Baccalario, Elisabetta Gnone.

    Stili e modi di scrivere diversi, eppure a mio avviso largamente superiori ai vari Pratchett etc. La Gnone ad esempio, per il suo metodo di scrittura, per come ti sa trasportare dentro Fairy Oak, a mio parere è una delle miglior scrittrici al mondo.

    A me i libri di Licia non piacciono molto, anche se ne ho letti solo alcuni e il mio giudizio è limitato a quelli (il primo della Ragazza Drago, Le Guerre).
    A mio avviso il successo di Licia è paragonabile a quello di Terry Brooks.
    Neanche Terry Brooks mi piace; per me, e non solo per me, è solo una copia di Tolkien, eppure Terry Brooks è uscito col suo primo libro nel momento giusto. Da lì ha avuto i suoi seguaci e non l’hanno più lasciato.
    A mio avviso è successa la stessa cosa con Licia. Ha azzeccato il momento giusto per l’uscita delle Cronache: il primo libro delle Cronache è bello (gli altri, per me, no), è uscito nel momento in cui il fantasy era sul trampolino di lancio in Italia e un po’ ovunque per l’uscita del primo film del Signore degli Anelli e anche di Harry Potter e su questa scia le Cronache, lanciate da una grossa casa editrice, sono esplose. E’ stato azzeccato anche l’illustratore giusto. E’ stato insomma un intreccio di circostanze giuste correlate insieme, in cui la tempistica ha avuto la parte preponderante.
    Non posso dire che Le Cronache siano state un boom per il modo in cui sono state scritte. Questo posso dirlo, ad esempio, per Jack Frusciante. Le Cronache e il fenomeno Licia è esploso perchè era il 2004 era il momento giusto.
    Lì, in quel boom, Licia ha fidelizzato moltissimi lettori che difficilmente l’abbandoneranno. Qui secondo me sta il problema principale, perchè ora Licia è nella situazione in cui anche se sforna un libro sufficiente, vende comunque milioni di copie. In questo c’è il rischio che la scrittura di Licia non migliori, o comunque migliori con più lentezza. La stessa cosa può accadere per la trama: Licia non ha bisogno di inventare Matrix o qualsivoglia colpo di genio mai visto prima, ma le basta una sufficiente/buona storia per vendere centinaia di migliaia di copie. Se uno scrittore sconosciuto per centinaia di migliaia di copie deve fare il capolavoro, Licia non ne ha bisogno. Non è solo questione di Licia, accade così in ogni forte fidelizzazione.

    Ma il problema/non-problema sta proprio qui: chi l’ha detto che un libro debba per forza essere Alta Letteratura? C’è anche chi semplicemente vuole leggere una buona storia, o anche solo sufficiente, senza leggere un capolavoro. C’è chi ascolta Bob Dylan e c’è chi ascolta musica pop leggera: e allora? Che problema c’è?
    Che problema c’è se i libri di Licia non sono un capolavoro? Se intrattengono milioni di ragazzi e comunque hanno fatto sì che questi milioni di ragazzi leggessero invece che squagliarsi davanti alla tv è una cosa positiva. Perchè magari tra di loro ci sarà qualcuno che anche solo per imitazione si metterà poi a scrivere a sua volta un libro. Quanti disegnatori, tra cui penso anche Paolo Barbieri, hanno iniziato imitando i robot giapponesi che vedevano in tivù? Erano quelli disegni da Cappella Sistina? No, però hanno ispirato lo stesso.

    E’ normale, per chiudere, che la Mondadori pubblichi molti libri di Licia, non ci vedo niente di male. Inoltre, se la Mondadori grazie anche alle milioni di copie di Licia guadagna, questo significa anche che può investire in nuovi esordienti.
    E’ per me dunque un vantaggio che ci sia Licia. Dobbiamo dire grazie a lei, alla Mondadori, a Paolo Barbieri se finalmente l’universo fantasy italiano ha “BigBangato”, generando altri pianeti diversi (Francesco Falconi, Dimitri, Tarenzi e molti altri).

    Ora speriamo che anche quelli che fanno telefilm in Italia sdoganino il fantasy italiano anche sul piccolo schermo perchè lì siamo rimasti a Fantaghirò. In realtà l’ultimo prodotto fantasy italiano, premiato all’estero, sarebbe l’Uomo Fiammifero, ma pare che la tv neanche se ne sia accorta, visto che è uscito, in poche sale, già diversi anni fa.

  9. Valberici scrive:

    E pensare che Dostoevskij lo pubblicavano a puntate sulle riviste e sovente era assai “pressato” dalla sua situazione economica e dagli editori.
    Mah, effettivamente se ci fossi io al posto della Mondadori non avresti tutto questo agio nello scrivere… :P

  10. Xiuxiu scrive:

    Licia, non puoi negare che uno scrittore serio non pubblica libri con scadenze prestabilite. Nessuno giudica il tuo lavoro, però negare l’evidenza mi sembra poco intelligente. Vieni spremuta dalla Mondadori per spillare soldi al pubblico, questo è un dato di fatto.

    • Licia scrive:

      Pensala come ti pare. È un dato di fatto anche che fare il processo alle intenzioni della gente è indice di scarsa elasticità mentale. Tra l’altro i miei lettori si sentiranno onorati nel sentirsi da te definiti “pubblico cui spillare soldi”.

    • Antonio scrive:

      “Licia, non puoi negare che uno scrittore serio non pubblica libri con scadenze prestabilite.”

      Ora dovremmo però stabilire se uno scrittore è “serio” per la qualità del suo lavoro o per le presunte scadenze in cui esso pubblica.
      Per quel che mi riguarda io ricerco la qualità in ciò che leggo ed erano due anni che non mi appassionavo così a una saga fantasy (La ragazza drago) e tanto mi basta per stimarne l’autore.

      “Vieni spremuta dalla Mondadori per spillare soldi al pubblico, questo è un dato di fatto.”

      L’unico dato di fatto è che un libro vende perchè piace, altrimenti rimane sullo scaffale a prendere polvere e credimi ce ne sono molti che finiscono così.
      Tu pensa, ho comprato L’eredità di thuban in edizione best seller e dopo averlo completato mi sono pentito di non aver cercato il volume, tanto è che L’albero di Idhunn e La Clessidra di Aldibah li ho voluti in volume per collezionarli e stessa sorte toccherà agli ultimi due.
      Ora dimmi pure che mi sono fatto spillare i soldi.. però permettimi di pensarla diversamente.
      Saluti.

    • Xiuxiu scrive:

      @Licia, Io ho tutti i tuoi libri. La Mondadori mi ha spillato soldi, ma i tuoi i libri mi piacciono quindi pazienza. Mi dispiace che tu mi abbia offeso dicendo che non ho elasticità mentale. Io non avevo offeso nessuno, forse solo il sistema. Spiegami per quale motivo allora non pubblichi un volume unico ogni tre anni. Saluti.

    • Licia scrive:

      Avrò frainteso io, ma allora ti pregherei in futuro di fare più attenzione alle parole, perchè “uno scrittore serio non pubblica a scadenze prestabilite”, a parte essere una cosa non vera (a meno che per “scrittore serio” non s’intenda “scrittore professionista” ma altro che a me sfugge) a me sembra una frase offensiva.
      Comunque, nel caso in questione di Pandora, i sei libri previsti sono intesi come volumi singoli, e non come un’unica storia, e questa è la ragione per cui ne esce uno ogni tot di tempo.
      Per le altre saghe, francamente il problema non me lo sono mai posto: mi piace alternare saghe di fantasy epico a storie più sul fantastico, lo faccio dal 2007 e da allora è una cosa che mi è sempre piaciuta, tanto più che scrivere 1200 pagine in una botta sola non è assolutamente equivalente a scrivere tre libri da 400 pagine l’uno. Ogni libro ha una sua identità pur nel flusso narrativo unico, e lo spazio che passa tra ciascuno di essi mi permette di far decantare in me la storia, di trovare nuovi spunti e declinare in modo nuovi certe ossessioni. Comunque, non capisco proprio il punto: esistono anche gli economici, per chi non vuole spendere troppo, gli ebook vengono anche meno, e sulle diverse edizioni (tipo l’ultima ristampa, che comunque ha come scopo raggiungere un pubblico nuovo, che magari dieci anni fa era troppo piccolo per conoscermi) nessuno punta la pistola alla tempia a chicchessia per comprarsi tutte le diverse versioni. Se poi vogliamo dire che il capitalismo è una brutta cosa, possiamo anche concordare, però viviamo in un mondo che funziona così, e per vivere non puoi far altro che adattarti.

    • Cal scrive:

      Ma non è solo un problema loro, del tuo pubblico; io personalmente penso che in Italia manchino autori Fantasy di grande caratura (abbiamo un Martin qui da noi? Anche solo un Pratchett?) e così la massa è costretta ad accontentarsi della mediocrità…che arriva pure ad essere piacevole, una volta che ci si è assuefatti ;)

      In tutta franchezza, penso che se sull’italico suolo esistesse un nuovo Melville, un nuovo Burroughs, un nuovo Salgari, un nuovo Dickens, un nuovo Kipling (per citare gli autori “per Young adults)…beh, non ti leggerebbe nessuno :) e questo perché, si, tu stai migliorando, ad esempio nella trilogia di Nashira sei migliore che non nelle Guerre ad esempio…ma mio avviso ti manca la scintilla, il guizzo, il lampo di genio per acchiappare le folle e fare della Vera Letteratura. Ti consiglierei di lavorare sulle tue fragilità stilistiche, per muovere passi in quella direzione.

    • Licia scrive:

      Insomma, mi manca la locura.

    • Antonio scrive:

      Cal ha scritto:
      “e così la massa è costretta ad accontentarsi della mediocrità”

      Io appartengo alla nicchia più che alla massa e potrei farti un lungo elenco di ciò che oggi ritengo mediocre tanto da infilarci dentro qualche nome illustre che viene idolatrato per aver avuto il merito di pubblicare un libro fighissimo dal successo mondiale e da qui essersi impegnato a produrre una serie romanzi noiosi quasi tutti mediocri e privi di genio, seppur pieni di stile letterario.
      Ma non facciamo nomi.

      “In tutta franchezza, penso che se sull’italico suolo esistesse un nuovo Melville, un nuovo Burroughs, un nuovo Salgari, un nuovo Dickens, un nuovo Kipling (per citare gli autori “per Young adults)…beh, non ti leggerebbe nessuno”

      Qui Cal pecchi un po’ di supponenza…

      “a mio avviso ti manca la scintilla, il guizzo, il lampo di genio per acchiappare le folle e fare della Vera Letteratura. Ti consiglierei di lavorare sulle tue fragilità stilistiche, per muovere passi in quella direzione.”

      Cal mi dovresti spiegare cosa centrano i lampo di genio con lo stile?
      I lampi di genio sono le idee fulminanti che dai in pasto alla macchina da scrivere e ti fanno muovere le dita in maniera frenetica fino a incendiarne i tasti e lasciarti addosso l’affanno quando hai finito.
      Stiamo parlando di emozioni che corrono veloci sul filo delle nostre idee e che a fatica vengono rincorse dallo stile e il suo tormentato bagaglio letterario che risulterà presente solo in parte in quella che chiamiamo comunemente prima stesura.

      Detto questo lo stile è una questione prevalentemente “tecnica” che non richiede alcun genio, guizzo o cosa volevi suggerire a Licia, ma solo molto esercizio e si adotta esclusivamente in seconda stesura per migliorare il testo, magari con qualche aggiunta dove serve, tutto qui.

      Licia segui il tuo cammino (e se vuoi) non farti condizionare nel tuo lavoro da commenti a mio avviso ingiusti, davvero non farlo o la gemma sulla tua fronte potrebbe spegnersi, allora sì smetterei di leggere i tuoi libri.

  11. talitha00 scrive:

    Wow che bello !!! Non vedo l’ora Licia che esca questo libro per cominciare a vivere una nuova avventura con Pam e Sam.;-)

  12. Michael scrive:

    Perfetto, un altro dei tuoi libri che devo assolutamente leggere. :-) Ma come fai a sfornare libri così velocemente? Io ho molto tempo libero eppure sono ancora a 15 pagine della mia storia.

    • Cal scrive:

      Si chiama “farlo per lavoro”, ed è un peccato che anche la scrittura debba sottostare ai ritmi dell’industria; credo infatti che ad un ritmo così sostenuto non si possa mettere tutta quell’attenzione alla qualità, per questo mi aspetto qualcosa in stile “Shadowhunters” o “Angelopolis”, vale a dire roba appena sopra la sufficienza.
      Chissà se verrò smentito? :)

    • Licia scrive:

      Questi ritmi non me li ha imposti nessuno. Pandora l’ho scritto in autonomia un anno fa. Se tu ritieni che sia un’autrice mediocre e frettolosa, non mi leggere e morta là, sono le meraviglie del mercato capitalistico.

  13. sofia scrive:

    Sono felicissima per questa tua nuova creazione!!:D Iniziavo già a sentire la mancanza di un tuo libro…

    PS: AIUTO!! Non ho la minima idea di come funzioni twitter: dove diavolo devo cliccare per vedere le anteprime???O.O

    • Licia scrive:

      dovrebbero vedersi di lato le foto. Comunque, se scorri tutti i miei tweet dovresti vederli. Oddio, non so in effetti se per vedere la mia pagina occorra essere registrati…

    • _sibi_ scrive:

      no, non serve essere registrati a twitter per vedere il tuo profilo :) (per fortuna ;D )

  14. Nihal scrive:

    Come ti avevano già suggerito in un’intervista, è un urban fantasy … E ne ho voglia da un po’. Ultimamente sto leggendo classici (Olive Twist +.+, per dirne uno…) e voglio legger qualcosa di più leggero.. Per il 6 Maggio uscirà? Così ,mi faccio il regalo di compleanno :)

  15. Lidia scrive:

    Infatti ma chi ci riesce ad arrivare a Maggio

  16. Aster scrive:

    Wow! Non vedo l’ora! Per caso verrai a Bergamo o da quelle parti per una firma copie? Ci terrei tantissimo! Continua così, mi raccomando! ;)

  17. Antonio scrive:

    “Sono costretti ad unirsi per vincere la battaglia epica…” ma sarà una piacevole convivenza o le differenze caratteriali li porteranno inevitabilmente allo scontro (dialettale)? Il conflitto si sa vivacizza la trama e aumenta il carisma dei personaggi.
    Il conflitto è lo strumento di cui l’autore si avvale per rendere più interessanti le cose: e sì, nel confronto emergono non solo i lati del carattere, ma pure gli spigoli.
    Il legame di Sam e Pam mi piace immaginarlo come un patto per la sopravvivenza nell’eterna lotta tra il bene e il male, tuttavia una rottura e una fuga da parte di uno dei due protagonisti, che non accetta gli avvenimenti così come si manifestano e sopratutto il modo di affrontarli dell’altro/a, sarebbe un ulteriore modo per approfondire l’interiorità degli attori, nonché lo spirito di sopravvivenza che li anima, ma più di tutto per far sperimentare al lettore l’attesa per quel ritorno che puntualmente avverrà nella fase più critica della storia.
    Va be, ho esageratoXD Buon Lavoro Licia.

  18. robyt scrive:

    Ecco….E ora chi regge fino all’uscita?

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