Aridaje

Saprete che in questo periodo c’è una lodevole iniziativa in atto: il Maggio dei Libri. Si tratta di un’iniziativa di promozione della lettura. Qui trovate il sito con tutte le informazioni sulla varie iniziative. Ripeto, è una cosa bella, lodevole, e soprattutto necessaria, considerando quanta poca gente legge in Italia. E francamente mi spiace doverle muovere una critica, perché la situazione è così disastrosa che spararsi addosso tra di noi che di lettura viviamo non è esattamente la cosa migliore, ma tant’è.
Oggi ero in macchina, e alla radio ho sentito lo spot che pubblicizza l’evento. L’ho cercato per farvelo sentire, ma ho trovato solo la versione maschile, mentre quella in cui mi sono imbattuta io è quella femminile. Comunque, ve lo racconto: ci sono due ragazze che parlano. La prima si lamenta di aver avuto una brutta giornata, e per motivare la cosa cita una serie di incovenienti futili, tra cui la rottura di un tacco. L’altra racconta invece di aver vissuto straordinarie avventure, perché ha letto un libro. Frase finale: leggere fa crescere.
Qual è il problema? È duplice. Innanzitutto, tutti gli spot che ho sentito finora vertevano tutti su un’unico concetto: leggere, appunto, fa crescere. Ricordate lo spot del bambino che va in libreria e inizia a giocare con un libro come fosse un pallone da basket? Fa parte della stessa campagna, e si conclude più o meno allo stesso modo: leggi che cresci. Oppure, leggi che ti informi, leggi che ti arricchisci. Manca l’unica cosa che secondo me potrebbe attirare la gente che non legge: leggi che ti diverti. L’aspetto ludico della lettura non viene quasi mai messo in luce, né in queste campagne né, a parte lodevoli eccezioni, a scuola. Leggere è sempre una roba importante, senza la quale sei meno completo, meno uomo, verrebbe da dire, come se leggere fosse una pillola amara che devi mandar giù per essere in salute. Ma leggere è soprattutto bello, divertente, appassionante. Non si legge mica solo per imparare e per arricchirsi. Io leggo prima di tutto per divertirmi, per appassionarmi, commuovermi, spaventarmi con una storia. Invece no: a noi piace il cilicio e la gogna, se ti diverti non è cultura, è – ovvove! – intrattenimento.
Ora, lo spot radiofonico di sguincio coglie l’aspetto ludico: la tipa che legge dice di aver vissuto straordinarie avventure. Però poi la voce off ti spiega che non è quello l’importante: l’importante è che poi cresci, con buona pace di Peter Pan. L’altro poblema è la consueta contrapposizione oca donna colta. Di che può parlare quella che non legge? Ma di trucchi e scarpe, ovvio, gli argomenti frivoli per eccellenza. E io, che amo le scarpe col tacco e leggo in media 45 libri l’anno? Dove mi colloco? Oca o donna colta? Il tacco 12 mi rende meno colta? Devo abbandonarlo?
Ora, io lo so che essere sintetici, come uno spot richiede, e non cadere nello stereotipo è difficile, ma io sono un po’ stanca di tutte queste categorizzazioni, per cui se vesti in un certo modo sei scema e puttana, in un altro colta e impegnata, ma di contro sciatta e “inchiavabile”, come direbbero i nostri politici. Perché ci viene sempre chiesto di essere in un modo e non in un altro, invece che accettarci per quel che siamo, con tutte le contraddizioni che la natura umana implica? Mi piace truccarmi ma mi farei volentieri una partita di gioco di ruolo dal vivo con la spade di lattice: è un problema? Quando posso salgo anche sul tacco 14, ma ho un dottorato in astronomia: c’è qualcosa di sbagliato?
Vabbeh, magari sono io che mi attacco alle piccolezze. Spero quanto meno che questo papiellone un po’ acido vi abbia incuriosito verso l’iniziativa che, al di là della promozione che a me non è piaciuta, merita parecchio. Aprofittatene, comprate un libro, andate ad ascoltare un autore, divertitevi, soprattutto, coi tacchi o rasoterra, truccate o acqua e sapone, che il divertimento non ha etichette.

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6 risposte a Aridaje

  1. Neo193 scrive:

    Il problema, è che molto spesso ci si ferma all’apparenza, in una società che comunque sull’apparenza si basa, la maggior parte delle volte, ma sono convinta che aldilà di tutto, sia importante la qualità delle cose che dici o delle cose che pensi e non sempre la si riesce a trovare. Mi capita sempre più di rado di avere a che fare con persone con cui si possa parlare di qualcosa di serio, persone con cui sia possibile fare anche una piccola riflessione. I ragazzi d’oggi (e non solo) non badano a questo perchè magari non lo ritengono importante, perchè forse non sono curiosi, o sono solo pigri intellettualmente. O forse sono solo io che penso troppo e non riesco a trovare qualcuno con cui condividere tutto quello che mi passa per la testa..
    Per quanto riguarda la lettura, non tutti sentono il bisogno di leggere. Un libro è un compagno, ti capisce quando il resto del mondo non ci riesce. E’ come un amico a cui aggrapparsi per non precipitare giù, e quando finisce, ti senti vuota, come se avessero portato via un pezzetto di te. Leggere aiuta ad evadere, ad allontanarsi da un mondo che molto spesso ci sta stretto…forse questo è un discorso da codardi…sarò anche una codarda, ma come ha scritto anche Baricco, affidarci alle pagine di un libro, ci permette di distogliere per un secondo lo sguardo dalla vita che inevitabilmente ci scorre davanti agli occhi, e se leggere è una sporcheria, allora è una sporcheria bellissima.
    Non tutti leggono perchè non colgono quanto sia bello volare con la fantasia verso luoghi fantastici, oppure vivere un milione di vite rimanendo sempre se stessi, o semplicemente riflettere, e fare proprie le idee di qualcun altro. A prescindere dall’importanza culturale che può avere la lettura, come hai detto tu, leggere è per prima cosa divertente, ma un divertimento di cui, sempre di più, pochi approfittano, perchè tutti gli altri non riescono a capire cosa si stanno perdendo.

  2. Mattei scrive:

    Sì, ti attacchi alle piccolezze. Prossima volta richiediamo di incollare un pre-spot di due minuti ad uno spot di dieci secondi, che spieghi in legalese come lo spot non abbia come scopo di rinforzare stereotipi etc etc, dando anche links su siti pro parità.
    Veramente, esempio standard di Italiana. Niente di cui lamentarsi oggi? creiamocelo!

    • Mattei scrive:

      Senza contare che la protagonista di Pandora è la quintessenza della persona che si identifica in base alle etichette – anche essere dark, maledette e ascoltare metal sono etichette, sai?

  3. Hera scrive:

    Licia tu non ti attacchi affatto alle piccolezze perché quello che hai scritto è tuo sacro santo diritto.
    Purtroppo, viviamo in un società dove per forza DEVI appartenere ad una categoria e il tuo vestiario “parla” di te.
    Per quanto rigurda la lettura: di libri ne leggo tanti, non ne tengo il conto perché non mi occorre, non debbo fare a gara con nessuno!
    La cosa che mi fa più tristezza e che faccio parte di una piccola categoria che legge tutto l’anno, senza preferenze.
    Ciao

  4. Nihal scrive:

    Non sono piccolezze, anzi…
    Ma,sapete, la nostra è una società fortemente maschilista – ce l’ha proprio nel sangue – come è fortemente omofoba, antisemita e razzista. insomma, facciamo schifo. ma proprio da far venire il vomito. ma mica solo l’Italia, troppo bello… Tutto il mondo. L’intera umanità, chi più chi meno.
    Ci vorrebbe una rivoluzione, sotto questo punto di vista. ma una cosa proprio seria.
    hai fatto bene a farcelo notare – a farmelo notare. Un’altra aggiunta alla mia lista di cose insopportabili.
    rendiamoci pure la cultura, discriminante, e possiamo benissimo suicidarci tutti quanti, perché la Cultura con la C maiuscola è l’unico patrimonio che abbiamo. il resto è solo polvere e cenere.

  5. Nihal11 scrive:

    Concordo pienamente.. oggi sono corsa a comprare la Compagnia dell’Anello *-* Comunque complimenti per il cambiamento della grafica del sito, è molto bella :D

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