Archivi del mese: settembre 2014

Something about Nihal

Ieri ho riletto le bozze de Le Storie Perdute (un tempo NICDAP). L’ho fatto, come al solito, in un’unica tirata, non perché sono masochista e mi piace odiare quel che scrivo leggendo 400 pagine in 5 ore, ma perché è il modo più efficace per avere al contempo uno sguardo d’insieme e farsi sfuggire il numero minore possibile di incongruenze interne. Da ieri sera il libro non è ufficialmente più mio, e inizierà il suo cammino per il mondo.
Rileggendo di nuovo tutto, mi sono accorta di quanta roba personale c’ho messo dentro. Intendiamoci, un libro è sempre una cosa estremamente intima, in cui finiscono ossessioni, paure e gioie dello scrittore. Il lettore in genere non se ne accorge (se le cose funzionano a dovere, al massimo ci trova le sue di ossessioni, paure e gioie), perché siamo bravi a mettere molti veli tra noi e la parola scritta, ma è sempre così. Però, non so, questa volta lo sento con più chiarezza.
È stato probabilmente merito di Nihal. Nihal è il mio primo personaggio cui ho dato facoltà di crescere davvero. Pensateci. Adhara, Dubhe, Talitha (anche se per lei è un po’ presto per dirlo) sono più o meno cristallizzate nella loro adolescenza. Di Dubhe al massimo vediamo la vecchiaia. Nihal, invece, mi è cresciuta dentro. In tutti questi anni è stata nascosta da qualche parte, accumulando anni ed esperienza, e covando il suo ritorno. Questo mi ha permesso, una volta accettato di riprenderla sul serio nella mia vita, di parlare di cose che non avevo mai tirato fuori in un libro. Solo con lei ho potuto farlo, perché lei c’è stata fin dall’inizio, e perché mi assomiglia più di quanto voglia ammettere.
Con questo non voglio dire che ami questo libro più di altri che ho scritto in passato. Ogni creatura parla di un periodo della mia vita e mi è caro per un motivo diverso, ma questo, queste Storie Perdute, mi sono davvero molto vicine.
Leggendo, mi sono anche accorta che è un libro che parla di questi dieci anni, di come li ho vissuti, di cosa è cambiato in me e nel Mondo Emerso. Ho ritrovato (e spero lo farete anche voi) le atmosfere di dieci anni fa, quei luoghi e quei personaggi, ma al contempo li ho rivisti alla luce di tutto quel che è successo dopo. L’ambizione è che questa storia possa essere un lieto ritorno e una riflessione sul cammino fatto assieme, e al contempo aggiunga nuovi tasselli ad un mondo che in me continua ad evoleversi, e che, per molti lettori, non è mai uscito davvero di scena.
Comunque, al netto di tutto, mi sono divertita moltissimo a scriverlo. Un giorno ho fatto 40000 battute in una sola sessione, che fa circa venti pagine. E poi ha una struttura particolare, che spero apprezzerete. Insomma, è un po’ diverso dal solito, perché è un outsider, e quando scrivo outsider cerco sempre di sperimentare un po’. Tra un mese o giù di lì, scoprirò se il mio divertimento di scrittrice si trasformerà in un divertimento del lettore. Difficile dirlo ora, come sempre. Intanto, stay tuned, perché a breve si vedrà la copertina. Io, intanto, vado avanti, torno a Nashira, che è il mondo in cui sto vivendo ora, con un pezzettino del cuore sempre giù dalle parti del Mondo Emerso.

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Non buone notizie

Purtroppo vi devo dare una notizia non proprio piacevolissima: l’incontro di domani 27 settembre a Padova, nell’ambito di Sugarpulp, è cancellato. Mi scuso davvero con chi prevedeva di venire, ma purtroppo non sto bene. Ce l’ho messa tutta per cercare di evitare di cancellare l’evento, ma purtroppo ormai è un mese che non sto bene, e sembra neppure che l’antibiotico riesca a guarirmi. Niente di grave, una bronchite/sinusite, però piuttosto resistente, visto che è circa un mese che sto male. Scusatemi, purtroppo davvero non ce la faccio. Comunque, conto di rimettermi in forma e di essere da voi in tutto il mio splendore (si fa per dire…) a Lucca. Anche perché, se fra una settimana ancora non sono guarita, non mi resta che l’esorcista :P .
Scusatemi ancora e alla prossima!

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Ancora incontri

So che non aggiorno seriamente questo posto da un bel po’, ma il periodo è complesso (e quando mai…). Avrei in canna un post su Si Alza il Vento, l’ultimo, splendidio film di Miyazaki, ma gli impegni vari mi stanno prosciugando, insieme a questo maledetto raffreddore eterno, per cui oggi, purtroppo, vi beccate il solito post informativo.
Allora, vi ricordo che domenica 21 settembre sarò a Verona, per il Festival Tocatì. Il mio incontro è alle 17.30, presso la Sala 120 del Palazzo BPV, in Piazza Nogara 2.
Il 27 settembre, invece, sarò a Padova per il Festival Sugarpulp; l’appuntamento è alle 18.00 presso il Sottopasso della Stua.
Bon, vi ricordo en passant anche che sarò a Lucca dal 31 Ottobre al 2 Novembre, con tre incontri. I dettagli a breve.
Alla prossima, speriamo per qualcosa di più lungo e interessante.

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Recupero numeri arretrati e uscite future

Dunque, in quest’ultimo periodo ho fatto un po’ di cosette in giro per l’Italia, e si dà il caso che alcune siano disponibili online. Questo post, dunque, recupera un po’ di questo materiale.
Cominciamo dal 26 agosto e dalla mia partecipazione al Festival delle Storie nella Val di Comino; a questo link trovate il file audio del mio intervento.
Ieri, invece, sono stata ospite di Miracolo Italiano, trasmissione di Radio2. È stata davvero una bella esperienza, mi son divertita molto, nonostante la voce à la Gollum. In effetti ho la laringite e non so più come debellarla, inizio a considerare l’esorcismo…Comunque, potete riascoltare l’intervista qua, puntata del 10 settembre, quarta parte.
Veniamo ora agli appuntamenti futuri. Il prossimo sarà a Verona, nell’ambito del Festival Tocatì; l’incontro sarà il 21 settembre, ore 17.30, presso la Sala 120 del Palazzo BPV.
Successivamente, c’è Lucca Comics & Games. Ho scoperto che quest’anno la mia partecipazione sta tirando su un polverone che levati su FB; sarà l’ansia da decennale…Comunque, per chi mi chiedeva i dettagli, ancora non li ho definitivi, ma i giorni in cui sarò presente dovrebbero essere certi: quest’anno farò tre incontri. Il primo sarà Venerdì 31 Ottobre, e sarà connesso al contest su Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute che è in via di definizione. Il secondo, con ogni probabilità una tavola rotonda, è fissato per Sabato 1 Novembre, mentre l’evento in cui presenterò per la prima volta il ritorno di Nihal è il 2 Novembre, e dovremmo essere di nuovo in quel posto troppo figo che è l’Auditorium San Romano. Di posto ce n’è in abbondanza, accorrette numerosi :P .
Infine, per chi fosse curioso, ho postato un po’ di foto delle mie vacanze in Val Gardena sul mio Flickr; ci troverete anche un bel po’ di scatti dal parapendio.
Alla prossima!

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I’m like a bird

Ieri ho fatto una discesa col parapendio. Non chiedetemi come abbia fatto o dove abbia trovato il coraggio. So solo che quando Giuliano mi ha detto “quest’anno voglio provare il parapendio”, io sono passata da “però ci vai da solo” a “diamine, ho voglia anch’io” nel giro di circa dieci minuti. Quando ha chiamato l’istruttore, ha prenotato un volo anche per me, et voilà, sono scesa col parapendio.
L’ho fatto perché avevo voglia, perché volevo vedere cosa significa volare, perché per me vivere è fare esperienze, il più possibili, e non bisogna permettere alla paura di mettersi in mezzo. E poi perché sapevo che avrei visto cose meravigliose. Posso rinunciare tranquillamente ad un giro sull’ottovolante, o a buttarmi su uno di quegli scivoli da parco acquatico quasi verticali, perché la paura che mi causano non è controbilanciata da qualcosa che mi attiri davvero, e la semplice emozione non è che mi attiri tanto. Qui invece c’era un’intera valle ai miei piedi, e la sensazione di essere un’aquila.
Dire che non ho avuto paura sarebbe mentire. Mentre non la finivamo più di salire, attaccati ad una corrente ascensionale, e Giuliano, sotto di me, si faceva un puntino sempre più piccolo, ho detto chiaramente “voglio scendere”. Ma quando ho alzato i piedi dal suolo, la vela s’è gonfiata, e un intero mondo s’è srotolato sotto i miei piedi, ho detto anche che era la cosa più figa avessi mai fatto in vita mia.
La paura e la bellezza di quel volo sta nel fatto che il pilota ha il controllo, certo, ma è un volo planato, e dunque, in ultima analisi, dipendi dalle correnti. Devi assecondarle se vuoi salire, scendere, atterrare o decollare. La sensazione è quella di essere completamente abbandonato al volere dei venti. Il che non è evidentemente vero, ma la sensazione, per il neofita, è quella, ed è una cosa al tempo stesso bella e terribile. Sei su, e non puoi far altro che lasciarti trasportare, goderti la sensazione del vento sulla faccia, e il volo vero, quello degli uccelli, quello senza una cabina tra te e il cielo. Per me è stata una sfida; la maggior parte delle mie paure hanno a che fare con qualche mania di controllo, compresa quella di prendere l’aereo. Qui sono stata costretta a lasciarmi andare: ai venti e alle capacità del pilota. Ma le sensazioni che senti su sono diverse da qualsiasi altra cosa tu possa sperimentare sulla terra. Scendere e salire, ruotare, e sentire il vento, come fosse una parte del tuo corpo, come ricomporre un’unità perduta con la natura.
Insomma, è stato bello, eccitante e spaventoso, come tutte le cose nella vita che val la pena provare. Me la porterò dietro per tutta la vita, e ogni tanto ci ripenso con piacere, a quel che ho provato in quel quarto d’ora lunghissimo. E poi ho superato la paura di cadere, la paura di non aver nulla sotto i piedi, la paura degli incidenti e del mettere la tua vita in mano ad uno sconosciuto. Mi piacerebbe superare così anche altre mie paure, e forse è altrettanto facile, solo che non ci riesco perché c’è ancora quella piccola parte di me che continua a voler avere sedici anni, imperterrita, e non per mantenere viva la fantasia e la curiosità per il mondo, ma per non ammettere che è ora di prendersi la responsabilità della propria serenità. Comunque, oggi sono stata bambina in volo, ma sono stata un po’ più grande quando ho fatto quei tre passi tra me e il vuoto.
Vi lascio con una foto e due informazioni: domenica 7 settembre potremo vederci al Festivaletteratura di Mantova, per due incontri. Il primo, alle ore 10.30 presso l’Archivio di Stato; parleremo di Pandora con Sandrone Dazieri e Luca Crovi. Il secondo è alle ore 17.00, al Tempio di S. Sebastiano. In questo caso io, Francesco Piccolo e Stefano Jossa parleremo della figura dell’eroe e dei nostri eroi letterari. Io, nello specifico, vi parlerò un po’ di uno dei miei eroi letterari del cuore: Guglielmo da Baskerville. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, andate sul sito del festival.
Per quel che riguarda la foto, eccola qua, e, credetemi, quella davanti sono io :P .

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NICDAP rivelato

Dunque, è un po’ di tempo che vi parlo di NICDAP, il libro che uscirà questo autunno, tra ottobre e novembre, che non appartiene né alla saga di Nashira né a quella di Pandora e che è un po’ un one shot. Vi ho detto che si tratta di qualcosa di connesso al fatto che quest’anno sono dieci anni dalla pubblicazione del mio primo libro. Vi ho anche detto che si tratta di una sorpresa, e per questo, fin qui, non vi ho dato dettagli sulla trama o altro. Ora, come accade quasi sempre coi miei libri, sono filtrate un po’ di notizie, e, infine, la riserva è stata sciolta. Durante il week end, svariate persone mi hanno chiesto di confermare le notizie trapelate, per cui eccoci qua.
NICDAP, ossia Nihal – I Canti Degli Anni Perduti, che è il titolo di lavorazione. Il titolo con cui il libro andrà in libreria sarà invece Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute. Ebbene sì, dopo dieci anni Nihal è tornata.
La trama del libro è stata rivelata dal sito di Lucca Comics & Games, e sarà presentato nell’ambito della manifestazione. Trovate tutte le informazioni qua. Essendo un libro fuori serie, mi sono divertita un po’, e, come potete leggere, avrà una struttura un po’ particolare. L’ho scritto perché dopo dieci anni ho fatto finalmente pace col personaggio, che ho percepito come una presenza ingombrante per qualche hanno dopo la fine della pubblicazione delle Cronache, perché mi sono accorta che aveva ancora delle cose da dire, perché una parte di me vive ancora dalle parti del Mondo Emerso. Spero apprezzerete e vi divertirete. Io c’ho messo dentro molto di ciò che sono adesso, delle mie paure, persino della mia vita di ora. Perché io in questi dieci anni sono cambiata, ma mi sono accorta che l’ha fatto anche Nihal. E tutte e due, in un certo senso, non siamo poi davvero invecchiate.
Bon, in questo periodo sto ultimando l’editing, quindi tra due mesi circa il libro diventerà vostro, e comincierà il suo giro per il mondo, come tutti quelli che l’hanno preceduto. Allora gli augurerà buon viaggio. Per ora, continuo a coccolarmelo ancora un po’.

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