Archivi del giorno: 3 novembre 2014

Indimenticabile Lucca

Mi piacerebbe scrivere un lungo post in cui ringraziarvi come si deve della vostra straordinaria presenza a Lucca Comics & Games. Ci siamo fatti un paio di conti, e, in tre giorni, ho incontrato tra i 1000 e i 1200 di voi.
Vorrei raccontarvi per filo e per segno la cena del 31, con Gianluca Amprimo e Silvia Bidoli (ma i loro disegni, vincitori del contest grafico per i dieci anni del Mondo Emerso, li potete vedere qua, e sono favolosi).
Vorrei parlarvi per esteso di quanto è bello il piccolo Oarf con spada di Nihal in fimo che mi ha regalato Marinal De Gais, o del bellissimo incontro con Kimberly e Vivien Ohm, e del premio Best Writer che hanno fatto con le loro mani e mi hanno portato da Berlino.
Vorrei spiegarvi che posto fantasico sia Lucca Comics & Games, di come più di 200 000 persone invadano una città senza distruggerla e dimostrando una civiltà davvero rara al mondo, e che spesso si trova solo nelle persone che amano le storie.
Vorrei dirvi dell’emozione di incontrare ognuno di voi, di quanto le parole che ci siamo scambiati, anche se poche e rapide, hanno un grandissimo effetto su di me.
Vorrei dirvi della fatica e della soddisfazione, dei regali (il talismano del potere!) e del piacere di indossare il vestito che mi ha fatto Pamela Fornari e che mi ha regalato la mia mamma, della tesi di Valentina Isernia e di tutti gli indimenticabili momenti di questa edizione di Lucca memorabile.
Però, ieri c’ho messo cinque ore a tornare a casa, e stamattina mi sento distrutta come se avessi l’influenza, e invece sono solo stanchissima. Ma un sacco contenta :) .
Per cui vi lascio con un’unica immagine: questo è il gruppo di cosplayer che ho incontrato a Lucca. Come vedete, c’è un grosso pezzo del Mondo Emerso, quasi tutto. E non sono nemmeno tutte le persone che ne facevano parte. Esiste una foto più completa, che però purtroppo non ho. Appena me la spediranno, ve la farò vedere.
Ecco, questa foto qui riassume perfettamente le soddisfazioni che dà il mio lavoro, e riassume perfettamente perché, dopo dieci anni, mi rimbalza qualsiasi insulto, osservazione acida o commento velenoso che dir si voglia. Riuscire a colpire, divertire e appassionare queste persone è più di quanto uno scrittore possa desiderare, ed è la ragione per cui si va avanti nonostante le insicurezze, le critiche, la stanchezza e le paure. Perché scrivere è un’esigenza e un piacere, certo, ma anche perché ci siete voi.
Grazie e alla prossima.

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