Archvi dell'anno: 2014

Preludio

Scusate per l’audio basso e i rumori in sottofondo; dentro questa casa abbiamo sempre qualcosa da fare :P .

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Più che Leggende, guerre

Chi mi segue su Twitter e Facebook (a tal proposito, per gli interessati: account Facebook: https://www.facebook.com/licia.troisi, account Twitter: https://twitter.com/licia_t) già lo sa, e avrà quindi già partecipato alla discussione “ci piacciono sì, ci piacciono no”. Per tutti gli altri, a partire da qualche giorno sono disponibili le nuove edizioni de Le Leggende del Mondo Emerso. A me piacciono molto, soprattutto Adhara e San. Sono diverse dall’immagine classica del Mondo Emerso? Sì. Personalmente, come autrice, per me è quello il bello. Comunque, un paio di precisazioni al riguardo.
Alcuni di voi mi chiedono dove trovarle: sono semplici ristampe, quindi le troverete in libreria man mano che andranno esaurite le vecchie. Alcune già ce le hanno, altre no. Abbiate un pochino di pazienza.
Qualcun altro mi chiede invece perché un’immagine così diversa rispetto al solito: perché sono la ristampa del decennale. Ormai lo sanno anche i muri, credo :P , che quest’anno festeggio dieci anni di attività nella scrittura. Per celebrare la cosa, ho scritto Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute, AKA NICDAP, AKA il ritorno di Nihal, in uscita il 28 Ottobre, e sono state stampate queste nuove edizioni celebrative. Il fatto che qualcuno dica che sembrano quadri rinascimentali o giù di lì è voluto; l’idea era dare un’immagine più classica a libri che ormai hanno pur sempre, argh, dieci anni.
Infine, qualcuno mi chiede perché ho cambiato disegnatore. Ecco, io non ho cambiato niente. Non ho neppure scelto Paolo Barbieri come illustratore dieci anni fa. La copertina è un fatto prettamente editoriale, che cura la casa editrice. È la Mondadori che sceglie l’illustratore e che decide anche cosa va in copertina. Io ho sostanzialmente facoltà di parola sulla questione, nel senso che spesso (ma non sempre) mi vengono fatte vedere in anteprima, a volte a diversi stadi di realizzazione, e posso dare giudizi e suggerimenti, ma ciò non toglie che è la casa editrice che ha l’ultima parola. Con questo non sto dando giudizi di merito su Paolo o su Corrado; quel che penso di entrambi l’ho detto parecchie volte, mi pare di essermi espressa anche in questo post.
E adesso, che parta la guerra santa! :P

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Habemus schedulam Luccae Comics & Games!

Abbiamo infine orari e luoghi definitivi dei miei incontri a Lucca Comics & Games. Tenetevi pronti, che è tanta roba:

Venerdì 31 ottobre, alle ore 16.00, presso l’Auditorium San Girolamo, ci sarà la premiazione contest grafico. Tutte le informazioni le trovate a questo link; la cena coi vincitori sarà la sera del 31.
Sempre Venerdì 31 ottobre, alle ore 19.00, in un posto ancora da definire, parteciperò alla premiazione del contest organizzato da Wired. Anche per questo concorso vi rimando al sito.
Sabato 1 novembre, alle ore 14.00, presso Sala Ingellis, farò un breve incontro con Matteo Strukul per Multiplayer.it. Tra l’altro, questo evento è anche in streaming. Sempre sabato 1 novembre, alle ore 16.30, presso l’Auditorium San Romano ci sarà la Fantasy Reunion, ossia una tavola rotonda con Leonardo Patrignani, Barbara Baraldi, Francesco Falconi, Emma Romero, Matteo Strukul, Vanni Santoni.
Domenica 2 novembre, infine, alle ore 14.00, presso l’Auditorium San Romano presenterò con Sandrone Dazieri Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute.
Tutto qua. Per le firme copie, seguono gli eventi programmati.
Dunque, occasioni ce ne sono tante, mancate solo voi :) .

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Sentinelle dell’Apocalisse

Credo che a questa storia delle Sentinelle in Piedi sia stata dedicata più attenzione di quanta ne meritasse, che poi è l’intenzione di chiunque voglia manifestare per una qualche causa. Mi sembrano un movimento tutto sommato minoritario, che però fa un sacco di casino, grazie soprattutto ai media che gli dedicano estrema attenzione, e a tutti noi, che non facciamo che parlarne da giorni. Per questo, vorrei concentrarmi su due questioni tutto sommato laterali, che mi pare siano state discusse meno del classico”sono retrogradi” vs. “ognuno può manifestare le proprie opinioni”.
Ormai si è perso il senso della parola opinione. Un’opinione è una credenza che la gente si fa su questioni che non possono essere chiarite con un criterio di verità unanime. È un’opinione credere nell’aldilà, visto che non ci sono prove né a favore né a sfavore, è un’opinione credere in Dio, ci sono opinioni persino nell’ambito scientifico, quando uno stesso set di dati può essere interpretato in due modi equivalenti e ugualmente validi dal punto di vista scientifico. Non è un’opinione una cosa sulla quale si è accertata la verità, ad esempio, con mezzi scientifici. Non è un’opinione che i gay sono persone malate: la psichiatria definisce l’omosessualità una variante normale del comportamento sessuale umano. Non è un’opinione che l’omosessualità è “innaturale”: l’omosessualità è attestata in tantissime specie animali. Non è un’opinione che se si approva il matrimonio tra gay, allora scoppia la famiglia eterosessuale: questo implicherebbe che siamo tutti gay sotto sotto, e che scegliamo l’eterosessualità solo perché non abbiamo altra possibilità, mentre la percentuale di persone omosessuali si attesta su un 10% della popolazione totale. Le prime due non solo non sono opinioni, sono direttamente insulti, non diversi dal dire che i neri sono inferiori e uguali alle scimmie, che i rom sono tutti ladri, che tizio è uno stronzo.
Nel loro sito, le Sentinelle si richiamano direttamente a Orwell, con la famosa (e abbondantemente citata mentulam canis, un po’ come quella di Pasolini sui celerini) frase “La libertà è poter dire che due più due è uguale quattro”. Ecco, l’omofobia è la libertà di dire che due più due uguale cinque. Lo puoi dire, certo, ma non puoi lamentarti se poi la gente ti fa notare che sei un analfabeta in matematica.
Seconda questione: quel che trovo profondamente brutto in tutto questo è il manifestare non per i propri diritti (o per i diritti di qualcun’altro, che poi è la cosa più bella), ma contro quelli di altre persone. Qui non si chiedono politiche serie di appoggio alla famiglia: qui si manifesta contro il diritto alle persone di amarsi nel modo che più loro aggrada. E questo lo trovo un orrendo capovolgimento del senso stesso dell’attivismo. Mi dà la stessa sensazione di brivido quando vedo il messaggio evangelico immischiato in robe che non c’entrano assolutamente nulla. Una cosa in principio bella vilipesa, privata di senso, completamente rovesciata. Come se avere più diritti non ci rendesse tutti più liberi. Come se accettare la diversità non ci permettesse alla nostra società di essere più pacifica e felice.
Questo è quanto. Sono solo due spunti di riflessione buttati là, che spero facciano sorgere qualche domanda.

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La Volpe

“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”. [...]
La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”

Antoine de Saint-Exupéry – Il Piccolo Principe

Sabato scorso sono andata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Sono andata principalmente per vedere il foliage (ossia per vedere il cambiamento di colore delle foglie autunnali), ma anche con la segreta speranza di vedere qualche animaletto in giro. Gli orsi stanno facendo scorte per l’inverno, e in teoria dovrebbe esserci in giro meno gente che d’estate, per cui gli incontri con la fauna dovrebbero essere più facili.
Quando ho iniziato ad inoltrarmi per la Val Fondillo, uno dei posti più belli e accessibili del parco, assieme ad una comitiva di bambini vocianti, ho un po’ perso le speranze. E invece, dopo neppure un chilometro percorso lungo il fiume, è apparsa lei. Una volpe. Stava in cima ad una collina, ci guardava e sembrava aspettarci.
In passato mi è capitato di avere incontri ravvicinati con gli animali selvatici, per cui ho messo in atto le solite precauzioni: avvicinati poco e piano, non parlare. Tutto inutile. La volpe non solo davvero ci stava aspettando, ma era incurante dei bambini vocianti e della folla.
Dopo un primo momento di vaga diffidenza, in cui si è tenuta sull’altro lato della strada rispetto a dove ci trovavamo noi, la volpe ha preso confidenza. Si è avvicinata, si è fatta ampiamente fotografare, si è messa in posa davanti ai bambini. Quando la folla si è un po’ diradata, ha deciso che io e la mia famiglia eravamo simpatici. Come potete vedere dalla foto, si è avvicinata tantissimo, e, quando le ho porto l’avambraccio perché lo annusasse, mi ha presa per la manica e ha tirato un po’. Avevo una giacca a vento e una felpa, ma ho un po’ sentito la pressione dei suoi dentini sfiorarmi la carne (e che dentini). Mia madre a quel punto s’è spaventata, e le ha tirato una mela per farla allontanare. La volpe se l’è presa ed è filata via, mentre io già cominciavo a macerarmi tra i sensi di colpa.
Comunque, la cosa sembrava finita là. Invece, dopo un po’, la volpe è tornata, e ha fatto un bel pezzetto di strada nel bosco assieme a noi. Era strano, perché sembrava volesse essere seguita. Si è messa anche a tirare il giacchetto di Giuliano. A un certo punto mi sono messa dietro di lei, e lei si girava a guardare dov’ero. Poi, ad un certo punto, ha attarversato il fiume, ha bevuto, e se n’è andata.
È stata una delle esperienze più belle della mia vita, ovviamente. Mi era capitato già in passato di vedere da vicino una volpe; aveva fatto amicizia con un signore che stava ristrutturando una vecchia casa nel bosco. Quella però era un po’ più schiva. Questa mi ha guardato negli occhi, e, non lo so, è una sensazione difficile da descrivere, quando un animale selvatico si fida così tanto di te. Poi c’era anche Irene, e mi fa piacere che sia riuscita a vivere un’esperienza così intensa. Adesso va in giro con una foto che la ritrae vicino alla volpe e racconta la storia a tutti, giocattoli compresi.
Allo stesso tempo, però, mi chiedo se non abbiamo fatto danno. Non è normale che un animale selvatico sia così confidente verso l’uomo. Mi domando perché non avesse paura, se questo comportamento non le si ritorcerà prima o poi contro, non so capire se è una cosa bella o brutta. Noi siamo stati il più possibile discreti (a parte la mela, sob…), abbiamo cercato di rispettarla e abbiamo lasciato che fosse lei a venirci incontro, ma chissà se troverà invece in futuro qualcuno che approfitterà della sua buona fede. E, al tempo stesso, non le abbiamo fatto del male con la nostra sola presenza? Non dovrebbero essere, il suo e il nostro, due mondi che non dovrebbero toccarsi, ma guardarsi solo da lontano? Non lo so. Però la foto che ho messo lassù finirà su una parete di casa mia, lo sento. E continuerò a sentire a lungo la forza lieve dei suoi dentini sul mio braccio, e i suoi occhi rossi, bellissimi, pieni di cose che non sono e non sarò mai in grado di capire.
Se vi interessa, qui altre foto sue e del foliage nel Parco. Se c’è qualche etologo all’ascolto, mi farebbe piacere che ne pensa di tutta quest’esperienza.

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Tra 26 giorni

Scusate se il post di oggi sarà breve. È strettamente connesso a quello di ieri.
Come avete visto, Nihal sta per tornare, e, a giudicare dallo sguardo di copertina, è parecchio incazzata. E ne ha ben donde, direi…ma questo lo giudicherete voi il 28 Ottobre. Ebbene sì, c’è la data di uscita: dal 28 Ottobre potrete leggere le nuove avventure di Nihal. Il libro sarà presentato a Lucca, dove ho un’infilata di eventi che levati. Vi do i primi ragguagli.
Il primo è Venerdì 31 Ottobre, ore 17.00, all’Auditorium San Girolamo, per la premiazione del contest che sarà lanciato prossimamente.
Il secondo è per il giorno seguente, Sabato 1 Novembre, ore 17.00, all’Auditorium San Francesco. In questo caso parteciperò ad una tavola rotonda.
Infine, l’evento clou: la presentazione, assieme all’immancabile Sandrone Dazieri, di Cronache del Mondo Emerso – Le Storie Perdute. L’orario è da definire, ma il luogo è l’Auditorium San Romano.
Molti mi hanno chiesto di eventuali firme copie; mi sto informando, spero ci siano come tutti gli anni.
Il programma è in via di definizione, per cui potrebbero esserci variazioni o aggiunte. Al solito, controllate il sito, Twitter e Facebook per tutte le infomazioni.

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E Nihal era tornata

Scatenatevi :) .

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Something about Nihal

Ieri ho riletto le bozze de Le Storie Perdute (un tempo NICDAP). L’ho fatto, come al solito, in un’unica tirata, non perché sono masochista e mi piace odiare quel che scrivo leggendo 400 pagine in 5 ore, ma perché è il modo più efficace per avere al contempo uno sguardo d’insieme e farsi sfuggire il numero minore possibile di incongruenze interne. Da ieri sera il libro non è ufficialmente più mio, e inizierà il suo cammino per il mondo.
Rileggendo di nuovo tutto, mi sono accorta di quanta roba personale c’ho messo dentro. Intendiamoci, un libro è sempre una cosa estremamente intima, in cui finiscono ossessioni, paure e gioie dello scrittore. Il lettore in genere non se ne accorge (se le cose funzionano a dovere, al massimo ci trova le sue di ossessioni, paure e gioie), perché siamo bravi a mettere molti veli tra noi e la parola scritta, ma è sempre così. Però, non so, questa volta lo sento con più chiarezza.
È stato probabilmente merito di Nihal. Nihal è il mio primo personaggio cui ho dato facoltà di crescere davvero. Pensateci. Adhara, Dubhe, Talitha (anche se per lei è un po’ presto per dirlo) sono più o meno cristallizzate nella loro adolescenza. Di Dubhe al massimo vediamo la vecchiaia. Nihal, invece, mi è cresciuta dentro. In tutti questi anni è stata nascosta da qualche parte, accumulando anni ed esperienza, e covando il suo ritorno. Questo mi ha permesso, una volta accettato di riprenderla sul serio nella mia vita, di parlare di cose che non avevo mai tirato fuori in un libro. Solo con lei ho potuto farlo, perché lei c’è stata fin dall’inizio, e perché mi assomiglia più di quanto voglia ammettere.
Con questo non voglio dire che ami questo libro più di altri che ho scritto in passato. Ogni creatura parla di un periodo della mia vita e mi è caro per un motivo diverso, ma questo, queste Storie Perdute, mi sono davvero molto vicine.
Leggendo, mi sono anche accorta che è un libro che parla di questi dieci anni, di come li ho vissuti, di cosa è cambiato in me e nel Mondo Emerso. Ho ritrovato (e spero lo farete anche voi) le atmosfere di dieci anni fa, quei luoghi e quei personaggi, ma al contempo li ho rivisti alla luce di tutto quel che è successo dopo. L’ambizione è che questa storia possa essere un lieto ritorno e una riflessione sul cammino fatto assieme, e al contempo aggiunga nuovi tasselli ad un mondo che in me continua ad evoleversi, e che, per molti lettori, non è mai uscito davvero di scena.
Comunque, al netto di tutto, mi sono divertita moltissimo a scriverlo. Un giorno ho fatto 40000 battute in una sola sessione, che fa circa venti pagine. E poi ha una struttura particolare, che spero apprezzerete. Insomma, è un po’ diverso dal solito, perché è un outsider, e quando scrivo outsider cerco sempre di sperimentare un po’. Tra un mese o giù di lì, scoprirò se il mio divertimento di scrittrice si trasformerà in un divertimento del lettore. Difficile dirlo ora, come sempre. Intanto, stay tuned, perché a breve si vedrà la copertina. Io, intanto, vado avanti, torno a Nashira, che è il mondo in cui sto vivendo ora, con un pezzettino del cuore sempre giù dalle parti del Mondo Emerso.

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Non buone notizie

Purtroppo vi devo dare una notizia non proprio piacevolissima: l’incontro di domani 27 settembre a Padova, nell’ambito di Sugarpulp, è cancellato. Mi scuso davvero con chi prevedeva di venire, ma purtroppo non sto bene. Ce l’ho messa tutta per cercare di evitare di cancellare l’evento, ma purtroppo ormai è un mese che non sto bene, e sembra neppure che l’antibiotico riesca a guarirmi. Niente di grave, una bronchite/sinusite, però piuttosto resistente, visto che è circa un mese che sto male. Scusatemi, purtroppo davvero non ce la faccio. Comunque, conto di rimettermi in forma e di essere da voi in tutto il mio splendore (si fa per dire…) a Lucca. Anche perché, se fra una settimana ancora non sono guarita, non mi resta che l’esorcista :P .
Scusatemi ancora e alla prossima!

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Ancora incontri

So che non aggiorno seriamente questo posto da un bel po’, ma il periodo è complesso (e quando mai…). Avrei in canna un post su Si Alza il Vento, l’ultimo, splendidio film di Miyazaki, ma gli impegni vari mi stanno prosciugando, insieme a questo maledetto raffreddore eterno, per cui oggi, purtroppo, vi beccate il solito post informativo.
Allora, vi ricordo che domenica 21 settembre sarò a Verona, per il Festival Tocatì. Il mio incontro è alle 17.30, presso la Sala 120 del Palazzo BPV, in Piazza Nogara 2.
Il 27 settembre, invece, sarò a Padova per il Festival Sugarpulp; l’appuntamento è alle 18.00 presso il Sottopasso della Stua.
Bon, vi ricordo en passant anche che sarò a Lucca dal 31 Ottobre al 2 Novembre, con tre incontri. I dettagli a breve.
Alla prossima, speriamo per qualcosa di più lungo e interessante.

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