Prologo

Nera si guardò le mani viscide di sangue. Mosse le dita piano, quasi non le appartenessero. Non riusciva a staccare gli occhi da quella vista. Sapeva che se l’avesse fatto avrebbe dovuto affrontare le conseguenze del gesto che aveva appena compiuto. Tutto avrebbe preso la concretezza delle cose ormai accadute, innegabili.
Un ronzio lento la riscosse. Era una pulsazione bassa e sorda, che dal pavimento le risaliva le gambe, fino a batterle al centro del petto. Fu quel ritmo muto a darle la forza di guardarsi attorno.
C’era sangue ovunque. Sul pavimento, a lambirle i piedi, sulla veste. Nera non avrebbe mai immaginato che il loro corpo ne contenesse tanto, eppure allo studio della natura e delle sue regole aveva dedicato buona parte della propria vita. Quanti corpi aveva dissezionato con Uhro, quanti esperimenti aveva condotto sotto la sua guida esperta.
Ora lui giaceva a terra, la gola squarciata e gli occhi volti al soffitto. Occhi che Nera ricordava pieni di passione, occhi accesi sul mondo, che l’avevano portata ad essere ciò che era. Ormai erano spenti.
Si chinò sul cadavere, lo osservò per qualche istante e finalmente prese atto della realtà. Era inevitabile, si disse. Lei sapeva, e aveva deciso. Sarebbe stata la dannazione eterna, ma era andata troppo oltre, e indietro non si tornava.
La tua vita d’ora in poi sarà consacrata solo alla missione, si disse. Il senso di colpa ti divorerà giorno dopo giorno, millennio dopo millennio. Ma tu sopravvivrai, perché migliaia di vite dipendono da te.
Nera sentì il petto in fiamme. Un nuovo vigore la animò, e fu pronta per quel che andava fatto.
Delicatamente, chiuse gli occhi di Uhro.
«Perdonami, ma non mi hai lasciato scelta» mormorò. Si rialzò con una determinazione nuova. Avanzò verso il
pannello dei comandi e lo osservò con timorosa ammirazione. Era incredibile, ma se non fosse stato per Uhro, non avrebbe mai saputo come usarli, e non avrebbe potuto portare a termine il compito che le spettava.
Azionò le leve. Lo fece con una sicurezza assoluta, come guidata da una volontà superiore, che agiva tramite le sue mani sporche di sangue. E probabilmente era davvero così. Forse era un’entità invisibile a muoverla. Non un dio, ma qualcosa di persino più alto e al tempo stesso più concreto: il desiderio di non morire, la forza dirompente ed estrema della vita, che trova sempre una via.
Bastò compiere l’ultimo gesto, e ogni cosa si dissolse in un’abbacinante luce azzurrata. Nera l’accolse a braccia aperte, le ali spalancate sulla schiena.

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9 risposte a Prologo

  1. Rekla scrive:

    Semplicemente fantastico! Non vedo l’ora di leggerlo!

  2. Talitha90 scrive:

    ho già in mente come potrebbe essere la storia ..lo voglioooooooooo!!!!!! :)

  3. Lidia scrive:

    NOn vedo l’ora!!!!!!

  4. Laura scrive:

    Caspita! Già prima non vedevo l’ora che fosse il 28, ma ora… vorrei che questi giorni passassero in un lampo…
    Grazie, Licia, di tutto, sei un genio.

  5. Moon scrive:

    Dio… mancano solo sette giorni :D

  6. Smaug scrive:

    Muoio dalla voglia di leggere…

  7. Francesca scrive:

    *_* non vedo l’ora di leggere il libro!!! il giorno dell’uscita sembra non arrivare mai!!!

  8. Cal scrive:

    Carino ;) ho notato qualche scintilla di fuffosità ma, personalmente parlando, lo trovo abbastanza buono.

    Continua così e non dovrò massacrarti troppo nella prossima dissezione :P a parte questo,postare estratti delle tue opere sul sito è un’ottima idea: sporsi al giudizio di Internet è sempre un sitomo di maturità

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