Archivi del mese: ottobre 2015

La mia Lucca

E quindi, ci siamo: è arrivata Lucca. Ho la pagina Facebook intasata da gente che è già partita o partirà , perché per noi Lucca è questo: una sospensione del mondo reale lunga quattro giorni.
Ve li ho ripetuti fino allo sfinimento, ma so che c’è parecchia gente che ancora non sa nulla, e quindi ve li dico di nuovo: i miei appuntamenti.
La presentazione di Dove Va a Finire il Cielo sarà il 31 ottobre, ore 14.00, all’Auditorium S. Romano; con me ci sarà Divier Nelli. A quest’evento seguirà anche la firma copie. Inoltre, sarà disponibile in anteprima il sedicesimo col terzo capitolo del libro da me autografato. Ne ho firmati 2000 in meno di 48 ore, prendeteveli che sennò hodato via un polso invano.
Il 1 novembre, invece, ore 11.00, sarò all’Auditorium S. Romano con Matteo Strukul, Herbie Brennan e Alwyn Hamilton a parlare di eroine coi contro-attributi. Modera l’evento Pierdomenico Baccalario. Anche questo evento sarà seguito da firma copie.
Infine, il 30 ottobre, ore 18.15, all’Auditorium S. Girolamo sarà proiettato in anteprima il corto ispirato alle Cronache del Mondo Emerso realizzato da Elia Rosa ed Erica Andreose. Io porto i fazzoletti, ve lo dico :P . Sarò infatti presente, e sarò in cosplay. A questo evento NON seguirà la firma copie (io, comunque, gli autografi di Elia ed Erica ce li ho già sul poster del corto :P ).
Per chi non fosse a Lucca, il 30 novembre, ore 17.30, potrete ascoltarmi a Caterpillar, trasmissione di RadioDue che io personalmente adoro. Ci si sentirà anche su Fantasy OnAir, altra trasmissione cui sono molto legata, il 1 novembre, ore 15.30.
È tutto. Buona fiera a chi va, buona vita a chi resta :) , e grazie in anticipo a tutti quelli che verranno a incontrarmi!

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Dove va a finire il cielo? Per ora, a Milano e Lucca

Sì, mi divertono questi scontatissimi giochi di parole :P .
Comunque, questa è una settimana molto importante, per me, perché comincia la promozione di Dove Va a Finire il Cielo, il mio libro divulgativo su astri et similia. In effetti vi avevo già annunciato tutti gli eventi, ma reperita iuvant.
Questo week end sarò a Milano, per Book City. Gli appuntamenti sono due: venerdì 23 Ottobre, ore 15.00, allo Spazio Ex Ansaldo sarò con Cristiano Militello e Federico Buffa per “Carta Vince…sfogliando una vita”, un incontro sull’importanza dei libri nelle nostre vite.
Domenica 25 Ottobre, invece, ore 13.00, sarò al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci con Stefano Moriggi e Umberto Guidoni per parlare di cielo, spazio e stelle.
Sabato 24 Ottobre, infine, ore 16.30, sarò alla Libreria Ubik di Voghera.
Fin qui, Book City e annessi.
Il week end successivo, lietamente ricordato come “il week end dei Morti”, sarò a Lucca Comics & Games; sono anche miracolosamente apparsa sul programma ufficiale della fiera!
Dunque, il 30 Ottobre, ore 18.15, appuntamento all’Auditorium San Girolamo per la proiezione in anteprima del corto fan made realizzato da Elia Rosa e Erica Andreose e ispirato alle Cronache del Mondo Emerso. Ci sarò anch’io, ed è mia intenzione esserci in cosplay ;) .
Il 31 Ottobre, alle ore 14.00, all’Auditorium San Romano, parleremo invece di Dove Va a Finire il Cielo con Divier Nelli e Alessandro Stanchi.
Infine, il 1 Novembre, alle ore 11.00, all’Auditorium San Romano, parteciperò a una tavola rotonda sulle eroine fantasy con Herbie Brennan, Matteo Strukul e Alwyn Hamilton.
Dunque, per me questo è un momento importante: volevo fare questo libro divulgativo da anni, l’ho fatto con grande passione e anche una discreta fatica per essere accurata, semplice e divertente, per cui il vostro supporto e la vostra presenza in questi incontri mi farebbe enorme piacere. Insomma, siateci ;) .
Ci vediamo!

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Le news

Sicché è giunto il giorno di darvi la notizia. È incredibile che ancora nessuno l’abbia trovata in giro, perché è pieno di indizi, a volte di rivelazioni palesi. Solo che nessuno ci ha pensato. Tutti lì a concentrarsi su Pandora2, la nuova saga, una roba fuori serie nuova…e invece no. Ho fatto una cosa diversa, con la quale non mi ero mai cimentata prima. Proprio perché è una cosa diversa, non ve ne ho parlato, se non con accenni laterali e oscuri che, per fortuna – che cacchio, non posso essere sempre l’ultima a dare gli annunci delle mie cose :P – nessuno ha colto.
Vabbeh, dai, bando alla ciance, scopriamo il telo: ho fatto un libro con la mia foto dietro! Ci credete? Dopo quasi dodici anni di onorata carriera, c’ho anch’io il libro con la quarta occupata dal mio bel faccione. E in una foto che mi piace! Incredibile! Eh, lo so, siete scioccati. Anch’io. En passant, il libro è questo:

Dove Va a Finire il Cielo

Colpo di scena! Il mitologico progetto di cui nessuno sapeva niente è questo. Ho scritto un libro divulgativo. Lo volevo fare da tipo dieci anni, credo, e immagino si fosse percepito da certe discussioni sulla mia pagina Facebook, o dai post che ho fatto qua sopra sotto il capello Astronomica, ma alla fine solo adesso l’Universo si è disposto in modo tale da permettermelo.
Ora, per è una roba enorme: è un genere nel quale praticamente non mi sono mai cimentata, in un mondo, quello della divulgazione, che ho frequentato per tre anni, ma che non ho più praticato assiduamente da almeno sette. E poi qui non parlo di mondi inventati da me, che quindi nessuno può conoscere meglio di me: no, parlo del nostro Universo, e là fuori è pieno di gente che ne sa più di me. Comunque. Ho cercato di fare una cosa divertente, io almeno mi sono divertita molto a scriverlo. Qua e là ho cercato di spiegare cosa fa uno scienziato (attingendo a torbidi aneddoti della mia vita…), perché, non so voi, ma io prima di farlo avevo idee al riguardo nebulose e confuse, tipo di gente col camice e le pettinature sbarazzine. Ma prima di tutto, ho cercato di farvi divertire con le cose pazze, bellissime, incredibili che popolano il nostro cielo. Speriamo di esserci riusciti.
Il libro esce il 10 novembre, ma ci sarà un’anteprima per BookCity e per Lucca Comics & Games. E qui veniamo alla seconda parte delle rivelazioni. Tra fine ottobre e inizio novembre farò un po’ di cosette.
Innanzitutto, appunto, sarò presente a BookCity, a Milano, per due eventi: il 23 Ottobre, nello spazio Ex-Ansaldo, ore 15.00, presenterò Dove Va a Finire il Cielo con Cristiano Militello e Federico Buffa. Il 25 Ottobre, invece, ore 13.00, sarò al Museo Nazionale della Scienza Leonardo Da Vinci per presentare il libro con Stefano Moriggi e Umberto Guidoni, che immagino non debba presentarvi :P .
Anche a Lucca si parlerà di stelle: nello specifico presenterò Dove Va a Finire il Cielo il 31 Ottobre, ore 14.00, all’Auditorium San Romano assieme a Divier Nelli. Dopo la presentazione seguirà firma copie.
Ora, lasciado per un attimo da parte Dove Va a Finire il Cielo, a Lucca avrò altri due incontri: domenica 1 Novembre, ore 10.30, all’Auditorium San Romano, parteciperò a una tavola rotonda con Matteo Strukul, Herbie Brennan e Alwyn Hamilton; quest’ultima è un’esordiente che ha scritto un libro fantasy che sto leggendo in questo periodo, Rebel – Il Deserto in Fiamme, che mi sta piacendo davvero parecchio. Seguirà firma copie.
Per chiudere, la chicca conservata per ultima: venerdì 30 Ottobre, ore 18.00, all’Auditorium San Girolamo, ci sarà la proiezione pubblica del corto ispirato alle Cronache e realizzato da Erica Andreose e Elia Rosa. Ci sarò anch’io – non mancherei per nulla al mondo :P – e vi aspetto numerosi!
Donc, per ora, tutto qua. Al solito, restate sintonizzati per eventuali aggiornamenti.

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The Martian, lo spottone per la NASA e per la scienza di cui avevamo bisogno

Ieri sono andata a vedere The Martian al cinema. Io e Giuliano siamo venuti a conoscenza della sua esistenza tramite l’ASI; innanzitutto, hanno fatto là la prima, insieme a Samantha Cristoforetti, e poi sapevamo che i produttori avevano chiesto consulenza alla NASA. E quindi, siamo andati, animati dalla segreta speranza che si trattasse di un film di fantascienza con un minimo di plausibilità scientifica. Ora, io non lo so se tutto quello che succede in quasi due ore e mezza sia fisicamente possibile (secondo me qualcosa no), ma il film m’è proprio piaciuto, e trovo che sia una cosa originale e davvero ben fatta. Da qui in poi, SPOILER minori.
Innanzitutto, è la cosa più distante dall’americanata spaziale tipica. Che io apprezzo anche, eh? Armageddon l’ho visto un paio di volte, Indipendence Day mi diverte moltissimo. Però i film americani sullo spazio sono tutti così: drammoni familiari a palate, imprese ai limiti della fisica, tragggggedie…anche Interstellar è così, pensateci. Lì l’esplorazione è una roba assolutamente laterale, perché il vero fulcro del film sono i rapporti tra il protagonista e sua figlia. Comunque, The Martian non è così. The Martian è misuratissimo, e non prende scorciatoie emotive. Sappiamo che il nostro protagonista, abbandonato da solo su Marte, ha una famiglia, ma non la vediamo mai. Vediamo di striscio che è molto legato al capitano della sua spedizione, ma è una roba che non è particolarmente influente ai fini della trama. I suoi rapporti con chi è sulla Terra sono sostanzialmente taciuti. No, il dramma è tutto incentrato sul suo essere, da solo, dove nessun uomo è mai giunto prima. Il coinvolgimento sta tutto là: non vuoi che Mark torni a Terra e sopravviva perché la figlia, il padre, l’amante…no. Vuoi che torni perché è un tipo in gamba, con una capoccia così, che non si arrende. E stop. Stessa misura per quel che riguarda gli altri personaggi: i suoi compagni di missione sono persone misurate, che prima di fare la mattata (ben distante da qualsiasi altra mattata da film fantascientifico USA) si siedono intorno a un tavolo, valutano pro e contro e votano a maggioranza. Non c’è nessun capo della NASA stronzo che fa cose brutte perché è cattivo: c’è gente che prende delle decisioni, a volte condivise dal resto del team, a volte no, ma lo fa con precise ragioni, ben aderente al proprio ruolo. Nessuno dei personaggi ci viene mostrato per altro se non il suo ruolo: il capo della NASA fa cosa da capo della NASA, lo vediamo solo nella NASA, e non sappiamo nulla di lui come persona, gli astronauti sono astronauti punto (ok, con le foto delle famiglie lontane attaccate al muro, ma quelo vorrei pure vedere mancasse), e così tutti gli altri. È un film asciutto, sobrio, dritto come una spada, che vuole mostrarci una sola cosa: l’eterna lotta dell’uomo per la sopravvivenza. E qual è la sua arma in questa lotta? L’intelletto. Fine. Non c’è un vero cattivo; il cattivo, al massimo, è il cosmo, che, come dice Mark alla fine, “non collabora”. E quindi non è neppure un vero cattivo: è che la natura, semplicemente, c’è con o senza di noi. In questo senso sono straordinarie le immagini in cui Mark vaga da solo per Marte: la bellezza sconvolgente di un pianeta in cui non c’è vita, in cui la bellezza è solo sabbia, roccia e vento. E lui sta là, in un posto che per cinque miliardi di anni è stato senza di lui, e, dopo la sua partenza, continuerà ad essere senza di lui. Ma non siamo soli in questa vertiginosa bellezza: perché abbiamo un cervello.
La vera protagonista di questo film non è Mark, non è la NASA: la protagonista è la scienza. E questo al netto di eventuali vaccate sparate qua e là, che non mancheranno, ma che non inficiano il senso generale del film. Mark ce la fa perché sa. Sa far crescere le piante, sa inventarsi un modo per comunicare, conosce la natura e le sue leggi, e per questo sopravvive. E, dietro di lui, ci sono tutte le menti migliori del pianeta, che si mettono là a cercare di salvargli la vita, in tutti i modi possibili e immagibili. Non c’è l’eroe che risolve la situazione da solo; ci sono ore e ore di lavoro, giorni di calcoli, gente che si spreme le meningi e trova la soluzione. Perché la grande notizia è che, al di là di tutti i complottismi, della vigliaccheria di chi non ci crede, in quattrocento anni siamo riusciti a capire cose inimmaginabili sull’Universo: abbiamo sconfitto malattie, creato cose che ci allungano la vita e ce la semplificano, abbiamo mandato gli uomini sulla Luna e tonnellate di sonde in giro per il Sistema Solare, e quando manderemo l’uomo su Marte alla fine saremo anche capaci di riprendercelo.
Ora, è una visione positivista dell’esistenza. Sono le sorti magnifiche e progressive, una visione filosofica che ha fatto il suo tempo. E, certo, la tecnologia ha un lato oscuro, la scienza è solo uno strumento, e tutto quel che volete. Ma viviamo in un periodo in cui la gente è seriamente convinta che l’allunaggio del 1969 l’ha girato Kubrik a Hollywood, che se vaccini tuo figlio poi ti diventa autistico (e invece finisce per morire di morbillo), che occorre fare la dieta alcalina per curasi dal cancro, o basta bere succo di aloe. E in un mondo così, in cui c’è gente che tira forte per riportarci nel medioevo, ben venga The Martian, che vuole solo ricordarci che a volte sappiamo fare cose straordinarie, e che, se le abbiamo fatte, è perché abbiamo quel chilo e mezzo di materia grigia nella scatola cranica.
Voi direte: vabbeh, che palle, ma pare una lezione di fisica di quelle noiose. No. È un film divertente, Mark è divertente, quel che fa è divertente, e c’è anche tensione a pacchi, solo che non è quella cui siamo abituati di solito: è la tensione che provi quando stai lì a cercare di scervellarti per risolvere un enigma. E poi è visivamente meraviglioso: ci sono immagini di Marte spettacolari, che ti fanno venire voglia di andarci. E abbiamo bisogno di questa voglia, perché nessuno capisce più a che serva andare nello spazio, esplorare il Sistema Solare (spoiler: a vivere meglio sulla Terra, e, incidentalmente, a capire pure le cose per loro stesse, perché l’uomo è curioso per natura, e la conoscenza è una di quelle cose lì che ci distingue dagli animali).
Ok, alla fine c’è una cessione alla spettacolarizzazione. Ok, fin da principio senti che Mark si salverà, ma non è un problema, il film non vuole farti credere che non sarà così. Perché l’elemento che ti spinge ad andare avanti nella visione è capire come farà, senza acqua, senza aria, e con cibo bastante per sei mesi.
Ecco, io ve lo consiglio un sacco. È anche un film di un livello di nerdaggine assoluto: sono riusciti a infilare una citazione del Signore degli Anelli in un film con Sean Bean, voglio dire…Ma anche per le soluzioni trovate per i vari problemi (che so, l’uso del codice ASCII), e per il fatto che, alla fine della fiera, è un nerd a salvare capre e cavoli.
Pensate che l’Universo sia un posto pieno di meraviglia e che vale la pena esplorarlo? Vi incantano la natura e i suoi meccanismi? Siete dei nerd? Per una volta volete non sentirvi soli a pensarla così? Andate a cinema che non ve ne pentirete. Non pensate tutte queste cose? Andateci e capirete perché tanti bambini sognano di fare gli astronauti, e perché tanta gente decide di intraprendere una carriera scientifica nonostante le paghe da fame, il precariato e il disprezzo della società.
Vi lascerei con una citazione, se solo la trovassi. Ve la dico a spanne, perché vale la pena: in un momento particolarmente drammatico, Mark chiede al suo capitano di andare a parlare coi suoi genitori in caso morisse. E quel che deve dire loro è che lui ama il suo lavoro, e che è morto per qualcosa di incredibilmente grande, di straordinario. Perché, aggiungo io, la conoscenza non è una roba che si fa per sé, ma per tutti.

P.S.
Il titolo del post non è assolutamente sarcastico. Sono serissima.

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