Un anno

Per molto tempo ho pensato che il luogo in cui si vive conti poco. Che quel che sei te lo tiri dietro ovunque tu vada, e quindi qui o là non fa grande differenza. Per tanto tempo ho pensato contasse solo quel che avevo dentro, e che tutto dovesse essere letto alla luce della mia interiorità. Il mondo esterno era solo un riverbero di quello interno.
E poi sono venuta a vivere qua.
Ci ho messo due anni a trovare questo angolino, e all’inizio neppure mi convinceva del tutto, dopo mille case viste e mille buchi nell’acqua. E le aspettative, quando ho traslocato, erano altissime, così alte che ero assolutamente convinta che sarebbero state tradite.
Avevo paura di cambiare radicalmente, di vivere in un posto così diverso dalla mia città natale, persino paura del vulcano e dei terremoti, a un certo punto, e di mille altre cose.
E poi, niente, è iniziata la nostra vita quassù, e più il tempo passa e più penso che decidere di lasciare Roma e venire qua sia stata la decisione migliore che potessimo prendere.
Non è vero che non conta dove vivi. Perché è importante anche avere un po’ di bellezza intorno, e avere un bosco a cinque minuti da casa, dove raccogliere le castagne, o gli asparagi, o andare semplicemente a fare una passeggiata in solitudine. È importante scoprire l’alternarsi delle stagioni ogni mattina, aprendo la finestra e guardando verso Monte Cavo. È importante vivere in un posto cui hai voglia di tornare, sempre, indipendente da dove tu sia andato, una tana da poter chiamare casa davvero.
Qui ai Castelli Romani ho ritrovato il mio tempo, ho scoperto un posto pieno di storia e di bellezza, che non mi sottrae qualcosa, come faceva Roma su base quotidiana, ma aggiunge sempre qualcosa alla mia giornata, fosse solo il cambiamento del bosco, quando torno su dalla città valicando il Tuscolo, o il modo in cui il cuore mi si apre, quando, superata la vetta, vedo la caldera, con Monte Cavo e Rocca di Papa che mi guardano da un lato, e il mare, distante, dall’altro.
Non sento ancora di appartenere a questi luoghi; non sono una da appartenenza, mi sono sempre sentita straniera ovunque, per natura, per storia, probabilmente. Ma questi luoghi di certo appartengono a me, e ogni giorno li amo di più. Per le estati fresche, per il giardino pieno d’insetti strani e nuovi, per le piogge scroscianti e le giornate di sole, per i tramonti e i cieli notturni, per gli animali che di notte incrociano la mia strada, per gli odori che riempiono l’aria. Per questa casa fresca, in cui ho scavato la mia tana, il mio studio che amo tanto, per quel po’ di tranquillità che anche il mio spirito perennemente inquieto qui riesce a trovare.
È stata una lunga strada, quella che ha portato me e i Castelli Romani a trovarci, infine, ma ne ha valsa la pena.
A tanti, tantissimi di altri anni come questo.

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5 risposte a Un anno

  1. Viola scrive:

    Cara Licia, ti capico…cabiare è sempre difficile soprattutto se devi allontanarti da un posto in cui sei stata e che ti ha occupato un pezzetto di vita. Vivere con un bosco accanto è una bellissima cosa e, se hai anche un giardino, deve essere davvero bello! Purtroppo la città tende a oscurare questo aspetto magico e quasi surreale che ogni giorno possiamo percepire attraverso una passeggiata all’aria aperta…
    I miei genitori hanno una casa in montagna e io, fin da piccola, ho cominciato ad amare la natura…
    Certo, questo non centra molto con i cambiamenti, ma chi può dire che anche una persona che non ha traslocato non ha subito cambiamenti? Nessuno! Ognuno dentro di noi cambia, forse a causa di un trasloco, o forse anche a causa di una passeggiata…
    Concludo dicendo che per me hai fatto bene…
    Un bacio da una tua fan…;-)

  2. Oumaima scrive:

    Io ho affrontato un trasferimento che mi ha segnata profondamente. Dalla mia cara Italia, sono dovuta partire per la Francia, paese che non amavo e di cui non conoscevo nulla. Sono due anni che ci vivo e sono contenta: ho trovato un lavoro, mi sono iscritta all’università, ho conosciuto mio marito e fatto qualche amicizia. Sono contenta ma se potessi tornerei in Italia, dove abitavo. A 18 anni lasciare tutto e partire è dura ed è difficile ambientarsi in un nuovo paese ma ci ho messo molto coraggio e forza di volontà.
    Questa è la vita ed ogni cosa ci capiti non puo’ fare altro che arricchirci ed aprirci gli occhi.
    Un saluto dalla tua fan italiana, tunisina e un pochino francese.

  3. Sofia scrive:

    Ops… mi sono appena accorta che ho inviato due volte lo stesso commento ^^”… faccio sempre un sacco di macello utilizzando il computer ^^”

  4. Sofia scrive:

    Io ho affrontato solo un trasferimento nella mia vita ma avevo solo pochi anni quando questo accadde e purtroppo non mi ricordo praticamente nulla. Avendo ancora tredici anni mi capiterà sicuramente di trasferirmi in futuro, ed io spero che sia il prima possibile.
    Sono felice che tu abbia finalmente trovato un posto da poter chiamare “casa”, come hai già detto tu è una cosa che influisce molto nella personalità di ogni persona. Anche io vorrei avere un posto da poter chiamare tale, solo che, ora come ora, mi sento oppressa qua dove vivo… mi piacerebbe tantissimo poter aprire la finestra della mia camera durante la notte per ammirare le stelle che qui sono invece celate dalle innumerevoli luci di questa città.
    Penso che adorerei vivere nel luogo che hai descritto: sembra un piccolo angolo di Paradiso. :)

    P.S.
    E’ da quando ho circa 9 anni che leggo i tuoi libri, ho iniziato leggendo “La Ragazza Drago” che mi ha fatto scoprire un mondo completamente nuovo. Prima odiavo leggere ma appena ebbi finito la saga (che in più aveva come protagonista un eroina che portava il mio nome <3) avevo un immensa voglia di continuare. Mia madre mi ha così comprato le "Cronache del Mondo Emerso" che è tuttora la mia saga preferita insieme alle "Guerre del Mondo Emerso" e alle "Leggende del Mondo Emerso", ovviamente ho letto anche "I Regni di Nashira", "I Dannati di Malva" e sto aspettando con trepidazione il seguito di "Pandora", sono tutti libri magnifici e ho tappezzato la mia camera con frasi tratte da essi. Ho comprato anche "Dove va a finire il cielo" che però non ho ancora finito di leggere ^^" (ma alcune parti mi sono state utilissime per la mia tesina degli esami di terza media, sempre grazie a te ho coltivato la passione per gli astri <3). Ora conservo gelosamente tutti questi libri sulla mia mensola in modo tale da poterli riaprire in qualsiasi momento. Spesso la cosa mi dona conforto.
    Insomma volevo ringraziarla perché, grazie a te, sono diventata la persona che ora sono. Diventare come te è ora la mia massima aspirazione, ammiro ogni cosa che fai, ogni più piccola frase che scrivi, ogni istante che dedichi a noi lettori…
    Quando sto male prendo un tuo libro e, dopo averlo aperto in un punto a caso, lo inizio a leggere. Come sfondo del cellulare ho la foto che mia mamma ci ha scattato quando hai fatto un incontro a Milano… sei esattamente come vorrei diventare. <3

    Sofia

  5. Valentina scrive:

    Come ti capisco Licia… Anche io sono dei Castelli e ,come te, ho affrontato il trasferimento da Roma. Inizialmente non riuscivo a farmi piacere questi luoghi, in seguito anche io sono stata catturata dal fascino che solo chi vive qui può comprendere. L’aria,i colori,gli odori e i paesaggi… Semplicemente unici e favolosi! Per non parlare delle strade che attraversano i boschi e costeggiano i laghi! Rallento sempre quando le faccio, perché per me sono una fonte di relax.

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