Archivi del giorno: 7 maggio 2019

Il Padre di tutti i Pareri non Richiesti: recensione di GoT8x04

Vabbè, dai, un po’ ci ho preso gusto, per cui, fin quando ne avrò voglia, continuo: il padre di tutti i pareri non richiesti, la recensione della 8×04 di GoT :P .
Ovviamente, SPOILER.
Un po’ di tempo fa, non molto, pubblicai un parere su GoT che condividevo molto, questo qua. Commentai anche dicendo che ormai GoT era diventata una serie fantasy classica. Ecco, a neppure un mese di distanza, lo sviluppo successivo della serie mi fa fare inversione a U. Magari prima della fine cambierò idea ancora altre novanta volte :P .
Se mi conoscete un minimo, avrete capito che questa puntata ha dentro per me una pietra dello scandalo: la morte di Rhaegar. E siamo a due. Daenerys è stata sette stagioni con tre draghi pressoché inutilizzati, a parte qualche “dracarys” ben piazzato, e adesso, nel giro di cinque episodi, ne ha persi due. Prevedo che prima della fine, forse direttamente nel prossimo episodio, ci dirà addio pure Drogon.
Non che ci sia nulla di male, in linea di principio. È una guerra, ci sono delle perdite, ognuno si gioca le sue carte in modo da infliggere danni al nemico. Per Cersei, aver ragione dei draghi di Daenerys è questione di vita o di morte. Il problema è a che cosa siano serviti fin qui questi draghi. Già nella battaglia precedente, ne ho discusso qua, sono stati trattati dagli sceneggiatori come una specie di McGuffin di lusso, buono per scene d’impatto, ma che non influiscono mai realmente sulla trama, né hanno un senso tattico vero. Sono stati in volo per 70 minuti perché in realtà gli sceneggiatori non sapevano che farci.
La storia si ripete ora. I draghi di Daenerys, per come sono stati presentati, sono un po’ la bomba atomica di Westeros. Infatti, il dibattito intorno al loro uso è identico: sono un’arma terribile, da usare a scopo deterrente. Appena li abbiamo visti entrare in scena, alla fine della prima stagione, sapevamo che, quando fossero cresciuti, Daenerys li avrebbe usati con successo per prendere il trono. E questo è un problema. Quindi, gli sceneggiatori devono toglierli di mezzo, o è ovvio che Cersei non ha mezza possibilità di vincere, e chi vuole assistere a un massacro indiscriminato di cui si conosce già l’esito?
Qui però c’è un grosso problema di fondo. Non puoi introdurre qualcosa di così potente, e poi togliertelo dai piedi perché, ehi, ragazzi, è troppo forte, ci distrugge l’intreccio. Per altro senza che questo elemento di trama abbia mai fatto la differenza, se non una volta sola, più o meno. Tra l’altro, non è che Cersei stia dando prova di chissà quali fini doti strategiche che giustifichino la sua attuale posizione di predominanza su Daenerys. È solo che nell’altro schieramente non hanno una chiara strategia, hanno un’arma che non sanno come usare e in ultima analisi sono molto più interessati a combattersi tra loro che far le scarpe a lei. Per altro, come fa notare giustamente il Doc Manhattan, nella scena finale della puntata Cersei poteva scatenare gli arcieri e far secchi in un solo colpo Tyrion e Daenerys assieme a ciò che resta degli Immacolati, dando una svolta alla guerra. Invece no, meglio ammazzare Missandei così, a uffa.
Ma il problema è ancora più ampio di così. Gli sceneggiatori, a inizio serie, si sono trovati tra le mani un materiale di partenza sul quale non potevano intervenire: il mondo includeva in particolare alcuni elementi light fantasy, tra cui i White Walkers e i draghi. Ma quello che li interessava di più era l’intrigo. Il sense of wonder, l’epica, e tante altre caratteristiche fondative del fantasy giocano un ruolo nullo in GoT, che è più che altro un thriller politico. Rapidamente, questi elementi sono diventati un ingombro. I White Walkers imbattibili, i draghi potentissimi si sono dimostrati immediatamente pericolosi per lo sviluppo dell’intreccio. Non a caso Daenerys è stata tenuta ben lontana da Westeros così a lungo, e i White Walkers dietro il muro. Al momento della resa dei conti, quando la trama doveva per forza di cose convergere verso un finale, la necessità di aver ragione di questi elementi rapidamente e senza influire troppo sulla trama principale è diventata vitale. Ed ecco che assistiamo all’annichilimento dell’esercito dei morti con una coltellata ben piazzata e a draghi sterminati così, a caso.
GoT non è fantasy. A GoT il fantasy, anzi, fa pure un po’ schifo, coi suoi personaggi predestinati, la magia, il mistero, le creature fantastiche. Non è questo che ci interessa. E allora via. Ma, ripeto, allora non me li mettere proprio. Facciamo una cosa ambientata in un mondo a caso, senza draghi, senza streghe che partoriscono ombre e senza ‘sta roba qua. Funziona uguale. E io non mi faccio un fegato grosso così vedendo draghi massacrati come fossero cavalli.
Ve lo dico: se GoT è l’unico fantasy che seguite e amate, non vi piace il fantasy. Vi piace GoT. Che del fantasy è parente alla lontana. Non c’è niente di male, ma lasciateci soli coi nostri draghi, i nostri mondi incantati, e le nostre stupide magie.
Per il resto, che dire. La prima mezz’ora di puntata, a parte fan service piuttosto smaccato, non aggiunge niente. Scene di addio tirate oltre i limiti del sopportabile, gente che beve e fa battute argute, che potrebbe essere la tag line di serie. Lo diceva anche Tyrion quando era ancora un personaggio interessante: bevo e so cose.
Il resto è broccolo Jon che si dimostra uno Stark ad honorem, Cersei che fa Cersei e Jaime che dopo aver soddisfatto i fan va a grandi falcate verso il suo inevitabile destino. Le distanze non esistono più, gente va e viene da nord a sud come se ci fosse in mezzo il teletrasporto, l’impossibilità di capire quanto tempo stia passando è ormai endemica e segreti mortali ci mettono dieci minuti di screen time a diventare dominio pubblico.
L’arco di Daenerys non mi è chiarissimo: pare sia il jolly, che, a seconda dei casi, puoi giocarti come cattivo o come buono, senza però lineari ragioni di sviluppo psicologico, tranne che i Targaryen sono tutti un po’ matti, si sa.
GoT è imprevedibile, sì. Tanto che io comincio a sperare vinca Cersei, così passa il messaggio che il potere lo vuole e lo può mantenere solo chi è davvero stronzo. Sarebbe un sano e bello spot per l’anarchia. Ma non mi pare un’imprevedibilità che abbia le radici in ciò che è avvenuto prima. È che ci serve così, e allora cambiamo.
Resta al solito l’apparato ben realizzato, le interpretazioni, tutto ciò che GoT ha costruito fin qua e la curiosità di sapere come finisce. Alla fine gli stessi elementi che mi hanno trascinata senza troppo entusiasmo fin qua. Vedremo settimana prossima :) .

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