Me & Lucca Comics & Games

Me lo avete chiesto in molti, e ora ce l’abbiamo: il mio programma per Lucca Comics & Games.
Come anticipato, ci sarò il venerdì e il sabato.
Venerdì 2 novembre l’appuntamento è all’Auditorium San Girolamo, ore 16.30, per l’incontro Fantasy, draghi, vendette e Dominio. Assieme a Sandrone Dazieri, si parlerò de L’Isola del Santuario, ultimo libro della Saga del Dominio. Alla fine dell’incontro, chicca: proietteremo Tieni gli Occhi Chiusi, cortometraggio scritto e diretto da Mauro Zingarelli, e ispirato alle Guerre del Mondo Emerso. È una cosa bellissima, che fossi in voi non perderei :) . Io l’ho già visto un bel po’ di volte perché mi piace davvero tantissimo. Tra l’altro, saranno presenti Mauro, Matteo Bruno e Maurizio Merluzzo. Stesso giorno, ore 18.30, a Palazzo Ducale ci sarà la firma copie.
Il giorno seguente, sabato 3 novembre, appuntamento alle 15.00 sempre all’Auditorium San Girolamo, per Odissee nello Spazio. Dove sta Andando la fantascienza. È una tavola rotonda, il cui titolo è abbastanza autoesplicativo :P , cui saremo presenti io, Fabio Guaglione, Maurizio Temporin e Giuseppe Lippi. A moderare, l’amico Edoardo Rialti. Alle 18.30, per chi vuole ci spostiamo a Palazzo Ducale per un’altra firma copie.
Bon, questo è quanto. Ci vediamo in quel di Lucca, per chi ci sarà :) .

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La Saga del Dominio 3 – L’Isola del Santuario

E insomma ci siamo quasi. -27 all’uscita del terzo libro della Saga del Dominio, al secolo L’Isola del Santuario, che troverete in libreria appunto a partire dal 30 ottobre. Giusto in tempo per Lucca Comics & Games :) .
Visto che manca poco, un po’ di info, che magari alcuni di voi avranno già avuto modo di vedere sui miei social. Innanzitutto, la copertina.

Che io trovo meravigliosa. E tutto quel che vedete lì dentro ha un senso nella trama. Sì, anche il verde :P
Poi, non può mancare la quarta di copertina:

Myra è stata la guerriera prediletta di Acrab, condottiero e inventore. Lui l’ha cresciuta, è stato il suo mentore, il suo protettore… e l’assassino di suo padre.

Acrab vuole conquistare il Dominio delle Lacrime, abbattendone i regni grazie al suo esercito di reietti e alle sue invenzioni, capaci di distruggere intere città. È disposto a tutto pur di riuscire a imporre la sua giustizia, anche a usare gli elementali come combustibile per le sue macchine mortali. E Myra è l’arma finale per la sua conquista. Deve trovarla per catturarla e piegarla ai suoi scopi. Ma qualcosa lo frena, l’amore che prova per lei, e che rischia di portarlo alla rovina.

Myra vuole ridare l’equilibrio al mondo, liberando gli elementali dalla schiavitù dei maghi Camminanti, riportando pace e armonia. Per lei Acrab è il nemico da fermare e uccidere, ma ogni volta che si è trovata di fronte a lui non è stata capace di resistere alle sue parole.

Alle sue carezze…

Adesso, la loro guerra sta arrivando alle battute finali. Mentre Acrab con la sua fortezza volante sta abbattendo gli eserciti nemici e si avvicina alla vittoria finale, Myra ha scoperto il luogo dove i suoi poteri si riveleranno nella loro pienezza. L’isola di Kathernesos, uno dei luoghi dove le energie dei Primi sono ancora presenti, dove la magia della Luce è ancora attiva. Ma dovrà arrivarci prima che i soldati di Acrab la fermino, e prima che la nuova vita che sta crescendo dentro di lei le prosciughi tutte le forze…

Eh, lo so. Ma mancano 27 giorni, dai :P .
Le pagine sono 288, è l’ultimo della saga e chiude questa storia. Nel Dominio, in generale, mi piacerebbe tornare, ma vedremo :) .
Lo potete prenordinare per ora su Amazon e Feltrinelli, ma poi arriveranno anche altri siti.
Ne approfitto anche per ricordarvi i miei eventi di questo week end: venerdì 5 ottobre, alle ore 18.00, sarò alla Libreria Namasté di Tortona per un firma copie. Poi, alle 21.30, sempre a Tortona, al Teatro Civico, vi parlo di scienza e letteratura. A parlarvi invece di vita nell’universo ci sarà il sempre ottimo Amedeo Balbi. Si inaugura l’associazione Scettici e Informati.
Il giorno dopo, 6 ottobre, sarò a Milano per Stranimondi. Alle 12.00 ci sarà il Kaffeklatsch, alle 17.00 un incontro moderato da Emanuele Manco. Vi si ricorda poi che anche questo venerdì, assieme a Federica Gentile, Emanuele Bevilacqua e Alessandro Masi, sarò su Rai5 con Terza Pagina. Andremo in onda alle 22.45 e parleremo di conquista dello spazio, di astronauti e di scienza. Ci si vede presto!

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Incontri settembre – ottobre 2018

Settembre, è tempo di migrare. Più o meno. Innanzitutto, settembre è quasi finito, ma in effetti io ho ricominciato a muovermi per presentazioni, e a breve partirà un periodo piuttosto intenso da questo punto di vista. Facciamo quindi un po’ di chiarezza :) .
Innanzitutto, dal 22 al 29 settembre c’è la Settimana Europea della Ricerca, e il 28 la Notte Europea della Ricerca. Io quest’anno partecipo in grande stile con tre eventi.
Si parte col botto il 28 settembre, ore 18.00, presso l’ASI, Agenzia Spaziale Italiana, che ha sede a Roma, a Tor Vergata, con un incontro tra me, Fabrizio Farina, Elisa Nichelli e Luca Parmitano. Sto facendo collezione di astronauti :P . Anyway, non fossi ospite sul palco, io a un incontro così mi fionderei, poi fate vobis ;) .
Sempre il 28 settembre, ma ore 20.30, ci vediamo alla Biblioteca di Frascati. Collaboro di nuovo col Salotto di Giano, per una cosa particolare e divertente: nella prima ora, vi parlo un po’ di come ci siamo immaginati la fine del mondo tra letteratura e cinema, cercando di capire quanto ci sia di scientificamente fondato, e poi giochiamo tutti assieme a un gioco di ruolo nel quale interpreteremo degli scienziati che dovranno, niente po’ po’ di meno, salvare il mondo. La sessione di gioco durerà sulle due ore, e sarà ispirata a Notturno, libro di Isaac Asimov e Robert Silverberg. Per prenotarvi, andate a questo link.
Il giorno successivo, 29 settembre, si replica una bella iniziativa cui avevo già partecipato lo scorso anno: gli scienziati di strada. Dalle 17.00 alle 18.30 troverete me e altri scienziati in Piazza S. Pietro, a Frascati, e risponderemo a tutte le domande che vorrete farci. Io l’anno scorso mi sono divertita tantissimo, quindi venite motivati e pieni di domande :P .
Chiusa la lunga parentesi Notte della Ricerca, si continua comunque con la divulgazione: il 5 ottobre sarò a Tortona. Sarò al Teatro Civico alle 21.30 per parlarvi un po’ di letteratura e scienza. Non ci sarò solo io, ma anche Amedeo Balbi, Piero Biancucci e Michele Bellone. La serata inaugura l’associazione culturale Scettici e Informati, che commemora la figura di Enrico Bellone. Siateci, che prevedo cose interessanti :) .
Il giorno successivo, 6 ottobre, sarò a Stranimondi, Milano, presso UESM Casa dei Giochi. Alle 12.00 dieci di voi si potranno prendere un caffè con me e discutere di ciò che più ci aggraderà, mentre alle 17.00 si parlerà un po’ dei miei libri con Emanuele Manco.
In tanti mi avete poi chiesto di Lucca Comics & Games. Ovviamente ci sarò, e sarò presente il venerdì, il sabato e la domenica, con una serie di eventi che sono ancora in corso di definizione. Appena avrò tutti i dettagli ve li darò. Vi ricordo che all’epoca sarà già uscito il terzo libro della Saga del Dominio, L’Isola del Santuario. Per la cronaca, dovrebbe uscire il 23 ottobre. Quindi tutti pronti con la vostra copia, mi raccomando :P .
Infine, è ufficiale il ritorno di Terza Pagina, il programma di approfondimento culturale che conduco su Rai5. Le coordinate sono le stesse degli altri anni: va in onda tutti i venerdì verso le 23.00 su Rai5, poi in replica all’1.30 su Rai3, e di nuovo il sabato mattina su Rai5. Stessa anche la squadra: con me ci saranno Federica Gentile, Alessandro Masi, e Emanuele Bevilacqua. Parleremo come sempre di ciò che ci incuriosisce delle notizie culturali dei quotidiani. Seguiteci, che abbiamo in serbo un bel po’ di roba sfiziosa :) .
Bon, per ora è tutto. In pentola bolle altro, ma ve lo dirò quando avrò i dettagli. Vi butto lì che sarò a BookCity, a Milano. Ma ne riparleremo. Buon week end!

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Eventi di settembre

Domani inizia settembre e diciamo che più o meno ricomincia la vita normale un po’ per tutti. In verità, io ho ripreso a lavorare già da un po’, ma qui da me anche oggi è ancora tutto addormentato, per cui suppongo sia ufficialmente ancora vacanza :P .
Comunque, settembre significa anche che ricomincio muovermi in giro, per cui eccovi breve calendario di dove e come potremo vederci questo mese :) .
Comiciamo il 7 settembre; parteciperò a Il Tempo delle Donne, organizzato dal Corriere. Mi troverete a Milano, al Triennale Lab, ore 14.30, per parlare di montagna con Tamara Lunger e Alessandro Gogna.
Il 14 settembre, invece, ore 18.00, sarò a Roma, alla Libreria Le Torri, a Tor Bella Monaca, per parlare un po’ de Il Potere di Arishat, il capitolo conclusivo di Pandora, assieme a Paolo Quinto.
Infine, anteprima Notte della Ricerca 2018. È ancora tutto un po’ in definizione, ma anche quest’anno partecipo; per ora posso dirvi che sarà una cosa un po’ particolare, che vi parlerò un po’ di Catastrofi in senso scientifico, e che il tutto si terrà la sera del 28 settembre a Frascati.
Bon, per ora è tutto. Ci sono parecchie altre cose che bollono in pentola, ma ve le farò sapere più in là.
Ci vediamo!

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Grazie a tutti

Stasera andrà in onda l’ultima puntata di questa stagione di Terza Pagina.
Non ho mai fatto televisione in vita mia, e per questo, quando mi arrivò la proposta di condurre un programma, ormai quasi cinque mesi fa, mi si affollarono in testa mille domande: se ne sarei stata in grado, se alla prova dei fatti le persone che mi avevano dato fiducia sarebbero state soddisfatte del mio lavoro, se saremmo arrivati fino in fondo, anche. Ecco, in fondo ora ci siamo arrivati, ed è stato faticoso, certo, e ho dovuto imparare un lavoro nuovo, e rifrasare la mia vita su un impegno completamente diverso da quelli avuti fin qui, ma è stato esaltante, devo dirlo. È stato fantastico imparare qualcosa di nuovo, e non solo in termini del lavoro che ero chiamata a fare, ma anche per tutto quanto i miei compagni di viaggio, Federica Gentile, Alessandro Masi ed Emanuele Bevilacqua mi hanno permesso di imparare. Ogni puntata mi ha aperto nuovi orizzonti, mi ha permesso di approfondire cose che prima non avevo né tempo né scuse per studiare, mi ha portata in contatto con realtà che non conoscevo, mi ha fatto imparare cosa nuove.
Per questo mi sento di ringraziare in primis Silvia Calandrelli, Piero Corsini e Luigi Bertolo che mi hanno dato fiducia, e mi hanno scelta sostanzialmente a scatola chiusa, permettendomi di provarmi in qualcosa che non avevo mai fatto. Spero di essere stata all’altezza delle aspettative e del compito datomi.
Un grazie grandissimo anche a Claudia Bonadonna e Maria Agostinelli, con cui abbiamo condiviso il lato autoriale del programma. È stato stimolante e divertente, e mi mancheranno le nostre riunioni in giro. E grazie mille alla new entry Silvia De Felice.
Grazie ai già citati compagni d’avventura, a Stas’ Gawronski e ad Arnaldo Colsanti: più di molte altre cose, un programma televisivo è il prodotto di uno sforzo collettivo, e sono davvero contenta che le varie alchimie di questo si siano amalgamate in modo così felice.
Grazie al regista Umberto Contasta, alle troupe che si sono succedute in questi mesi nel nostro studio di Saxa Rubra, a Giulia Penzo per l’impagabile aiuto, alle truccatrici che hanno fatto un lavoro splendido, ai montatori.
E poi grazie a tutte le persone che ci hanno seguito, che ci hanno fatto i complimenti, che ci hanno dato suggerimenti. Mi sono spesa molto per questa cosa, cercando di dare del mio meglio e di imparare il più possibile, e il vostro affetto e il vostro apprezzamento sono stati importantissimi. È stata un’esperienza esaltante, che mi ha regalato molto, e che spero di continuare a portare avanti. Per il resto, buone vacanze, e buoni viaggi, visto che è proprio di questo che parleremo stasera. E indovinate io che meta vi consiglierò ;) .

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Solo A Star Wars Story, la recensione: Rogue One scansate

Non ho mai sentito un reale bisogno che l’universo filmico di Star Wars venisse espanso. Non pregavo per una nuova trilogia, e ho accolto la notizia che ci sarebbero stati degli spin-off con una discreta indifferenza. Quando ho saputo che ne avrebbero girato uno su Han Solo, mi sono semplicemente detta che non se ne sentiva il bisogno. Ho seguito con filosofico distacco tutte le notizie su attori protagonisti incapaci e registi silurati in corso d’opera. Sentivo che era una storia che non mi riguardava. Il trailer me lo sono visto perché, dai, per me è quasi lavoro. E comunque si tratta di Guerre Stellari. E, a sorpresa, I’ve had a good feeling about it. Non era un trailer paraculo, come molti di quelli più recenti. Diciamocelo, ormai il trailer è un genere cinematografico a parte, con opere che raccontano storie praticamente autonome rispetto al film, che del film stesso ti dicono pochissimo, e della pellicola spesso sono di gran lunga migliori. Il trailer di Solo no. Era un trailer come se ne vedevano una volta, e trasmetteva l’idea di un film col giusto mood, solido e un po’ old style. E quindi nulla, alla fine sono andata a vedere anche il film. Oggi. E alla fine mi è partito l’applausino, perché per l’80% della visione sono stata col sorriso sulle labbra, mi sono divertita per due ore, e io non so cos’altro si possa chiedere a un film di Star Wars se non che quel che ci dà Solo. Davvero. Non ci saranno spoiler, per cui andate avanti tranquilli. Quel che ci sarà, saranno ampi pipponi sui massimi sistemi della narrazione d’intrattenimento, su questo siete avvisati :P .
Metto le mani avanti. Non siamo dalle parti capolavoro. Non ci sono guizzi particolari, se non un paio di belle idee sulle scene d’azione, ma nulla che faccia strappare i capelli. Fin dalla prima inquadratura, Solo non vuole essere altro che un onesto film d’intrattenimento, basato su una trama semplice e personaggi coi quali è facile empatizzare. Non ti vuole spiegare che pure la Ribellione è composta da brutti ceffi, e il male e il bene sono mischiati e bla bla bla (per quanto, c’è una scena di 30 secondi, all’inizio, che spiega meglio di tutto Rogue One quanto sia scema e brutta la guerra), non ti vuole insegnare grandi verità sulla vita, non ti vuole insegnare proprio niente tout court. Ti vuole divertire. Ripetiamo: DIVERTIRE. Ed è in questa sua straordinaria onestà d’intenti, e nel fatto che comunque Ron Howard è uno che il cinema lo conosce e lo sa fare, la sua grandezza. D’altronde, non stiamo parlando di sei tizi disperati che devono schiattare dopo due ore di film; Han è il pirata guascone per eccellenza, il personaggio che per tutta la trilogia classica ha tenuto sulle spalle la parte ironica e divertita della saga. E Solo è proprio questo: un film intriso di quello spirito degli episodi IV, V e VI che, nel corso degli anni, semplicemente si è perso – e solo in parte, e in modo non del tutto riuscito, si è cercato di recuperare in The Force Awakens -, una grande e bella avventura su gente che vuole esplorare la galassia, conquistare la bella del suo cuore, ma soprattutto esplorare la galassia, e sparare alla gente.
Sembra tutto estremamente ovvio, che uno a volte al cinema abbia anche solo voglia di divertirsi, soprattutto quando va a vedere un film così pop, e invece non lo è. Tutti i film del genere più recenti non possono esimersi dal cercare di essere “adulti”, qualsiasi cosa questo voglia significare, dall’avere una “svolta dark”, che, sia maledetta, ha rovinato anche roba bella come Harry Potter. Non a caso, la critica più incomprensibile che ho letto sul film si lamenta che è “roba per ragazzini”. Esatto. Come tutta la trilogia classica di Star Wars, che, vi do una notizia straordinaria, non è Godard, non è Truffaut, ma è un film – seminale, certo, che rilegge e rinnova temi antichissimi, fondando sostanzialmente un’epica moderna – per bambini, cresciuti e non. È una fiaba. E non c’è nulla di male nell’esserlo, e nell’apprezzarlo. L’uomo di fiabe vive, ha sempre vissuto. Siamo noi che, per darci un tono, abbiamo costruito intorno a Star Wars un apparato critico la cui unica funzione è ormai solo nasconderci la verità: che questa storia ci piace perché ci fa tornare bambini. Che vergogna, eh?
Comunque. Per quel che mi riguarda, Solo è il gran film di avventura a tema Star Wars che aspettavo da Il Ritorno dello Jedi. Una cosa diversa rispetto al filone principale della saga, ma di cui personalmente sentivo il bisogno. Succedono tante cose, in una trama lineare, semplice, ma intorno alla quale si tesse una girandola di eventi perfettamente calibrata: non ci si annoia mai, ma non ci si deve mai fermare a pensare cosa stia effettivamente accadendo, perché tizio si ritrova lì e a far che. Tutto è chiaro e cristallino, e scivola via in scioltezza. I personaggi, a parte una grossa eccezione, sono interessanti, divertenti, e ci si appassiona loro in meno di zero. Le inevitabili morti coinvolgono lo spettatore, ed entrare nel film, nella sua atmosfera, è facilissimo. L’eccezione è Qi’ra; personaggio messo lì perché il romance è un elemento topico di film del genere (ci arriviamo), non è risolto, forse volutamente. Infatti mi ha sorpresa, ma il film ha un finale spalancato, che sta proprio sulle spalle di Daenerys (dai, purtroppo Emilia Clarke ormai Dany ce l’ha stampata addosso, è un personaggio da lei inscindibile). Resta il fatto che le sue azioni sono le meno giustificate del film, e forse due minuti due per spiegarci cosa sono queste cose indicibili che ha fatto (o almeno farci vedere come queste cose indicibili l’abbiano trasformata, e fatta diventare una donna diversa e più dura) potevano essere utili. Ma è peccato veniale.
Per il resto, il film fa quel che deve, davvero. L’adesione al canone di Star Wars, in termini di scene tipiche della saga, è commovente. C’è l’inseguimento, il mostro, la storia d’amore, lo humor. C’è tutto quel che ti aspetti, servito con tale garbo e maestria che non stai mai lì a dirti “eh, ma è tutto già visto”. No, dannazione, no! È già visto se è messo in scena in modo sciatto e banale, ma Howard è uno che questi meccanismi li conosce bene, e quando li mette in scena, non lo fa perché gli son finite le idee, ma è perché come fossimo nell’epica classica, in cui sai che Aurora ha le rosee dita e, quando l’eroe muore, le armi tuonano su di lui. È il canone del genere, è ciò che rende questa storia archetipica, e dunque così amata. Per altro, i rimandi all’universo di Star Wars sono così tanti che a un certo punto uno smette anche di vederli e contarli: rimandi in termini di scene, di elementi di trama, di oggetti e personaggi. È un film profondamente dentro l’universo di Star Wars, più di qualsiasi altro dei nuovi.
E poi c’è questa cosa meravigliosa, per cui tu sai cosa succederà in certi punti, perché è storia: sai che Han vincerà il Millennium Falcon a carte, sai che la sfangherà, e farà la dannata rotta di Kessel in dodici parsec. Il rischio noia è quindi altissimo. E invece no: perché quando dietro la camera hai uno che sa fare il suo lavoro, quello riuscirà a crearti la tensione anche dove non può essercene, sparigliando le carte, creandosi isole di libertà creativa anche nell’alveo di una trama che chiunque sa essere già scritta. Non vi faccio spoiler perché questi pezzi di bravura vanno apprezzati anche grazie all’effetto sorpresa, e io ho apprezzato davvero molto.
Spendo due parole anche per il cast, che, a mio modesto parere, è azzeccatissimo. Sì, anche Alden Ehrenreich, che ha la faccia giusta, e non sarà il mejo attore del bigoncio, ma come Han Solo pischello funziona, e bene. Lando fantastico, e grandi anche tutti gli altri.
Insomma, io ve lo consiglio tantissimo. A patto che sappiate lasciarvi ancora andare a godere dell’avventure pura e semplice, che non si propone scopi alti, ma solo dell’ottimo intrattenimento, realizzato al meglio delle capacità di tutti coloro che hanno contribuito a produrlo. In questo senso, è un grandissimo film, come se ne vedono pochi, di recente, e come vorrei vederne di più.
Il cinema è bello perché è vario, ce n’è per tutti i gusti, e ormai anche Star Wars è un universo enorme, in cui ognuno può trvare la declinazione più adatta ai propri gusti. E Solo è il piatto giusto per il mio palato.

P.S.
Per chi volesse capire il titolo della recensione, qui trovate ampia disamina del perché Rogue One non mi è granché piaciuto.

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The secret project unveiled: Terza Pagina

Chi di voi mi segue sui social avrà notato di recente un po’ di stati sibillini: riferimenti a non meglio specificate “cose nuove”, viaggi alla Rai, esperimenti…Ecco, siccome in passato ho dato annunci prematuri, e quindi ora ho una naturale tendenza all’andarci piano e al pessimismo quando si tratta di cose nuove, non volevo darvi notizie più precise prima che tutto fosse super-sicuro. Adesso – pare – lo sia, per cui sciolgo la riserva: il famoso progetto nuovo è una trasmissione televisiva di Rai5, che condurrò tutti i venerdì a partire da questo. Andrà in onda alle 22.10, si chiama Terza Pagina, ed è una chiacchierata sulle anticipazioni delle pagine culturali dei quotidiani italiani in uscita nel week end. Si parlerà un po’ di tutto – arte, libri, cinema, musica… – in modo speriamo divertente e stimolante. Con me, tre ospiti in studio fissi: Federica Gentile, autrice radiofonica e televisiva, nonché conduttrice di RTL102.5, Emanuele Bevilacqua, docente di economia dei media, e Alessandro Masi, critico d’arte e segretario generale della Società Dante Alighieri. Noi ci stiamo divertendo molto a progettarla e a farla, spero varrà lo stesso per voi.
Sapete che per me è una cosa davvero inedita e nuova, che però mi sta stimolando davvero tanto; ecco, se mi seguite, ne sono davvero contenta :) . Per altro, la trasmissione verrà trasmessa anche su Rai3 all’1.20, e poi la potrete trovare su Raiplay, per rivederla quando volete. Dai, che mi ci vuole un po’ di sostegno :) . Ci si vede dunque sugli schermi venerdì!

Ne approfitto pure per parlarvi un po’ di Torino. Il mio evento di domenica, in arena Bookstock, ore 14.30, sarà una cosa un po’ particolare: è organizzato in collaborazione con Lucca Comics & Games e sarà strutturato come una specie di quiz in cui verranno fatte delle domande sui miei libri. I partecipanti saranno scelti così:
1. uno sarà scelto oggi, e sarà la prima persona che risponderà a una domanda, sempre a tema me e i miei libri, posta sul profilo Facebook di Lucca Comics & Games;
2. un secondo sarà scelto domani, e sarà la prima persona che risponderà a una domanda posta sul mio profilo Facebook;
3. una terza sarà scelta invece direttamente domenica, tra le persone delle prime file, sempre tramite una domanda.
Cosa molto importante: partecipate solo se sapete che sarete domenica a Torino. Non è che vincete il viaggio fin lì e il biglietto per il salone :P , vincete solo la possibilità di partecipare a questo gioco al mio incontro. Bon, dunque stay tuned oggi e domani per le domande.
Da qui è tutto, ci si vede presto :)

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Pandora 4 tour e accessori

È ora di raccogliere tutte le informazioni circa la prossima uscita di Pandora 4 – Il Potere di Arishat.
Il libro uscirà il 30 aprile, e si tratterà del capitolo conclusivo della saga. La copertina la trovate qui sotto. Sul retro della copertina troverete la seguente frase:

«Ci sono verità che nessuno può insegnarci, che dobbiamo capire da soli, a prezzo del nostro sangue. Io ho appreso la mia parte su questa rupe, combattendo.» La cicatrice che il monaco aveva sul volto parve rilucere. «Tu devi apprendere la tua, combattendo a tua volta. Solo allora capirai il mistero del manufatto che sto per consegnarti.»
«Le Ali della Morte…» disse piano Pam.

mentre la quarta è questa qua:

“Samael ha posseduto Sam, il ragazzo di cui Pam è perdutamente innamo­rata, e ora il più potente degli Ange­li della Morte è sotto il dominio della Medium S.p.A, una società determina­ta ad asservire il demone e i suoi malva­gi sodali a un terribile disegno. Mentre ogni speranza sembra perduta, una don­na misteriosa entra in scena: è l’Acro­bata, una guerriera dall’oscuro passato alla ricerca delle Ali della Morte, un oggetto che potrebbe rovesciare le sorti della battaglia. Il manufatto è custodito nel ventre di un’antichissima roccia, do­ve da secoli un misterioso mentore at­tende Pam. Ma le sue parole sono un enigma che solo Pam può risolvere: riu­scirà il prodigioso bracciale a “concilia­re ciò che è in conflitto”?
Come nel mito di Pandora, nel capitolo conclusivo della saga fantasy dal cuore dark Pam dovrà misurarsi con i demo­ni che lei stessa ha liberato, ma soprat­tutto scoprire l’unica arma in grado di sconfiggerli per sempre.”

Il 29 aprile, alle ore 17.00, farò una diretta sul mio canale youtube; vi leggerò il prologo, e poi risponderò alle vostre domande. In genere queste cose le facevo su Facebook, ma voglio provare su quest’altro canale, per cui, se combino casini, abbiate pietà che sono una newbie :P .
Vi anticipo anche che sarò al Comicon, a Napoli, dove presenterò il libro in anteprima. Il primo evento sarà il 30 aprile, ore 14.00, in Sala Andrea Pazienza, Area Fumetto. Si parlerà di fantasy e della sua transmedialità assieme a Esad Ribic, Giuseppe Camuncoli, Luca Enoch e Stefano Vietti. Il giorno dopo, 1 maggio, ore 11.00, sempre in Sala Andrea Pazienza, Area Fumetto, presento il libro con Roberto Recchioni. Segue sessione firme alle 13.00 al Punto Autografi.
Il 2 maggio sarò invece a Roma, alla Liberia Mondadori del Centro Commerciale Roma Est, ore 17.00, per una firma copie.
Il 6 maggio, invece, ore 18.30, sarò a Macerata per Macerata Racconta, per una bella chiacchierata assieme a Chiara Valerio.
Infine, il 13 maggio sarò a Torino per il Salone del Libro; appuntamento alle 14.30 in Arena Bookstore.
Insomma, come vedete le occasioni per vedersi/sentirsi non mancano :) .
Chi mi segue sui social avrà anche notato che ho accennato a un progetto nuovo, che si è concretizzato di recente. È una cosa davvero diversa dal solito per me, e mi esalta e spaventa in egual misura. Se tutto va bene, ve ne potrò parlare a inizio maggio, quindi stay tuned :) .
Intanto, godetevi la copertina di Pandora 4 – Il Potere di Arishat e ci si vede in giro!

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Brace yourself, Pandora4 is coming

Ho dato la notizia ieri sera su Twitter, ma direi che è il caso di fare un annuncio un po’ più ufficiale :) .
Esistono data di uscita, copertina e titolo di Pandora4, che, come alcuni di voi ricorderanno, ho finito di correggere la notte di Pasquetta. Insomma, da tre giorni esiste in forma definitiva, i personaggi hanno trovato il loro destino, vedremo che ne penserete quando lo leggerete. Il libro si intitola Il Potere di Arishat, un nome che dovrebbe accendervi una lucina se avete seguito Pandora fin dall’inizio, e uscirà il 30 aprile. Cioè tipo domani, sì. Ora capite perché ho corretto le bozze di notte :P .
Per la copertina, suspence, ve la faccio vedere più in là. Ci saranno anche un paio di eventi, che poi vi dirò, e probabilmente anche una diretta in cui vi leggerò un brano del libro e risponderò alle vostre domande. Stay tuned.
Nel frattempo, prossimamente ci saranno altri due eventi che hanno a che fare con la scienza. Parteciperò infatti al Festival delle Scienze, qua a Roma, con due eventi: il 19 aprile, dalle 10.00, mi troverete alla Casa delle Letterature discettare di scienza con Sandro Ciarlariello. Invece, il 21 aprile sarò alle 16.30 al Teatro Studio Borgna per discutere di scienza e letteratura con Fabrizio Farina e Andrea Rivera.
Intanto ci si vede là, poi vi darò informazioni sul resto :) .

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The Last Jedi reload. La recensione con l’80% di deliri in più

Ieri ho rivisto The Last Jedi. L’ho fatto come al solito in lingua originale, per l’esercizio con l’inglese, ma pure perché ormai mi piace farlo così. E la sorpresa è stata che il mio giudizio sul film è cambiato. In meglio. Mi era già capitato con The Golden Army, ma in genere è una cosa rara. Molto più facile che un film che mi piaceva alla seconda visione invece mi deluda, o il mio giudizio resti invariato. E invece no.
È che, una volta che non hai più l’ansia, le aspettative, e sai la trama, d’improvviso scopri un sacco di cose che in prima battuta ti erano sfuggite. Che ai fini delle vendite in home video è, immagino, una gran cosa. Ai fini della fruizione del film stesso non so. Non ho ancora deciso se sia un bene o un male.
E quindi niente, il Piccolo Recensore che è in me si è svegliato, e ha deciso di aggiungere una postilla alla vecchia recensione, che potete leggere qua. È che su certe cose ho proprio cambiato idea. Tipo: la prima ora non mi è sembrata così noiosa come ricordavo. Il ritmo è più blando, ma la costruzione dei personaggi e della trama lo richiedono. La parte di Rey e Luke sull’isola ha un suo senso e non è tirata per le lunghe, e anche le chattate Telegram tra Rey e Kylo non sono sovrabbondanti: sono giuste, tutte. Persino il non parlarsi all’interno della Ribellione non l’ho trovata una cosa così ingiustificata come la prima volta. Tutto sommato Poe è effettivamente uno scemo che potrebbe mandare tutto all’aria (e lo fa), e di Holdo non si fida. Resta tirata tutta la dinamica dell’inseguimento al rallentatore tra Primo Ordine e Ribelli. Ok, te lo spiegano, ma perché il Primo Ordine non chiami rinforzi che fermino la fuga dei Ribelli io continuo a non capirlo. Altro grosso problema resta la sottotrama di Finn e Rose, che è pure gradevole, ma non va da nessuna parte. Non serve a niente, se non ad aggiungere inutile minutaggio al film. L’effetto è stato lo stesso della prima visione: arrivati al duello di Rey e Kylo, sembrava che il film fosse finito. E invece mancava la parte più importante.
Quindi dici: vabbé, ma dov’è che hai cambiato idea?
Nel giudizio complessivo. È un film compatto, ragazzi, non è per niente diviso in due come mi era parso. E fin dalla prima scena ti dice a che gioco sta giocando, anche se le carte te le scopre lentamente. Ma è come il famoso patto col diavolo citato ne Le Postille a Il Nome della Rosa da Eco: il film te lo sta dicendo dove sta andando a parare, da subito. E d’improvviso mi è stato chiaro perché tanti fan non l’hanno apprezzato. È un’enorme opera di decostruzione di quanto prodotto nel film precedente, ma anche nelle altre trilogie. Il famoso “culo” di Leo Ortolani (referenza, che sennò è tutto molto ambiguo :P ). Si parte distruggendo la figura dell’eroe, pur celebrata nella prima, bellissima scena, della sorella di Rose che si fa schioppare per distruggere l’incrociatore. Poe manco fa in tempo a mettere piede sul ponte della sua nave, che Lela già gli dice chiaro e tondo che ha fatto una cazzata, e che i suoi eroi sono tutti morti. E si prosegue così. Finn incontra Rose, e anche qua si ricama intorno al concetto di eroe: per Rose Finn lo è, ma noi sappiamo che è un povero Cristo infilato in un gioco più grande di lui, spinto avanti più che altro da una possente trazione tricotica (tira più un pelo di Rey…). E infatti Rose lo deve fulminare perché sta scappando. Su Luke manco mi pronuncio, che tutta la parte sull’isola è solo un’enorme, gigantesco manifesto de “gli eroi non sono per niente come te li immagini, e comunque sono tutti morti”. E lasciatemi spendere due parole per la gigantesca figura di Luke, che manco a Mark Hamill è piaciuto e io davvero non capisco perché: è il maestoso monumento al fallimento di un’intera generazione che credeva a qualcosa, e ha scoperto di non essere all’altezza dei propri sogni. E sì, è stato proprio lui a mandare tutto in vacca (anche se la sceneggiatura ammorbidisce un po’ il suo tradimento nei confronti di Ben) e allora? C’è un uomo sotto l’accappatoio di spugna marrone, un uomo ferito e abbattuto, che pure, alla fine, ha la forza di risollevarsi e almeno morire facendo ciò in cui crede, in un passaggio di testimone da brividi.
Ci distruggono un po’ tutto: l’eroina predestinata che è figlia di N.N. ed è stata scelta dalla Forza a caso, i Jedi che non erano ‘sto granché, l’equilibrio nella Forza che non significa più riassorbire il male nel bene, ma accettare che entrambi esistono, e non possono essere ridotti l’uno all’altra. E questa decostruzione trova il suo contraltare nel ribaltamento di molte scene topiche degli altri film. Grandissimo, per dire, il pezzo del ferro da stiro. Che, immagino, la maggior parte della gente abbia considerato una roba fuori luogo, e invece appartiene ancora a quel filone di uccisione dei padri cui tutto il film, in ogni fotogramma, allude. Sì, ragazzi, la nave di Boba Fett è un cazzo di ferro da stiro da lavanderia, ok? E ve lo sbatto in faccia. E anche Luke che butta via la spada, infrangendo uno dei grandi stilemi di questa saga (quando ti danno la spada si fa la faccia seria, e sei investito a cavaliere), che a me non fa ridere manco per niente. O ancora Kylo, verso la fine, che quando vede Luke non pensa a scendere dalla nave e affrontarlo in singolar tenzone, stile Obi Wan con Darth Vader, ma gli fa scaricare addosso vagonate e vagonate di colpi, che è il contrario di tutto ciò che ci hanno sempre detto di come vanno le cose tra grandi nemici.
E poi, la morte di Snoke. La morte di Snoke è un capolavoro. Perché è identica a quella dell’Imperatore in Return of the Jedi, almeno fino a un certo punto. Identica la posizione dei personaggi, identiche le cose che si dicono, identica la flotta ribelle, là fuori, che rischia di essere spazzata via. E tutti noi siamo lì a sbuffare, a dire “sì, ma questo l’ho già visto”. E allora Johnson ti spara in faccia “col cavolo!”, e Ben affetta Snoke – in modo per altro decisamente poco eroico, con uno stratagemma piuttosto vile – e a quel punto il film sterza. Fine, ragazzi. Tutti i padri sul tavolo stati ammazzati, eroi non ce ne sono più, ci sono le nuove generazioni, e sono loro che porteranno avanti la baracca. E, come dicevo anche nella precedente recensione, quest’opera di distruzione non è fine a se stessa, ma propedeutica a una nuova epica, disincantata quanto ti pare, ma comunque pregna di afflato mitico. Ma non sto a ripetere cose che ho già detto l’altra volta. Piccolo inciso, per altro, sulla morte di Snoke: mentre avviene, Snoke letteralmente la descrive. È una di quelle cose che puoi notare solo a una seconda visione, perché sai cosa accadrà, ma Snoke dice tutto ciò che fa Ben, e ho trovato il tutto piuttosto ambiguo. Ok, è vero: Ben gira la spada davanti a Rey, davanti a Rey la attiva, tutto specularmente alla spada di Luke sullo scranno di Snoke. Ma mi sono comunque domandata se sotto l’omicidio di Snoke non ci sia altro, se l’inutile cattivo con la faccia scartavetrata forse non la sappia più lunga di quanto immaginiamo e non sia proprio morto morto morto.
Altra cosa che cogli solo se riguardi, è che anche il duello nella Forza di Luke e Kylo è un gioco di prestigio con le carte scoperte. Luke si presenta con una spada che è stata distrutta qualcosa come dieci minuti di film prima, e per tutto il duello lui e Kylo non si toccano mai. Non si incrociano neppure le spade. Te lo stanno dicendo che Luke non è la, ma la forza iconica di quel che accade, la capacità di costruire la scena, sono tali che non te ne accorgi. Ci devi proprio fare caso.
E insomma niente, tutto il film è una cosa pensata. C’è una poetica dietro, per scomodare un parolone. Che avevo già intravisto in prima visione, ma che quando riguardi, spoglio di tutte quelle ansie da prestazione con cui uno va a cinema a vedere un film di Star Wars, emergono con grande prepotenza, che ti si impongono. Per altro, questo film potrebbe persino non avere un seguito. Non è il segmento centrale di una saga di tre. È l’episodio finale di una bilogia. Ha una conclusione in sé, e lascia per il dopo un territorio completamente vergine, che è possibile davvero popolare con tutto ciò che si vuole. Qui è dove mi astengo dal ripetervi di nuovo che l’idea che dopo questo film torni in sella J.J. mi metta la depressione, ma lo sapete già.
E quindi niente, lo volevo dire. Perché mi è piaciuto, perché dentro ci sento spirare lo spirito dei nostri tempi, e, non lo so, secondo me questo film è destinato a durare, più degli evanescenti prequel, più del riassuntone delle precedenti puntate di The Force Awakens. Lo riprenderemo in mano, tra qualche anno, e capiremo che ci diceva davvero qualcosa di quel che siamo, qui e ora, di quello in cui crediamo, e che, come la trilogia originale, ha quanto meno tentato di porre le basi di un’epica nuova. Poi, vabbè, arriva Jar Jar Abrams e probabilmente brasa tutto, ma il tentativo c’è stato, e non potrà essere del tutto cancellato. E noi siam tutti un po’ il pischello con la scopa (che si vede nella sottotrama di Finn e Rose, l’avevate notato? Notatevatelo!). May the Force, qualsiasi cosa ne sia rimasto, be with you.

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