Visto che questa settimana sarò via (vado a Parigi per lavoro), vi lascio un post corposo sul quale possiate riflettere. Torna astronomica, e stavolta rispondo alla domanda di Sabino, che mi chiede di Apophis.
Apophis è salito all’onore delle cronache nel 2005, quando è apparso sui giornali. Vi linko un articolo significativo, questo
Da lì in poi è stato un rincorrersi di allarmi vari.
Cerchiamo di capire.
Innanzitutto, Apophis è un NEO, acronimo di Near Earth Object, ossia oggetto la cui orbita è prossima o interseca quella della Terra.
Si tratta di asteroidi e comete che se ne vanno più o meno per i fatti loro, fino a quando l’interazione gravitazionale o qualche urto con gli altri corpi del sistema solare non li portano ad arrivare nei dintorni della Terra.
Esiste un programma di monitoraggio e scoperta di questi oggetti, perché ovviamente, stando vicino alla Terra, c’è pericolo che in qualche modo ci caschino in testa.
Ad esempio, uno dei centri che in Italia fa questa ricerca è l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore, con il telescopio ottico Schmidt.
Come si scopre un NEO?
Si prendono diverse immagini di una certa regione del cielo a distanza di qualche minuto. Poi si confrontano le varie immagini facendo qualcosa di molto simile al giochino della settimana enigmistica “cerca le venti differenze”. Si cercano gli oggetti che si muovono.
Vi spiego. Il cielo nel suo complesso durante la notte si muove per via della rotazione terrestre. Il telescopio può correggere questo effetto (si chiama inseguimento) e produrre immagini in cui le stelle sono dei bei pallini fissi. In verità le stelle si muovono anche le une rispetto alle altre, ma sono così distanti che questo effetto non è apprezzabile ad occhio, tanto meno sulla durata di una sola notte. I NEOs invece sono vicini, e quindi il loro movimento nel cielo durante la notte è apprezzabile, non ad occhio nudo, ma col telescopio.
Quel che si vede è qualcosa del genere

Questo è 2002WP11, un asteroide che è stato scoperto una notte che ero in visita a Campo Imperatore. All’epoca ero una studentessa al quarto anno di fisica. È la sovrapposizione di sei immagini prese tra le 23.30 del 27 Novembre 2002 e le 2.20 del 28 Novembre 2002. I pallini fissi sono le stelle. L’oggettino cerchiato che si muove è un NEO.
Ora, di pallini luminosi semoventi in cielo ce ne sono a bizzeffe. Alcuni potete vederli ad occhio nudo: i satelliti, ad esempio. Se di notte vedete una stellina debole che attraversa lentamente il cielo, beh, quello è un satellite. Poi ci sono anche altri asteroidi che non sono NEOs; ci sono tantissimi asteroidi tra Marte e Giove, ad esempio. Non tutti però hanno orbite che li portano a intersecare quella terrestre. Insomma, non tutti son NEOs.
Ora, chiarito come si scoprono, come distinguiamo quelli pericolosi da quelli che non lo sono?
I parametri da considerare sono due: quanto sono grandi e quante probabilità hanno di impattare sulla terra a seconda di quanto vicini passano a noi.
Ora, continuamente dallo spazio ci cade roba solida in testa. Le stelle cadenti che si vedono di notte non sono altro che questo: frammenti di roccia che cadono sulla terra, e “prendono fuoco” quando attraversano l’atmosfera per via dell’attrito. Se un oggetto è abbastanza piccolo, brucerà completamente prima di raggiungere terra. Se è un po’ più grande, riuscirà a toccare il suolo, facendo più o meno danni a seconda delle dimensioni e del posto in cui cade.
Un po’ di tempo fa, in Nuova Zelanda, una famiglia si è ritrovata un simpatico meteorite in salotto; il corpo aveva bucato il tetto, sfondato un paio di piani, e si era delicatamente “adagiato” dietro il divano.
Prima che vi preoccupiate, è davvero raro morire perché si è stati beccati in testa da un meteorite. Si ha notizia del caso di una signora che nel 1954 fu ferita nel salotto di casa sua da un meteorite, e di un cane forse ucciso nel 1911, ma nessun morto.Pensate piuttosto a guidare con prudenza

.
Comunque. Se un oggetto è molto grande, l’impatto può causare notevoli danni. Qualche esempio.

Questa è la foresta di Tunguska dopo l’evento del 1908, che viene generalmente interpretato come l’esplosione di un asteroide ad un’altezza da terra compresa tra i 5 e i 10 km. Vi dico solo che l’asteroide aveva un diametro di 30 metri. Per dire. L’area distrutta era di 2150 chilometri quadrati.

Questi invece sono i dinosauri dopo l’impatto con l’asteroide che pare averli sterminati tutti. Aveva un diametro di 10 km, e scavò un cratere del diametro di 170 km nel golfo dello Yucatan. Va detto che non tutti gli scienziati sono concordi nel far risalire la morte dei dinosauri a questo evento.
Quand’è che un asteroide è considerato pericoloso, dunque?
Un asteroide è un PHA (Potentially Hazardous Asteroid, asteroide potenzialmente pericoloso) quando al minimo della sua orbita dista meno di 0.05 UA. L’UA è l’Unità Astronomica, è un’unità di misura della distanza ed è pari alla distanza media tra Terra e Sole. Secondo parametro, deve avere un diametro superiore ai 150 m. Ora, un PHA semplicemente
può impattare con la Terra, ha una probabilità non nulla di finirci in testa, ma questo non significa che impatterà.
Ovviamente, anche oggetti più piccoli possono dare problemi (vedi Tunguska), ma solo locali, non globali.
Esiste una scala di rischio, sulla quale vengono messi gli asteroidi; è la scala di Torino. La scala di Torino classifica i NEOs in base alla possibilità di impattare sulla Terra e le dimensioni, e ha 11 gradi.
- 0 è per gli oggetti piccoli, o con possibilità di collisione pari a 0.
- 1 è per gli oggetti che hanno qualche probabilità in più di cascarci sulla testa, ma comunque molto basse. Sono considerati oggetti di routine.
- da 2 a 4 ci sono gli oggetti che hanno l’1% o più di possibilità di cascarci in testa e produrre danni locali, e quindi impensieriscono un pochino gli astronomi
- da 5 a 7 ci sono oggetti grossi e molto vicini.
- da 8 a 10 si prega perché l’impatto, e la successiva distruzione, sono certe.
Ma l’orbita di un NEO come si calcola?
Semplice. Più o meno. Si fanno tante osservazioni, in diversi periodi dell’anno, valutando la posizione intorno al Sole dell’oggetto. Poi si cerca una curva che unisca i punti che si hanno (la procedura si chiama fit), ovviamente tenendo presenti le leggi fisiche. Più punti si hanno, migliore sarà il fit e la predizione dunque della posizione dell’oggetto in futuro. Questo spiega perché spesso un oggetto viene considerato pericoloso, poi si fanno nuove osservazioni e si scopre che poi tanto pericoloso non è.
Beh, direi che abbiamo tutti i mezzi per passare a considerare Apophis.
Innanzitutto il nome. È quello di una divinità egizia, personificazione del buio, spesso rappresentato come un serpente, e nemico di Ra, il dio del sole. Ogni giorno Apophis cercava di impedire a Ra di far sorgere il sole, e la lotta non aveva mai fine né vincitore. Pare che la sua simpatia fece sì che lo chiamassero anche amichevolmente “Il Distruttore”.
Detta così, vi immagino già tutti lì pronti a grattarvi.
Ma atteniamoci ai fatti e andiamo qui, alla pagina della NASA dedicata ai NEOs scoperti finora.
http://neo.jpl.nasa.gov/risk/
Per il futuro, quando i giornali sparano che moriremo tutti per un NEO nel 20xx, andate qua, o su
quest’altro sito tutto italiano, curato da Andre Milani del dipartimento di matematica dell’università di Pisa. È appena più complicato da consultare, ma più completo. Ma dicevamo.
Cerchiamo Apophis. Eccolo là. Ci passerà vicino tra il 2036 e il 2096, con 3 passaggi ravvicinati. Ha un diametro di circa 270 m, per cui è abbastanza grosso. Vediamo la probabilità di impatto. 2.3 su centomila. Yep. Abbiamo lo 0.0023% di possibilità che Apophis ci caschi in testa. Pochino, vero? Ma guardiamo la classificazione nella scala di Torino. 0. Ossia oggetto non pericoloso.
Ok, due pagine e mezzo di bla bla bla solo per dirvi che no, Apophis non ci cascherà in testa.Tra l’altro, se notate sopra Apophis c’è 2007WK184, che ha 1 nella scala di Torino, potrebbe impattare tra il 2048 e il 2057 con una probabilità per altro più alta, 3.4 su diecimila. Ma qualcuno l’ha nominato in tv?
Questo solo per dirvi che bisogna sempre un pochino diffidare delle notizie che ci vengono da media, che spesso cercano solo lo scoop, e lo fanno anche piuttosto goffamente, facendo salire agli onori delle cronache certe notizie e bucando altre, magari ugualmente importanti o anche più meritevoli di interesse. Per altro, non dobbiamo preoccuparci neppure di 2007WK184; il suo valore alto nella scala di Torino dipende sostanzialmente dal numero basso di osservazioni compiute, che causa una certa incertezza sulla determinazione dell’orbita.
Pistolotto finale: in passato ci sono stati impatti di asteroidi contro la terra, e ce ne saranno di sicuro in futuro.Ma si parla di probabilità basse, che possono impensierire solo se si parla di tempi scala molto lunghi, centinaia o migliaia di anni. I NEOs sono pericolosi e vanno tenuti d’occhio, e infatti lo facciamo, ma ci sono probabilità più alte di morire per qualcos’altro, che sia un incidente con la macchina o una guerra nucleare.
Se poi siete ancora spaventati, premete sul governo perché dia più soldi alla ricerca astronomica

.
Al momento è l’unica arma che abbiamo contro i NEO.
Per chi vuole saperne di più
NeoDys
NASA Neo Earth Object Program
La pagina sui NEOs di Wikipedia
Le immagini sono prese da
http://sirio.rm.astro.it/cimperatore/
http://lifeboat.com/ex/main
http://it.wikipedia.org/
Un grazie grandissimo ad un mio amico e collega che studia i NEOs e mi ha dato un po’ di dritte per l’articolo