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Concentrarsi e rilassarsi

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Hokuto no Ken + Bianchina stories

Ieri sera sono andata a vedere il film di Ken il Guerriero. Sì, quello osannato in questa recensione.
A me il fumetto di Hokuto no Ken è piaciuto, perlomeno la prima serie, prima che si partisse per la tangente con l’isola dei demoni. Credo sia stato il primo manga che ho mai letto. Il cartone invece mi stava un po’ qua. Brutti colori, troppo grottesco per i miei gusti, e un doppiaggio al risparmio. Credo ci fossero qualcosa come quattro doppiatori, di cui uno che si faceva tutti i cattivi e un’altra che faceva tutte le donne. Per cui, niente, in verità sono andata solo perché Giuliano ci teneva, e ha comprato il mio assenso con una cena dal mio sushiarolo di fiducia.
Che dire. Boh. Cioè, ho un’opinione, calma. Ma un po’ vaga. Mi è un po’ piaciuto, un po’ no. Cerchiamo di andare con ordine.
Pro.
1. bei disegni, della fotografia, fondali da paura. Ci sono dei cieli stellati da far tremare le vene dei polsi, tramonti mozzafiato, panorami fantastici. E il character design è migliore del cartone animato, pur conservandone la vena vagamente grottesca e soprattutto la fisicità.
2. bella colonna sonora. Poco rock, forse, ma curata, avvolgente, azzeccata. Forse solo un filo onnipresente, ma da quando è uscita la trilogia de Il Signore degli Anelli dobbiamo rassegnarci, il silenzio ci fa paura.
3. la profondità di tematiche di un anime non è mai manco vagamente paragonabile a quella di un qualsiasi altro cartone animato occidentale. Anche un prodotto che non eccelle vanta quasi sempre personaggi a tutto tondo, sottotesti interessanti, forse al massimo un po’ banali, ma che ricercano una profondità di senso che la cultura del cartone occidentale sta perdendo. Ken non fa eccezione. A parte la palla dei bambini che dopo un po’ diventa intollerabile (“occorre salvare i bambini”, “diamo un futuro ai bambini”, “facciamo crescere i bambini in pace”, e a quel punto tu vorresti veramente puntare un mitragliatore contro il prossimo che lo dice) c’è tutto il discorso del potere, del prezzo della pace, dell’onore. E poi c’è un sensato tentativo di mettere in scena personaggi, e non etichette semoventi; da questo punto di vista, l’unico che esce un po’ acciaccato è proprio Ken: se mi seghi via Julia e Shin (ma a quanto pare verranno recuperati nel secondo film della pentalogia) poi non si capisce bene perché Ken è così taciturno. Reina invece la odio. Così, senza una chiara ragione. O forse perché le donne cazzute che recuperano la loro femminilità mi stanno un po’ sulle balle.
4. l’epica. È un film epico, ma veramente. L’azione di Raoul è la lotta di un titano contro gli dei. La rincorsa al potere fine a se stesso di Sauzer è qualcosa di sovrumano, di eroico. Le morti sono gloriose e immense, Shu che crolla sotto il peso della pietra, e sotto il peso del proprio destino, dunque, è memorabile.
Contro.
1. animazioni sotto il minimo sindacale. Il pezzo della danzatrice è osceno. Un simile standard di animazione ci poteva andare bene venti anni fa, ai tempi della serie, ma un film non può presentarci una tale mancanza di dinamismo. Un buon 50% delle scene sono primi piani fissi che durano svariati secondi, e i movimenti hanno sempre qualcosa di finto e artificioso.
2. Reina. Mi dovete spiegare che c’azzecca Giovanna d’Arco in Ken il Guerriero. Proprio cosa c’entra la spada con Ken, che è portatore di una violenza molto più fisica, del tutto non estetizzante, veramente antitetica a quella dell’arma bianca. Questo sottotesto vagamente fantasy c’azzecca come i cavoli a merenda, è un inserimento forzato di un elemento alieno al contesto.
3. il fumetto c’è a sprazzi. È proprio l’atmosfera ad essere diversa, e in questo il cartone era molto più efficace. Si predeva molto più tempo per descrivere un mondo in rovina, in cui si sono persi tutti i punti di riferimento. Qui…boh. Anche questa natura così bella, i cieli limpidi, i tramonti infuocati, non riescono a rendere quell’idea di un pianeta morente. Perché al declino dell’umanità nel fumetto corrispondeva anche il declino della Terra, dell’ecosistema, della natura. Erano due facce della stessa medaglia. Qui…boh, si percepisce di meno.
Mi rendo conto che a conti fatti c’è un pro in più rispetto ai contro, quindi forse devo concludere che il film mi è piaciuto. Non so. Non sono state due ore perse. In ogni caso vale la pena. Per cui ve lo consiglio.

P.S.
Questa ve a devo dire: ieri ho cambiato la prima corda a Bianchina. Lei è stata molto gentile. Invece di spararmi la corda in un occhio mentre suono, se l’è rotta mentre era ancora una custodia. Evidentemente anche lei mi vuole bene. È stato meno traumatico del previsto. Dieci minuti ed era lì. Poi, vabbeh, accordarla è stato un incubo, senza contare che si scorda ogni tre per due, ma sta migliorando. Pare sia normale (VEROOOOO?????). Sembra una cazzata, ma per me è stata una specie di impresa epica, una di quelle cose di cui dovrebbero cantare i menestrelli nei secoli a venire.
E poi sono passata alla Guitar Pro 5 Era. Ed è tutta un’altra musica. Una figata clamorosa. Così, per esempio, ho capito che l’ultima versione che vi ho postato di Animal Instinct aveva pesanti problemi di ritmo. Sto lavorando ad una versione meno indecente, questa.

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Ma ci sto ancora lavorando, eh?
Nel frattempo, primi dolori col barré. E siccome non sono una persona normale, ho deciso di impararlo con Hyperchondriac Music. Non trovate anche voi che sia meravigliosa?

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Bianchina colpisce ancora

Un po’ di tempo fa Melissa, l’amministratrice del forum, per i meno informati, mi chiese come andava con Bianchina e perché non mettevo più qualche file di me che suono sul blog.
Ecco.
È tutta colpa di Melissa, quindi, io metto le mani avanti :P
Qui sotto, due testimonianze della mia mancanza di progressi con la chitarra.Sono un po’ demoralizzata; non mi sembra di progredire molto. Sto facendo un po’ di esercizi per la sinistra, e adesso ho i polpastrelli in fiamme. Ma sono sempre a quel punto lì. Forse a ventisette anni più in là di un tot non si può andare. E non ho neppure iniziato con i barré…Però a Bianchina voglio ancora molto bene. Quando traslocherò ho pensato di metterla bene in vista, e magari le prendo anche una custodia vera, così qualche volta provo a portarmela in giro quando mi sposto.
Comunque, ecco a voi come massacrare i Cranberries

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Ode a Bianchina

Bianchina sta in un angolo del mio soggiorno. Non credo che nessuno la noti, vicino alla lampada. È un tipo discreto. A me però piace vederla là, nel suo fodero nero, pronta a mia disposizione.
Bianchina è pallida, come me. Ed è un po’ strana. Io metto cappelli buffi, compro scarpe strane e metto su poncho e mantelle. Lei fa la sciantosa con una spalla mancante.
Bianchina cerca di essere sempre disponibile. Quando la devo accordare non si fa pregare; o mantiene l’accordatura, o se non lo fa manca il bersaglio di poco.
Bianchina, quando la suono, fa le fusa. Sento la cassa armonica che vibra contro la mia pancia, e sentire le sue vibrazioni mi calma sempre, più ancora del suono delle sue corde quando la pizzico.
Bianchina suona appena la prendo in mano, e una sera, che stava appoggiata sul letto e io e Giuliano ci stavamo stesi a far gli scemi, risuonava ogni volta che ridevano, come se ridesse con noi.
Bianchina mi restituisce il mio tempo. Le ore passate con lei volano, e sono ore tutte per me. Non è come le miriadi di altre cose che faccio nella mia vita. Lei non mi sottrae tempo, lei me lo regala. Tutto quel che fa lo fa per me. Mi calma, mi svuota la mente, mi tranquillizza. La prendo in mano, e i minuti prendono a scorrere in un modo diverso.
Bianchina mi dà soddisfazioni, mi fa pensare che a volte posso essere soddisfatta del mio duro lavoro. Perchè siamo sole io e lei, e tra noi due non possono entrarci altri. Quel giorno che riesci a fare quel passaggio che ti sembrava difficile, quell’attimo in cui passi dal sol quinta al do maggiore con più scioltezza del solito. Piccole cose, minuscole cose, che fai solo per te, per tua soddisfazione personale.
Bianchina non si lamenta, anche se la suono da cani. Lei è sempre lì, disponibile, anche se lo so che amerebbe essere suonata per bene, e io non ci riuscirò probabilmente mai.
Bianchina mi fa entrare nella musica che amo, me la fa sentire più mia.
E per tutti questi motivi non finirò mai di ringraziare i miei che me l’hanno fatta conoscere.

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Chitarristi di tutto il mondo unitevi!

Ieri io e Bianchina abbiamo litigato. O meglio, io e la mia mano destra abbiamo litigato. Vi spiego brevemente il motivo: mi hanno fatto notare che quando suono il polso destro non si muove, ma il movimento del plettro viene portato con tutto il braccio. E questo non va bene. Indi per cui, ieri sera mi sono messa di buona lena a cercare di sciogliere ‘sto benedetto polso. Senza risultato. Cioè, se mi concentro a mille riesco vagamente a muoverlo, ma poi la mano sinistra se ne va per fatti suoi, e al contempo finisco anche per pizzicare le corde un po’ random. Non mi viene per niente naturale. A dire il vero, non riesco a capire esattamente come muoverlo, ‘sto cavolo di polso. D’altronde, sono la donna che scrive tenendo la mano storta, e che non possiede l’articolazione della seconda falange del pollice, quindi non mi stupisco che certe articolazioni mi tradiscano. E qui entrate in gioco voi. Aiutatemi, o voi che sapete. Avete qualche trucco da suggerirmi? Qualche esercizietto? Sbizzarritevi. Io intanto penso ad un post serio :P

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Tir e chitarre

E finalmente, al terzo giorno di protesta, qualcuno si degna di dirci vagamente cosa vogliono gli autotrasportatori.
No, perchè io mi chiedevo: questi qui stanno rischiando la galera, stanno facendo cose illegali, stanno rischiando di far morire della gente (inizia a scarseggiare la benzina per le ambulanze, in farmacia non arrivano i medicinali) e picchiano i crumiri, cazzo, devono avere delle motivazioni davvero serie! Così le ho cercate. E non le ho trovate.
Fateci caso; quando qualcuno sciopera, tipicamente ci danno la notizia, ci avvisano dei disagi e basta. Mai che riesca a capire le motivazioni delle agitazioni.
Comunque. Se queste son le motivazioni, resto perplessa. Lo sciopero è un diritto, e fin qui…È però anche regolato da leggi. Altrimenti domani anche noi ricercatori ci si stende tutti a terra sull’A1 e si manifesta. Per inciso, sarebbe l’unico modo per farci ascoltare, visto che quando scioperiamo noi lo stato ne deriva un disagio prossimo allo zero assoluto. Se esci fuori dalle regole, o sei in dittatura o lo stato ha violato qualche legge che ti tutelava, ma di brutto. Altrimenti ti metti semplicemente dalla parte del torto. Ecco. Picchiare i crumiri, o i semplici autotrasportatori stranieri che si fanno i fatti loro e giustamente se ne sbattono della tua vertenza, bloccare i caselli, far marcire la roba nei magazzini, ecco, forse è farla un po’ fuori dal vaso.
Ma lo stato ha deciso di far la voce grossa, capisce che la situazione è degenerata, e quindi decide di precettare gli scioperanti. Però, dato che questi qui son camionisti, e non no global, non fa NULLA per far rispettare il precettamento. In pratica gentilmente li invita a tornare a lavoro. Davanti al gesto dell’ombrello della categoria, manda la protezione civili a distribuire bevande calde e panini.
Per cui niente. Siamo alle solite. Ci facciamo le regole, poi non le rispettiamo un po’ tutti, e a tutti i livelli. Lo stato che gli tira far rispettare le leggi, gli autotrasportatori che fanno un po’ quel che gli pare. In compenso, ci lamentiamo tutti che le cose non funzionano.
Io, per parte mia, ho la benzina fino a venerdì, viveri a sufficienza per quella data là e grazie al cielo nessun parente che possa soffrire di mancanza di medicinali. Tanto ormai ritirarsi in campagna è lo sport nazionale, non vedo perchè non debba praticarlo anch’io.

Per tirarvi giù ancora un po’, o per farvi ridere, a seconda se l’audio vi funziona o meno, ieri mi sono ripresa mentre suonavo. Non ho granchè consapevolezza della mie dita, e volevo vedere che combino sulla tastiera. Visto che ormai mi sono fatta un punto d’onore di rendervi partecipi dei miei patetici tentativi di suonare la chitarra, vi posto la ripresa, scusandomi per i vari errori che faccio qua e là.

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Bianchina colpisce ancora

Valgono le raccomandazioni della volta scorsa, per cui prima di aprire pensateci bene…

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Happy Birthday

È stato un compleanno pieno di cose. La presentazione, la festa con gli amici, la festa coi miei…un sacco di roba, un sacco di regali, un sacco di affetto. Soprattutto un sacco di affetto, che è una cosa cui poi dovrei anche essere abituata. Sono anni che le persone che conosco, che i miei lettori, me lo fanno sentire. Però ogni volta mi lascia sempre un po’ stupita. Uno si chiede sempre cosa ha fatto per meritarselo, e che, cavoli, sono veramente fortunata.
Un sacco di regali, vi dicevo. Così tanto che non ce la faccio a farveli vedere tutti, per cui mi limiterò a quelli più fantasy, o che vengono da persone bazzicano questo blog. Gli altri mi limterò a descriverveli, perchè vi assicuro che sono tutti assolutamente fantastici. Cliccate sulle foto per vederle alla piena risoluzione.
Allora, cominciamo dalla presentazione. C’erano imp.bianco, Mechanickwings, Joseph94 e Hachiko, più Pamela Miss Black e odry keynes. E comincio proprio dal regalo di odry:

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Purtroppo la foto è quel che è, e non si riesce ad apprezzare appieno quanto è carino. Soprattutto si vede male il fondo del portapenne, che è il talismano del potere. Io trovo che sia fantastico. Domani me lo porto a lavoro, dove più uso penne e matite.
Pamela Miss Black invece mi ha regalato questa:
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È assolutamente adorabile, troppo bellina!
Mecha, imp, Seferdi e francesco invece mi hanno regalato questi
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che finalmente mi dà l’opportunità di entrare nel mondo dei comics. Death invece è un gradito ritorno, dato che già avevo avuto modo di apprezzare con The Time of Your Life.
Veniamo poi agli amici (qui ci bazzica solo Marianna, ma spero che arrivino presto anche gli altri) che hanno voluto rimpolpare l’armeria di famiglia con un oggetto fantastico e tremendo
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Posso rassicurarvi: non è affilato, ma fa paura lo stesso :P .
Dalla parte della famiglia di Giuliano, invece, proviene questo
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che mi fa venir voglia di iniziare a scrivere i miei libri a mano.
È poi la volta di mio marito, che ha deciso di risolvere due miei annosi problemi: molti mi criticano per la scarsa plausibilità dei duelli nei miei libri. Beh, Giuliano ha trovato il modo di farmi sopperire
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È un trattato di scherma medievale risalente al ’400 circa. Una cosa favolosa, piena di disegni e commenti. Mi ci metterò sopra al più presto.
Il mio secondo, enorme, problema, è la mancanza di tempo. Mi ci vorrebbero giornate da 30 ore almeno. Beh, ora ce le ho, perchè sono in possesso di una Giratempo
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La foto non le rende per nulla giustizia, è un oggettino di una bellezza unica, per cui andate qua a vederla in tutto il suo splendore.
E con questo finiscono i regali fantasy. Però vi elenco in ordine rigorosamente sparso tutti gli altri regali: una mantella nera fantastica, con cui mi sento molto donna dell’800 (e dovevate vedermi con la chitarra in spalla :P ), una maglia e un paio di pantaloni, da parte della famiglia di Giuliano, poi la nona stagione de I Simpson da parte del mio cognatino di nove anni, una vestaglia di raso da una famiglia di amici e uno spandi-aromi da parte degli zii di Giuliano; un paio di fantastici orecchini con pochette definita “orribile” da Awilito (ma invece è bellissima, solo che lui non ha esattamente i miei stessi gusti :P ) da parte di aWilito, Ninna, Bart e altri amici che, ahimè, non conoscete qua sopra; il cofanetto della prima stagione di House corredato dal libro La Filosofia di House da parte di due miei amiche; una collana con attaccata un’adorabile fatina da una famiglia di amici, una collanina con un bellissimo pendente da parte di Francesco e Fabio, un set da bagno al miele (yum…) da parte dei miei cugini. Starò di sicuro dimenticando qualcosa, ma sono state così tante cose…
Menzione d’onore al mio amico pittore, che mi ha mandato un video stupendo di lui che fischietta Happy Birthday to You e mi dipinge una torta (poi gli chiedo se lo posso postare, che è adorabile). I miei invece mi hanno fatto la sorpresa di prepararmi un intero pranzo bavarese, annaffiato dall’immancabile weissbier. Mio babbo mi ha anche fatto il menù a tema
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Poi dice perchè son venuta fuori creativa: buon sangue non mente, direi. Non so, apprezzate anche i caratteri scelti per il menù! E poi la bandiera, che il mio babbo ha ottenuto scannerizzando un grembiule della mia mamma :P
Per altro, pranzo buonissimo (anche se nostalgico, ho mangiato roba che presi al ristorante il primo giorno di permanenza a Monaco…).
Non mi dilungo oltre, altrimenti veramente divento melensa e mi commuovo. Grazie anche a tutti voi per gli auguri, siete stati davvero molto carini. Il vostro affetto è uno sprone a far sempre meglio, non avete idea di quanto significhi per me.
Infine, una cosa che vi consiglio di aprire solo se non avete particolarmente a cuore l’integrità delle vostre orecchie.
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P.S.
Lo sapevo che dimenticavo qualcosa…Hachiko mi ha regalato un cappello!!

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Qualcosa è cambiato

Interno sera. Resti di un pasto sul tavolo. Io mi alzo e prendo Bianchina. 
Io: “È ora di suonare”
Giuliano, guardandomi e scuotendo la testa: “Una volta avevo una moglie, la sera ci guardavamo insieme Ranma…adesso ho una fottuta rockstar”.
Io, nel frattempo, in grande segreto, continuo ad essere ossessionata da questo 

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