Ho appena scoperto che nel mio sito è attivo un plugin che lo traduce in inglese, francese, spagnolo, tedesco russo. Automaticamente. Brrrrrrr.
Non so se avete mai usato il traduttore automatico per tradurre una cosa qualsiasi. È qualcosa di straordinario. Homepage tradotto come pagina di casa, mouse che diventano sorci e altre amenità.
Ho dato una scorsa alle uniche pagine per me intellegibili, quella inglese e quella francese, e in effetti potrebbe andar peggio, ma in ogni caso non è né inglese né francese corretto o del tutto comprensibile.
Sono questi i casi in cui penso che dovrei mettermi sul serio a studiare le lingue; la comunicazione è tutto, e l’inglese spesso non basta. Anyway, spero che i lettori stranieri saranno clementi.
Per il resto, dopo l’estenuante discussione sul post di ieri mi ero ripromessa di trattare oggi argomenti un po’ più light, ma poi finisce che uno legge il giornale, e si dice che parlare di roba light a volte è veramente impossibile. Mi limiterò anyway a riportare due articoli.
Ieri, Berlusconi ha voluto dire la sua sul caso Saviano con questa sentita lettera a Repubblica.
Tutto molto bello. Peccato che poi stamattina leggo di Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, indicato dal ’98 a oggi da cinque collaboratori di giustizia come “uomo a disposizione dei casalesi”. Lo stesso Berlusconi che ieri prometteva lotta dura senza paura liquida la faccenda cosentino con un laconico “Ho assicurazione personale dagli interessati che si tratta di operazioni legate alla politica, e non a quella realtà”. Le stesse assicurazioni personali che ebbe da Mangano, suppongo.
Qualcuno dirà che esiste la presunzione di innocenza. Certo. Ma io mi domando sempre perché i politici accusati di collusione con la mafia siano sempre innocenti fino a prova contraria mentre un rumeno qualsiasi accusato di furto o stupro è colpevole a prescindere.
Poi, proprio per rovinarmi la giornata, mi sono anche andata a sentire gli illuminanti commenti dei giovani di Casale a proposito della vicenda di Saviano. E mi sono ricordata di quando alle superiori la nostra professoressa di lettere ci fece fare un lungo e approfondito lavoro sulle mafie assieme a Libera. E io mi domando: ma i professori di questa gente, i genitori, dove stanno e cosa fanno?
Ieri ho scoperto che un amico passava da roma leggendo il suo Facebook. Lo stesso amico, qualche ora dopo, mi ha chiamata chiedendomi com’era andata in Russia, e aggiungendo subito dopo “anche se in verità l’ho già letto sul blog”. Qualche giorno fa ho riflettuto che so sempre come sta e cosa fa Ninna perché leggo il suo blog. E questi sono solo pochi esempi: potrei dirvi della chiacchierata di ieri via chat di Facebook con un altro mio carissimo amico che non vedo da un po’, del modo in cui tramite il mio blog ho recuperato due vecchie amicizie, e via così.
Il virtuale ormai supera il reale. Ma non capisco se è un mezzo che facilita la comunicazione tra la gente, o se invece non è un modo per allontanare le persone, e dar loro solo l’illusione della comunicazione.
No, perché la frase del mio amico ieri significa sostanzialmente che un certo numero di estranei, tutti quelli che visitano il mio blog tolti amici e conoscenti, sa svariate cose di me, anche importanti, prima dei suddetti amici e conoscenti. E questa confidenza che mi permetto qua sopra col mio ignoto pubblico dà ad esso l’illusione di conoscermi. Così non si creano veri rapporti, ma illusioni di rapporti, e gli sconosciuti san di me più o meno quello che sanno i conoscenti.
Non so se mi sono spiegata, ieri sera ho fatto tardi e ho i neuroni in stand bye. Ma tutto questo fiorire di social network, blog et similia mi sembra ammazzino la comunicazione più che esaltarla. Perché quando tutti parlano, forse alla fin fine c’è poco da dire. Ma d’altronde io di questo blog ho necessità, perché la vita, se non la scrivo, non riesco a metterla a fuoco. Per cui, nulla, ecco a voi un altro post ozioso su argomenti oziosi
Allora, mi hanno fatto notare che la newsletter arriva spesso con caratteri illegibili. Vi chiedo di aiutarmi a risolvere la cosa. Chiunque di voi abbia caratteri illegibili nella mail di oggi me lo dica qua sotto, per favore specificando se ha usato un programma per scaricare la posta (mail, outlook et similia) e in caso di risposta affermativa quale.
Grazie e scusate per l’inconveniente
Ogni riferimento a ultimi libri di talentuose scrittrici inglesi è puramente voluto.
Mi spiace, oggi proprio non ce l’ho fatta a postare. Mi ero ripromessa di farlo stasera, ma poi sono entrata nel tunnel delle risposte alle mail (e sono ancora ferma al 7 febbraio, capperi, How did it come to this?, e qui a voi cogliere l’ovvia citazione), per cui, niente. Domani temo sarà come oggi, l’unica speranza è che becchi un momento libero dal lavoro. Altrimenti temo che il sospirato post sul cinema dovrà attendere ancora, e per allora sarà passato troppo tempo dalla visione per scrivere qualcosa di sensato…Ma ce la farò, dai. Intanto vado a letto a riposare le stanche membra.
Good night, folks!
P.S.
Si vede che ho scritto a tarda ora…ho dimenticato di dirvi che Fabrizio Melodia mi ha premiata col premio Dieci e Lode, “per la sua grande opera fantasy e l’umanità che la rende unica.” Io abbasso il capo, accetto, ma dico anche che Fabrizio è un po’ troppo buono 
Come da istruzioni, pubblico bannerino e regolamento

“Di seguito le regole per il premio Dieci e Lode:
Esporre il logo del “Premio D eci e lode”, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore.
Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento.
Inserire il regolamento.
Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si puٍ limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati. Si ricorda che chi è stato già premiato una volta puٍ assegnare tutti i “Premio D eci e lode” che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.”
Nelo specifico, il mio premio va a VioVyB, perchè è una ragazza fantastica, davvero brillante, e le auguro il futuro grandioso che merita.
Una volta, durante uno dei nostri incontri, Melissa mi ha detto che una frase di un mio libro è molto vera. La frase in questione è tratta da La Setta degli Assassini
C’è uno strano misto di piacere e dolore a osservare chi si ama mentre è senza di noi.
Questa frase riassume perfettamente uno dei piaceri del blogging. Capita a volta di imbatterti per caso in un blog, e di capire che non si tratta dell’ennesimo posto tenuto da uno che non conosci e non conoscerai mai, ma di cui vedrai sempre e solo la maschera telematica. No. È il blog di qualcuno che conosci. Qualcuno che ha scritto quelle cose senza indirizzarle direttamente a te, come succede quando parlate a tu per tu. Lo stai guardando vivere lontano da te, senza di te. È come guardare dal buco della sua serratura, essere un fantasma invisibile appollaiato sulla sua spalla.
Quel riferimento l’hai colto. È una cosa che ti ha già raccontato. Quel fatto lì lo avete vissuto insieme. E così via. Hai anche l’illusione di capire quel che leggi molto meglio di un qualsiasi altro suo lettore che lo commenta. Perchè tu quei post li vedi in trasparenza. Non ci leggi solo quel che c’è scritto, ma li filtri attraverso l’immagine che hai di lui.
A volte scopri cose che ti lasciano sopreso, a volte trovi conferme. In ogni caso impari qualcosa.
A me è capitato svariate volte. E fa sempre uno strano effetto. A cavallo tra piacere e dolore, appunto. Eppure quella roba lì in cima alla pagina l’avevo scritta prima di fare queste esperienze lisergiche.
È che un blog non smette mai di essere davvero un diario, anche quando non si vuole, anche quando ci si copre con numerosi veli. E chi legge ha sempre un po’ l’impressione di farsi i fatti altrui. Come quando apri il diario della sorella minore a sua insaputa.
Così, leggi e pensi che stai facendo una cosa che non dovresti. E ti rendi anche conto che tante cose non le sapevi. E ti accorgi che le persone non puoi mai capirle davvero. Anche se le conosci da anni. E questo ti spiace. Vorresti essere sempre profondamente compenetrato con le persone cui vuoi bene. Si aspira sempre all’unione. Ci pensavo ieri guardando le nuvole che correvano veloci sopra di me. Guardi un panorama che ami, e vorresti essere nuvola. Senti una musica che adori, e vorresti scomporti nelle note. Hai un amico, e vorresti avere la presunzione di sapere tutto di lui.
E poi c’è il piacere di ritrovarsi. Di leggere tra le righe quel che conosci di lui, e che ti piace. Ninna, Gaspad, VioVyB e tanti altri. I loro mondi segreti di cui fai parte. Ci sono anche senza di te, eppure sono sempre anche con te. E questo tutto sommato ti consola.