66, ci manca un solo 6 per fare il numero della Bestia. Nonostante queste incoraggianti premesse, puntata a mio parere media. Certo, ancora non l’ho rivista in lingua, può darsi che ad una seconda visione cambi idea, ma per ora il giudizio è questo.
Innanzitutto, i flashsideways continuano a lasciarmi molto fredda. A differenza di altri commentatori in giro per la rete, resto convinta che siano strettamente legati alla trama principale, e anzi resto confermata nella mia personale teoria che siano sostanzialmente il finale di Lost. Nell’ultima puntata scopriremo come si è arrivati all’affondamento dell’isola e alle nuove vite dei nostri. Francamente, però, per dirci che Jack ha un figlio, Claire tiene Aaron, Locke accetta la paraplegia e Sayid è e resterà sempre un assassino, indipendentemente da quanto si impegni ad essere una brava persona, bastava una puntata sola. Mi lascia fredda la storia di Omar che si incasina coi cravattari, e di Sayid che deve togliergli le castagne dal fuoco. Finora solo la storia di Locke mi ha interessata. Le altre mi sembrano divagazioni un po’ inutili, messe lì ad allungare.
Sull’isola, perlomeno, c’è un po’ di azione. Innanzitutto, la scazzottata Sayid Dogen è da antologia, troppo figa. Roba da Godzilla contro Ercole, King Kong contro il mostro di Cloverfield e altri scontri al vertice. Peccato che poi mi ammazzino Dogen, che mi stava tanto simpatico. Lennon invece se ne va nell’indifferenza generale: ce n’è mai fregato qualcosa? No, direi di no. Apprezzo la svolta della sceneggiatura introdotta dalla morte del mio giapponese tascabile preferito, e devo dire che il massacro del tempio galvanizza e apre scenari futuri difficili da interpretare, ma Dogen sembrava veramente uno che avesse un sacco di cose da dire, e invece me lo ammazzano così, come una Nikki o un Paulo qualunque. Vabbeh.
L’impressione, comunque, è che queste prime sei puntate, a parte il primo episodio doppio, che soprattutto serviva a shockare, hanno avuto il senso di piazzare le pedine: ormai si sono formati gli schieramenti, Farlocke coi suoi da un lato, Jacob e i suoi dall’altro, e forse adesso può iniziare la parte davvero interessante: le botte da orbi tra il fumo nero e il fantasma di Jacob. Come tutto questo potrà spiegare l’isola e i suoi misteri, solo dio o gli sceneggiatori lo sanno. Ma mi sono riproposta di non parlare più di quest’aspetto.
Per il resto, ieri illuminazione da parte di gaspad: “E se la realtà alternativa è stata creata da Farlocke, che ha vinto lo scontro, e quindi ha ripagato i suoi alleati con quanto promesso (tipo Nadia restituita – più o meno – a Sayid)?”. Po esse. Ci tornerebbe. Per altro vincerebbe un cattivo, che è comunque una scelta coraggiosa. Sempre che Farlocke sia cattivo (oddio, i metodi sono quelli, eh?).
Note sparse:
- ma Kate perché va con Farlocke? Ma il senso di Kate nell’economia della storia, in generale, ormai qual è? E quand’è che Claire, per usare l’efficace immagine suggerita da una mia amica, le azzanna la giugulare?
- quando Sayid, senza dire né ai né bai, pianta venti centimetri di acciaio inossidabile nella panza di Farlocke, ho urlato “più Sayid, meno Jack!”. Finalmente uno che fa domande e agisce, altro che mister “debbo fixare tutto il fixabile”…





