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Same old story

Torno da Lucca, già mezza acciaccata, e scopro, prima qui nei commenti del blog, e poi da una serie di tweet allarmati, che l’apocalisse è vicina. L’ha detto il tiggì. Nello specifico, pare che un asteroide grande quanto il Texas stia per schiantarsi sulla Terra tra novembre e dicembre.
Ora, chiariamo subito una cosa: l’eventualità che un asteroide ci caschi in testa, prima o poi, esiste. È altresì possibile che se ne scopra uno pericoloso con poco preavviso, anche se al mondo è pieno così di progetti volti all’identificazione dei NEOs (Near Earth Objects = Oggetti Vicini alla Terra, leggi oggetti, tipicamente asteroidi, che potrebbero entrare in rotta di collisione col nostro pianeta), senza contare le schiere di astrofili che fanno lo screening del cielo tutte le notti. Ma, ripeto, la possibilità, per quanto remota, molto più remota di molti dei pericoli cui ci esponiamo quotidianamente nella nostra vita, c’è. Per cui, la mia reazione istintiva è stata quella di andare subito a controllare nell’unica fonte sicura di informazioni al riguardo: il sito della NASA dedicato ai NEOs.
Ecco, d’ora in avanti consiglio anche a voi di fare così ogni volta che chiunque spari che moriremo tutti investiti dall’asteroide fine ti monto: andate su questo sito e controllate la lista. Sono elencati tutti gli asteroidi conosciuti che hanno una possibilità di impatto con la Terra. Sono elencati il nome, il periodo del possibile impatto, quanti incontri ravvicinati ci saranno e, quel che più interessa a noi, la possibilità di tale impatto e il diametro dell’oggetto. In linea di massima, sono questi due parametri che danno la pericolosità dell’asteroide.
Piccola parentesi: la pericolosità di un asteroide viene di solito indicata da due scale, quella di Palermo e quella di Torino. Vediamo la seconda: gli oggetti vengono classificati in 11 diverse classi:
0 sono gli oggetti di cui non bisogna preoccuparsi, perché la probabilità di impatto è piccolissima o perché sono picoli loro;
1 sono oggetti appena più pericolosi, ma che in effetti non richiedono altro se non un calcolo più preciso dell’orbita, che tipicamente li fa declassare a classe 0. Non c’è bisogno di prendere misure precauzionali, né di allertare nessuno;
2-4 sono oggetti per i quali occorre avere un’attenzione maggiore, perché la probabilità di impatto inizia a salire all’1% o giù di lì. Si tratta inoltre di oggetti che potrebbero produrre danni consistenti a livello regionale, e, in caso il possibile impatto disti meno di una decina di anni, val la pena allertare il pubblico;
5-7 sono oggetti seriamente pericolosi, perché grandi e perché con alta probabilità (>1%) di impatto. In questo caso è necessario predisporre programmi di prevenzione, il governo dev’essere allertato e vanno prese contromisure serie;
8-10 questi sono quelli davvero, davvero pericolosi, perché il loro impatto è certo. Non si parla più di probabilità, ma di sicurezza, così come sicuri sono i danni, che vanno da catastrofi localizzate a effetti globali più o meno gravi.
Per facilitare la lettura del tutto, la tabella sul sito ha affibbiato dei colori a ogni numero della scala di Torino: 0 è bianco, 1 è verde, 2-4 è giallo, 5-7 è arancione, 8-10 è rosso. Questo significa che basta scorrere la lista, senza neppure stare a leggere, per sapere immediatamente se ci dobbiamo preoccupare o meno. Come è evidente a tutti, il massimo del pericolo è rappresentato da 2011AG5, che ha lo 0.2% di probabilità di impatto ed è grande un centinaio di metri. Subito dopo viene 2007VK184, con lo 0.057% di probabilità di impatto e dimensioni comparabili a quelle dell’oggetto precedente. Nessuno dei sue è il famigerato asteroide di cui si parla in giro. Il che ci dice immediatamente che il gionalista italiano medio chiamato a parlare di scienza ignora completamente l’esistenza di questo sito.
Il secondo passo della mia ricerca è stato quello di risalire alla notizia. Cercando “asteroide” su Google, almeno in una ricerca fatta lunedì sera, dava come primo risultato un certo DA14, che dovrebbe colpirci il 15 febbraio, suppongo per vendicarsi di chi ha festeggiato San Valentino in santa pace. Sempre andando sul sito della NASA, si trova un 2012DA14, che è un oggetto di 45 metri di diametro classificato 0, e tra l’altro i possibili impatti sono tutti previsti nel ventennio 2040-2060, per cui qui qualcuno ha preso lucciole per lanterne.
Oggi faccio di nuovo la ricerca e finalmente trovo la notizia: Studio Aperto, che, a livello di informazione scientifica, non è esattamente Nature, durante l’edizione del 7 novembre accenna proprio ad un asteriode “grande quanto il Texas” che avrebbe il 30% di possibilità di schiantarsi sulla terra tra novembre e dicembre di quest’anno. Ora, qualsiasi notizia di catastrofi che cadano a cavallo del 21 dicembre va presa con le molle, per via della bufala della predizione dei Maya, ma, siccome a volte la vita ha uno strano senso dell’umorismo, la data in sé non è una ragione per credere che la notizia sia una bufala. Ma ci sono altri elementi: si dice che la notizia è stata data da un “pentito della NASA”, un dipendente anonimo che non vuole mantenere la consegna del silenzio che l’Agenzia Spaziale Americana ha deciso di mantenere sulla vicenda per non causare il panico. E questo è un grande classico del complottismo: notare per altro come la scala di Torino preveda che dal livello 2 in su si debba avvisare il pubblico. Per dire. Infine, ultima chicca: l’asteroide si chiama Nubiru. E qui ogni credibilità va a farsi benedire. Perché Nibiru è il nome del fantomatico pianeta X che ogni tot anni, secondo una teoria completamente priva di qualsivoglia straccio di prova, e che dunque possiamo rubricare semplicemente a “fantasia paranoide”, entra in rotta di collisione con la Terra causando catastrofi a non finire. Quindi, qui qualcuno ha messo insieme un classico della leggenda metropolitana con la profezia Maya con gli allarmi immotivati sugli impatti di atseroidi che periodicamente i giornali a corto di notizie mandano in giro.
Sulla rete si dice che la notizia è stata data dalla CNN, chiamando dunque in causa un altro grande classico del complottismo, il principio di autorità. Non è esatto: quello linkato non è un articolo della CNN, ma un post di un blog ospitato dal sito della CNN: anche Repubblica ha una piattaforma di hosting per blog, su cui scrive certo gente tipo Odifreddi o la Lipperini, ma anche emeriti sconosciuti, soli responsabili di quel che scrivono. Dunque, non è la CNN che ha dato la notizia, ma un tizio su un blog. Quindi, ricapitolando:
il sito della NASA non indica nessun asteroide pericoloso nella sua pagina dedicata;
la CNN non ha mai dato una notizia circa un asteroide pericoloso che starebbe per venirci addosso;
un tizio ha detto che un tipo della NASA che, guarda un po’, non vuole essere nominato, ha detto a qualcuno che sta per caderci in testa un asteroide.
A questo punto, ognuno è libero di credere o meno alla voce di un tizio anonimo sul web, che per altro chiama in causa un altro tizio anonimo (“mio cugino mi ha detto che una volta lui è morto”…). Io preferisco la scienza :) .
Ultima nota: come dicevo all’inizio, il rischio di un impatto nel futuro esiste, ma ogni giorno ci esponiamo a rischi per peggiori per la nostra incolumità. Ci sono centinaia di altre cose che minacciano la nostra vita e la nostra salute, sia a livello di singole persone che in quanto comunità di persone. Gli asteroidi sono l’ultimo dei problemi. State tranquilli :)

P.S.
La regia mi dice che da oggi è in vendita I Regni di Nashira 2 – Le Spade dei Ribelli, per cui dateci sotto in libreria, su! :P
Per festeggiare l’evento, una bella foto con quelle che qualcuno ha definito su Twitter le mie figlie, sempre presa in quel di Lucca.

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