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Post-eventum

Sono sul treno che da Lucca mi sta riportando (lentamente e con molte fermate) a casa. Sicché, anche questa Lucca, la mia undicesima, è finita. Ieri, mentre tornavo sola soletta all’albergo, e tagliavo il braccialetto che si indossa per tutti i giorni della manifestazione, sentivo quella tipica malinconia post-eventum, quel misto di tristezza, solitudine, e desiderio di ricominciare tutto da capo. Assieme, ovviamente, alla devastante stanchezza dell’ultimo giorno, che poi, fatalmente, si ripercuote anche sul giorno successivo. Ci vorrebbero quattro giorni di riposo dopo, per riprendersi.
L’ho detto brevemente su Twitter, lo ridico qua: Lucca per me resta un evento unico, e spiegarla a chi non c’è mai venuto, e magari non appartiene neppure al mondo che lì si incontra e si celebra, è anche difficile. Immaginate una sospensione del mondo reale lunga quattro giorni, in cui ognuno è libero di esprimersi come vuole, in cui una delle più belle città d’Italia viene leteralmente invasa da una folla multicolore, di ogni età, composta da gente di tutti i tipi, riunita dalla passione per la cultura pop. È qualcosa di straordinario, è il Nerdvana, la casa di tutti noi che con la fantasia ci conviviamo tutti i giorni, spesso letteralmente (come me) ci viviamo. Ci sono cose che possono succedere solo a Lucca, tipo che 400.000 persone in una città che ne conta 90.000 non causino alcun tipo di incidente, non scatenino risse e accoltellamenti, si dispongano in file ordinate e si godano una manifestazione culturale. Tipo vedere un cosplayer vestito da Ghost Rider, bellissimo e spaventoso, che spinge un passeggino. O ricevere un complimento che si ricorderà per tutta la vita da un grandissimo scrittore.
Ecco. Lucca è quel luogo in cui avvengono cose straordinarie, in cui ti ricarichi per continuare, per il resto dell’anno, a nutrire le tue ossessione in solitudine, nel tuo studio, mentre scrivi, in cui la cultura è una cosa bella, che unisce e non divide, una cosa gioiosa e appassionante.
A me, di cose belle, quest’anno ne sono successe molte. Dall’incontro con tutti voi, alla bella presentazione di Dove Va a Finire il Cielo, alla cena con i cosplayer del Mondo Emerso, a quelle con colleghi e amici, alla splendida tavola rotonda con Matteo Strukul, Herbie Brennan, Alwyn Hamilton e Pierdomenico Baccalario. Ma, sono certa non me ne vorranno tutte le splendide persone che ho incontrato, reincontrato e conosciuto quest’anno, la cosa più bella che mi sia capitata è un’altra. Si tratta della prima del corto ispirato alle Cronache del Mondo Emerso e realizzato da Elia Rosa, Erica Andreose, e i loro amici. È stata una cosa emozionante e bellissima, difficile da esprimere a parole. Un film vero, fatto da professionisti, con un regista, un produttore, degli sceneggiatori e un cast che fanno questo di mestiere, ti dà la perfezione tecnica, e ti fa salire le vendite del libro. Ma la passione che trasuda da un prodotto fatto da fan, la cura per il dettaglio, l’amore per personaggi e ambientazioni, quella non la puoi trovare da nessuna altra parte. Il corto è bello, è pieno di cose straordinarie, è un prodotto pieno di talento, e per me rappresenta un atto d’amore verso le mie storie. Ecco, questa per me è stata una soddisfazione straordinaria. È stato bellissimo vedere quanta passione, quanta fatica, ma anche quanto divertimento le mie storie sono state in grado di stimolare. Non voglio dire che nulla di questo ci sarebbe stato senza Nihal & co.; il talento di Elia e Erica si sarebbe di sicuro espresso su altro, anche senza di me. Ma sono contenta che in un mondo pieno di storie fantastiche, più belle delle mie, loro abbiano scelto proprio le Cronache per fare questa cosa straordinaria.
Me ne torno a casa con una valigia che pesa quasi quanto me. La cosa più preziosa che porto con me sono i ricordi di tutte le cose fantastiche che ho vissuto in questi tre giorni, e un piccolo cofanetto di plastica, con sopra una ragazza dai corti capelli blu e le orecchie a punta, vista di spalle.
Io ho il DVD, ma questo non significa che anche voi non possiate vedere il corto. Da domenica mattina, è disponibile per tutti su YouTube. Io ve lo incollo qua sotto. Buona visione.

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Una giornata nel Mondo Emerso

Chi mi segue qui o sui canali social ricorderà che da un annetto a questa parte un gruppo di ragazzi sta realizzando un corto ispirato alle Cronache del Mondo Emerso. Per le precedenti puntate, c’è questo post qui, con annessa intervista al regista Elia Rosa e all’attrice che interpreta Nihal, Erica Andreose. Invece per tutte le informazioni e per seguire il progetto c’è la pagina Facebook dedicata. Se ci andrete, vedrete che nelle ultime foto spunto anch’io…ebbene sì, questo fine settimana ho preso armi, bagagli e famiglia e sono andata sui Colli Euganei, dove sono di base Elia e Erica, e ho girato con loro l’ultima scena del corto. Così, en passant, era la scena 42, e l’abbiamo anche girata un anno esatto dopo la prima, Nihal sulla torre di Salazar. Per dire il destino :P .
Sapete che ho un passato (neppure lontanissimo…) da cosplayer. Sapete che la creatività è un elemento fondante della mia vita, che la esprimo in molti modi diversi, e che l’ammiro quando la vedo negli altri. E allora capite perché veramente, veramente non potevo fare a meno di partecipare a questa cosa.
È stata una giornata davvero mitica. A parte il divertimento di girare qualcosa, dopo l’esperimento del corto sulle scie chimiche (per i curiosi, qua), a parte quanto diavolo mi piace indossare il mantello (vi prego, cerchiamo un modo di farlo tornare un capo di moda e socialmente accettato :P ), è stato bellissimo far parte di un progetto che trasuda non solo passione, ma un sacco di talento da tutti i pori. Erica, Elia e i ragazzi sono giovani e non sono professionisti, ma coi mezzi che hanno sono stati in grado di realizzare una cosa fantastica. Lo si intuisce già dai trailer, ma io, come altri pochi fortunati, ho visto l’anteprima proiettata al Festival di Vinci di quest’anno, e vi assicuro che è una cosa davvero, davvero bella. Sono passati undici anni dalla pubblicazione di Nihal della Terra del Vento, ho vissuto nel Mondo Emerso per dieci anni, ci sono persone, tra cui Erica, che sono cresciute con quei libri. Non potevo non essere parte di quest’altro pezzettino di storia, che mi appartiene solo in minima parte, ma che è legato strettamente al mio percorso, e non solo a ciò che ho fatto come scrittrice, ma anche tutto sommato a ciò che sono, a ciò che mi piace. E poi vedere Oarf – non riesco a chiamarlo modellino perché è a grandezza naturale, e si muove! -, Salazar, la Rocca, le armi…la spada di Ido, col giuramento al Tiranno cancellato, proprio come nel libro, è stato per me è una cosa favolosa, difficile da spiegare. Non è stato solo il piacere di vedere il proprio immaginario riprodotto, e in modo così fedele, ma è stato soprattutto la possibilità di toccare con mano la forza delle storie, che avvicinano percorsi altrimenti lontani, che accomunano e permettono incontri straordinari. L’ho detto mille volte, ma le mie storie mi hanno permesso di raggiungere luoghi e realtà che altrimenti non avrei mai conosciuto. È una cosa che non sai, prima di sederti alla scrivania e scrivere; nebulosamente percepisci che non sono solo parole, ma non lo capisci davvero fino a quando quelle storie non arrivano ad altri, e iniziano il loro percorso nelle loro menti e nei loro cuori. Scrivere è un’attività solitaria; a volte si ha bisogno di uscire dal bozzolo e vedere l’effetto che quel che si ha scritto ha su chi legge. È per questo che sabato è stato così bello. E poi sui Colli Euganei non c’ero mai stata, ed è un posto davvero fantastico. Elia e Erica, santa pazienza, mi hanno scarrozzata un po’ in giro a vedere alcune location, tra cui una cascata meravigliosa in un fantastico bosco, il luogo in cui è stata girata la morte di Laio. Ed è stato anche molto bello che con me ci fosse la mia famiglia, che non sempre riesce a seguirmi. Vedere Irene che si divertiva e stava in groppa a Oarf è stata una cosa difficile da descrivere. Finora lei non è mai stata davvero coinvolta nel mio lavoro; è raro mi segua per presentazioni ed è troppo piccola per leggere i miei libri. Il fatto che ci fosse almeno in quest’occasione per me è stato davvero bello.
Sul mio Flickr trovate le foto che abbiamo fatto io e Giuliano, molte altre, soprattutto quelle della scena che abbiamo girato, le trovate sulla pagina Facebook del progetto. A volte le immagini possono raccontare più chiaramente certe sensazioni; con le storie me la cavo, ma quando devo parlare di cose più personali, sono decisamente scarsa :P .
Avrei voluto chiudere con un’immagine embletatica, ma l’uploader del sito non funge, grrr, per cui ve la linko e basta. È questa qua; l’ha scatta la madre di Erica mentre giravamo. Secondo me è significativa di questo lungo percorso. Non so se ho chiuso con Nihal, probabilmente no, ma sento che questo corto, e la giornata di sabato, hanno chiuso un certo percorso, mi hanno dato la dimensione del tempo passato e della strada macinata in questi anni. E di questo posso solo che ringraziare Elia e Erica.

Una giornata sui Colli Euganei, Mondo Emerso

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Il corto delle Cronache del Mondo Emerso: intervista a Elia Rosa e Erica Andreose

Molti di voi sapranno che, circa un anno fa, alcuni ragazzi hanno iniziato a realizzare un corto ispirato alle Cronache del Mondo Emerso. Chi di voi era al mio incontro di Lucca dello scorso anno forse si ricorda una ragazza vestita da Nihal che distribuiva dei volantini a forma di elsa della spada di Nihal con sopra l’indirizzo della loro pagina Facebook (questa qua).
Il progetto è andato avanti, e, sebbene resti una cosa fatta per passione tra amici, è diventata enorme, per lunghezza, per impegno, per capacità realizzative. Elia Rosa, il regista, e Erica Andreose, che interpreta Nihal e ha partecipato alla realizzazione di costumi e oggetti di scena, hanno filmato decine di scene, hanno realizzato modellini (tra cui uno, fantastico, di Oarf), armi, vestiti…E lo scorso luglio, a Vinci, per la Festa dell’Unicorno, hanno mostrato i primi venti muniti della loro opera. Io purtroppo non c’ero (è un periodo complicatissimo, lo scoprirete in autunno), però ho ugualmente visto l’anteprima. E mi ha appassionata e commossa; perché è una cosa che trasuda una passione sconfinata, ha una cura per il particolare che tradisce tutto l’amore che i ragazzi stanno profondendo in questo progetto, perché è bello, e pieno di talento, e più grande persino delle mie storie, e io sono onorata di aver dato il La a questa avventura. È bello, bello, bello, dico davvero, chiamarlo corto è anche riduttivo (anche tecnicamente; voglio dire, l’anteprima dura 20 minuti…).
Sono in contatto da un po’ con Elia, Erica e i ragazzi, seguo i loro progressi, cerco quando posso di fare pubblicità al loro progetto, nel mio piccolissimo cerco di aiutarli o quanto meno supportarli. E quindi, niente, siccome vedendo l’anteprima mi è venuta voglia di chiedere loro un po’ di cose, ho pensato di intervistarli per voi. Non sono un granché come giornalista, ma spero che le mie domande possano essere interessanti anche per voi. Vi invito ovviamente a visitare la loro pagina e a guardare il materiale che hanno prodotto.

Ciao Erica ed Elia! Dunque, vorrei cominciare proprio dal principio: come avete conosciuto Le Cronache e come è maturata in voi la decisione di farne un corto?

-Elia: Dopo aver conosciuto Erica circa 2 anni fa, mi sono buttato ,seguendo i suoi consigli, nel mondo della lettura, che fino a quel momento comprendeva solo manga.
Dopo la lettura di qualche libricino decisi di affrontare un librone ben più sostanzioso, “Cronache del Mondo Emerso”, sempre consigliatomi da Erica.
Rimasi incantato sin dalle prime pagine! Riuscivo ad immaginare ogni frase che leggevo con inquadrature cinematografiche, leggevo e immaginavo la scena come se stessi guardando un film! Non mi era successo nelle precedenti letture, ma in questo sì! E accadeva sempre più di frequente…avevo scene complete nella mia mente e mi dispiaceva da morire non poter vederle in un film come “Il Signore degli anelli”, perché questo libro merita davvero di essere un colossal cinematografico.
Dunque un pomeriggio, dopo aver letto qualche capitolo verso la fine del libro (mi mancava ancor un po’ per concluderlo ma avevo già le idee chiare) chiesi ad Erica, buttandola sul ridere:” quando finisco il libro giriamo un video sulle cronache? E tu fai Nihal”…lei era di spalle e si girò stupita :” sul serio?” e io “si! Facciamo un cortometraggio dai”. In quel momento sapevamo entrambi che era un’idea folle e che sarebbe andata in fumo ancor prima di iniziare a fare qualcosa…invece no, ci siamo dati da fare, ci abbiamo creduto e abbiamo lavorato sodo per non mollare! E ora siamo qui a distanza di un anno, quasi giunti al completamento di questo immenso lavoro.

-Erica: Io ho conosciuto le Cronache molti anni fa, in quinta elementare la mia migliore amica mi ha consigliato di leggerle e mi sono immediatamente innamorata della saga che mi ha accompagnato per tutte le medie e mi accompagna ancora! È stata la prima saga che mi ha avvicinato al fantasy e Nihal è un personaggio che mi ha aiutato molto nella crescita, non mi ha mai abbandonato.
Ho consigliato la saga a Elia e anche lui ne è rimasto entusiasta, tanto da propormi la creazione di un cortometraggio, un’idea che non potei assolutamente rifiutare!

Perché avete scelto proprio le Cronache, e non un altro libro, o anche solo un’altra mia saga?

-Elia: E’ stato per puro caso, appunto perché è stato uno delle mie prime letture; prima avevo letto Joyland, Misery di Stephen King, e Colpa delle stelle di John Green. Magari se non lo avessi letto non mi sarei mai cimentato in un’impresa simile.

-Erica: Personalmente penso che le Cronache siano imbattibili come saga fantasy italiana e altri romanzi sarebbero stati più complessi o meno conosciuti.
Le Cronache hanno una buonissima storia sia dal punto di vista fantasy che sotto l’aspetto di crescita del personaggio e inoltre questa trilogia ha una forte armata di fans che avrebbero seguito il progetto e ci avrebbero aiutato molto nella realizzazione del corto.

Vi eravate mai cimentati in qualcosa di simile, come regista e come attrice, o è il vostro esordio assoluto?

-Elia: Ho sempre adorato il cinema ma diciamo che ero più concentrato sulla mia altra grande passione: i fumetti.
Ho sempre passato la mia vita a disegnare e poco prima di lavorare al corto avevo finito un intero volume di un fumetto da me ideato. Ma tra un fumetto e l’altro avevo sempre le mie pazze ispirazioni da regista e ogni tanto giravo qualche cavolata, tipo piccoli trailer (con il cellulare) di cose senza senso, oppure replicavo il più fedelmente possibile i trailer dei 2 film di Spiderman usciti in questi anni (sono un fanatico di Spiderman ), sempre supplicando/costringendo i miei amici ad aiutarmi con le scene, gli stessi amici che sono presenti in questo cortometraggio … sono sempre al mio fianco e assecondano le mie idee pazze!

-Erica: Elia aveva già sperimentato l’esperienza di regia con altri videoclip per il web e io l’ho affiancato nella realizzazione di un trailer come attrice.
Ma il Corto è stata davvero una sfida ad alti livelli, quindi possiamo considerarla la nostra prima vera prova di filmato serio.
Io ho sempre recitato nei laboratori teatrali scolastici ma non ho mai studiato presso scuole o corsi specializzati e soprattutto non avevo mai provato a recitare di fronte ad una videocamera, che è un’esperienza molto diversa dal teatro.

Erica, vieni dal mondo del cosplay? E se sì, come hai cominciato, e che personaggi hai realizzato?

-Erica: Si sono una cosplayer ma nulla di impegnativo. Mi piace realizzare qualche personaggio per mia pura soddisfazione personale. Ho iniziato nel 2011 grazie ad una mia cara amica che mi ha convinta a partecipare a un’esibizione di coppia con lei ad una gara cosplay e come primo approccio è stato davvero fortunato (la nostra esibizione ha vinto) e super divertente! Ho realizzato Gumi Megpoid dei Vocaloid in tre versioni, Sherlock della BBC e Amy Pound di Doctor Who.

Come avete elaborato la sceneggiatura e lo storyboard? È stato un lavoro di gruppo?

-Elia: Erica ed io abbiamo discusso a lungo su cosa raccontare effettivamente della storia.
Era ovvio che non potevamo ricreare ogni scena dall’inizio alla fine perché sarebbe stato un lavoro davvero immenso e ci avrebbe portato via anni, perciò pensammo di riassumere la storia di Nihal per momenti fondamentali.
Ci serviva un sistema per raccontare in modo rapido e preciso la sua vita dall’inizio alla fine, ed è per questo che abbiamo pensato di rendere tutto un flash back facendo partire il cortometraggio da un momento molto drammatico della storia per far rivivere a Nihal ciò che l’ha portata a quel momento.

-Erica: Tutto il lavoro riguardante le inquadrature è stato realizzato da Elia che ha sempre avuto una visione chiara delle scene che voleva girare, ha disegnato tutti gli storboyard; talvolta l’ho aiutato o gli ho proposto qualche nuova idea. Poi nel momento effettivo delle riprese si apportavano delle modifiche a seconda delle location o di come veniva la scena. Il resto del gruppo è stato fondamentale moltissime volte perché si accorgevano di molti errori che io ed Elia non potevamo notare durante la ripresa e ci hanno anche fornito molti spunti interessanti per la realizzazione di nuove inquadrature.

E per quel che riguarda il cast, come l’avete scelto?

-Elia: Non è stato molto difficile, non avevamo molte alternative poiché non avevamo soldi per fare un casting, ma solo occhioni dolci per convincere i nostri amici a darci una mano :P .
Mio fratello era la persona più scontata da utilizzare, lui è la mia cavia (poverino…), subisce perennemente tutti i miei esperimenti e si sottopone controvoglia alla realizzazione delle mie idee. Per convincerlo è bastato dirgli che lui avrebbe interpretato un cavaliere (Fen) e che avrebbe indossato un armatura d’oro! (lui AMA le armature :P )
Soana invece è interpretata dalla sua ragazza, Laura, che è stata scelta per la sua incredibile somiglianza all’illustrazione del personaggio! Era perfetta!
Stessa cosa vale per Laio. Riccardo era l’ideale, un ragazzino dall’aria dolce con i capelli biondi ricci, in più ha interpretato magnificamente il fammin.
Livon non è stato facile; visto che sono io il più grande tra i miei amici, avevo solo scelte più giovani di me per fare il padre di Nihal, perciò decidemmo di costringere Jacopo a farsi truccare per invecchiarlo di circa una quarantina d’anni.

-Erica: Diciamo che è nato man mano che scrivavamo gli storyboard; quando sceglievamo quali personaggi inserire nel corto andavamo alla ricerca fra i nostri amici di coloro che assomigliavano maggiormente al personaggio.
Fortunamente tutti i nostri amici sono pazzi almeno quanto noi e ci hanno supportato e seguito in questa avventura sopportando molte fatiche!
Alcuni personaggi sono riusciti davvero divinamente, è il caso per esempio di Ido che è stato interpretato magnificamente da Luca Crivellaro, con le sue doti recitative è riuscito a ricreare la piena essenza del personaggio in poche scene.

Come avete scelto le location? Qual è la vostra preferita?

-Elia: La mia location preferita è Fonte Regina a Torreglia, dove abbiamo girato la scena di Phos. Mi è subito sembrato il luogo ideale dove Nihal poteva concentrarsi e trovare la comunione con la natura.

-Erica: Pensiamo che le location siano uno dei nostri punti di forza, i meravigliosi luoghi dei Colli Euganei ci hanno fornito un personale Mondo Emerso da far vedere.
Abbiamo passato un mesetto buono in macchina alla ricerca dei vari luoghi che ci interessavano, quindi li abbiamo catalogati e divisi per scene e funzioni.
È stato molto interessante scoprire paesaggi davvero magici vicini a noi che non avevamo mai visitato!
La mia location preferita è le Cascate Schivanoia a Teolo, dove abbiamo girato la morte di Laio: un posto incantevole con un’atmosfera davvero unica!

Immagino che gli effetti speciali abbiano rappresentato una grossa sfida: qual è stata la cosa più difficile da realizzare?

-Elia: E’ stato senza dubbio il salone del Tiranno per la scena di apertura! Sono stato settimane al computer per rendere al meglio quella scena che dura solo 2 minuti. Ho anche dovuto sacrificare più di un’inquadratura perché era troppo complesso creare il fotomontaggio per via della telecamera in movimento. La difficoltà stava nel fatto che l’intera scena è stata girata con lo schermo verde! Non c’è nulla di reale in quella scena, oltre Nihal e al Tiranno.
Per creare il salone abbiamo usato un modellino in legno apribile nel quale potevo entrare con la telecamera per poter riprendere il paesaggio da ogni angolazione.
La difficoltà maggiore stava nel riuscire a fotografare il salone con l’angolazione identica alle inquadrature fatte mesi prima. Se le foto non avevano una perfetta angolazione, il fotomontaggio al computer sarebbe uscito male e con una prospettiva sballata. È stato davvero tutto un lavoro di prospettiva e luci per camuffare gli errori e la finzione dell’ambiente, ma il risultato finale per noi è qualcosa di impressionante e siamo davvero soddisfatti, visto e considerato che fino a pochi mesi fa io nemmeno sapevo usare un programma di effetti speciali!

E per quel che riguarda costumi e armi?

-Elia: Tutte le Armi realizzate per il cortometraggio le ho realizzate io in legno, tranne una che l’ha costruita mio fratello (la spada di Fen), ricordo ancora che le prime due armi che ho realizzato sono state la spada di Nihal e il pugnale di Sennar, all’insaputa di Erica :P , perché volevo regalargliele al suo compleanno. Infatti giorni prima stavamo parlando del cortometraggio (non avevamo ancora iniziato a disegnare gli storyboard) e io la prendevo in giro guardando le illustrazioni delle armi e dicendole :“mamma mia, guarda che dettagli le spade… ma secondo te riusciremo a farle? Sono difficili eh….mi sa che non ce la facciamo” (ma in realtà erano già pronte da giorni).

Per i costumi, la maggior parte sono stati creati con stracci o stoffe vecchie o comunque con cose che già avevamo in casa e molti non sono nemmeno cuciti ma sono incollati con la colla a caldo.
Ovviamente abbiamo curato molto di più i costumi dei personaggi principali, soprattutto quello di Nihal. Per i costumi più importanti ci siamo affidati alle mani più che capaci della mamma di Erica :P , la tenuta da battaglia di Nihal penso sia un’opera d’arte! È meravigliosa.

-Erica: Il drago sicuramente è stato la sfida più grande ma anche l’armatura di Fen e il Fammin sono stati molto impegnativi come realizzazioni perché ci hanno preso molto tempo.

Invece la scena più difficile da girare, per Elia, e da interpretare, per Erica?

-Elia: credo che la scena più difficile sia stata quella in cui Nihal cavalca il drago mentre vola.
Era inverno ed era freddo anche se eravamo chiusi in u. capannone. Avevo bisogno di molte persone per girare quella scena: qualcuno che muovesse il drago, due persone che muovessero il mantello di Nihal per simulare il vento e qualcuno che sparasse aria compressa in faccia ad Erica per farle muovere i capelli!
Abbiamo girato penso per due ore, ed Erica, oltre a soffrire per la scomodità di stare seduta sul dorso spinato di Oarf soffriva molto il freddo poiché indossava il costume di Nihal e continuava a prendersi raffiche di vendo gelido in faccia (non ho idea di quanto mi abbai odiato in quel momento).

-Erica: Per me è stata più difficile da recitare la morte di Fen, volevo renderla al meglio ma non sapevo neanche io che movimenti o espressioni fare per rendere vero il dolore di Nihal.
Alla fine ho improvvisato e tutto sommato quando la riguardo mi piace, invece ci sono altre scene che pensavo di aver recitato molto bene ma quando le riguardo sento di non averle fatte al meglio.

E la scena preferita, per entrambi?

-Elia: A mio parere le scene più riuscite sono quelle con Ido, per la luce, per le interpretazione, per le inquadrature. Nel lavoro completo sono risultate veramente cinematografiche e personalmente le adoro da morire! Ma adoro anche la scena della morte di Fen, perché è molto drammatica e mio fratello sembrava realmente morto! Abbiamo scelto noi di farlo restare con gli occhi semi aperti e non chiusi del tutto, per far si che quel momento fosse ancora più duro e triste per chi guarda.

-Erica: La mia scena preferita è quella girata con Ido durante l’addestramento, è venuta davvero bene a mio parere! Visivamente penso verrà benissimo la scena della neve perché ha dei colori e un’atmosfera unica che la rende uno dei pezzi forti del video anche se è solo un frammento.

Qual è stata la cosa più emozionante di questo progetto?

-Elia: Sicuramente conoscere te e il fatto che tu ci sostenga e segua il progetto :P . Poi è stato molto emozionante assistere in prima persona alla reazione dei fan all’anteprima del cortometraggio alla Festa dell’Unicorno! Eravamo terrorizzati ed agitati, non prevedevamo la reazione degli spettatori, ma siamo rimasti sbalorditi dagli applausi e dai complimenti ricevuti, è stato davvero inaspettato e ha ripagato tutti gli sforzi fatti per creare questo cortometraggio!

-Erica: Vederlo crescere piano piano, vedere l’idea diventare realtà e capire di aver fatto qualcosa di importante quando guardandoci alla spalle vediamo molti fans che ci seguono e ci supportano.
Per me è stato un vero sogno avere l’approvazione di Licia e il suo supporto costante!
I momenti più emozionanti li ho vissuti in fiera quando le persone venivano ad abbracciarci dicendo che ci seguono sempre sul web oppure quando genitori o adulti ci stringevano la mano per complimentarsi e spronarci a continuare su questa strada.

Domanda classica di chiusura: progetti futuri? E lo rifareste, o vi siete pentiti? :P

-Elia: Personalmente io vorrei tuffarmi in un’avventura diversa da questa nei progetti futuri. Abbiamo esplorato un mondo con le Cronache, vorrei esplorarne altri lavorando a qualcosa di diverso! Io amerei realizzare la versione cinematografica di uno dei fumetti che ho creato in questi anni e dopo aver fatto questo corto credo che potrei cimentarmi in qualcosa anche di più complesso :) . Adoro le sfide e adoro sfidare me stesso.
Se domani mattina mi svegliassi e mi ritrovassi ad un anno fa quando ancora progettavo questo video, non credo avrei la forza per rifare tutto daccapo. Mi piacerebbe, ma non lo rifarei. È stato un anno davvero duro e abbiamo sacrificato moltissimo del nostro tempo libero e di quello dei nostri amici per lavorare al cortometraggio, ma non sono e non sarò mai pentito di aver speso il mio tempo dietro a un progetto del genere. Perché mi ha permesso di dare veramente sfogo alla mia creatività e alla mia immaginazione, alla mia voglia di fare e alla mia passione. Vedendo i risultati ottenuti sono davvero orgoglioso di me stesso e dei mie amici. Perché un progetto del genere sarebbe una sfida per chiunque, e noi siamo solo un gruppo di amici senza nessuna competenza in materia, ma ce l’abbiamo fatta e speriamo di ispirare altri pazzi come noi a cimentarsi in sfide così grandi.

-Erica: Progetti futuri ce ne sono tanti, faremo una scelta e ci cimenteremo in una nuova avventura, vorremmo un po’ cambiare registro in modo da conoscer anche altre tipologie di trame e di filmati.
Sicuramente non spariremo!
Il Corto delle Cronache è stata una sfida bellissima che ci porta ogni giorno grandi soddisfazioni ma sarebbe una bugia dire che non ci sono stati momenti in cui eravamo ad un passo dal gettare la spugna.
La vera sfida è stata andare avanti nonostante tutti gli imprevisti e i momenti di sconforto, però è stato molto utile come crescita e ci ha portato innumerevoli gioie, quindi si lo rifarei!

Bon, tutto qua. Vi invito ancora a visitare la pagine del progetto. Io cercherò di dare conto di ogni sviluppo e dello stato di avanzamento della cosa. E poi, magari, di una bella proiezione pubblica :) .

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Nihal live

Un po’ di tempo fa, fui contattata su Facebook da un gruppo di ragazzi che stava provando a fare un corto sulla Cronache del Mondo Emerso. Voi sapete quanto io adori queste cose, così iniziai subito a seguire il progetto un po’ sul profilo dei ragazzi coinvolti, e poi sulla pagina Facebook dedicata. Ho visto la costruzione passo passo di armature, costumi e creature, ho visto con crescente stupore la passione, e anche la straordinaria capacità e inventiva di chi era coinvolto nel progetto, e mi sono appassionata sempre di più.
Il 25 Dicembre è stato rilasciato il primo trailer. Ahò, io, ve lo dico, mi sono emozionata. È una cosa bella, fatta con cura, e, soprattutto, con una passione straordinaria, che trasuda da ogni fotogramma. Ve lo incollo qua sotto, in modo che possiate emozionarvi anche voi.

Se volete seguire passo passo tutto il progetto (per esempio, c’è uno splendido video sulla realizzazione di Oarf), questa è la pagina Facebook da seguire. Chi di voi era a Lucca ricorderà anche Nihal che distribuiva un po’ di volantini al riguardo. Per il resto, che dire, io non vedo l’ora di vedere il prodotto finito!

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