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Belle Addormentate spaziali

Era il 2004. Dieci anni fa. All’epoca la laura in fisica si conseguiva discutendo la tesi e una tesina che veniva scelta tra due che erano state preparate dal candidato, e che fossero di argomento diverso da quello della specializzazione. Se ti stavi laureando in astrofisica, la tesina non poteva parlare di astrofisica.
All’epoca, Giuliano era in Cile per la tesi di laurea. Visto che per tutta una serie di ragioni era costretto a laurearsi a luglio, un paio di settimane dopo il suo ritorno in Italia, io gli diedi una mano con una delle due tesine – che per altro poi neppure discusse, perché gli chiesero l’altra – mettendomi a reperire in giro il materiale che gli sarebbe servito per scriverla, e andando a parlare al posto suo coi professori, visto che lui stava dall’altra parte del mondo. La tesina verteva su Rosetta.
Passo indietro. Immagino più o meno tutti abbiate familiarità con la stele di Rosetta: si tratta di una stele, appunto, col medesimo testo – una specie di panegirico di un re in occasione dell’anniversario della sua incoronazione – in greco ed egiziano. La sua scoperta fu una tappa fondamentale della traduzione dei geroglifici.
La Rosetta di cui invece avrete sentito parlare questa settimana, e di cui parlava la tesina di Giuliano, è una sonda che è stata lanciata nel 2004. Si chiama così proprio dalla stele di Rosetta. Per quanto ci piaccia credere di sapere ormai più o meno tutto sull’universo, in realtà sono tantissime le cose che ancora non sappiamo, persino dei dintorni della Terra. Per esempio, non abbiamo completamente chiaro il rapporto tra asteroidi e comete. Ok, i primi sono oggetti preminentemente rocciosi, le seconde sono “palle di neve sporca”, secondo una definizione piuttosto diffusa. Ma una cometa può diventare asteroide, magari perché ha un nucleo roccioso che viene “scoperto” quando tutto lo strato ghiacciato superficiale viene sciolto? Inoltre, le comete e gli asteroidi sono quanto rimane della nube dalla quale si è formato il Sistema Solare, e quindi sono una specie di “fossili” astronomici che possono darci informazioni sulla composizione di questa nube primordiale, e dunque su come dalla nube si siano formati i pianeti. C’è poi la teoria della panspermia, secondo la quale addirittura le comete hanno portato la vita sulla Terra. La teoria è diventata famosa quando nel 2006 venne annunciato che nei detriti di una cometa raccolti dalla sonda Stardust erano state trovate molecole organiche. Insomma, le comete sono interessanti e nascondono ancora parecchi misteri. Rosetta, come la stele, si propone di decifrarli.
Rosetta, vi dicevo, è stata lanciata nel 2004. Ha compiuto un viaggio lunghissimo, che trovate illustrato in questo video.

La tesina di cui vi parlavo si concentrava proprio sulle caratteristiche meccaniche (nel senso della branca della fisica, la meccanica, appunto, che studia il moto dei corpi) del viaggio. Come vedete, più volte Rosetta sfrutta l’effetto fionda, ossia vola vicino ad un pianeta per sfruttarne la spinta gravitazionale e guadagnare velocità. Infatti, l’obiettivo di Rosetta è la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che attualmente si trova dalle parti di Giove, e nessun razzo è in grado di spedire direttamente una sonda fin là. Durante il suo viaggio, non è stata con le mani in mano: ha misurato il campo magnetico di Marte, fatto foto di asteroidi, osservato la coda di detriti di un asteroide, confermando che non si trattava di una cometa. Poi, nel 2011, è stata spenta. Lo shut-down è stato fatto per preservare gli strumenti e le funzionalità della sonda fino al suo arrivo nei dintorni della cometa. Dopo circa tre anni, era previsto che Rosetta si svegliasse, e lo facesse da sola, senza comandi da Terra. Il risveglio è avvenuto proprio in questi giorni, nello specifico il 20 gennaio. Il risveglio era ovviamente un momento delicatissimo: per 31 mesi la sonda è stata spenta, e non ha neppure comunicato con la Terra, mentre si apprestava a raggiungere il suo obiettivo, che, ve lo ricordo, sta a quasi 800 milioni di chilometri dalla Terra (per un raffronto, la Luna dista circa 400 000 km). Le comunicazioni da parte di Rosetta al momento impiegano quasi 45 minuti per arrivare fino a noi. E insomma, se non si fosse accesa sarebbe stato un bel problema. Ma l’ha fatto. Il controllo a terra dell’ESA (European Space Agency, Rosetta è una sonda europea) si è messo in ascolto e il 20 Gennaio, alle ore 18.18 ora di Greenwich, a Terra è arrivato questo segnale qua

segno che la Bella Addormentata c’era risvegliata. Questa, invece, è stata la reazione degli scienziati coinvolti nel progetto

:P . Sono anni di lavoro che trovano compimento nel giro di pochi minuti. Io, per altro, mi commuovo sempre un po’ quando immagino che ci sono prodotti dell’intelletto umano in giro per lo spazio, così lontani da noi che noi non potremo mai raggiungerli, e che dimostrano che quando ci mettiamo di buzzo buono, quando usiamo il cervello per qualcosa di utile e creativo, siamo in grado di fare grandi cose.
Comunque. La storia di Rosetta è solo all’inizio. Una volta raggiunta la cometa 67/P-CG, Rosetta si metterà in orbita attorno ad essa. Piccola digressione: come vi dicevo, una cometa è un oggetto composto principalmente di ghiaccio e detriti. Gira intorno al Sole tipicamente con orbite molto eccentrice (ossia a forma di ellisse molto allungata); quando si trova vicino al Sole, il suo calore fa fondere lo strato di ghiaccio superficiale che, spazzato via del vento Solare (le particelle cariche emesse dal sole), forma la famosa coda. In verità di code ce ne sono due: una fatta di polvere, più pesante, l’altra di gas in stato di plasma, uno stato particolare della materia. Le code in genere sono separate, poiché quella di polvere si incurva nella direzione dell’orbita. Un’immagine vale più di mille parole: questa qua sotto è Hale-Bopp, una cometa meravigliosa che ho avuto modo di ammirare in tutto il suo splendore da ragazzina (e vi assicuro che era uno spettacolo mozzafiato, in condizioni di cielo particolarmente buio era enorme). La coda azzurra è quella di plasma, e si vedeva ad occhio nudo.


(http://siriusalgeria.net/HaleBopp.htm)

Ecco, per la prima volta Rosetta seguirà una cometa in tutte le sue fasi, per studiare come si comporta lungo l’orbita e per studiarne la struttura e la composizione. Inoltre, c’è di più: Rosetta ha un lander, ossia un robottino che si prevede atterrerà sulla cometa. Avete capito bene: un robottino tipo Spirit e Opportunity, che stanno su Marte, che atterrerà su una cometa. Che è una cosa che non ha mai fatto nessuno. Ora, atterrare su una cometa non è proprio una cosa facilissima. Saprete che noi possiamo camminare sula superficie della Terra perché c’è una forza, che si chiama forza di gravità, che ci tiene incollati al suolo. La forza di gravità è proporzionale alla massa: più è grande la massa, più è grande la forza. La massa della Terra è di 5 974 200 000 000 000 000 000 000 kg; quella della cometa 67/P-CG è stimata essere 3 140 000 000 000 kg. In soldoni, più o meno 1000 miliardi di volte più piccola. La forza di gravità sulla cometa 67/P-CG è insufficiente a tener fermo sulla sua superficie un robottino, che dovrà ancorarsi con una specie di arpione. È una cosa difficile, ma noi terremo tutti le dite incrociate perché riesca. In ogni caso, la missione Rosetta sarà un successo indipendentemente dal fatto che Philae – il lander si chiama così – riesca o meno ad ancorarsi alla cometa.
Insomma, per usare termini scientifici, io Rosetta la trovo una figata :P . Spero di aver convinto anche voi.

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